Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 899

Cassazione, sentenza n. 899 del 17/01/2020

Sentenza n. 899 del 17/01/2020

Una società chiedeva la revocazione di una precedente decisione di legittimità concernente l’ICI su immobili di categoria D e l’applicazione della rendita catastale, sostenendo che fosse stata utilizzata la disciplina riferibile a una diversa data di attribuzione della rendita. La Cassazione chiarisce che l’errore revocatorio deve essere meramente percettivo, evidente, decisivo e non riguardare valutazioni giuridiche; osserva inoltre che la precedente pronuncia aveva applicato proprio la disposizione indicata dalla ricorrente. Poiché le censure miravano a una nuova valutazione del merito, dichiara inammissibili sia la revocazione sia la richiesta di correzione materiale.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 898

Cassazione, sentenza n. 898 del 17/01/2020

Sentenza n. 898 del 17/01/2020

La società domandava la revocazione di una precedente sentenza di Cassazione relativa all’ICI su immobili di categoria D e alla rendita catastale, denunciando l’asserita applicazione della disciplina prevista per una diversa collocazione temporale della variazione. La Corte distingue l’errore materiale dall’errore revocatorio e precisa che quest’ultimo deve consistere in una falsa percezione immediatamente riscontrabile, non in un errore di giudizio o nell’interpretazione normativa; rileva, peraltro, che la decisione impugnata aveva applicato la disposizione corretta. Il ricorso, volto sostanzialmente a riesaminare il merito, è dichiarato inammissibile.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 897

Cassazione, sentenza n. 897 del 17/01/2020

Sentenza n. 897 del 17/01/2020

Gli accertamenti, fondati anche su indagini bancarie, avevano attribuito a una società di fatto maggiori imponibili IRAP e IVA, ritenendo fittiziamente interposte varie imprese e cooperative; i giudici di merito avevano confermato la ricostruzione dell’Amministrazione. La Cassazione afferma che, nei rapporti esterni, l’esistenza della società di fatto può desumersi dall’esteriorizzazione del vincolo sociale e ritiene legittimo riferirle le movimentazioni bancarie considerate dalla CTR, in assenza di prova contraria sulla loro estraneità. Le doglianze miravano in larga parte a rivalutare i fatti o erano insufficientemente specifiche: il ricorso è dichiarato inammissibile.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRAP
  • Società di persone
  • Processo tributario
N. 896

Cassazione, sentenza n. 896 del 17/01/2020

Sentenza n. 896 del 17/01/2020

Gli accertamenti attribuivano a una società di fatto, ritenuta operante attraverso società e cooperative interposte, maggiori imponibili IRAP e IVA, con conseguente imputazione IRPEF ai presunti soci. La Cassazione conferma che, nei rapporti esterni e ai fini dell’individuazione dell’effettivo titolare del reddito, il vincolo sociale può essere desunto da condotte esteriori e presunzioni, mentre la valutazione dei fatti adeguatamente motivata non è rinnovabile in legittimità. Nei passaggi disponibili, la Corte disattende anche le censure sull’imputazione dei redditi e sulle risultanze bancarie.

  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • IVA
  • IRAP
  • IRPEF
  • Società di persone
N. 546

Cassazione, sentenza n. 546 del 15/01/2020

Sentenza n. 546 del 15/01/2020

L’accertamento IRPEG, IVA e IRAP contestava a una società operante nei materiali inerti acquisti non contabilizzati e vendite sottocosto, mentre la CTR aveva ridotto il maggior reddito facendo riferimento a una perizia della contribuente. La Cassazione chiarisce che l’accertamento parziale è una modalità procedurale, non un metodo autonomo, e può utilizzare presunzioni; la diversa qualificazione prospettata dall’Ufficio in appello costituiva quindi mera difesa. Sono però accolti entrambi i ricorsi sulla motivazione: la CTR non aveva valutato documenti potenzialmente decisivi né spiegato adeguatamente l’adesione alla perizia, sicché la sentenza è cassata con rinvio.

