Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 14613

Cassazione, sentenza n. 14613 del 29/05/2019

Sentenza n. 14613 del 29/05/2019

Il contribuente contestava il recupero dell’IVA detratta su successive cessioni e riacquisti dei medesimi beni strumentali, che la CTR aveva ritenuto simulati mediante l’interposizione di una società priva di effettiva struttura. La Cassazione conferma che l’Amministrazione può provare l’inesistenza delle operazioni anche con presunzioni semplici e che la sola regolarità formale dei documenti non basta a superarle; in mancanza di un’operazione effettiva, non sorgono il diritto alla detrazione né una rilevante buona fede dell’acquirente. Il ricorso principale è rigettato e quello incidentale resta assorbito.

N. 14546

Cassazione, sentenza n. 14546 del 28/05/2019

Sentenza n. 14546 del 28/05/2019

Una società chiedeva il rimborso degli interessi su crediti IRPEG e ILOR; la CTR aveva ritenuto provato il pagamento valorizzando gli ordinativi registrati nell’Anagrafe tributaria e dichiarando impropriamente cessata la materia del contendere. La Cassazione esclude l’extrapetizione, poiché la decisione esprimeva sostanzialmente il rigetto della pretesa, ma rileva che l’onere di provare il pagamento gravava sull’Amministrazione e non poteva ritenersi assolto dalle sole risultanze informatiche, esposte a errori di trascrizione, senza un’adeguata valutazione della documentazione disponibile. Accoglie quindi due motivi, cassa la sentenza e rinvia alla CTR.

N. 14545

Cassazione, sentenza n. 14545 del 28/05/2019

Sentenza n. 14545 del 28/05/2019

La società chiedeva il rimborso parziale dell’imposta sostitutiva versata sulla plusvalenza da cessione di una partecipazione, sostenendo che la riduzione del precedente prezzo d’acquisto fosse stata tassata anche come sopravvenienza attiva, poi definita mediante condono. La Cassazione afferma che l’adesione volontaria alla definizione agevolata preclude di rimetterne in discussione gli effetti attraverso un rimborso interferente e rileva, inoltre, che sopravvenienza e plusvalenza costituiscono presupposti impositivi distinti e autonomi. Pur correggendo la motivazione circa l’oggetto della domanda, la Corte rigetta il ricorso.

N. 14527

Cassazione, sentenza n. 14527 del 28/05/2019

Sentenza n. 14527 del 28/05/2019

La controversia riguardava il recupero del rimborso della ritenuta sui dividendi corrisposto a una holding olandese, che l’Amministrazione riteneva fiscalmente residente in Italia e priva dei requisiti per il beneficio. La Cassazione ha escluso l’applicabilità dei termini decadenziali propri della rettifica e del rimborso richiesto dal contribuente, ritenendo operante la prescrizione decennale. Ha tuttavia giudicato insufficiente la motivazione sulla sede effettiva, poiché residenza degli amministratori e natura di holding non erano decisive, cassando la sentenza e rinviando alla CTR per un nuovo esame.

  • Estero
  • IRES
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14549

Cassazione, sentenza n. 14549 del 28/05/2019

Sentenza n. 14549 del 28/05/2019

Il contribuente aveva impugnato una cartella per IVA, IRAP, IRPEF e addizionale regionale, conosciuta tramite estratto di ruolo, deducendo l’invalidità della notificazione eseguita durante una sua temporanea assenza. La Cassazione distingue l’irreperibilità relativa da quella assoluta e stabilisce che, nel primo caso, il perfezionamento della notifica richiede tutti gli adempimenti previsti, compresa l’effettiva ricezione della raccomandata informativa del deposito presso la casa comunale. Poiché tale ricezione non risultava provata, la Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza e, decidendo nel merito, accoglie l’impugnazione originaria.

