Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 7393

Cassazione, ordinanza n. 7393 del 15/03/2019

ICI - Detrazione per l'abitazione principale - Residenza anagrafica - Dimora abituale - Rilevanza.

La controversia concerne la detrazione ICI per un’abitazione nella quale la contribuente sosteneva di dimorare abitualmente, pur risultando anagraficamente residente in un altro comune; la CTR aveva escluso il beneficio per tale divergenza. La Cassazione chiarisce che, anche secondo la disciplina anteriore alla modifica del 2006, rileva l’effettiva dimora abituale del contribuente e dei familiari, mentre la residenza anagrafica non è decisiva e ammette prova contraria. Il ricorso è accolto e la causa rinviata alla CTR per un nuovo esame.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
N. 7390

Cassazione, sentenza n. 7390 del 15/03/2019

RISCOSSIONE DELLE IMPOSTE - RISCOSSIONE DELLE IMPOSTE SUI REDDITI - MODALITA' DI RISCOSSIONE - VERSAMENTO DIRETTO - RIMBORSI - TERMINI Imposta dichiarata in contrasto con il diritto dell'Unione europea dopo il pagamento - Istanza di rimborso - Termine di decadenza - Decorrenza dal versamento - Contrasto con la giurisprudenza della Corte EDU - Esclusione - Fondamento.

Un contribuente chiedeva il rimborso di parte dell’IRPEF trattenuta sull’incentivo all’esodo, richiamando la successiva pronuncia europea che aveva censurato il diverso limite di età previsto per uomini e donne. La Cassazione afferma che il termine decadenziale di quarantotto mesi decorre comunque dal versamento: la sopravvenuta incompatibilità della norma interna con il diritto unionale non riapre i rapporti tributari ormai esauriti, né la giurisprudenza della Corte EDU impone una diversa soluzione. Accertata la tardività dell’istanza, il ricorso è rigettato, con compensazione delle spese.

N. 7389

Cassazione, sentenza n. 7389 del 15/03/2019

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - ACCERTAMENTO DELLE IMPOSTE SUI REDDITI - DICHIARAZIONE ANNUALE - IN GENERE Dichiarazione integrativa - Ambito applicativo - Limiti - Conseguenze sulla proponibilità dell'istanza di rimborso.

La controversia riguarda il rimborso IRES chiesto da una società per interessi passivi inizialmente dichiarati indeducibili, mentre l’Agenzia sosteneva la necessità di una dichiarazione integrativa e contestava la prova dell’esimente applicata dai giudici di merito. La Cassazione distingue la dichiarazione integrativa, riferita all’indicazione di fatti diversi, dall’istanza di rimborso, utilizzabile entro quarantotto mesi per errore materiale, duplicazione o inesistenza totale o parziale dell’obbligazione. Ritenuto ammissibile il rimborso e inammissibili le censure dirette a rivalutare le prove, la Corte rigetta il ricorso dell’Agenzia.

N. 7388

Cassazione, sentenza n. 7388 del 15/03/2019

Sentenza n. 7388 del 15/03/2019

La controversia nasce da un’istanza di rimborso della maggiorazione di conguaglio versata con l’IRPEG e investe, preliminarmente, la tempestività dell’appello dell’Ufficio nel processo tributario disciplinato dal d.P.R. n. 636 del 1972. La Cassazione ritiene infondata la tesi dell’Agenzia secondo cui il termine lungo dell’art. 327 c.p.c. sarebbe inapplicabile: in assenza di comunicazione o notificazione, tale regola colma la lacuna e assicura la stabilità della decisione. Il testo disponibile si interrompe durante la motivazione e non riporta il dispositivo né l’esito complessivo degli altri motivi.

