Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 21815

Cassazione, sentenza n. 21815 del 29/08/2019

Sentenza n. 21815 del 29/08/2019

La controversia concerneva la validità della notificazione di più cartelle e, per alcuni carichi inferiori a mille euro, lo stralcio automatico previsto dalla disciplina sopravvenuta. La Cassazione stabilisce che, nella notificazione diretta dell’agente della riscossione mediante posta ordinaria, la consegna al familiare convivente o al portiere non richiede la raccomandata informativa; questa resta invece necessaria, con prova del relativo ricevimento, nel deposito per irreperibilità relativa eseguito secondo la disciplina postale speciale. Dichiarato lo stralcio di quattro debiti, la Corte accoglie il ricorso per due cartelle, lo rigetta per la terza e decide nel merito, compensando le spese.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Pace Fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 21809

Cassazione, ordinanza n. 21809 del 29/08/2019

Ordinanza n. 21809 del 29/08/2019

L’accertamento recuperava l’IVA detratta su acquisti di autoveicoli documentati da fatture emesse da soggetti ritenuti cartiere, inseriti fittiziamente nella catena delle importazioni intracomunitarie. La Cassazione reputa adeguatamente motivato l’atto e afferma che, provate dall’Amministrazione la fittizietà del fornitore e la conoscenza o conoscibilità della frode, spetta al contribuente dimostrare la massima diligenza esigibile; regolarità contabile e pagamenti tracciati non bastano. Ritenuta sorretta da elementi presuntivi la consapevolezza dell’interposizione, la Corte rigetta il ricorso e condanna il ricorrente alle spese.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 21806

Cassazione, sentenza n. 21806 del 29/08/2019

Sentenza n. 21806 del 29/08/2019

Un avvocato chiedeva il rimborso dell’IRAP, sostenendo di operare senza autonoma organizzazione; i giudici di merito avevano accolto la domanda, valorizzando i limitati beni strumentali e l’utilizzo dello studio paterno. La Cassazione rileva che la collaborazione non occasionale con altri professionisti, anche all’interno di una struttura familiare, deve essere concretamente esaminata per stabilire se abbia rafforzato la capacità produttiva, gravando sul richiedente la prova della sua irrilevanza. Accolto il ricorso dell’Agenzia e rigettato quello incidentale condizionato, la sentenza è cassata con rinvio alla CTR per un nuovo esame.

  • IRAP
  • Professionisti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 21804

Cassazione, sentenza n. 21804 del 29/08/2019

Sentenza n. 21804 del 29/08/2019

L’Agenzia delle dogane aveva recuperato l’IVA applicata con aliquota del 10% all’acquisto di prodotti fitosanitari e medicali, ritenendo dovuta quella ordinaria perché l’acquirente operava come intermediario. La Cassazione afferma che l’aliquota agevolata prevista dalla disciplina interna richiede la reale ed effettiva destinazione dei beni al consumo alimentare animale, non essendo sufficiente la loro normale destinazione o la mera commercializzazione; la delimitazione nazionale è compatibile con la disciplina unionale richiamata. Il ricorso del contribuente è quindi rigettato, con condanna alle spese.

N. 21803

Cassazione, sentenza n. 21803 del 29/08/2019

Sentenza n. 21803 del 29/08/2019

La società contestava la classificazione doganale, come televisori completi, di parti e componenti importati per l’assemblaggio di apparecchi, sostenendo l’essenzialità della successiva lavorazione. La Cassazione osserva che la CTR aveva motivato la classificazione richiamando la verifica dell’Agenzia e che la scelta delle risultanze probatorie, se sorretta da ragioni chiare e attribuibili al giudice, costituisce apprezzamento di fatto non riesaminabile in sede di legittimità. Poiché entrambi i motivi miravano a una nuova valutazione dei documenti e dell’attività di montaggio, il ricorso è rigettato con condanna della società alle spese.

