Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 10110

Cassazione, sentenza n. 10110 del 28/05/2020

Sentenza n. 10110 del 28/05/2020

La controversia riguardava il rimborso dell’eccedenza IVA relativa a opere di miglioramento eseguite su immobili di terzi detenuti in comodato, rimborso negato nei precedenti gradi nonostante fosse stata riconosciuta la detraibilità dell’imposta. La Corte ha escluso che la sola strumentalità consenta di qualificare tali opere come acquisto di beni ammortizzabili, precisando che detrazione e rimborso rispondono a presupposti distinti. Ha tuttavia cassato la sentenza perché la CTR non aveva esaminato l’autonoma richiesta subordinata fondata sul differenziale di aliquote, rinviando alla stessa Commissione in diversa composizione.

  • IVA
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10150

Cassazione, sentenza n. 10150 del 28/05/2020

Sentenza n. 10150 del 28/05/2020

In una controversia su un accertamento basato sugli studi di settore, la CTR aveva dichiarato inammissibile l’appello perché, dopo la consegna diretta alla controparte, non ne era stata depositata copia presso la commissione provinciale. La Corte ha escluso che la sanzione processuale prevista dall’allora vigente articolo 53 del d.lgs. n. 546/1992 fosse incompatibile con i principi costituzionali, unionali o convenzionali, richiamandone la funzione pubblicistica e l’applicazione alle forme alternative di notificazione scelte dalla parte. Il ricorso è stato rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10109

Cassazione, sentenza n. 10109 del 28/05/2020

Sentenza n. 10109 del 28/05/2020

Il fallimento chiedeva il rimborso dell’eccedenza IVA riferita a beni impiegati per opere realizzate su terreni detenuti in comodato; la CTR lo aveva negato, prospettandone però la spettanza dopo il futuro acquisto dell’immobile. La Corte ha dichiarato inammissibili i motivi principali, poiché il ricorso non chiariva se l’imposta riguardasse acquisti di beni ammortizzabili o la realizzazione di opere e censurava la motivazione secondo un parametro non più applicabile. Accolto il ricorso incidentale dell’Amministrazione per ultrapetizione, ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, respinto il ricorso originario.

  • IVA
  • Procedure concorsuali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10131

Cassazione, ordinanza n. 10131 del 28/05/2020

Ordinanza n. 10131 del 28/05/2020

La contribuente contestava la cartella sostenendo che gli avvisi di accertamento presupposti non fossero stati validamente notificati e che le copie degli avvisi di ricevimento fossero inidonee. La Corte ha chiarito che il disconoscimento di una copia non ne impedisce automaticamente la valutazione e che, nella notificazione diretta dell’atto tributario mediante posta, si applicano le regole del servizio postale ordinario, senza necessità della raccomandata informativa prevista per la notificazione tramite ufficiale giudiziario. La notifica si perfeziona dopo dieci giorni dall’avviso di giacenza; il ricorso è stato rigettato.

  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10108

Cassazione, sentenza n. 10108 del 28/05/2020

Sentenza n. 10108 del 28/05/2020

La cessionaria di un credito IRPEF, originato da ritenute sugli interessi attivi maturati durante un concordato preventivo, contestava il rinvio del recupero alla chiusura della procedura, affermato dai giudici di merito. La Corte ha stabilito che il maxiperiodo d’imposta previsto per fallimento e liquidazione coatta amministrativa non si estende al concordato preventivo, nel quale l’imprenditore conserva gli obblighi tributari e presenta dichiarazioni annuali. Le ritenute possono quindi essere scomputate nel periodo in cui i redditi sono prodotti; la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • IRES
  • Crisi impresa
  • Procedure concorsuali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10123

Cassazione, sentenza n. 10123 del 28/05/2020

Sentenza n. 10123 del 28/05/2020

Nell’ambito del consolidato IRES, l’Agenzia contestava l’utilizzo di fondi trasferiti con una scissione e la deduzione integrale delle spese sostenute per un mutuo fondiario. La Corte ha escluso che l’utilizzo successivo di accantonamenti indeducibili consentisse di recuperare, presso la beneficiaria, materia imponibile riferibile a un esercizio e a un soggetto precedenti; ha inoltre affermato che i costi di stipulazione del mutuo sono deducibili nell’esercizio di ottenimento del finanziamento, indipendentemente dalla sua finalità. Le censure principali dell’Agenzia sono state disattese, mentre la decisione sui costi finanziari ha richiesto un nuovo esame.

