Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 8428

Cassazione, sentenza n. 8428 del 30/04/2020

Sentenza n. 8428 del 30/04/2020

La controversia riguarda un avviso di accertamento TARSU relativo a spazi portuali; la CTR aveva accolto l’appello del Comune limitandosi a distinguere il porto interessato da quello considerato in un precedente giurisprudenziale. La Cassazione rileva che la sentenza non ricostruisce la pretesa fiscale, i fatti, la decisione di primo grado né i motivi d’appello, rendendo impossibile comprendere la concreta ratio decidendi. Il richiamo al precedente, privo del necessario raccordo con la fattispecie, integra quindi una motivazione apparente. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la decisione è cassata con rinvio alla CTR.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8427

Cassazione, sentenza n. 8427 del 30/04/2020

Sentenza n. 8427 del 30/04/2020

La controversia riguardava un avviso di accertamento TARSU per il 2008 relativo ad aree portuali, annullato in primo grado ma confermato dalla CTR su appello del Comune. La Cassazione ha rilevato che la sentenza regionale non ricostruiva la pretesa fiscale, i fatti, le ragioni del primo giudice e i motivi d’appello, limitandosi a richiamare un precedente ritenuto non pertinente. Accertata una motivazione solo apparente, ha accolto il primo motivo, assorbito gli altri, cassato la decisione e rinviato alla CTR Toscana in diversa composizione.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8426

Cassazione, sentenza n. 8426 del 30/04/2020

Sentenza n. 8426 del 30/04/2020

Il giudizio concerneva un accertamento TARSU 2008 su spazi portuali: la CTP aveva accolto il ricorso del contribuente, mentre la CTR aveva aderito all’appello del Comune richiamando la diversa situazione dell’autorità operante nel porto. Secondo la Cassazione, la pronuncia d’appello ometteva la ricostruzione della pretesa, dei fatti rilevanti, della decisione di primo grado e delle censure proposte, senza rendere comprensibile la propria ratio. La Corte ha quindi dichiarato nulla la sentenza per motivazione apparente, assorbito gli ulteriori motivi e rinviato alla CTR Toscana.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8425

Cassazione, sentenza n. 8425 del 30/04/2020

Sentenza n. 8425 del 30/04/2020

La lite riguardava l’accertamento di maggiore IRPEF e addizionali derivante dal reddito di partecipazione in una società a ristretta base, che la CTR aveva ritenuto adeguatamente motivato mediante rinvio all’atto societario allegato e alla riproduzione degli elementi essenziali del PVC. La Cassazione non ha riesaminato tali questioni nel merito: ha giudicato il ricorso, composto da 239 pagine e dodici motivi, farraginoso, ripetitivo e privo della necessaria selezione dei fatti e delle censure. Ne ha pertanto affermato l’inammissibilità per violazione dei requisiti di chiarezza, sinteticità e specificità.

  • IRPEF
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Società di capitali
N. 8424

Cassazione, sentenza n. 8424 del 30/04/2020

Sentenza n. 8424 del 30/04/2020

La controversia verteva sulla revisione del classamento di una singola unità immobiliare nell’ambito di una microzona comunale, confermata in entrambi i gradi di merito. La Cassazione ha affermato che l’atto deve motivare rigorosamente non soltanto i presupposti generali della revisione, ma anche la concreta incidenza del mutato rapporto tra valori di mercato e catastali sulla classe e sulla rendita dell’immobile interessato; non basta consentire al contribuente di offrire prova contraria in giudizio. Accolto il relativo motivo e assorbiti gli altri, la Corte ha cassato la sentenza e accolto nel merito il ricorso originario.

