Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 15203

Cassazione, sentenza n. 15203 del 4/06/2019

Sentenza n. 15203 del 04/06/2019

Lo studio associato domandava il rimborso dell’IRAP pagata per il 1998-2001; nel giudizio di rinvio la CTR aveva negato il rimborso, considerando l’associazione professionale sufficiente secondo il vincolo posto dalla precedente pronuncia di Cassazione. La Corte conferma che il giudice di rinvio non può sindacare né eludere il principio di diritto ricevuto, neppure richiamando orientamenti formatisi successivamente, e doveva quindi limitarsi ad accertare l’esistenza dell’associazione. Ritenuto correttamente svolto tale accertamento, la Cassazione ha rigettato il ricorso e posto le spese a carico del ricorrente.

  • IRAP
  • Professionisti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15202

Cassazione, sentenza n. 15202 del 4/06/2019

Sentenza n. 15202 del 04/06/2019

La controversia concerneva sanzioni per dichiarazione annuale di consumo inesatta e insufficiente versamento dell’imposta sull’energia elettrica e dell’addizionale provinciale. La Cassazione distingue la sanzione relativa alle irregolarità che incidono sull’accertamento dell’accisa da quella per omesso versamento, riferita alla successiva riscossione: colpendo condotte diverse, il loro cumulo non viola la proporzionalità; la prima sanzione opera inoltre indipendentemente dalla rilevanza penale. Accolti il secondo motivo principale e il motivo incidentale sull’omessa decisione circa la definizione agevolata, la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 15201

Cassazione, sentenza n. 15201 del 4/06/2019

Sentenza n. 15201 del 04/06/2019

Erano contestate sanzioni per dichiarazione annuale di consumo inesatta, insufficiente versamento dell’addizionale e fatturazione di energia con imposta non dovuta; la CTR aveva applicato continuazione e cumulo giuridico. La Cassazione riconosce la medesima indole delle infedeltà dichiarative commesse in annualità diverse, ma esclude il cumulo tra queste e l’errata fatturazione, poiché derivano da azioni differenti e collocate in momenti diversi. Ha inoltre confermato che la sanzione dichiarativa prescinde dalla rilevanza penale. Accolto il secondo motivo dell’Ufficio e rigettato il ricorso incidentale, la causa è stata rinviata.

N. 15200

Cassazione, sentenza n. 15200 del 4/06/2019

Sentenza n. 15200 del 04/06/2019

La controversia riguarda le sanzioni irrogate per insufficiente versamento dell’addizionale provinciale sull’energia elettrica e inesatta dichiarazione annuale di consumo. La Cassazione conferma che la sanzione prevista dall’art. 59, comma 1, lettera c), TUA prescinde dalla rilevanza penale della condotta e che violazioni della stessa indole commesse in annualità diverse possono essere unificate; esclude inoltre ultrapetizione e violazioni meramente formali. Rigettato il ricorso principale, accoglie però il motivo incidentale sull’omessa pronuncia circa la definizione agevolata, cassando con rinvio sul punto.

  • Sanzioni
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Imposte indirette
N. 15199

Cassazione, sentenza n. 15199 del 4/06/2019

Sentenza n. 15199 del 04/06/2019

La società consumatrice chiedeva direttamente all’Amministrazione il rimborso delle addizionali sulle accise addebitatele dal fornitore per i consumi elettrici del 2010-2011. La Cassazione afferma che il rapporto tributario intercorre esclusivamente tra Erario e fornitore, mentre il consumatore è parte del distinto rapporto civilistico di rivalsa e deve ordinariamente agire contro il fornitore; l’azione diretta verso l’Erario è eccezionale, quando il rimborso risulti impossibile o eccessivamente difficile. La relativa allegazione, proposta soltanto in memoria, è giudicata tardiva e inammissibile, con conseguente conferma del difetto di legittimazione.

