Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.954 documenti

N. 28900

Cassazione, ordinanza n. 28900 del 11/11/2024

Rimborsi - Sisma Sicilia - Silenzio-rifiuto - Articolo 1, comma 665, Legge n. 190/2014 - Compatibilità beneficio con l'ordinamento dell'UE - Nesso tra danni subiti in seguito alla calamità naturale e l'aiuto di Stato

Un titolare di reddito d’impresa chiedeva il rimborso del 90% di tributi versati per gli anni interessati dal sisma siciliano del 1990, impugnando il silenzio-rifiuto dell’Amministrazione. La Corte ha precisato che il beneficiario deve provare sia il rispetto del regime de minimis nel periodo rilevante, sia il nesso chiaro e diretto tra i danni causati dalla calamità e l’aiuto richiesto; nel caso esaminato mancavano deduzione e prova dei danni. Il ricorso è stato rigettato, con le ulteriori condanne conseguenti al rifiuto della proposta di definizione accelerata.

N. 28880

Cassazione, sentenza n. 28880 del 8/11/2024

Sentenza n. 28880 del 08/11/2024

L’Amministrazione aveva riqualificato un’associazione, operante commercialmente nel settore dei centri estetici e solarium, come società di fatto, imputandone per trasparenza il reddito ai soggetti ritenuti soci e gestori. La Corte ha reputato adeguata la motivazione di merito, fondata sulla qualità di fondatori, sui rapporti economici e sugli atti di gestione, e ha confermato che l’attività commerciale svolta in comune da più associati può comportare tale qualificazione. Dichiarata la cessazione parziale della materia del contendere per alcuni carichi definiti mediante rottamazione, ha rigettato il ricorso per il resto.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Società di persone
  • Enti terzo settore
  • Processo tributario
N. 28741

Cassazione, ordinanza n. 28741 del 7/11/2024

Processo tributario - Motivazione apparente della sentenza

La controversia riguardava la responsabilità tributaria dell’ex liquidatore di una società cessata, al quale erano contestate la cessione di un credito e l’assegnazione di somme ai soci prima del pagamento dei debiti fiscali. La Corte ha ritenuto apparente la motivazione con cui il giudice d’appello aveva genericamente richiamato la decisione di primo grado, senza esaminare criticamente i motivi di gravame; ha invece respinto il ricorso incidentale dell’Amministrazione, non essendo provata l’effettiva assegnazione ai soci. La sentenza è stata cassata nei limiti del motivo accolto, con rinvio per nuovo esame.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Società di capitali
  • Accertamento e riscossione
N. 28724

Cassazione, ordinanza n. 28724 del 7/11/2024

Imposte sui redditi di impresa - Costi deducibili - Spese di pubblicità e propaganda - Attività promozionali del brand aziendale - Viaggio aziendale - Assenza di scritture contabili

L’accertamento aveva negato, ai fini IRES e IRAP, la deduzione delle spese sostenute per un viaggio aziendale a Cuba, mentre i giudici di merito avevano accolto la posizione della società. La Corte ha ribadito che il contribuente deve provare esistenza, natura e concreta destinazione imprenditoriale del costo; in mancanza di scritture attestanti significative attività promozionali, non opera la previsione relativa ai viaggi qualificabili come spese di rappresentanza. Accolto il ricorso dell’Amministrazione, la sentenza è stata cassata con rinvio per l’applicazione dei principi indicati.

  • IRES
  • IRAP
  • Spese di rappresentanza
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 28684

Cassazione, sentenza n. 28684 del 7/11/2024

Sentenza n. 28684 del 07/11/2024

Il contribuente chiedeva il rimborso dell’imposta di registro pagata dal notaio, quale coobbligato solidale, in seguito a un avviso notificato soltanto a quest’ultimo e ormai coperto da giudicato. La Corte ha affermato che l’Amministrazione può rivolgersi a uno qualsiasi degli obbligati e che il pagamento conseguente a un atto divenuto inoppugnabile definisce il rapporto tributario anche verso gli altri soggetti, i quali possono far valere le proprie difese nel rapporto di regresso o rivalsa. Il ricorso è stato quindi rigettato senza esaminare la dedotta illegittimità sostanziale dell’imposta.