N. 14548

Cassazione, sentenza n. 14548 del 28/05/2019

Sentenza n. 14548 del 28/05/2019

La domanda riguardava il rimborso dell’IRPEF trattenuta nel 2001 sull’incentivo alle dimissioni, dopo che la disciplina nazionale era stata riconosciuta incompatibile con il diritto dell’Unione; la CTR l’aveva ritenuta tardiva perché presentata oltre quarantotto mesi dalla ritenuta. La Cassazione conferma che il termine decadenziale decorre dal versamento o dalla ritenuta anche quando il contrasto con il diritto unionale emerga successivamente, poiché la retroattività della pronuncia europea non riapre rapporti ormai esauriti. Il ricorso contro l’Agenzia è rigettato, mentre quello rivolto al Ministero è dichiarato inammissibile.

N. 14547

Cassazione, sentenza n. 14547 del 28/05/2019

Sentenza n. 14547 del 28/05/2019

Gli eredi chiedevano il rimborso dell’IRPEF versata durante il giudizio, richiamando la sentenza definitiva che aveva accolto il ricorso contro l’accertamento; la CTR aveva attribuito a tale decisione un effetto integralmente caducatorio. La Cassazione precisa che il giudicato va interpretato congiuntamente attraverso dispositivo e motivazione: nella specie, la pronuncia definitiva non aveva escluso la tassazione dell’indennità, ma ne aveva imposto la tassazione separata, già recepita dall’Ufficio mediante sgravio parziale. Il ricorso dell’Agenzia è accolto e la causa rinviata alla CTR per riesaminare la domanda di rimborso.

  • IRPEF
  • Autotutela
  • Processo tributario
  • Riscossione
N. 14400

Cassazione, ordinanza n. 14400 del 27/05/2019

Imposta sul valore aggiunto (i.v.a.) - Rimborsi - Polizza fideiussoria ex art. 38-bis d.p.r. n. 633 del 1972 - Contratto autonomo di garanzia - Norma sopravvenuta di proroga dei termini di accertamento dell'imposta - Efficacia.

La controversia concerneva l’escussione di una polizza prestata a garanzia di un rimborso IVA, effettuata dopo la scadenza contrattuale in forza di una successiva proroga legislativa dei termini di accertamento. La Cassazione ha ribadito che la polizza costituisce un contratto autonomo di garanzia: salvo un’esplicita clausola, la norma sopravvenuta non ne prolunga la durata consensualmente stabilita. Non risultando elementi idonei a collegare la garanzia a future proroghe, la Corte ha rigettato il ricorso dell’Agenzia delle Entrate e confermato la ripetizione dell’importo escusso.

N. 14201

Cassazione, sentenza n. 14201 del 24/05/2019

Sentenza n. 14201 del 24/05/2019

La causa riguardava l’ICI su immobili ferroviari originariamente classificati in categoria E/1 e successivamente frazionati e riclassificati, nonché la decorrenza fiscale della nuova rendita. La Cassazione ha escluso che la precedente sentenza sull’accettazione della rettifica DOCFA producesse giudicato nel rapporto con il Comune, essendo intervenuta tra parti diverse. Decorso inutilmente il termine speciale di nove mesi, ha ritenuto nuovamente applicabile la disciplina del 2004, secondo cui la variazione produceva effetti dal 1° gennaio 2004, reputando fondati, nei limiti esaminati, i motivi comunali sulla decorrenza e sul giudicato.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14200

Cassazione, sentenza n. 14200 del 24/05/2019

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IN GENERE - IMPOSTE DI FABBRICAZIONE - GAS ED ENERGIA ELETTRICA (IMPOSTA DI CONSUMO SUL) Accise sull'energia elettrica - Rimborso nei confronti dell'Erario - Consumatore - Legittimazione - Esclusione - Fondamento.

Un consumatore finale chiedeva direttamente all’Amministrazione il rimborso delle addizionali sulle accise per l’energia elettrica, sostenendone il contrasto con il diritto unionale; la CTR aveva riconosciuto sia la legittimazione sia il rimborso. La Cassazione ha distinto il rapporto tributario tra fornitore ed Erario dal rapporto di rivalsa con il consumatore: il rimborso spetta ordinariamente al fornitore, mentre il consumatore agisce contro quest’ultimo, salvo provare l’eccessiva onerosità dell’azione. Accolto il primo motivo dell’Agenzia delle Dogane, la Corte ha assorbito gli altri e rigettato la domanda nel merito.

