Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 32209

Cassazione, sentenza n. 32209 del 10/12/2019

Sentenza n. 32209 del 10/12/2019

L’accertamento mediante studi di settore riguardava il reddito di un’impresa di trasporto, il cui titolare aveva allegato gravi condizioni di salute; dopo il primo contraddittorio l’Ufficio aveva ridotto la pretesa, attribuendogli soltanto mansioni di segreteria, mentre egli non aveva partecipato al secondo invito. La Corte ha ribadito che gli standard acquistano valore presuntivo attraverso il contraddittorio e che spetta al contribuente dimostrare le circostanze concrete giustificative dello scostamento. Poiché il giudice d’appello aveva valutato documentazione sanitaria, spese sostenute e mancata ulteriore contestazione, le doglianze sollecitavano un riesame del merito e il ricorso è stato rigettato.

N. 32188

Cassazione, sentenza n. 32188 del 10/12/2019

Sentenza n. 32188 del 10/12/2019

In un accertamento verso un’associazione non riconosciuta, il legale rappresentante era intervenuto in proprio per contestare le sanzioni attribuitegli quale autore delle violazioni. La Cassazione precisa che nel processo tributario è ammissibile l’intervento del terzo direttamente pregiudicato e che, nel caso, sarebbe stato possibile un intervento adesivo autonomo; tuttavia, le censure personali avevano ampliato il tema del giudizio ed equivalevano a un ricorso ormai tardivo. La Corte rigetta quindi l’impugnazione, correggendo la motivazione della decisione regionale, e condanna il ricorrente alle spese.

N. 32208

Cassazione, sentenza n. 32208 del 10/12/2019

Sentenza n. 32208 del 10/12/2019

A seguito di una dichiarazione dei redditi e IVA presentata tardivamente, l’Ufficio aveva ricostruito induttivamente imponibili IRES, IRAP e IVA, disconoscendo costi, perdite pregresse e detrazione dell’imposta; la contribuente collegava il ritardo al sequestro penale della contabilità. Per quanto emerge dal testo disponibile, la Corte ha ritenuto che la detrazione IVA non fosse dimostrata dalla sola fattura e fosse stata esercitata oltre il termine, essendo la dichiarazione relativa al 2006 presentata nel 2009. Il ricorso è stato integralmente rigettato, con condanna della ricorrente alle spese.

N. 32187

Cassazione, sentenza n. 32187 del 10/12/2019

Sentenza n. 32187 del 10/12/2019

La controversia riguardava una cartella per accise, annullata in appello per difformità rispetto all’avviso presupposto e per questioni concernenti la soggettività passiva. La Cassazione afferma che l’inesatta indicazione degli estremi o del periodo non determina nullità quando il contribuente conosca la pretesa, abbia impugnato l’avviso e non dimostri un concreto pregiudizio difensivo; inoltre, la cartella successiva all’accertamento è contestabile soltanto per vizi propri. Accolti i primi due motivi dell’Amministrazione e assorbiti gli altri, la sentenza è cassata con rinvio alla CTR.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 32207

Cassazione, sentenza n. 32207 del 10/12/2019

Sentenza n. 32207 del 10/12/2019

La controversia concerneva un accertamento di maggiori ricavi fondato anche sulla mancata esibizione dei documenti di trasporto collegati a fatture differite, sebbene il questionario avesse richiesto espressamente soltanto le fatture di acquisto. La Corte ha affermato che la preclusione alla successiva produzione documentale richiede un invito specifico e puntuale, corredato dall’avvertimento sulle conseguenze dell’inottemperanza: il mero richiamo dei documenti di trasporto nelle fatture non estende automaticamente la richiesta. Ha quindi giudicato fondati, nei limiti della motivazione, i primi tre motivi; il testo fornito non riporta il dispositivo conclusivo.