N. 7387

Cassazione, sentenza n. 7387 del 15/03/2019

Sentenza n. 7387 del 15/03/2019

L’accertamento aveva recuperato ricavi immobiliari non dichiarati da una società di persone, poi cancellata, e imputato il maggior reddito ai soci; questi contestavano sia gli effetti dell’estinzione sia l’impiego delle quotazioni OMI. La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso originario della società, priva di capacità processuale già prima del giudizio, ma riconosce la legittimazione propria dei soci. Esclude inoltre che l’accertamento fosse fondato sui soli valori OMI, poiché la CTR aveva considerato comparazioni con immobili analoghi e ulteriori elementi; il testo disponibile termina prima del dispositivo conclusivo.

  • Accertamento fiscale
  • Immobili
  • Società di persone
  • IRAP
  • IRPEF
  • Processo tributario
N. 7386

Cassazione, sentenza n. 7386 del 15/03/2019

Sentenza n. 7386 del 15/03/2019

La controversia riguarda la tempestività del ricorso contro quattro avvisi TIA, dopo la presentazione di un’istanza di accertamento con adesione conclusa senza accordo. La Cassazione precisa che il verbale negativo non interrompe la sospensione di novanta giorni, ma tale periodo, avendo natura non processuale, non si cumula con la sospensione feriale; quest’ultima opera soltanto sul termine residuo per impugnare. Rifatto il calcolo, la Corte ritiene tardivo il ricorso originario, accoglie il motivo pertinente, cassa la sentenza regionale e dichiara l’impugnazione inammissibile.

  • Tributi locali
  • Processo tributario
  • Accertamento e riscossione
N. 7385

Cassazione, sentenza n. 7385 del 15/03/2019

Sentenza n. 7385 del 15/03/2019

La controversia concerne la quota variabile della TIA applicata a superfici produttive di rifiuti speciali, la categoria tariffaria dell’attività e l’assoggettamento della tariffa a IVA; la CTR aveva accolto le tesi della contribuente. La Cassazione giudica apparente la motivazione sulla natura non assimilata dei rifiuti e sulla categoria applicabile, precisando che la prova dei presupposti dell’esenzione grava sul contribuente. Conferma però che la TIA, per la sua natura tributaria e in assenza di una specifica previsione, non è soggetta a IVA; accoglie parzialmente il ricorso e rinvia alla CTR.

  • Tributi locali
  • IVA
  • Processo tributario
N. 7384

Cassazione, sentenza n. 7384 del 15/03/2019

Sentenza n. 7384 del 15/03/2019

La controversia riguardava avvisi TIA per più annualità, la tempestività del ricorso dopo un accertamento con adesione, la quota variabile per superfici produttive di rifiuti speciali, la categoria tariffaria e l’applicazione dell’IVA. La Cassazione conferma che il verbale di mancato accordo non interrompe la sospensione di novanta giorni e che la TIA, per la sua natura tributaria, non è soggetta a IVA. Ritiene però apparente la motivazione su assimilazione dei rifiuti, onere probatorio e tariffa applicabile; cassa quindi la decisione e rinvia alla CTR.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 7383

Cassazione, sentenza n. 7383 del 15/03/2019

Sentenza n. 7383 del 15/03/2019

Nel giudizio di ottemperanza relativo al rimborso di IRPEF e ILOR versate per il triennio 1990-1992, la CTR aveva ordinato all’Agenzia delle Entrate di eseguire il giudicato favorevole al contribuente colpito dal sisma del 1990. Rinunciato ai primi due motivi, l’Amministrazione sosteneva che i limiti sopravvenuti alle risorse imponessero la riduzione o l’esclusione del rimborso. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile: tali limiti non incidono sul titolo formatosi in giudizio, ma sulle concrete modalità esecutive, peraltro non specificamente documentate dall’Ufficio.