N. 28672

Cassazione, sentenza n. 28672 del 7/11/2024

Sentenza n. 28672 del 07/11/2024

La controversia concerneva l’imposta di registro proporzionale applicata alla cessione di un finanziamento infruttifero, ritenuta compresa nell’atto di trasferimento di quote attraverso il richiamo all’“intera situazione giuridica” del cedente. La Corte ha rilevato che il giudice di merito aveva interpretato gli effetti giuridici sulla base del testo dell’atto e che i ricorrenti proponevano una lettura alternativa senza indicare specifici canoni ermeneutici violati. Ha inoltre escluso che le contestazioni sulla valutazione degli indizi potessero giustificare un nuovo esame delle prove e ha rigettato il ricorso.

  • Imposta di registro
  • Finanziamenti
  • Società di capitali
  • Processo tributario
N. 28517

Cassazione, sentenza n. 28517 del 6/11/2024

Sentenza n. 28517 del 06/11/2024

L’Amministrazione aveva qualificato come dividendi di fonte estera, imponibili ai fini IRPEF, le somme accreditate da una società francese al proprio socio unico; i giudici di merito le avevano invece ricondotte alla vendita di un immobile, attribuendo la potestà impositiva alla Francia. La Corte non ha deciso il merito della qualificazione fiscale, ma ha dichiarato nulla la sentenza d’appello perché il mero richiamo alle valutazioni di primo grado non esponeva l’esame delle specifiche censure erariali. Ha quindi cassato la pronuncia e rinviato al giudice regionale in diversa composizione.

N. 28483

Cassazione, sentenza n. 28483 del 5/11/2024

Sentenza n. 28483 del 05/11/2024

L’avviso riguardava maggiori redditi e una minore perdita imputati alla società contribuente per partecipazioni in società che avevano optato per la trasparenza fiscale IRES; la CTR lo aveva annullato per incompetenza territoriale dell’ufficio. La Cassazione rileva d’ufficio che l’imputazione diretta del reddito o delle perdite rende inscindibili le posizioni delle partecipate e dei soci, configurando un litisconsorzio necessario originario. Dichiara quindi nullo l’intero giudizio, cassa la sentenza e rinvia al giudice tributario di primo grado di Milano per rinnovare il processo previa integrazione del contraddittorio.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • IRES
  • Società di capitali
N. 28428

Cassazione, sentenza n. 28428 del 5/11/2024

Sentenza n. 28428 del 05/11/2024

La controversia concerne il fermo amministrativo di parte di un rimborso IVA, disposto in presenza di carichi erariali durante l’amministrazione straordinaria; la CTR lo aveva ritenuto incompatibile con la procedura perché il controcredito fiscale sarebbe stato contestato. La Cassazione afferma che il fermo conserva uno spazio residuale quando credito e controcredito, entrambi anteriori alla procedura, non siano contestati, condizioni ritenute presenti poiché le cartelle erano definitive, ammesse al passivo e parzialmente pagate. Rigettato il primo motivo, la Corte accoglie il secondo e, conseguentemente, il quarto sulla mancata maturazione degli interessi durante il fermo legittimo, dichiarando assorbito il terzo.

  • IVA
  • Riscossione
  • Procedure concorsuali
  • Contenzioso
  • Autotutela
N. 28321

Cassazione, sentenza n. 28321 del 4/11/2024

Sentenza n. 28321 del 04/11/2024

L’accertamento sintetico aveva determinato un maggior reddito IRPEF per il 2008 sulla base di incrementi patrimoniali, costi di mantenimento e rimborsi di finanziamenti; la CTR, riformando il primo grado, aveva escluso l’obbligo di contraddittorio preventivo e ritenuto insufficiente la prova contraria. La Cassazione conferma che, per quell’annualità e per un tributo non armonizzato, il contraddittorio non era obbligatorio e che gli indici del redditometro integravano una presunzione legale relativa, contrastabile provando la provenienza non reddituale delle risorse. Le ulteriori censure risultano infondate o inammissibili e il ricorso viene rigettato.