N. 15198

Cassazione, sentenza n. 15198 del 4/06/2019

Sentenza n. 15198 del 04/06/2019

La controversia concerne le addizionali provinciali sulle accise applicate ai consumi di energia elettrica tra maggio 2010 e dicembre 2011, ritenute dalla CTR incompatibili con la disciplina unionale. La Cassazione precisa che un’imposizione indiretta aggiuntiva su prodotti già soggetti ad accisa è ammessa solo se persegue una finalità specifica, diversa dalla mera esigenza di bilancio, e presenta un nesso diretto tra impiego del gettito e scopo perseguito. Poiché il finanziamento delle attività istituzionali provinciali non soddisfa tale requisito, la norma interna va disapplicata e il ricorso dell’Agenzia delle Dogane è rigettato.

  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Tributi locali
N. 15197

Cassazione, sentenza n. 15197 del 4/06/2019

Sentenza n. 15197 del 04/06/2019

L’Agenzia delle Dogane aveva riclassificato come aglio comune, con maggiori dazi, una partita di aglio monobulbo dichiarata tra gli altri ortaggi agliacei; la CTR aveva confermato l’accertamento. La Cassazione ritiene rispettato il contraddittorio, reputa inammissibili le censure dirette a rivalutare le analisi e conferma che la voce specifica prevale su quella generale. L’esimente dalla contabilizzazione a posteriori può essere invocata anche nel ricorso amministrativo o giudiziario, ma richiede cumulativamente errore dell’autorità, sua non riconoscibilità in buona fede e regolarità della dichiarazione: presupposti qui esclusi; il ricorso è rigettato.

N. 15196

Cassazione, sentenza n. 15196 del 4/06/2019

Sentenza n. 15196 del 04/06/2019

La controversia riguarda la riclassificazione doganale di una partita di aglio monobulbo nella voce dell’aglio comune, con recupero dei maggiori diritti, confermata dalla CTR dopo l’accoglimento del ricorso in primo grado. La Cassazione esclude la violazione del contraddittorio, poiché la contribuente aveva partecipato alla procedura e scambiato note con l’Ufficio, e considera inammissibili le doglianze volte a ottenere una diversa valutazione delle prove. Pur correggendo la motivazione sull’invocabilità dell’esimente dell’art. 220 CDC, ne ritiene mancanti i presupposti cumulativi e rigetta integralmente il ricorso.

N. 15195

Cassazione, sentenza n. 15195 del 4/06/2019

Sentenza n. 15195 del 04/06/2019

L’accertamento doganale aveva ricondotto una partita di aglio monobulbo alla voce tariffaria dell’aglio comune, recuperando i maggiori dazi; la CTR aveva reputato corretta la riclassificazione. La Cassazione rileva che il contraddittorio amministrativo si era svolto regolarmente e che le censure sulla classificazione sollecitavano, inammissibilmente, una nuova valutazione degli elementi scientifici già esaminati nel merito. Chiarisce inoltre che l’esimente dalla contabilizzazione a posteriori è deducibile anche in sede contenziosa, ma richiede tre condizioni cumulative non riscontrate nel caso concreto; pertanto rigetta il ricorso.

N. 15154

Cassazione, ordinanza n. 15154 del 3/06/2019

Accertamento - Verifica fiscale mediante accesso nei locali dell'attività - Consegna dei documenti richiesti presso gli uffici dell'Amministrazione - Applicazione termine dilatorio prima dell'accertamento - Esclusione.

I giudici di merito avevano annullato accertamenti IRES, IVA e IRAP perché notificati prima del decorso del termine dilatorio previsto dopo una verifica nei locali dell’attività. La Cassazione precisa che, se durante l’accesso non viene acquisita documentazione e il contribuente consegna successivamente i documenti presso gli uffici dell’Amministrazione, tale attività esterna ai locali aziendali non impone un nuovo verbale di chiusura né l’attesa del termine dilatorio. Il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è accolto e la sentenza è cassata con rinvio alla CTR.

