Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

Documenti ufficiali conservati in formato PDF e collegati alla fonte originaria

Sentenze

11.961 documenti

N. 7343

Cassazione, ordinanza n. 7343 del 17/03/2020

Accertamento - Operazioni soggettivamente inesistenti - Contenzioso tributario - Sentenza penale irrevocabile di assoluzione - Rilevanza automatica di cosa giudicata nel connesso processo tributario - Esclusione - Onere del giudice di valutazione.

La controversia concerneva maggiore IVA e sanzioni per operazioni soggettivamente inesistenti; la CTR aveva confermato l’annullamento degli accertamenti, attribuendo rilievo anche a una pronuncia penale assolutoria. La Cassazione chiarisce che tale assoluzione non produce automaticamente giudicato nel processo tributario: il giudice deve valutarne autonomamente il contenuto insieme alle prove e alle presunzioni acquisite, verificando anche gli elementi sulla conoscenza o conoscibilità della frode. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la sentenza è cassata con rinvio, anche per esaminare l’allegata definizione della lite relativa a una delle annualità.

N. 7342

Cassazione, ordinanza n. 7342 del 17/03/2020

IVA - Operazioni soggettivamente inesistenti - Iva indetraibile - Costi indeducibili - Prova a carico dell'Amministrazione - Onere di prova contraria a carico del contribuente.

L’accertamento aveva recuperato costi e IVA relativi ad acquisti di autoveicoli ritenuti soggettivamente inesistenti; la CTR aveva riconosciuto la detrazione affermando l’estraneità della contribuente alla frode. La Cassazione precisa che l’Amministrazione deve provare, anche presuntivamente, la fittizietà del fornitore e la conoscenza o conoscibilità dell’evasione da parte dell’acquirente; assolto tale onere, il contribuente deve dimostrare la massima diligenza esigibile, non bastando fatture, contabilità e pagamenti regolari. Poiché la CTR aveva trascurato gli elementi indicati dall’Ufficio e invertito l’onere probatorio, la decisione è cassata con rinvio.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Autovetture e Fisco
  • Processo tributario
N. 7327

Cassazione, sentenza n. 7327 del 17/03/2020

Sentenza n. 7327 del 17/03/2020

Dopo il riconoscimento definitivo di un rimborso IVA, la contribuente aveva promosso il giudizio di ottemperanza contestando la misura degli interessi pagati dall’Agenzia; la CTR ne aveva fissato la decorrenza dalla successiva richiesta formale, anziché dalla manifestazione espressa nel quadro RX4. La Cassazione non esamina nel merito tale criterio: dichiara il ricorso inammissibile perché le doglianze investivano l’interpretazione del giudicato compiuta dal giudice dell’ottemperanza e, comunque, non riproducevano dispositivo e motivazione della decisione da eseguire. Seguono la condanna alle spese e l’attestazione sull’ulteriore contributo unificato.

  • IVA
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 7326

Cassazione, sentenza n. 7326 del 17/03/2020

Sentenza n. 7326 del 17/03/2020

Ottenuto con giudicato il rimborso di un’eccedenza IVA oltre interessi, la contribuente aveva agito in ottemperanza sostenendo che l’importo corrisposto dall’Agenzia fosse inferiore a quello dovuto. Il giudice dell’ottemperanza aveva ritenuto adempiuta la decisione e qualificato come nuova la pretesa di ulteriori interessi; la Cassazione considera effettiva e coerente questa interpretazione del giudicato, osservando che richieste ulteriori dovevano essere avanzate con strumenti diversi. Il ricorso è pertanto dichiarato inammissibile ai sensi della disciplina del giudizio di ottemperanza, con condanna alle spese e attestazione sull’ulteriore contributo unificato.

  • IVA
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 7325

Cassazione, sentenza n. 7325 del 17/03/2020

IVA - Credito IVA - Istanza di rimborso - Prova dell'effettivo riversamento dell'IVA - Mancanza - Diniego.