  • Imposte indirette
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 21802

Cassazione, sentenza n. 21802 del 29/08/2019

Sentenza n. 21802 del 29/08/2019

L’Agenzia delle dogane contestava il rimborso dei maggiori dazi versati nel 2004 per sistemi home cinema, sostenendo che il regolamento europeo del 2005 avesse natura interpretativa e imponesse retroattivamente una diversa classificazione. La Cassazione conferma invece il carattere innovativo e non retroattivo del regolamento e ritiene corretta la classificazione fondata sulle caratteristiche oggettive degli impianti accertate dal giudice d’appello; giudica inoltre adeguatamente motivata la decisione sulla mancata prova della traslazione dell’onere. Il ricorso dell’Agenzia è rigettato, con condanna alle spese.

N. 21769

Cassazione, ordinanza n. 21769 del 28/08/2019

Contratto di leasing - Obbligazione cartolare - Novazione del rapporto.

La controversia riguardava la permanenza delle garanzie prestate per un leasing dopo il riscatto anticipato e la sostituzione delle cambiali originarie con nuovi titoli privi di avallo. La Cassazione ha confermato che il rinnovo delle cambiali, in mancanza di un’inequivoca volontà novativa, può costituire una mera dilazione e non estingue il rapporto né le garanzie; ha inoltre ritenuto inammissibili le censure sull’interpretazione negoziale e sulle prove. Il ricorso è stato rigettato, con condanna alle spese.

  • Contenzioso
  • Imprese
N. 36346

Cassazione, sentenza n. 36346 del 22/08/2019

Violazioni e sanzioni - Sanzione penale -Sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte - Sequestro preventivo - Confisca di beni oggetto di atti di disposizione successivi all'accertamento tributario - Presupposti.

Il sequestro riguardava quattro rami d’azienda trasferiti dopo un accertamento tributario, nell’ambito di un’ipotesi di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte; la ricorrente invocava la successiva riduzione giudiziale della pretesa erariale. La Cassazione ha rilevato che il credito fiscale non era stato integralmente annullato e che i beni ceduti, quali strumenti della condotta diretta a pregiudicare la riscossione coattiva, restavano sequestrabili ai fini della confisca. I ricorsi sono stati dichiarati inammissibili, con le conseguenti condanne pecuniarie.

N. 36345

Cassazione, sentenza n. 36345 del 22/08/2019

Violazioni e sanzioni -Sanzione penale - Sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte - Profitto del reato confiscabile per equivalente - Individuazione.

La misura cautelare aveva colpito beni mobili e immobili fino all’importo complessivo delle imposte asseritamente evase, nell’ambito di un’indagine per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. La Cassazione ha confermato la motivazione sul carattere fraudolento delle operazioni e sull’impiego strumentale della società titolare dei beni, ma ha precisato che il profitto confiscabile coincide con la riduzione simulata o fraudolenta del patrimonio destinato a garantire l’Erario, non con l’intero debito tributario. L’ordinanza è stata annullata con rinvio per rideterminare il limite quantitativo del sequestro.

N. 36309

Cassazione, sentenza n. 36309 del 21/08/2019

Violazioni e sanzioni - Sanzione penale - Sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte - Sequestro preventivo - Annullamento dell'atto per vizio formale del procedimento - Ammissibilità.

L’indagato chiedeva la revoca del sequestro per equivalente sostenendo che l’annullamento, nel giudizio tributario, della cartella relativa all’IVA non versata avesse eliminato la pretesa erariale e il profitto del reato. La Cassazione ha distinto l’annullamento per un vizio formale dallo sgravio dell’ente impositore: soltanto quest’ultimo formalizza la cancellazione della pretesa, mentre il vizio procedimentale non incide sul credito fiscale. Poiché non risultava alcuno sgravio, il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il sequestro è rimasto fermo.

N. 36273

Cassazione, sentenza n. 36273 del 21/08/2019

Violazioni e Sanzioni - Sanzione penale - Pena applicata in concreto al di sopra della media edittale - Motivazione specifica in ordine ai criteri adottati - Necessità.