N. 14199

Cassazione, sentenza n. 14199 del 24/05/2019

Sentenza n. 14199 del 24/05/2019

La controversia traeva origine dalla rettifica del valore doganale dichiarato per calzature importate, rideterminato dall’Agenzia delle Dogane mediante la banca dati MERCE; i giudici di merito avevano confermato l’atto. La Cassazione non ha riesaminato la congruità del valore, poiché il ricorso mescolava indistintamente vizi di legge e motivazione, introduceva questioni nuove e non indicava adeguatamente atti, motivi d’appello e fatti decisivi. Riunito un secondo ricorso contro la stessa sentenza, la Corte ha dichiarato l’impugnazione inammissibile e condannato la ricorrente alle spese.

  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14198

Cassazione, sentenza n. 14198 del 24/05/2019

Sentenza n. 14198 del 24/05/2019

Nel giudizio di rinvio relativo alla TIA, la CTR aveva escluso la quota variabile per superfici produttive di rifiuti speciali non assimilabili, valorizzando modelli MUD prodotti in riassunzione, e aveva negato l’IVA. La Cassazione ha affermato che il giudizio di rinvio ha istruzione sostanzialmente chiusa e non consente nuovi documenti, salvo specifiche eccezioni qui non ricorrenti; i MUD erano stati decisivi per l’esenzione. Ha quindi accolto i motivi sulla tardiva produzione, confermato che la TIA 1, per la sua natura tributaria, non è soggetta a IVA, cassato la sentenza e rinviato alla CTR.

  • Tributi locali
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14197

Cassazione, sentenza n. 14197 del 24/05/2019

Sentenza n. 14197 del 24/05/2019

La controversia riguardava cartelle TIA e l’esenzione della quota variabile per aree produttive di rifiuti speciali, riconosciuta dalla CTR sulla base dei modelli MUD, oltre all’esclusione dell’IVA. La Cassazione ha ritenuto inammissibili o infondate le censure sulla natura dei rifiuti e sul relativo smaltimento, perché prive della necessaria specificità, dirette a una nuova valutazione delle prove o incapaci di confrontarsi con la motivazione impugnata. Ha inoltre escluso che un documento prodotto solo nel giudizio di rinvio fosse stato utilizzato dalla CTR e ha concluso per il rigetto del ricorso.

  • Tributi locali
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14196

Cassazione, sentenza n. 14196 del 24/05/2019

Sentenza n. 14196 del 24/05/2019

La società contestava cartelle TIA sostenendo che ulteriori superfici producessero esclusivamente rifiuti speciali non assimilabili e che lo smaltimento avvenisse in proprio; la CTR aveva negato ampliamenti dell’esenzione e riduzioni tariffarie. La Cassazione ha rilevato che l’esenzione richiede prova adeguata della natura dei rifiuti e della delimitazione delle aree, mentre per i rifiuti speciali assimilati avviati al recupero spetta soltanto una riduzione proporzionale, da documentare. Le censure miravano inoltre a rivalutare fatti e formulari senza riprodurre gli atti necessari: il ricorso è stato pertanto respinto.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14195

Cassazione, sentenza n. 14195 del 24/05/2019

Sentenza n. 14195 del 24/05/2019

La CTR aveva escluso la quota variabile della TIA sulle superfici aziendali, desumendo dal solo certificato camerale quantità e tipologia degli scarti e qualificandoli come rifiuti speciali, oltre a negare l’applicazione dell’IVA. La Cassazione ha giudicato apparente tale motivazione: il certificato non prova le caratteristiche dei rifiuti e la non tassazione integrale presuppone che essi siano anche non assimilati agli urbani secondo la disciplina comunale. Confermata invece la natura tributaria e la non imponibilità IVA della TIA 1, la Corte ha cassato sul primo motivo e rinviato alla CTR.