La controversia riguardava il diniego di rimborso dell’IVA versata su fatture del 2002, dopo conciliazioni intervenute nel 2009 con le società acquirenti. La CTR aveva escluso il rimborso per tre autonome ragioni, tra cui la mancata prova dell’effettivo riversamento dell’imposta e il riconoscimento della sola detraibilità; la Cassazione rileva che i motivi non hanno censurato specificamente tali fondamenti decisivi. Il ricorso è pertanto dichiarato inammissibile, con conferma del diniego, risultando comunque non dimostrato il presupposto necessario a evitare un danno erariale.

  • IVA
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 7324

Cassazione, sentenza n. 7324 del 17/03/2020

Sentenza n. 7324 del 17/03/2020

Una società appaltatrice aveva chiesto il rimborso del credito IVA 2004 per 144.361 euro, mentre i giudici di merito avevano riconosciuto la detrazione soltanto per 28.148,17 euro, sulla base delle fatture prodotte. La Cassazione ribadisce che chi impugna il diniego di rimborso deve provare i fatti costitutivi del credito e rileva che la CTR aveva adeguatamente motivato l’insufficienza della documentazione, senza violare il giudicato interno sull’aliquota applicabile. Il ricorso viene rigettato, con conferma del riconoscimento limitato.

  • IVA
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 7323

Cassazione, sentenza n. 7323 del 17/03/2020

Sentenza n. 7323 del 17/03/2020

La procedura fallimentare contestava il diniego di rimborso di un credito IVA, non riportato nella dichiarazione dell’anno successivo, non presentata, e ritenuto privo di adeguato supporto documentale. La Cassazione considera legittima la correzione materiale della sentenza regionale, poiché il dispositivo era rimasto invariato, e precisa che il relativo procedimento ha natura amministrativa, sicché rileva l’identità dell’ufficio giudiziario e non del singolo magistrato. Le ulteriori censure non colgono la decisiva carenza di prova del credito: il ricorso è rigettato, con compensazione delle spese.

  • IVA
  • Procedure concorsuali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 7322

Cassazione, sentenza n. 7322 del 17/03/2020

Sentenza n. 7322 del 17/03/2020

L’accertamento riguardava redditi d’impresa, valore della produzione e IVA detratta da un ente che sosteneva la natura non commerciale della propria attività; la CTR aveva invece circoscritto la rettifica all’attività alberghiera con somministrazione e ai costi non inerenti. In Cassazione, le doglianze concernevano soprattutto l’omesso esame della qualificazione di contributi per la ristrutturazione e delle relative quote di ammortamento. La Corte le dichiara inammissibili per difetto di specificità e mancata riproduzione delle parti rilevanti dell’appello, quindi rigetta il ricorso.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 7390

Cassazione, ordinanza n. 7390 del 17/03/2020

Imposta di registro - Agevolazioni prima casa - Trasferimento a seguito di sentenza del tribunale --Modalità.

La contribuente contestava l’imposta di registro proporzionale liquidata sulla sentenza costitutiva che aveva disposto il trasferimento di un’abitazione, chiedendo anche i benefici per la prima casa. La Cassazione ha confermato l’imposizione proporzionale e chiarito che l’agevolazione è applicabile anche al trasferimento giudiziale, purché la relativa dichiarazione sia resa quando si richiede la registrazione, non dopo la liquidazione dell’imposta o nel giudizio contro l’avviso. Ritenendo corretta e non contraddittoria la decisione della CTR, la Corte ha rigettato il ricorso e condannato la ricorrente alle spese.

  • Imposta di registro
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 7382

Cassazione, ordinanza n. 7382 del 17/03/2020

IRPEF - Redditometro - Accertamento sintetico del reddito - Spese per incrementi patrimoniali e per consumi - Documentazione rilevante.

Nell’accertamento sintetico fondato su acquisti immobiliari e spese di gestione, la contribuente aveva allegato un mutuo privato documentato e un’ulteriore provvista bancaria, elementi ritenuti insufficienti dai giudici regionali. La Cassazione afferma che non occorre provare lo specifico impiego delle somme né produrre necessariamente documentazione bancaria: bastano elementi certi o indizi gravi, precisi e concordanti sulla disponibilità dei mezzi economici. Accolti i primi sei motivi e assorbiti gli altri, la sentenza è cassata con rinvio per un nuovo esame delle prove.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Processo tributario
N. 7374

Cassazione, ordinanza n. 7374 del 17/03/2020

Accertamento - Attività di allevamento dei cani - Art. 32 TUIR - Assoggettamento - Limiti.