  • Agevolazioni Fiscali
  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 7382

Cassazione, sentenza n. 7382 del 15/03/2019

Sentenza n. 7382 del 15/03/2019

L’accertamento recuperava IVA all’importazione e sanzioni con riferimento a un’imbarcazione formalmente destinata al noleggio, ma che la CTR aveva ritenuto utilizzata esclusivamente dal soggetto economico della società a un prezzo inferiore al mercato, escludendo l’effettiva attività commerciale. La Cassazione considera inammissibili le censure volte a rileggere fatti e prove o riferite alla diversa disciplina delle società non operative; reputa inoltre sufficiente la motivazione regionale. Conferma che l’abuso del diritto non esclude automaticamente le sanzioni tributarie e rigetta integralmente il ricorso.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Società, imprese e Professionisti
N. 7381

Cassazione, sentenza n. 7381 del 15/03/2019

Sentenza n. 7381 del 15/03/2019

La controversia concerneva il recupero di accise sul gasolio e dell’imposta di consumo sull’olio lubrificante per un’imbarcazione che, secondo la CTR, non era impiegata in un’effettiva attività commerciale, essendo utilizzata dal soggetto economico della società a un canone inferiore al mercato. La Cassazione giudica inammissibili le doglianze che non si confrontano con questa motivazione o chiedono una nuova valutazione delle prove, ritenendo adeguata la decisione regionale. Ribadisce inoltre che le operazioni elusive non costituiscono, di per sé, causa di esclusione delle sanzioni e rigetta il ricorso.

  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Società, imprese e Professionisti
N. 7410

Cassazione, ordinanza n. 7410 del 15/03/2019

Accertamento - Agevolazioni fiscali - IRAP - Svalutazione su crediti - Enti creditizi o finanziari.

Un ente creditizio chiedeva il rimborso dell’IRAP versata nel 2005 e 2006, deducendo le quote rinviate di svalutazioni su crediti contabilizzate negli esercizi precedenti; l’Agenzia sosteneva che la sopravvenuta indeducibilità comprendesse anche tali quote. La Cassazione afferma che la svalutazione incide immediatamente sul valore fiscale dei ricavi, mentre la deduzione frazionata costituisce soltanto un rinvio temporale. Poiché la modifica applicabile dal 2005 non può colpire situazioni sostanziali già consolidate, i “noni pregressi” restano deducibili; il ricorso erariale è rigettato e le spese compensate.

N. 7380

Cassazione, sentenza n. 7380 del 15/03/2019

Sentenza n. 7380 del 15/03/2019

Una società contestava una cartella sostenendo di non avere ricevuto personalmente l’atto di constatazione e irrogazione delle sanzioni, notificato soltanto allo spedizioniere incaricato delle operazioni doganali relative a un’imbarcazione. La Cassazione conferma le decisioni di merito: lo spedizioniere doganale opera quale rappresentante diretto e, finché la cessazione della rappresentanza non sia comunicata per iscritto alla dogana, gli atti amministrativi sono validamente notificati a lui. Poiché l’atto presupposto non era stato tempestivamente impugnato, le contestazioni sul merito della sanzione non potevano essere recuperate contro la cartella; il ricorso è rigettato.

  • Riscossione
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 7239

Cassazione, sentenza n. 7239 del 14/03/2019

Sentenza n. 7239 del 14/03/2019

La Cassazione ha riconosciuto l’errore revocatorio della precedente pronuncia, che aveva dichiarato estinto per condono il giudizio anche verso contribuenti che non avevano presentato la relativa istanza. Esaminato nuovamente il ricorso concernente accertamenti IVA, IRPEF e IRAP su operazioni immobiliari e detraibilità dell’IVA, la Corte ha ritenuto carente la motivazione della CTR rispetto alla specifica posizione di una delle società e alla qualificazione del trasferimento come cessione di ramo d’azienda. Revocata parzialmente la precedente sentenza, ha accolto il primo motivo, respinto gli altri e rinviato alla CTR in diversa composizione.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
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  • Immobili
  • Società di persone
N. 7238

Cassazione, sentenza n. 7238 del 14/03/2019

Sentenza n. 7238 del 14/03/2019

La controversia concerneva avvisi comunali ICI per il 2002-2004, calcolati sulla rendita catastale attribuita nel 1999, nonché la loro tempestività, motivazione e sottoscrizione. La Cassazione ha ritenuto applicabili i termini sopravvenuti alle vicende non esaurite, valida l’indicazione a stampa del responsabile negli atti automatizzati e non necessaria una distinta notificazione della rendita, resa conoscibile mediante gli avvisi. Ha tuttavia escluso le sanzioni, come riconosciuto dallo stesso Comune: accolto parzialmente il quinto motivo, ha cassato sul punto e deciso nel merito, compensando le spese.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Sanzioni
N. 7255