Il giudizio riguardava una condanna per dichiarazione fraudolenta mediante fatture riferite a elementi passivi fittizi, pronunciata applicando una pena superiore alla media prevista dall’ipotesi attenuata. La Cassazione ha affermato che tale ipotesi conseguiva automaticamente al mancato superamento della soglia indicata dalla norma e che il significativo scostamento dal minimo edittale richiedeva una motivazione specifica, non formule di stile. Ritenuto fondato il motivo sul trattamento sanzionatorio, ha annullato senza rinvio la sentenza perché il reato era nel frattempo prescritto.

N. 21560

Cassazione, sentenza n. 21560 del 21/08/2019

Sentenza n. 21560 del 21/08/2019

La Corte d’appello aveva posto a carico dell’INAIL, oltre all’indennità per inabilità temporanea totale, anche quella relativa a un periodo di inabilità temporanea parziale conseguente a un infortunio sul lavoro. La Cassazione ha chiarito che la disciplina richiamata riconosce l’indennità giornaliera soltanto quando l’inabilità temporanea impedisca totalmente e di fatto lo svolgimento del lavoro; la normativa sul danno biologico non ha esteso la prestazione all’inabilità temporanea parziale. Il ricorso dell’INAIL è stato accolto e la causa rinviata alla Corte d’appello per un nuovo esame.

  • Lavoro e previdenza
N. 21070

Cassazione, sentenza n. 21070 del 7/08/2019

Sentenza n. 21070 del 07/08/2019

Il giudizio verteva sulla validità delle notifiche degli accertamenti ICI per il 2007 e il 2008, richiamati in un’ingiunzione di pagamento; la Commissione regionale aveva accolto l’appello della società. Per il 2007 la Cassazione ha rilevato un giudicato sopravvenuto sulla tempestiva e corretta ricezione dell’atto; per il 2008 ha ritenuto sufficiente la ricevuta postale collegata all’avviso mediante il numero identificativo, precisando che, se è contestata soltanto la notifica, l’ente deve provare questa e non anche il contenuto dell’atto. La Corte ha cassato la decisione e respinto nel merito il ricorso originario.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Riscossione
  • Processo tributario
N. 21069

Cassazione, sentenza n. 21069 del 7/08/2019

Sentenza n. 21069 del 07/08/2019

Il Comune contestava l’agevolazione ICI fruita nel 2009 su un immobile qualificato come abitazione principale dalla contribuente, sebbene il coniuge non legalmente separato usufruisse già del beneficio per un’altra abitazione. La Cassazione ha ritenuto decisivo che l’immobile agevolato debba rappresentare la dimora abituale e la residenza anagrafica dell’intero nucleo familiare, sicché ai coniugi non separati spetta una sola agevolazione. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la Corte ha cassato la sentenza regionale e, non occorrendo ulteriori accertamenti, ha respinto nel merito il ricorso originario.

N. 21068

Cassazione, sentenza n. 21068 del 7/08/2019

Sentenza n. 21068 del 07/08/2019

La controversia concerneva il rimborso dell’IRAP versata da un ingegnere, riconosciuto nei gradi di merito per l’asserita assenza di autonoma organizzazione. La Cassazione ha invece ritenuto che la collaborazione non occasionale, negli anni 2005-2007, di un altro professionista per attività inerenti alla specifica competenza del contribuente costituisse un apporto organizzativo ulteriore, idoneo a integrare il presupposto dell’imposta. Cassata la sentenza, la Corte ha deciso nel merito: rimborso confermato per il 2003, 2004 e 2008, coperti da giudicato interno, e negato per il 2005, 2006 e 2007.