N. 32186

Cassazione, sentenza n. 32186 del 10/12/2019

Sentenza n. 32186 del 10/12/2019

Gli avvisi recuperavano IRES, IRAP e IVA su fatture ritenute relative a operazioni oggettivamente inesistenti; la CTR aveva inoltre applicato il raddoppio dei termini per la presenza di seri indizi di reato. Nel testo disponibile, la Cassazione esclude che eventuali vizi della notificazione dell’appello, sanati dalla costituzione, ne imponessero l’annullamento e conferma, per gli avvisi notificati nel 2013, il regime transitorio che rende irrilevante la presentazione della denuncia oltre il termine ordinario. Sono respinte o dichiarate inammissibili diverse censure, ma il testo fornito si interrompe prima dell’esito complessivo del ricorso.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Contenzioso
N. 32206

Cassazione, sentenza n. 32206 del 10/12/2019

Sentenza n. 32206 del 10/12/2019

L’accertamento recuperava maggiori ricavi dalla vendita di appartamenti, valorizzando per tre cessioni lo scostamento tra il prezzo dichiarato e l’importo superiore dei mutui concessi agli acquirenti. La Corte ha escluso l’applicazione retroattiva della presunzione legale basata sul valore normale, ma ha ritenuto utilizzabile tale scostamento come presunzione semplice: anche un unico elemento può essere sufficiente se grave e preciso, trasferendo sul contribuente l’onere di giustificare il divario con circostanze concrete. Poiché le differenze erano consistenti e non risultavano spiegate, la Corte ha rigettato il ricorso.

N. 32185

Cassazione, sentenza n. 32185 del 10/12/2019

Sentenza n. 32185 del 10/12/2019

L’accertamento aveva recuperato IRES, IRAP e IVA su costi riferiti, secondo l’Ufficio, a contratti fittizi di appalto e subfornitura utilizzati per una somministrazione irregolare di manodopera. La Cassazione ritiene utilizzabili nel giudizio tributario, come elementi indiziari, dichiarazioni di terzi e intercettazioni provenienti dal procedimento penale, e giudica inammissibili le critiche generiche alla valutazione presuntiva; afferma inoltre che il divieto di dissociazione tra titolarità formale e utilizzazione effettiva della prestazione permane dopo la riforma del 2003. Il testo fornito non contiene la decisione conclusiva sugli ulteriori motivi né il dispositivo.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Lavoro e previdenza
N. 32205

Cassazione, sentenza n. 32205 del 10/12/2019

Sentenza n. 32205 del 10/12/2019

La controversia riguardava, tra l’altro, la rettifica del valore di due uffici ceduti per un importo fortemente inferiore a quello ricavabile dal prezzo al metro quadrato attribuito, nello stesso contratto, a un’altra unità analoga del medesimo fabbricato. La Corte ha confermato la valutazione presuntiva del maggior imponibile ai fini IRAP e IVA e ha respinto le censure sulla specificità dell’appello e sulla motivazione dell’accertamento. Ha però accolto il motivo relativo all’omessa pronuncia sul cumulo giuridico delle sanzioni, cassando sul punto la sentenza con rinvio alla Commissione regionale.

N. 32204

Cassazione, sentenza n. 32204 del 10/12/2019

Sentenza n. 32204 del 10/12/2019

La società chiedeva il rimborso dell’eccedenza versata per l’affrancamento del saldo attivo di rivalutazione, sostenendo che l’imposta sostitutiva del 7% dovesse applicarsi al saldo al netto della precedente imposta del 12% pagata sulla rivalutazione dei beni. La Corte ha condiviso tale impostazione: poiché il saldo è iscritto in bilancio al netto dell’imposta di rivalutazione, anche la base imponibile dell’affrancamento deve essere determinata al netto, evitando di colpire un valore superiore alla riserva distribuibile. Il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è stato rigettato, con compensazione delle spese.