N. 15147

Cassazione, sentenza n. 15147 del 3/06/2019

Accertamento - Richiesta documentazione - Obbligo di acquisizione documentazione già in possesso dell'amministrazione finanziaria - Onere di comunicazione da parte del contribuente.

La CTR aveva annullato un recupero IVA perché l’Agenzia delle Entrate non aveva acquisito documenti già disponibili presso l’Agenzia delle Dogane. La Cassazione afferma che l’obbligo di acquisire documentazione detenuta da un’altra amministrazione presuppone che il contribuente abbia formalmente segnalato all’Ufficio la sua esistenza e rilevanza; la mera disponibilità presso un’altra articolazione pubblica non determina un’acquisizione automatica. Poiché il giudice d’appello non aveva verificato tale preventiva comunicazione, il ricorso dell’Agenzia è accolto e la causa rinviata alla CTR per un nuovo esame.

N. 14942

Cassazione, sentenza n. 14942 del 31/05/2019

Sentenza n. 14942 del 31/05/2019

La controversia riguardava, tra gli altri rilievi, l’aliquota IVA applicata ai servizi resi nell’ambito di una multiproprietà. La Cassazione conferma l’aliquota ordinaria: l’agevolazione richiede che il cliente sia alloggiato in una struttura ricettiva prevista dalla disciplina applicabile, mentre la multiproprietà non vi rientra automaticamente, poiché l’apertura ai terzi è soltanto eventuale e incompatibile con la destinazione ordinariamente pubblica che caratterizza tali strutture. Sono respinte anche le doglianze sulla notificazione e sulla trattazione durante la procedura di definizione della lite; il ricorso della contribuente è rigettato con condanna alle spese.

  • IVA
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14941

Cassazione, sentenza n. 14941 del 31/05/2019

Sentenza n. 14941 del 31/05/2019

L’accertamento aveva negato la detrazione IVA sulle spese di costruzione di due fabbricati, considerate non inerenti perché eccessive rispetto alle prestazioni rese dall’appaltatore. La Cassazione chiarisce che l’inerenza implica un giudizio qualitativo sul collegamento del costo con l’attività esercitata, non una valutazione quantitativa di convenienza; l’antieconomicità può assumere rilievo indiziario soltanto se manifesta e macroscopica. La generica sproporzione richiamata dalla CTR non soddisfaceva tale parametro: accolti i due motivi pertinenti e respinto quello sulla motivazione apparente, la sentenza è cassata con rinvio.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24152

Cassazione, sentenza n. 24152 del 30/05/2019

Violazioni e sanzioni - Sanzione penale - Imprese minori - Regime di contabilità semplificata - Obbligo di tenuta dei libri e delle scritture contabili - Esonero -Esclusione.

L’imputato, condannato per dichiarazione infedele relativa alle imposte sui redditi, contestava la valutazione delle prove e sosteneva che il regime di contabilità semplificata escludesse l’obbligo di tenere le scritture contabili ordinarie. La Cassazione afferma che tale regime fiscale non elimina gli obblighi civilistici di tenuta dei libri e delle scritture e rileva che i giudici di merito avevano considerato anche le dichiarazioni dell’imputato e dei testimoni, non soltanto gli accertamenti fiscali. Le doglianze, comprese quelle sulla recidiva e sulle attenuanti, sono dichiarate inammissibili per genericità, novità o manifesta infondatezza.

N. 14845

Cassazione, ordinanza n. 14845 del 30/05/2019

Contenzioso - Ricorso in Cassazione- Accertamento - Cartolarizzazione - Giudizio di opposizione - Legittimazione del cessionario - Litisconsorzio necessario - Sussistenza.

Nel giudizio di opposizione a una cartella per contributi previdenziali, fondati su un accertamento di maggior reddito, il contribuente aveva proposto regolamento di competenza notificandolo soltanto all’INPS e non anche al cessionario dei crediti cartolarizzati. La Cassazione rileva che, nei giudizi riguardanti tali crediti, tra ente previdenziale e cessionario sussiste litisconsorzio necessario; inoltre, nel regolamento di competenza con più parti, la tempestiva notifica a una sola parte non elimina l’obbligo di integrare il contraddittorio. La causa è rinviata a nuovo ruolo e viene ordinata la notificazione al cessionario entro sessanta giorni.