N. 545

Cassazione, sentenza n. 545 del 15/01/2020

Sentenza n. 545 del 15/01/2020

La controversia concerneva sanzioni per obblighi di monitoraggio fiscale relativi a disponibilità finanziarie detenute all’estero negli anni 2005-2007, emerse da informazioni trasmesse dall’amministrazione francese e da una verifica della Guardia di Finanza. La CTR aveva accolto l’appello della contribuente, ritenendo non retroattiva la disciplina sopravvenuta, ma non aveva esaminato l’eccezione dell’Agenzia secondo cui tale motivo era stato proposto per la prima volta in appello. La Cassazione ravvisa l’omessa pronuncia, accoglie il primo motivo senza decidere la questione sostanziale, assorbe il secondo e rinvia alla CTR in diversa composizione.

  • Estero
  • Sanzioni
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 560

Cassazione, sentenza n. 560 del 15/01/2020

Sentenza n. 560 del 15/01/2020

Gli avvisi recuperavano maggiori IRES, IRAP e IVA per operazioni documentate da fatture ritenute soggettivamente inesistenti, ma la CTR aveva respinto l’appello dell’Ufficio con argomentazioni generiche. La Cassazione ravvisa una motivazione apparente, perché la decisione non illustra adeguatamente fatti, prove e percorso logico, nonché un’omessa pronuncia sul recupero IRAP delle plusvalenze da beni strumentali. Accoglie i primi due motivi dell’Agenzia, assorbe quello relativo alle regole sostanziali e rinvia alla CTR in diversa composizione.

N. 1439

Cassazione, sentenza n. 1439 del 15/01/2020

Penale tributario - Omessa dichiarazione - Patteggiamento - Pene accessorie.

In un procedimento per omessa dichiarazione IRES, il Tribunale aveva applicato su richiesta una pena di dodici mesi, senza pene accessorie né confisca; il pubblico ministero contestava entrambe le omissioni. La Cassazione distingue i due effetti: con pena concordata inferiore a due anni, la disciplina speciale del patteggiamento esclude le pene accessorie, mentre la confisca del profitto o del prezzo dei reati tributari, diretta o per equivalente, resta obbligatoria e la sua totale omissione determina l’illegalità della misura. La sentenza è annullata limitatamente alla confisca, con rinvio al Tribunale, e il ricorso è dichiarato inammissibile nel resto.

N. 559

Cassazione, sentenza n. 559 del 15/01/2020

Sentenza n. 559 del 15/01/2020

La controversia comprendeva, tra l’altro, la competenza della Direzione regionale nelle verifiche fiscali e la deducibilità di un accantonamento prudenziale relativo a contratti derivati su tassi d’interesse. La Cassazione afferma che la Direzione regionale disponeva già nel 2007 di poteri istruttori e considera indeducibile il fondo per rischi futuri, poiché gli accantonamenti fiscalmente ammessi sono soltanto quelli espressamente previsti. Rigetta quindi il ricorso principale; accoglie i primi tre motivi del ricorso incidentale dell’Agenzia, rigetta il quarto e rinvia alla CTR.

  • Accertamento fiscale
  • Contabilità e Bilancio
  • IRES
  • IRAP
  • IVA
  • Processo tributario
N. 558

Cassazione, sentenza n. 558 del 15/01/2020

Sentenza n. 558 del 15/01/2020

Un ente per l’edilizia residenziale pubblica chiedeva, per l’ICI 2004, la detrazione prevista per gli alloggi regolarmente assegnati, già riconosciuta dalla CTR dopo un precedente rinvio. La Cassazione precisa che l’agevolazione non opera automaticamente, ma beneficia della presunzione relativa di regolare gestione e assegnazione degli alloggi pubblici; spetta quindi al Comune fornire la prova contraria. Poiché tale prova non risultava offerta e la premessa fissata nel precedente giudizio non era stata efficacemente censurata, il ricorso comunale viene rigettato.