  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8409

Cassazione, sentenza n. 8409 del 30/04/2020

Sentenza n. 8409 del 30/04/2020

La vicenda riguardava maggiori diritti di confine e relative sanzioni per importazioni di calzature, rispetto ai quali la CTR aveva escluso la responsabilità del centro di assistenza doganale, ritenendo non conoscibile la frode dell’importatore con l’ordinaria diligenza. La Cassazione ha ribadito che lo spedizioniere che presenta merci per conto altrui ma in nome proprio risponde solidalmente e deve vigilare, con diligenza qualificata, sull’esattezza delle informazioni e dei documenti ricevuti dall’esportatore. Accolti i motivi sulla responsabilità e assorbiti gli altri, ha cassato la sentenza con rinvio alla CTR Liguria.

  • Imposte indirette
  • Accertamento e riscossione
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8408

Cassazione, sentenza n. 8408 del 30/04/2020

Sentenza n. 8408 del 30/04/2020

Gli accertamenti rettificavano i redditi di partecipazione sulla base di maggiori ricavi della società desunti anche dai movimenti bancari del socio largamente maggioritario; la CTR aveva inoltre riconosciuto equitativamente costi di produzione pari al 60%. La Cassazione ha escluso che potesse riesaminare le valutazioni di fatto sui conti e ha richiamato la presunzione relativa derivante dalle risultanze bancarie, superabile mediante prova specifica del contribuente. Ha però negato la determinazione equitativa dei costi: accolti in parte il ricorso principale e quello incidentale, ha cassato la decisione e rinviato alla CTR Toscana.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Imprese
  • Società di persone
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8407

Cassazione, sentenza n. 8407 del 30/04/2020

Sentenza n. 8407 del 30/04/2020

La controversia concerneva la rettifica del reddito di partecipazione per il 1994, fondata sui maggiori ricavi attribuiti a una società di persone anche attraverso i movimenti bancari del socio titolare del 95%; i giudici di merito avevano stimato equitativamente nel 60% i costi produttivi. La Cassazione ha giudicato inammissibili le censure volte a ottenere una nuova valutazione delle prove, ma ha ribadito che la presunzione derivante dai conti bancari richiede una prova contraria specifica e non consente di determinare equitativamente i costi. Ha quindi accolto parzialmente entrambi i ricorsi e rinviato alla CTR Toscana.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Imprese
  • Società di persone
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8406

Cassazione, sentenza n. 8406 del 30/04/2020

Sentenza n. 8406 del 30/04/2020

La lite riguardava la sanzione applicata dopo la rettifica della classificazione doganale di pupazzetti importati dalla Cina; la CTR aveva ravvisato la prevalenza delle sembianze animali e applicato l’esimente prevista per la corretta denominazione commerciale della merce. La Cassazione ha ritenuto inammissibili le doglianze dell’Amministrazione perché, sotto l’apparente denuncia di violazioni normative, chiedevano una nuova valutazione delle caratteristiche dei prodotti e del materiale probatorio, preclusa anche dalla doppia conforme. Ha quindi rigettato integralmente il ricorso e condannato l’Agenzia delle Dogane alle spese.

  • Imposte indirette
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8405

Cassazione, sentenza n. 8405 del 30/04/2020

Sentenza n. 8405 del 30/04/2020

L’avviso chiedeva solidalmente accise evase da una società estinta all’ex rappresentante ed ex socio e alla cessionaria di un ramo d’azienda; la CTR aveva confermato le rispettive responsabilità. La Cassazione ha escluso che la disciplina sulla responsabilità dei liquidatori, all’epoca limitata alle imposte dirette, potesse applicarsi retroattivamente alle accise, annullando l’atto nei confronti dell’ex rappresentante. Quanto alla cessionaria, ha ritenuto ammissibile la contestazione della responsabilità per cessione fraudolenta, già compresa nella causa originaria, e ha rinviato alla CTR Abruzzo per il relativo esame, respingendo le altre censure non assorbite.

  • Imposte indirette
  • Riscossione
  • Società
  • Operazioni straordinarie
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8352

Cassazione, ordinanza n. 8352 del 29/04/2020

Procedimento di fusione societaria - Credito d'imposta maturato dall'incorporata - Dichiarazione integrativa - Legittimità.