N. 14615

Cassazione, sentenza n. 14615 del 29/05/2019

Sentenza n. 14615 del 29/05/2019

La controversia verteva su cartelle per dazi, imposte e interessi, precedute da un invito al pagamento non impugnato che la CTR, nel giudizio di rinvio, aveva ritenuto privo di requisiti essenziali. La Cassazione conferma che, se l’atto presupposto non indica quantità delle merci e diritti dovuti per ciascun quantitativo, la cartella costituisce il primo atto utilmente impugnabile; le censure dell’Amministrazione non colpivano entrambe queste ragioni decisive. Gli ulteriori rilievi sul merito tributario e sugli asseriti errori percettivi risultano inammissibili, sicché il ricorso è rigettato.

N. 14614

Cassazione, sentenza n. 14614 del 29/05/2019

Sentenza n. 14614 del 29/05/2019

L’accertamento riguardava IVA non versata e detratta su cessioni di impianti che i giudici di merito avevano riconosciuto inesistenti, escludendo tuttavia la frode della contribuente e valorizzando la neutralità dell’imposta. La Cassazione afferma che la detrazione presuppone l’effettiva realizzazione dell’operazione e che, una volta accertatane l’inesistenza, la buona fede non assume rilievo; inoltre, l’IVA indicata nella fattura resta dovuta dall’emittente finché non siano eliminati tempestivamente il documento e ogni rischio di perdita di gettito. Il ricorso è accolto, con cassazione e rinvio alla CTR.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Sanzioni
N. 14613

Cassazione, sentenza n. 14613 del 29/05/2019

Sentenza n. 14613 del 29/05/2019

Il contribuente contestava il recupero dell’IVA detratta su successive cessioni e riacquisti dei medesimi beni strumentali, che la CTR aveva ritenuto simulati mediante l’interposizione di una società priva di effettiva struttura. La Cassazione conferma che l’Amministrazione può provare l’inesistenza delle operazioni anche con presunzioni semplici e che la sola regolarità formale dei documenti non basta a superarle; in mancanza di un’operazione effettiva, non sorgono il diritto alla detrazione né una rilevante buona fede dell’acquirente. Il ricorso principale è rigettato e quello incidentale resta assorbito.

N. 14634

Cassazione, sentenza n. 14634 del 29/05/2019

Sentenza n. 14634 del 29/05/2019

La lite riguardava il recupero dell’IVA detratta sull’acquisto di una macchina agricola, operazione che l’Amministrazione assumeva inesistente e realizzata mediante l’interposizione di una società ritenuta cartiera per conseguire vantaggi fiscali. Durante il giudizio di cassazione entrambe le parti hanno documentato la sopravvenuta definizione agevolata della controversia e ne hanno chiesto l’estinzione. La Corte dichiara cessata la materia del contendere, cassa senza rinvio la sentenza impugnata e pone le spese dell’intero giudizio a carico delle parti che le avevano anticipate.

N. 14617

Cassazione, sentenza n. 14617 del 29/05/2019

Sentenza n. 14617 del 29/05/2019

L’Amministrazione contestava la detrazione e il rimborso dell’IVA relativa alla costruzione di un centro sociosanitario, prospettando l’interposizione fittizia della contribuente e un vantaggio fiscale abusivo; la CTR aveva invece escluso la condotta elusiva. La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso perché la censura sull’asserita non inerenza degli acquisti non investe la ragione decisiva della sentenza, fondata sull’insussistenza dell’abuso del diritto. Il giudizio resta infatti circoscritto ai fatti costitutivi della pretesa indicati nell’atto impositivo, senza possibilità di introdurre in sede di legittimità un diverso tema d’indagine.

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