  • Tributi locali
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14180

Cassazione, sentenza n. 14180 del 24/05/2019

Sentenza n. 14180 del 24/05/2019

La controversia riguardava i compensi di riscossione addebitati in una cartella relativa all’IVA 2004; la CTR li aveva esclusi, ritenendo inapplicabile retroattivamente la disciplina sopravvenuta e attribuendo loro natura sanzionatoria. L’agente della riscossione aveva proposto ricorso per cassazione, ma successivamente vi ha rinunciato con accettazione della contribuente. La Corte non ha quindi esaminato il merito della questione: ha dichiarato estinto il giudizio e, conformemente alla richiesta di entrambe le parti, ha compensato integralmente le spese.

N. 14179

Cassazione, sentenza n. 14179 del 24/05/2019

Sentenza n. 14179 del 24/05/2019

La controversia riguardava la detrazione dell’IVA ordinaria applicata a servizi connessi alla gestione dei rifiuti, che l’Amministrazione riteneva soggetti all’aliquota del 10 per cento. La Cassazione ha confermato che, nel regime applicabile, non era detraibile l’imposta fatturata oltre la misura dovuta, ma ha rilevato l’omessa pronuncia della CTR sulle censure relative alla motivazione dell’accertamento. Ha inoltre cassato la decisione affinché il giudice di rinvio verifichi puntualmente se noleggio, spurgo, filtropressatura e manutenzione rientrassero nelle specifiche prestazioni agevolate o fossero effettivamente accessorie.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14178

Cassazione, sentenza n. 14178 del 24/05/2019

Sentenza n. 14178 del 24/05/2019

La cartella, emessa mediante controllo automatizzato, recuperava l’IVA dopo l’omessa indicazione delle compensazioni di un credito pregresso nella dichiarazione. La Cassazione ha ritenuto sufficiente il richiamo alle dichiarazioni, poiché la liquidazione derivava da un raffronto cartolare senza ulteriori valutazioni dell’Amministrazione; ha però censurato la CTR per non avere verificato se il maggior credito, mai utilizzato secondo la contribuente, avesse prodotto un concreto danno erariale. Accolto il quarto motivo e respinti gli altri, la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • IVA
  • Dichiarazioni
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14177

Cassazione, sentenza n. 14177 del 24/05/2019

PROCEDIMENTO CIVILE - INTERRUZIONE DEL PROCESSO - PERDITA DELLA CAPACITA' PROCESSUALE DI UNA DELLE PARTI Impugnazioni - Fusione per incorporazione - Legittimazione attiva e passiva in sede di impugnazione - Società incorporante - Sussistenza - Limiti.

La controversia verteva sull’ammissibilità dell’appello dell’Agenzia delle Entrate, notificato dopo una fusione per incorporazione senza indirizzarlo alla società incorporante, già intervenuta nel giudizio. La Cassazione ha affermato che la legittimazione all’impugnazione spetta all’incorporante, cui fanno capo i rapporti anche processuali dell’incorporata, salvo tutela della controparte non informata della fusione. Tuttavia, la partecipazione spontanea dell’incorporante aveva sanato il difetto di contraddittorio: accolto il secondo motivo, la decisione d’inammissibilità è stata cassata con rinvio.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Operazioni straordinarie
  • Società di capitali
N. 14035

Cassazione, sentenza n. 14035 del 23/05/2019

Sentenza n. 14035 del 23/05/2019

Nel giudizio di ottemperanza l’agente della riscossione contestava che una precedente decisione di annullamento costituisse titolo per restituire somme versate dal contribuente. La Cassazione ha ricordato che, contro la sentenza resa in ottemperanza, possono denunciarsi anche errori processuali relativi all’interpretazione o integrazione del giudicato; ha tuttavia dichiarato inammissibile il ricorso perché non riproduceva compiutamente le pronunce indispensabili a valutare le censure. L’agente è stato condannato anche per responsabilità aggravata, ravvisandosi una palese violazione dei requisiti di redazione del ricorso.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Riscossione

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