  • IRES
  • Imprese
  • Operazioni straordinarie
  • Contabilità e Bilancio
  • Contenzioso
N. 10107

Cassazione, sentenza n. 10107 del 28/05/2020

Sentenza n. 10107 del 28/05/2020

Una società consortile contestava accertamenti IRES, IRAP e IVA, nonché la conseguente cartella, relativi al sistema di contabilizzazione e fatturazione con cui costi e ricavi venivano azzerati a fine esercizio nei rapporti con le consorziate. La Corte ha ritenuto corretta la distinzione tra imputazione al conto economico e ribaltamento alle imprese consorziate, escludendo extrapetizione e violazioni dell’onere probatorio; le doglianze sulla mancata considerazione dei bilanci avrebbero richiesto la revocazione. Il ricorso è stato integralmente rigettato e la censura sul ruolo straordinario dichiarata inammissibile per sopravvenuta carenza d’interesse.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Società
  • Riscossione
N. 10122

Cassazione, sentenza n. 10122 del 28/05/2020

Accertamento - Verifica fiscale - Reddito d'impresa - Contabilizzazione costi.

La controversia riuniva il giudizio sull’accertamento IRES e quello di revocazione, con contestazioni riguardanti fondi trasferiti mediante scissione e costi accessori di un finanziamento. La Corte ha respinto la revocazione e il ricorso principale dell’Agenzia sui fondi, confermando che gli accantonamenti non tipizzati sono indeducibili e che il loro utilizzo può determinare una variazione in diminuzione. Ha invece accolto parzialmente il ricorso incidentale sulla deducibilità delle spese del finanziamento, cassando sul punto la sentenza e rinviando alla CTR per un nuovo esame.

  • IRES
  • Imprese
  • Operazioni straordinarie
  • Contabilità e Bilancio
  • Processo tributario
N. 10105

Cassazione, sentenza n. 10105 del 28/05/2020

Sentenza n. 10105 del 28/05/2020

La società chiedeva il rimborso dell’IVA incorporata in buoni sconto, che aveva restituito ai rivenditori dopo l’utilizzo da parte dei consumatori; la CTR aveva fatto decorrere la decadenza biennale dal versamento dell’imposta. La Corte ha chiarito che, nell’azione generale di rimborso, il pagamento diviene indebito quando il fornitore rimborsa al rivenditore la quota di prezzo comprensiva d’imposta, non quando versa originariamente l’IVA né quando emette la nota di variazione. Non essendo stata verificata tale data, la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • IVA
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10121

Cassazione, sentenza n. 10121 del 28/05/2020

Accertamento - Verifica fiscale - Elusione e abuso del diritto.

L’Agenzia qualificava come elusiva l’acquisizione totalitaria di una partecipazione, seguita dalla distribuzione di dividendi e dalla svalutazione della partecipazione, perché avrebbe trasferito un credito d’imposta utilizzabile dal gruppo. La Corte ha escluso l’abuso, rilevando che il credito era già effettivo e utilizzabile dai titolari originari e che l’operazione perseguiva anche una concreta finalità di finanziamento; il ricorso principale è stato rigettato. Accolte invece alcune censure incidentali su interessi moratori e differenze inventariali, la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 10104

Cassazione, sentenza n. 10104 del 28/05/2020

Sentenza n. 10104 del 28/05/2020

La domanda concerneva il rimborso dell’IVA compresa in buoni sconto rimborsati ai rivenditori dopo il loro impiego da parte dei consumatori; la CTR aveva dichiarato decaduta la contribuente per i versamenti anteriori al 2 dicembre 2006. La Corte ha individuato il presupposto della restituzione nel momento in cui il fornitore versa al rivenditore la quota di prezzo, comprensiva d’imposta, corrispondente al buono utilizzato, reputando irrilevanti il versamento originario e la successiva rettifica dell’imponibile. La decisione è stata cassata con rinvio affinché sia accertata la data di tali rimborsi.

  • IVA
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10120

Cassazione, sentenza n. 10120 del 28/05/2020

Sentenza n. 10120 del 28/05/2020

Una cartella IVA disconosceva la dichiarazione integrativa presentata dalla contribuente quattro anni dopo quella originaria e successivamente alla notifica, mentre CTP e CTR avevano respinto l’impugnazione. La Cassazione afferma che l’errore contenuto nella dichiarazione, se pregiudizievole per il dichiarante, può comunque essere opposto nel processo contro la maggiore pretesa, indipendentemente dall’esistenza, tempestività o spontaneità dell’integrativa. Accolti i primi due motivi e assorbiti gli altri, la Corte cassa la sentenza e, non occorrendo ulteriori accertamenti, accoglie nel merito il ricorso originario.