La controversia riguardava una cartella con cui l’Amministrazione disconosceva l’utilizzo, da parte della società incorporante, di un credito d’imposta maturato dall’incorporata prima della fusione. La Cassazione ha rilevato che la legittimità sostanziale del credito non era contestata e ha affermato che il contribuente può farlo valere per opporsi alla pretesa di pagamento, indipendentemente dalle modalità e dai termini propri della dichiarazione integrativa e dell’istanza di rimborso. Ha pertanto rigettato il ricorso dell’Agenzia delle Entrate e compensato le spese del giudizio di legittimità.

  • Operazioni straordinarie
  • Dichiarazioni
  • Agevolazioni Fiscali
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8345

Cassazione, sentenza n. 8345 del 29/04/2020

Sentenza n. 8345 del 29/04/2020

Una società aveva impugnato il silenzio-rifiuto dell’Agenzia delle Entrate su un’istanza di rimborso di un credito IRPEG cedutole con un ramo d’azienda; la CTP aveva accolto il ricorso, mentre la CTR lo aveva dichiarato tardivo e inammissibile. La Cassazione chiarisce che, formato il silenzio-rifiuto, il ricorso è proponibile dopo novanta giorni e finché il diritto al rimborso non sia prescritto, ma la prescrizione non può essere rilevata d’ufficio. Accolto il primo motivo, ha cassato la sentenza e rinviato alla CTR della Lombardia per le questioni rimaste assorbite.

N. 8344

Cassazione, sentenza n. 8344 del 29/04/2020

Sentenza n. 8344 del 29/04/2020

La controversia riguardava il silenzio-rifiuto su una domanda di rimborso di un credito IRPEG, acquisito dalla contribuente nell’ambito della cessione di un ramo d’azienda; la CTP aveva accolto il ricorso, poi ritenuto tardivo dalla CTR. La Cassazione afferma che il ricorso contro il diniego tacito, una volta trascorsi novanta giorni, resta proponibile sino alla prescrizione del diritto, la quale non è rilevabile d’ufficio se l’Amministrazione non l’ha eccepita. La sentenza d’appello è stata cassata con rinvio, mentre le questioni di merito esaminate dalla CTR solo ad abundantiam non sono state scrutinate.

N. 8343

Cassazione, sentenza n. 8343 del 29/04/2020

Sentenza n. 8343 del 29/04/2020

Gli avvisi recuperavano IRPEF, IRAP e IVA per più annualità sulla base di verifiche bancarie e dell’esercizio continuativo di un’attività professionale; i giudici di merito avevano respinto le impugnazioni. La Cassazione conferma la proroga biennale dei termini di accertamento e sanzionatori, ma precisa che, dopo la pronuncia costituzionale richiamata, i prelevamenti bancari non giustificati non hanno valore presuntivo per il professionista, diversamente dai versamenti. Accolto il relativo motivo, ha cassato la sentenza e rinviato alla CTR del Lazio per il ricalcolo degli imponibili.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • IRAP
  • IVA
  • Processo tributario
N. 8342

Cassazione, sentenza n. 8342 del 29/04/2020

Sentenza n. 8342 del 29/04/2020

L’Agenzia delle Entrate aveva rideterminato con metodo analitico-induttivo i ricavi e il reddito d’impresa di un tassista, ma la CTR aveva annullato l’accertamento reputandone inattendibili gli elementi e censurando il mancato impiego degli studi di settore. La Cassazione afferma che questi ultimi sono soltanto uno degli strumenti disponibili e che gli indizi addotti dall’Ufficio devono essere valutati unitariamente; in presenza di presunzioni gravi, precise e concordanti, spetta al contribuente la prova contraria. Il ricorso dell’Agenzia è stato accolto e la causa rinviata alla CTR della Toscana per un nuovo esame.