  • IRAP
  • Professionisti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 21067

Cassazione, sentenza n. 21067 del 7/08/2019

Sentenza n. 21067 del 07/08/2019

La lite riguardava il rimborso dell’IRAP versata dal 2003 al 2007 da una conduttrice televisiva, riconosciuto dalla Commissione regionale per assenza di autonoma organizzazione; l’Agenzia contestava soprattutto i compensi corrisposti a terzi. La Cassazione ha ritenuto che il giudice d’appello avesse esaminato tali esborsi e che i rapporti con professionisti estranei all’attività artistica o con un agente non dimostrassero, senza un’indagine sulla loro struttura e funzione, un apporto organizzativo aggiuntivo; anche l’unica retribuzione da lavoro dipendente risultava compatibile con mansioni esecutive. Il ricorso dell’Agenzia è stato pertanto rigettato.

N. 21066

Cassazione, sentenza n. 21066 del 7/08/2019

Sentenza n. 21066 del 07/08/2019

La controversia riguardava un accertamento IRPEG, IVA e IRAP fondato su uno studio di settore, confermato dalla CTR nonostante la contestazione sulla delega del funzionario firmatario. La Cassazione afferma che, quando la sottoscrizione è specificamente contestata, spetta all’Amministrazione provare l’esistenza della delega e l’appartenenza del delegato alla carriera direttiva; la nullità non è sanabile invocando la natura vincolata dell’atto. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la Corte cassa la sentenza e, decidendo nel merito, accoglie il ricorso originario del contribuente.

N. 21065

Cassazione, sentenza n. 21065 del 7/08/2019

Sentenza n. 21065 del 07/08/2019

Il giudizio verteva su un accertamento IRPEF relativo al reddito di partecipazione attribuito al socio in conseguenza dei maggiori ricavi accertati presso una società di persone. Dopo avere presentato domanda di definizione agevolata, il contribuente ha documentato la comunicazione dell’Agenzia delle Entrate attestante la regolarità della procedura e il versamento dovuto. La Cassazione considera il ricorso rinunciato, dichiara estinto il giudizio e cessata la materia del contendere, senza statuire sulle spese né imporre l’ulteriore contributo unificato.

N. 21080

Cassazione, sentenza n. 21080 del 7/08/2019

TRIBUTI LOCALI (COMUNALI, PROVINCIALI, REGIONALI) - TRIBUTI LOCALI POSTERIORI ALLA RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972 Aree edificabili - Nozione - Interpretazione autentica dell'art. 2, comma 1, lett. b), del d.lgs. n. 504 del 1992 - Riferimento allo strumento urbanistico generale adottato - Necessità - Mancanza di approvazione del PRG - Irrilevanza - Ridotte dimensioni e/o particolare conformazione del lotto - Decadenza dei vincoli pre-espropriativi - Incidenza sulla natura edificabile dell'area - Esclusione - Incidenza sul valore venale - Sussistenza.

La controversia verteva sull’assoggettamento a ICI di terreni inseriti dal piano regolatore in una zona destinata a servizi pubblici, nonostante la mancata attuazione e la decadenza del vincolo, nonché sulla rideterminazione giudiziale del loro valore venale. La Cassazione ha confermato che la qualificazione edificabile discende dal piano adottato e non viene eliminata dalla disciplina transitoria delle “zone bianche”, circostanza che incide invece sul valore; ha inoltre riconosciuto al giudice tributario il potere di ricondurre la pretesa alla misura corretta. Entrambi i ricorsi sono stati rigettati, con compensazione delle spese.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 21064

Cassazione, sentenza n. 21064 del 7/08/2019

Sentenza n. 21064 del 07/08/2019

L’accertamento IVA, IRPEF e IRAP applicava uno studio di settore all’attività di autotrasporto, mentre il contribuente aveva prospettato nel contraddittorio circostanze concrete e l’esito più favorevole di uno studio evoluto. La Cassazione precisa che lo scostamento statistico genera una presunzione qualificata solo dopo il contraddittorio e richiede una motivazione rafforzata sulle giustificazioni disattese; inoltre, lo studio più recente può applicarsi retroattivamente perché ritenuto più affinato e affidabile. Accolti i motivi pertinenti, la sentenza è cassata con rinvio alla CTR in diversa composizione.

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