  • Contabilità e Bilancio
  • Imprese
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
N. 31810

Cassazione, sentenza n. 31810 del 5/12/2019

Sentenza n. 31810 del 05/12/2019

L’avviso recuperava IRES, IVA e IRAP mediante ricostruzione analitico-induttiva dei ricavi, fondata sull’anomala contabilizzazione delle rimanenze e sull’applicazione di una percentuale di ricarico. La CTR lo aveva annullato per assenza del contraddittorio preventivo, qualificandolo come accertamento standardizzato; la Cassazione rileva invece che lo scostamento dallo studio di settore aveva soltanto originato il controllo e che la pretesa poggiava poi sulle irregolarità contabili riscontrate. Accolto il motivo dell’Amministrazione relativo all’errata qualificazione del metodo, la sentenza è cassata con rinvio per l’esame delle questioni rimaste impregiudicate.

N. 31795

Cassazione, sentenza n. 31795 del 5/12/2019

Sentenza n. 31795 del 05/12/2019

La lite concerneva la tassazione del maggiore compenso registrato per un importo inferiore e la deducibilità di somme pagate, nello stesso giorno dell’incasso, mediante assegni intestati a beneficiari non identificabili. Nel giudizio di rinvio la CTR aveva confermato il ricavo e negato la pertinenza del costo, ritenendo non provata l’inesistenza dell’operazione; la Cassazione esclude che il precedente annullamento per vizio motivazionale impedisse una nuova valutazione complessiva dei fatti. Dichiarato inammissibile il ricorso contro il Ministero, la Corte rigetta quello proposto contro l’Agenzia delle entrate.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Professionisti
  • Processo tributario
N. 31778

Cassazione, sentenza n. 31778 del 5/12/2019

Sentenza n. 31778 del 05/12/2019

Un libero professionista chiedeva il rimborso dell’IRAP versata, negando di disporre di un’autonoma organizzazione; la CTR aveva invece ritenuto sufficiente la continuità dell’attività, l’esistenza di uno studio e il ricorso a prestazioni di terzi. La Cassazione precisa che occorre un apparato esterno alla persona del professionista, costituito da beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile oppure da lavoro altrui non occasionale o rilevante. Poiché la CTR non aveva identificato attrezzature eccedenti né chiarito stabilità e consistenza delle collaborazioni, il ricorso è accolto e la causa rinviata.

N. 31809

Cassazione, sentenza n. 31809 del 5/12/2019

Sentenza n. 31809 del 05/12/2019

L’accertamento ricostruiva vendite non fatturate confrontando materie prime disponibili, prodotti venduti, rimanenze e rifiuti non commercializzabili; la società sosteneva invece che alcuni sfridi di polietilene fossero scarti commerciabili non soggetti ad annotazione nel registro dei rifiuti. La Cassazione esclude l’ultrapetizione, poiché il ricorso originario investiva anche l’accertamento, ma giudica insufficiente e oscura la motivazione con cui la CTR aveva accolto la tesi della contribuente senza indicarne il fondamento fattuale. Accolto il terzo motivo, rigettato il primo e assorbito il secondo, la sentenza è cassata con rinvio.

N. 31794

Cassazione, sentenza n. 31794 del 5/12/2019

Sentenza n. 31794 del 05/12/2019

Gli accertamenti IRPEF e IRAP per l’attività di tassista ricostruivano i ricavi attraverso la percorrenza desunta da fatture di manutenzione e dai conteggi utilizzati per il credito d’imposta sulle accise; la CTR li aveva annullati, giudicando inattendibili tali elementi. Durante il giudizio di cassazione l’Agenzia delle entrate ha comunicato l’annullamento totale in autotutela degli atti relativi al 2004 e al 2005, mentre l’annualità 2003 era già estranea al giudizio. Su concorde richiesta delle parti, la Corte dichiara cessata la materia del contendere e compensa integralmente le spese.