Cassazione, sentenza n. 7255 del 14/03/2019

Sentenza n. 7255 del 14/03/2019

A seguito di controllo automatizzato, una società contestava la cartella IRES sostenendo di avere indicato per errore corrispettivi superiori al valore minimo necessario per adeguarsi agli studi di settore e di poter correggere l’errore nel giudizio, nonostante l’omessa dichiarazione integrativa tempestiva. Dopo il rigetto nei due gradi di merito, la Cassazione dichiara inammissibile il ricorso: la censura non individua compiutamente il fatto storico decisivo, né riporta i valori e lo studio applicato. Opera inoltre il limite alla censura motivazionale derivante dalla doppia decisione conforme.

  • IRES
  • Dichiarazioni
  • Accertamento fiscale
  • Riscossione
  • Processo tributario
N. 7254

Cassazione, sentenza n. 7254 del 14/03/2019

Sentenza n. 7254 del 14/03/2019

La contribuente impugnava accertamenti fondati sugli studi di settore, sostenendo che mancasse un rituale invito al contraddittorio specificamente riferito alla determinazione standardizzata del reddito. La Cassazione precisa che lo scostamento dagli standard costituisce una presunzione semplice, la cui rilevanza emerge dal contraddittorio, nel quale il contribuente può allegare e provare le peculiarità della propria attività. Nel caso concreto, i verbali dimostravano che il confronto sugli studi era stato effettivamente consentito, sebbene avviato con una richiesta documentale per altri controlli; la mancata partecipazione all’incontro successivo non invalidava gli accertamenti e il ricorso è rigettato.

N. 7253

Cassazione, sentenza n. 7253 del 14/03/2019

Sentenza n. 7253 del 14/03/2019

Una società madre francese chiedeva il credito d’imposta convenzionale sui dividendi distribuiti dalla partecipata italiana, dopo avere già beneficiato dell’esenzione prevista dalla disciplina comunitaria sulle società madri e figlie. La Cassazione conferma il diniego: il regime della convenzione Italia-Francia e quello comunitario sono alternativi, poiché il credito pattizio mira a neutralizzare una doppia imposizione che, in presenza dell’esenzione, non si verifica. La successiva opzione per il credito produrrebbe una doppia non imposizione e non è consentita; il ricorso è pertanto rigettato.

N. 7252

Cassazione, sentenza n. 7252 del 14/03/2019

Sentenza n. 7252 del 14/03/2019

La controversia riguardava un accertamento TIA 2005 relativo a un’officina: in sede di rinvio la CTR aveva escluso la quota variabile per le superfici produttive di rifiuti speciali non assimilabili, oltre a sanzioni, interessi e IVA, mantenendo dovuta la quota fissa. Nel giudizio di legittimità la società affidataria del servizio ha rinunciato al ricorso, dando atto dell’intervenuta conciliazione della lite. La Cassazione ha quindi dichiarato estinto il giudizio e non ha statuito sulle spese, poiché il contribuente non si era costituito.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 7251

Cassazione, sentenza n. 7251 del 14/03/2019

Sentenza n. 7251 del 14/03/2019

La lite verteva su accertamenti TIA 2001-2006 riferiti a due stabilimenti, annullati in primo grado per inosservanza delle modalità regolamentari di sopralluogo e accertamento; la CTR aveva confermato richiamando nuovi calcoli delle superfici, pur dichiarandoli estranei al giudizio. La Cassazione ha ravvisato una motivazione apparente e contraddittoria, incapace di dare conto dell’esame dei motivi d’appello e di un autonomo percorso deliberativo. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, ha cassato la sentenza con rinvio a diversa sezione della CTR Toscana, anche per le spese.

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