  • Tributi locali
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 557

Cassazione, sentenza n. 557 del 15/01/2020

Sentenza n. 557 del 15/01/2020

La contribuente contestava una cartella per ICI 2003 e 2004, deducendo vizi dell’atto e della notificazione, mentre i giudici di merito avevano ritenuto tempestiva la pretesa relativa al 2004. In pendenza del ricorso è però intervenuto lo stralcio automatico dei debiti residui fino a mille euro affidati alla riscossione dal 2000 al 2010; la Corte accerta che il carico di 605 euro rientra nella previsione. Dichiara pertanto cessata la materia del contendere, senza esaminare i motivi, e compensa le spese.

  • Riscossione
  • Pace Fiscale
  • Tributi locali
  • Processo tributario
N. 556

Cassazione, sentenza n. 556 del 15/01/2020

Sentenza n. 556 del 15/01/2020

Gli accertamenti ICI riguardavano il valore di un’area edificabile successivamente venduta e il trattamento agevolato invocato dai comproprietari quali imprenditori agricoli. La Cassazione ritiene utilizzabile il prezzo formatosi nella libera contrattazione, coerente con una precedente perizia, quale valore venale anche per le annualità esaminate; esclude inoltre l’agevolazione perché non risultavano provati iscrizione previdenziale, conduzione diretta e prevalenza dell’attività agricola. Giudica inconferente il richiamo alla normativa europea, nega il rinvio pregiudiziale richiesto e rigetta il ricorso.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Agevolazioni Fiscali
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 555

Cassazione, sentenza n. 555 del 15/01/2020

Sentenza n. 555 del 15/01/2020

La controversia concerneva l’ICI su fabbricati di categoria D e gli effetti della rendita catastale attribuita dopo la richiesta di accatastamento, oltre alla debenza di interessi e sanzioni. La Cassazione considera vincolante, nel giudizio di rinvio, il principio già enunciato sull’applicazione della rendita dalla richiesta, ma precisa che per rendite anteriori al 2000 il recupero della maggiore imposta non consente sanzioni e interessi senza prova dell’effettiva conoscenza dell’attribuzione da parte del contribuente. Accoglie i motivi dal secondo al settimo e decide nel merito escludendo tali accessori.

N. 554

Cassazione, sentenza n. 554 del 15/01/2020

Sentenza n. 554 del 15/01/2020

La società impugnava accertamenti ICI per più annualità, contestando motivazione, allegati, poteri del funzionario, aliquote comunali, termini, soggettività passiva e trattamento dei versamenti eseguiti mediante ravvedimento. La Cassazione afferma, fra l’altro, che delibere e regolamenti comunali soggetti a pubblicità legale non devono essere allegati agli atti impositivi; giudica inoltre infondate o inammissibili le censure esaminate sulla designazione del responsabile, sulla disapplicazione delle delibere, sulla prescrizione e sulla soggettività passiva. Il testo fornito è però incompleto e non riporta né l’esame conclusivo dell’ultimo motivo né il dispositivo.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Sanzioni
N. 553

Cassazione, sentenza n. 553 del 15/01/2020

Sentenza n. 553 del 15/01/2020

La controversia riguardava l’ICI 2006-2007 su magazzini e depositi situati nel porto franco, che la contribuente riteneva esenti perché funzionali al traffico marittimo e classificabili in categoria catastale E. La Cassazione rileva che la CTR aveva fondato la decisione soprattutto sul classamento e sulla rendita già attribuiti, vincolanti nel giudizio contro il Comune e contestabili soltanto in un autonomo giudizio sull’atto catastale; le censure, richiedendo una nuova valutazione dei fatti o non colpendo tale ratio, non sono ammissibili. Il ricorso principale è respinto e quello incidentale del Comune dichiarato inammissibile per difetto d’interesse.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 552