N. 28297

Cassazione, ordinanza n. 28297 del 4/11/2024

Riscossione - Immobili realizzati su arenile in concessione demaniale - Canone concessorio dei suoli - Obbligazioni personali del privato concessionario - Rettifica a seguito di un controllo meramente formale - Disconoscimento della deduzione dal reddito

Le cartelle derivavano dal controllo formale di dichiarazioni IRPEF nelle quali erano stati dedotti, dai redditi di immobili costruiti su area demaniale e locati, i relativi canoni concessori; la CTR aveva riconosciuto la legittimità del recupero. La Cassazione distingue gli oneri reali deducibili ai sensi dell’art. 10 TUIR dalle obbligazioni personali del concessionario verso la pubblica amministrazione, escludendo che il canone demaniale appartenga alla prima categoria. Poiché l’indeducibilità emergeva direttamente, l’Agenzia poteva rettificarla mediante controllo formale senza avviso di accertamento ordinario; il ricorso è pertanto rigettato.

N. 28281

Cassazione, ordinanza n. 28281 del 4/11/2024

Accertamento - Omessa dichiarazione attività di trasporto merci su strada - Vizio di ultra petizione

L’accertamento per omessa dichiarazione dell’attività di trasporto merci, relativo a IRPEF, IVA e IRAP, era stato integralmente annullato in appello nei confronti di una legataria, sebbene questa avesse chiesto di rispondere soltanto entro i limiti del legato. La Cassazione ravvisa ultrapetizione e motivazione apparente: la conclusione della CTR contraddiceva la premessa secondo cui la responsabilità poteva sussistere, entro tali limiti, per le obbligazioni connesse al legato. Accoglie quindi il ricorso dell’Ufficio, cassa la sentenza e rinvia al giudice tributario regionale della Sicilia per un nuovo esame motivato.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Accertamento fiscale
  • Dichiarazioni
N. 28337

Cassazione, sentenza n. 28337 del 4/11/2024

Accertamento - Quote societarie - Distribuzione degli utili - Avviso congruamente motivato

L’accertamento IRPEF imputava alla socia di una società a responsabilità limitata a ristretta base partecipativa gli utili extracontabili definitivamente accertati in capo alla società; i giudici di merito avevano confermato la pretesa. La Cassazione ritiene sufficiente la motivazione per relationem all’avviso societario, anche se notificato soltanto alla società, poiché la socia poteva consultarne la documentazione. Conferma inoltre la presunzione semplice di distribuzione degli utili, fondata sulla ristrettezza della compagine e superabile con prova di accantonamento o reinvestimento, qui non fornita, e rigetta il ricorso.

N. 28120

Cassazione, sentenza n. 28120 del 31/10/2024

Sentenza n. 28120 del 31/10/2024

L’accertamento riguardava IRES, IVA e IRAP, in assenza della dichiarazione, con recuperi riferiti anche alla vendita di un immobile, autoveicoli e altri beni; i giudici di merito avevano confermato la pretesa. La Cassazione giudica apparente la motivazione sulla contestata tassazione simultanea di ricavi e plusvalenze e rileva che la CTR aveva erroneamente qualificato l’IVA come tributo non armonizzato, omettendo così la verifica della prova di resistenza rispetto al mancato contraddittorio. Accoglie i primi quattro motivi, assorbe il quinto, cassa la decisione e rinvia al giudice tributario regionale della Campania.

N. 28105

Cassazione, sentenza n. 28105 del 31/10/2024

Sentenza n. 28105 del 31/10/2024

La cartella, emessa dopo controllo automatizzato, contestava un credito indicato nella dichiarazione del sostituto d’imposta e l’omesso versamento di ritenute; la contribuente aveva presentato una dichiarazione integrativa, ottenendo l’annullamento nei due gradi di merito. La Cassazione precisa che chi ritratta la dichiarazione deve provare il fatto impeditivo dell’obbligazione tributaria: la sola integrativa non dimostra la correttezza del credito o dei versamenti. Poiché la CTR aveva omesso di esaminare sia tale prova sia le specifiche riprese sulle ritenute, la Corte accoglie il ricorso dell’Agenzia, cassa e rinvia al giudice tributario regionale della Campania.