La controversia riguardava la qualificazione fiscale di un allevamento di cani e la configurabilità di una società di fatto estesa alle figlie dei gestori, esclusa dalla CTR dopo un esame parziale degli indizi. La Cassazione precisa che l’allevamento canino rientra nel reddito agrario soltanto nei limiti del rapporto tra terreno e animali previsto dall’articolo 32 TUIR, mentre anteriormente alla disciplina attuativa richiamata nel testo era tassato come attività commerciale; rileva inoltre l’omessa valutazione della proprietà di alcuni cani. Il ricorso dell’Agenzia è accolto, con cassazione e rinvio.

N. 7370

Cassazione, ordinanza n. 7370 del 17/03/2020

IVA - Operazioni inesistenti - Presunzioni - Onere di prova - Inversione.

Gli avvisi recuperavano l’IVA detratta su fatture che l’Amministrazione riteneva riferite a prestazioni oggettivamente inesistenti; la CTR aveva invece valorizzato la contabilizzazione, i pagamenti e il collegamento con appalti pubblici. La Cassazione stabilisce che, provata anche per presunzioni l’inesistenza oggettiva, compete al contribuente dimostrare l’effettività delle operazioni, senza potersi limitare a fatture, scritture formalmente regolari o mezzi di pagamento. Ritenuta errata e insufficientemente motivata la valutazione degli indizi, accoglie i primi due motivi, assorbe il terzo e rinvia alla CTR.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 7365

Cassazione, ordinanza n. 7365 del 17/03/2020

ACCERTAMENTO - VERIFICA INDUTTIVA - PRESUNZIONI GRAVI PRECISE E CONCORDANTI -

L’Ufficio aveva ricostruito induttivamente il reddito di un esercizio di panificazione e vendita alimentare applicando un ricarico ricavato da imprese ritenute similari; i giudici di merito avevano ridotto la percentuale, ma confermato l’antieconomicità dell’attività. La Cassazione rileva che la CTR non ha illustrato i criteri della percentuale adottata né le gravi incongruenze poste a fondamento dell’accertamento, omettendo il necessario collegamento tra campioni statistici, studi di settore e concreta composizione delle vendite. Accolto il primo motivo e assorbito il secondo, la sentenza è cassata con rinvio.

N. 7360

Cassazione, ordinanza n. 7360 del 17/03/2020

Agevolazioni fiscali - Soggetti colpiti dal sisma sicilia 1991-1992 - Art. 9, co. 17 della L. n. 289/2002 - Rimborso imposte versate -Limiti "de minimis" - Rispetto.

Una società aveva chiesto il rimborso del 90% delle imposte dirette e dell’IVA versate per il 1991 e 1992 in relazione al sisma siciliano, ottenendo ragione nei gradi di merito. La Cassazione considera tempestiva l’istanza presentata entro due anni dall’entrata in vigore della legge richiamata, ma censura il riconoscimento integrale del beneficio senza verificare, trattandosi di impresa, il rispetto della disciplina europea sugli aiuti de minimis o degli ulteriori presupposti di compatibilità indicati. Accolto il primo motivo, la decisione è cassata con rinvio per gli accertamenti concreti.

  • Agevolazioni Fiscali
  • IVA
  • Processo tributario
N. 7352

Cassazione, ordinanza n. 7352 del 17/03/2020

Imposta di Registro - Agevolazioni "prima casa" - Mancato trasferimento "formale" della residenza presso l'immobile acquistato - Decadenza benefici - Dimora abituale - Irrilevanza.