N. 8341

Cassazione, sentenza n. 8341 del 29/04/2020

Sentenza n. 8341 del 29/04/2020

Il contribuente contestava accertamenti per IRPEF, IRAP e IVA, deducendo anche vizi di notificazione, decadenza e insussistenza di un’attività professionale abituale; la CTR aveva confermato integralmente le riprese. La Cassazione ha ritenuto infondate le censure sulla sanatoria della notifica e sulla proroga biennale dei termini, ma ha giudicato gravemente insufficiente la motivazione relativa ai presupposti dell’IRAP per il 1997, non essendo stato illustrato il percorso valutativo seguito. Ha quindi cassato la sentenza sul punto e rinviato alla CTR del Lazio, assorbendo la connessa questione sulla soggettività passiva.

N. 8340

Cassazione, sentenza n. 8340 del 29/04/2020

Sentenza n. 8340 del 29/04/2020

Una società contestava un accertamento analitico-induttivo per IRES, IRAP e IVA, fondato su ricavi non dichiarati, costi fittizi e fatture riferite a operazioni ritenute inesistenti; CTP e CTR avevano confermato la pretesa. La Cassazione ribadisce che anche una contabilità formalmente regolare può essere rettificata mediante presunzioni gravi, precise e concordanti quando risulti intrinsecamente inattendibile, gravando allora sul contribuente la prova contraria. Ritenuta adeguata la motivazione della CTR e inammissibile una nuova valutazione dei fatti in sede di legittimità, ha rigettato integralmente il ricorso e condannato la società alle spese.

N. 8339

Cassazione, sentenza n. 8339 del 29/04/2020

Sentenza n. 8339 del 29/04/2020

L’accertamento riguardava ricavi da cessioni immobiliari ritenuti sottofatturati e distribuiti ai soci, ricostruiti considerando valori di mercato, margini irrisori e irregolarità nella valorizzazione delle rimanenze; la CTR aveva accolto l’appello dell’Agenzia. La Cassazione ha ritenuto tali elementi idonei a sostenere l’inattendibilità complessiva della contabilità e ha precisato che lo scostamento dai valori immobiliari può concorrere, con ulteriori indizi, a formare una presunzione semplice grave, precisa e concordante. Ha dichiarato cessata la materia del contendere per i soci che avevano definito le liti e infondati i primi cinque motivi della società.

N. 8338

Cassazione, sentenza n. 8338 del 29/04/2020

Sentenza n. 8338 del 29/04/2020

Una società affidataria della gestione di parcheggi comunali contestava la TARSU per il 2009, mentre CTP e CTR avevano ritenuto imponibili le aree scoperte e individuato nella gestrice il soggetto passivo. La Cassazione conferma che l’occupazione o detenzione delle aree destinate a parcheggio integra il presupposto della tassa, poiché esse sono presuntivamente produttive di rifiuti, e nega la riduzione per uso stagionale derivante dalla sola limitazione oraria del servizio. Ha tuttavia accolto la censura sulla decorrenza, da computare dal primo giorno del bimestre successivo alla consegna delle aree, con conseguente necessità di rideterminare il tributo.

  • Tributi locali
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario
N. 8332

Cassazione, sentenza n. 8332 del 29/04/2020

Accertamento - Applicazione parametri - Condizioni.

L’accertamento di maggiori imponibili e IVA era fondato sui parametri applicati a una società di persone e ai soci; dopo un primo rinvio, la CTR aveva accolto l’appello dell’Ufficio riducendo però i maggiori redditi senza spiegare compiutamente il calcolo. La Cassazione ribadisce che lo scostamento dagli standard integra soltanto una presunzione semplice, la cui consistenza emerge dal contraddittorio, e che l’atto deve confrontarsi con le giustificazioni del contribuente. Accolti due motivi principali e quello incidentale per l’insufficiente valutazione delle difese e la motivazione apodittica sul quantum, la causa è stata nuovamente rinviata alla CTR della Toscana.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Società di persone

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