Cassazione, sentenza n. 552 del 15/01/2020

Sentenza n. 552 del 15/01/2020

La contribuente contestava l’ICI 2006-2007 relativa a immobili del porto franco, sostenendone la natura strumentale alle attività portuali e la classificabilità nella categoria catastale E. La Cassazione osserva che la CTR aveva ritenuto decisivi il classamento e la rendita già esistenti: tali dati vincolano contribuente e Comune nel giudizio sull’imposta, mentre la loro rettifica deve essere richiesta o impugnata separatamente nei confronti dell’amministrazione catastale. Poiché il primo motivo sollecitava una nuova ricognizione dei fatti e gli altri non investivano questa ratio, il ricorso principale è rigettato, con assorbimento dell’incidentale condizionato.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 551

Cassazione, sentenza n. 551 del 15/01/2020

Sentenza n. 551 del 15/01/2020

Il venditore impugnava un avviso di rettifica del valore immobiliare ai fini dell’imposta di registro, già definito mediante adesione dall’acquirente coobbligato, allegando anche il possibile impiego di quel valore in un distinto accertamento IRPEF. La Cassazione afferma che il perfezionamento dell’adesione, anche da parte di un solo coobbligato, priva di efficacia gli avvisi relativi alla medesima pretesa e ne impedisce l’impugnazione, in assenza di un pregiudizio attuale; l’eventuale accertamento reddituale va contestato autonomamente. È quindi rigettato il ricorso, mentre non viene dichiarata la cessazione della materia del contendere perché il giudicato invocato riguardava un diverso atto impositivo.

  • Imposta di registro
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 550

Cassazione, sentenza n. 550 del 15/01/2020

Sentenza n. 550 del 15/01/2020

L’accertamento IRES, IVA e IRAP era fondato sul rilevante scostamento dei ricavi dichiarati dallo studio di settore, dopo lo svolgimento del contraddittorio; la società contestava il modello applicato e richiamava circostanze peculiari della propria attività. La Cassazione conferma che, una volta instaurato il contraddittorio, lo standard può assumere valore presuntivo: l’Ufficio deve provarne l’applicabilità concreta, mentre il contribuente deve allegare e dimostrare gli elementi che giustificano lo scostamento. Respinte o dichiarate inammissibili le doglianze sull’accertamento, la sentenza è tuttavia cassata limitatamente alle sanzioni, da rideterminare in sede di rinvio secondo la disciplina sopravvenuta più favorevole.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 549

Cassazione, sentenza n. 549 del 15/01/2020

Sentenza n. 549 del 15/01/2020

L’accertamento IRPEF, IRAP e IVA per il 2006 recuperava costi non documentati e maggiori compensi desunti da movimenti bancari del professionista e di suoi familiari. La Cassazione ritiene utilizzabili i versamenti, che il lavoratore autonomo deve analiticamente dimostrare estranei a fatti imponibili, ma esclude per tale soggetto la presunzione legale relativa ai prelevamenti; conferma inoltre che la riferibilità dei conti familiari può ricavarsi da specifici elementi sintomatici e che la certezza dei costi deve essere provata dal contribuente. Il ricorso è accolto soltanto su questo limite delle indagini finanziarie, con cassazione e rinvio alla CTR.

  • Accertamento fiscale
  • Professionisti
  • IRPEF
  • IVA
  • IRAP
  • Processo tributario
N. 548

Cassazione, sentenza n. 548 del 15/01/2020

Sentenza n. 548 del 15/01/2020

L’accertamento IRPEF, IRAP e IVA per il 2005 recuperava costi non documentati e maggiori compensi ricavati da movimentazioni bancarie del professionista e di familiari. La Cassazione precisa che, per il lavoratore autonomo, la presunzione legale conserva efficacia sui versamenti, dei quali va provata analiticamente l’estraneità a operazioni imponibili, ma non sui prelevamenti; ritiene invece conforme ai principi l’accertamento della CTR sulla sostanziale riferibilità dei conti familiari e conferma l’onere del contribuente di documentare la certezza dei costi. Accolto il ricorso soltanto entro tale limite, la sentenza è cassata con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • Professionisti
  • IRPEF
  • IVA
  • IRAP
  • Processo tributario

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