  • Autotutela
  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • IRAP
  • Processo tributario
N. 31777

Cassazione, sentenza n. 31777 del 5/12/2019

Sentenza n. 31777 del 05/12/2019

Una società chiedeva la revocazione di una precedente sentenza di legittimità sulle deduzioni di costi derivanti da operazioni soggettivamente inesistenti, sostenendo che la Corte non avesse considerato un’assoluzione penale definitiva e un precedente giudicato. La Cassazione esclude l’errore revocatorio: esso deve consistere in una svista percettiva decisiva risultante dagli atti interni al giudizio, mentre delle allegazioni richiamate non vi era traccia nel verbale e l’omesso rilievo di un giudicato esterno attiene, in tali condizioni, ad attività valutativa. Il ricorso per revocazione è dichiarato inammissibile.

N. 31808

Cassazione, sentenza n. 31808 del 5/12/2019

Sentenza n. 31808 del 05/12/2019

Dopo la liquidazione e il fallimento di una società, l’Amministrazione aveva attribuito a soci e liquidatore la responsabilità per imposte rimaste insolute, ritenendo ingiustificata la perdita sui crediti verso i soci. La Cassazione afferma che la rinuncia è fiscalmente deducibile solo se l’irrecuperabilità risulta da elementi certi e precisi e che la remissione dei debiti dei soci costituisce attribuzione di valori sociali, con sottrazione dell’attivo al pagamento dei crediti tributari; ricorrevano quindi i presupposti della responsabilità contestata. Il ricorso è rigettato, con condanna solidale dei ricorrenti alle spese.

  • Società di capitali
  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Procedure concorsuali
N. 31793

Cassazione, sentenza n. 31793 del 5/12/2019

Sentenza n. 31793 del 05/12/2019

L’accertamento sintetico IRPEF traeva origine dall’acquisto di un immobile, rispetto al quale la contribuente sosteneva di non avere sostenuto il prezzo e di essere stata interposta fittiziamente. La Cassazione rileva che il ricorso non riproduceva i motivi d’appello né indicava puntualmente gli atti contenenti gli elementi invocati come prova contraria; respinge inoltre l’eccezione di giudicato esterno, poiché le copie prodotte erano prive dell’attestazione del passaggio in giudicato. Il ricorso è quindi rigettato, restando ferma la decisione favorevole alla pretesa dell’Agenzia.

N. 31776

Cassazione, sentenza n. 31776 del 5/12/2019

Sentenza n. 31776 del 05/12/2019

La controversia riguarda una cartella emessa per l’IVA conseguente all’adeguamento agli studi di settore indicato in dichiarazione, poi qualificato dal contribuente come errore materiale; i giudici di merito avevano annullato la pretesa ritenendo la dichiarazione liberamente emendabile. La Cassazione distingue le dichiarazioni di scienza dalle opzioni aventi natura negoziale, rettificabili soltanto in presenza di un errore essenziale e riconoscibile dall’Amministrazione. Accoglie quindi il ricorso erariale, cassa la sentenza e rinvia alla CTR perché svolga tale accertamento e regoli le spese.

  • Dichiarazioni
  • Dichiarazione IVA
  • IVA
  • Riscossione
  • Processo tributario
N. 31807

Cassazione, sentenza n. 31807 del 5/12/2019

Sentenza n. 31807 del 05/12/2019

Due coeredi contestavano la rettifica del valore dei beni ereditari; la CTR aveva considerato vincolante una precedente decisione resa nei confronti di altri coobbligati e aveva ritenuto tempestivo l’accertamento. La Cassazione conferma l’operatività della sospensione dei termini, ma precisa che il giudicato favorevole ottenuto da un condebitore solidale non si estende d’ufficio: spetta al coobbligato chiederne espressamente l’applicazione, purché non esista un giudicato contrario a suo carico. Accolte le censure sul giudicato e sulla mancata valutazione del merito e della motivazione dell’avviso, la sentenza è cassata con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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