L’Amministrazione aveva revocato le agevolazioni prima casa perché l’acquirente non aveva trasferito entro il termine la residenza anagrafica nel Comune dell’immobile; i giudici di merito avevano invece riconosciuto rilievo alla dimora abituale e alle difficoltà incontrate presso l’anagrafe. La Cassazione afferma che il requisito può essere provato soltanto mediante le risultanze anagrafiche e che la residenza di fatto non è sufficiente, escludendo inoltre la forza maggiore per mancanza di imprevedibilità e inevitabilità. Accoglie quindi il ricorso dell’Agenzia e, decidendo nel merito, respinge l’impugnazione originaria del contribuente.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposta di registro
  • Immobili
N. 7267

Cassazione, sentenza n. 7267 del 16/03/2020

Sentenza n. 7267 del 16/03/2020

Il contribuente aveva impugnato il preavviso di fermo conseguente a cartelle non pagate, mentre i giudici di merito avevano ritenuto sanata la notifica della cartella presupposta per raggiungimento dello scopo. La Cassazione rileva che la consegna a un familiare presso una residenza diversa da quella del destinatario non beneficia della presunzione di convivenza e che era stato tempestivamente impugnato il fermo, non la cartella. Accoglie il ricorso, cassa la sentenza e, decidendo nel merito, accoglie l’impugnazione originaria.

N. 7266

Cassazione, sentenza n. 7266 del 16/03/2020

Sentenza n. 7266 del 16/03/2020

La controversia riguardava la sanzione applicata allo spedizioniere, quale rappresentante diretto dell’importatore, per l’errata indicazione del valore di merci importate; la CTR aveva dichiarato inammissibile l’appello dell’Amministrazione doganale. Integrando la motivazione, la Cassazione precisa che, per una dichiarazione regolare ma infedele, la responsabilità solidale richiede che lo spedizioniere abbia personalmente fornito dati o documenti erronei, conoscendone o dovendone conoscere l’irregolarità. Poiché tale partecipazione non era stata né provata né prospettata dall’Amministrazione, il ricorso viene rigettato.

N. 7265

Cassazione, sentenza n. 7265 del 16/03/2020

Sentenza n. 7265 del 16/03/2020

L’Amministrazione doganale contestava l’esclusione della responsabilità dello spedizioniere che aveva agito quale rappresentante diretto dell’importatore in una dichiarazione recante un valore inesatto delle merci. La Cassazione chiarisce che la sola qualifica professionale non determina responsabilità solidale: occorre che lo spedizioniere abbia fornito dati o documenti necessari alla dichiarazione sapendoli, o dovendoli ragionevolmente sapere, erronei o irregolari. Non essendo stata prospettata né provata tale partecipazione personale, la Corte rigetta il ricorso dell’Amministrazione e compensa le spese.

N. 7264

Cassazione, sentenza n. 7264 del 16/03/2020

Importazioni - Dichiarazione doganale - Errata indicazione doganale del valore della merce - Irrogazione sanzioni allo spedizioniere in solido con l'importatore - Esclusione

La CTR aveva ritenuto lo spedizioniere, rappresentante diretto dell’importatore, solidalmente responsabile della sanzione derivante dall’errata indicazione del valore di merci importate. La Cassazione afferma che, in presenza di una dichiarazione regolare ma infedele, la responsabilità sussiste solo se lo spedizioniere abbia personalmente fornito dati o documenti, conoscendone o dovendone conoscere l’erroneità; la prova compete all’Amministrazione doganale. Poiché questa partecipazione non era stata né provata né prospettata, la Corte cassa la decisione e accoglie nel merito il ricorso originario.

N. 7263

Cassazione, sentenza n. 7263 del 16/03/2020

Sentenza n. 7263 del 16/03/2020

Lo spedizioniere era stato sanzionato in solido per dazi non integralmente corrisposti dopo la rettifica del valore dichiarato di merci importate; la CTR aveva confermato la sua responsabilità valorizzando un generale dovere di vigilanza. La Cassazione distingue la dichiarazione regolarmente presentata dalle ipotesi di introduzione irregolare: il rappresentante diretto risponde soltanto se l’Amministrazione dimostra che abbia fornito dati o documenti erronei, irregolari o invalidi, conoscendone o dovendone conoscere i difetti. Mancando tali allegazioni, accoglie i primi due motivi, cassa la sentenza e accoglie il ricorso originario.

Le sintesi editoriali sono generate con Codex esclusivamente sulla base dei documenti acquisiti dalle fonti istituzionali e servono a orientare la consultazione; non sostituiscono la lettura integrale. I PDF sono copie di consultazione dei documenti o delle relative pagine istituzionali. Per verificare eventuali aggiornamenti o allegati, consulta sempre la fonte istituzionale.