N. 28100

Cassazione, sentenza n. 28100 del 31/10/2024

Sentenza n. 28100 del 31/10/2024

La rettifica doganale e le sanzioni riguardavano tessuti dichiarati di origine malese, ma ritenuti provenienti dalla Cina dopo un mero trasbordo; i giudici di merito avevano annullato gli atti perché l’importazione precedeva la disciplina che estese i dazi antidumping alla Malesia. La Cassazione chiarisce che l’Ufficio aveva applicato il precedente regolamento del 2011 sulle merci cinesi, non retroattivamente quello successivo relativo ai prodotti malesi, e che la CTR aveva quindi confuso la base giuridica della rettifica. Accoglie il secondo motivo, rigetta gli altri, cassa e rinvia al giudice tributario regionale della Liguria.

N. 28077

Cassazione, sentenza n. 28077 del 30/10/2024

Accertamento - Monitoraggio fiscale - Sanzioni amministrative

Gli atti contestavano l’omessa indicazione nel quadro RW di movimentazioni finanziarie estere e applicavano, nella misura minima, le sanzioni per monitoraggio fiscale; la CTR le aveva annullate considerando la violazione meramente formale e priva di danno erariale. La Cassazione afferma che l’obbligo dichiarativo tutela autonomamente il monitoraggio dei trasferimenti di valuta e che la disciplina italiana, con sanzione dal 5 al 25 per cento, non presenta i caratteri della diversa normativa spagnola censurata in sede europea. Rilevata anche l’ultrapetizione su un vizio non dedotto, accoglie il ricorso, cassa e rinvia al giudice tributario regionale del Piemonte.

N. 28073

Cassazione, sentenza n. 28073 del 30/10/2024

Accertamento - IVA - Tributo armonizzato

L’accertamento riguardava IRES, IRAP e IVA per il 2008, ricostruite sulla base di fatture non contabilizzate e di ricavi connessi alla vendita di un immobile. La Cassazione rileva che la CTR ha confuso annualità e oggetto della controversia, motivando anche su una plusvalenza estranea al giudizio; precisa inoltre che l’IVA è un tributo armonizzato e che, in mancanza di contraddittorio preventivo, il giudice deve verificare la prova di resistenza offerta dal contribuente. Accolti i primi due motivi e assorbito il terzo, la sentenza è cassata con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 28069

Cassazione, ordinanza n. 28069 del 30/10/2024

Accertamento - Reddito d'impresa - Società cooperativa edilizia a proprietà divisa - Assegnazione di unità abitativa

L’Ufficio aveva assoggettato a IRES e IRAP il corrispettivo per l’assegnazione di un’abitazione al socio di una cooperativa edilizia a proprietà divisa, tesi accolta nei gradi di merito. La Cassazione afferma che, nello scambio mutualistico, l’assegnazione al costo non costituisce di norma ricavo o plusvalenza imponibile: costi di costruzione e corrispettivo trovano rappresentazione patrimoniale, secondo il principio di derivazione dell’utile fiscale dal bilancio. Accolto il ricorso e assorbita l’ulteriore censura, la Corte cassa la sentenza e, decidendo nel merito, accoglie l’impugnazione originaria.

  • IRES
  • IRAP
  • Contabilità e Bilancio
  • Società
  • Contenzioso
N. 28061

Cassazione, sentenza n. 28061 del 30/10/2024

Sentenza n. 28061 del 30/10/2024

Una società chiedeva il rimborso di dazi antidumping versati tra il 2010 e il 2013, dopo il parziale annullamento del regolamento unionale che li aveva istituiti; i giudici di merito avevano applicato la prescrizione decennale dell’indebito oggettivo. La Cassazione esclude tale disciplina: il rimborso doganale è soggetto al termine triennale decorrente dalla notifica dell’obbligazione, senza differimento per la successiva pronuncia unionale, che non integra forza maggiore. Accolto il ricorso dell’Amministrazione doganale, la sentenza è cassata con rinvio per l’esame delle questioni rimaste assorbite.

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