  • IVA
  • Dichiarazione IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Riscossione
N. 10103

Cassazione, sentenza n. 10103 del 28/05/2020

Sentenza n. 10103 del 28/05/2020

L’Amministrazione contestava il rimborso dell’IVA pagata dalla cessionaria dopo che il cedente, anni dopo una cessione inizialmente qualificata come intracomunitaria, aveva emesso una nuova fattura con imposta. La Corte ha rilevato che il diritto alla detrazione presuppone i requisiti sostanziali e il possesso della fattura e che la tardiva regolarizzazione non può pregiudicare chi era oggettivamente impossibilitato a esercitarlo prima, in assenza di un dedotto rischio di evasione. È stato quindi confermato il rimborso mediante rigetto del ricorso dell’Agenzia.

N. 10119

Cassazione, sentenza n. 10119 del 28/05/2020

Sentenza n. 10119 del 28/05/2020

La controversia riguardava un accertamento induttivo che aveva rideterminato i ricavi di un’attività di vendita carburanti, con maggiori IRPEF, IRAP e IVA; CTP e CTR avevano confermato la pretesa. Pur rilevando la formulazione estremamente prolissa e confusa del ricorso, la Cassazione individua nel primo motivo una valida censura di motivazione apparente: la CTR aveva richiamato affermazioni generiche senza esaminare concretamente i motivi d’appello. La sentenza è quindi cassata con rinvio alla CTR in diversa composizione, mentre gli ulteriori motivi restano assorbiti.

N. 10102

Cassazione, sentenza n. 10102 del 28/05/2020

Sentenza n. 10102 del 28/05/2020

Il diniego riguardava il rimborso di un credito IVA maturato da una società ritenuta non operativa; la CTR aveva considerato il sequestro preventivo del 2010 una situazione oggettiva sufficiente a disapplicare la disciplina delle società di comodo. La Corte ha ritenuto decisivo verificare l’allegata inoperatività già esistente negli anni precedenti, poiché il sequestro non può causare il blocco di un’attività mai avviata, e ha cassato sul punto assorbendo gli altri motivi principali. Ha invece respinto il ricorso incidentale: l’Amministrazione deve valutare le osservazioni al PVC, ma non è tenuta a esplicitarne l’esame nel provvedimento.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Società
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10118

Cassazione, sentenza n. 10118 del 28/05/2020

Sentenza n. 10118 del 28/05/2020

L’Agenzia aveva recuperato maggiore imponibile IRES riducendo le quote di ammortamento di un marchio, il cui valore iniziale era stato rettificato, e contestando l’operazione societaria come abusiva; CTP e CTR avevano annullato l’accertamento. La Cassazione ritiene adeguatamente motivata la valutazione del marchio compiuta dalla CTR e conferma che la presenza di valide ragioni economiche, individuate nella concentrazione del marchio presso un’unica società italiana, esclude l’abuso del diritto senza imporre la scelta fiscalmente più onerosa. Il ricorso dell’Agenzia è rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • Società
  • Operazioni straordinarie
  • Contenzioso
N. 10101

Cassazione, sentenza n. 10101 del 28/05/2020

Sentenza n. 10101 del 28/05/2020

Le beneficiarie di una scissione chiedevano il rimborso dell’IVA applicata a un’indennità di occupazione ritenuta risarcitoria; la CTR aveva riconosciuto il diritto per fatture risalenti a oltre un anno. La Corte ha confermato che nota di variazione e rimborso sono rimedi alternativi, ma ha dichiarato inammissibili le censure dell’Agenzia perché richiedevano un diverso accertamento circa l’emissione di note relative alle medesime fatture e non ne indicavano specificamente contenuto e collegamento. Anche il motivo sull’importo della domanda era privo della necessaria trascrizione degli atti; il ricorso è stato rigettato.

N. 10117

Cassazione, sentenza n. 10117 del 28/05/2020

Sentenza n. 10117 del 28/05/2020

L’accertamento aveva ridotto, ai fini IRAP, le quote di ammortamento del costo di un marchio, assumendo un valore iniziale inferiore e prospettando l’abusività delle operazioni di conferimento e fusione; i giudici di merito avevano accolto la difesa societaria. La Cassazione giudica congruamente motivata la stima del marchio e afferma che le valide ragioni economiche accertate dalla CTR, consistenti nella riunione del bene presso un’unica società italiana, distinguono il risparmio lecito dall’abuso del diritto. Il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è pertanto rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • IRAP
  • Società
  • Operazioni straordinarie
  • Contenzioso
N. 10100

Cassazione, sentenza n. 10100 del 28/05/2020

Sentenza n. 10100 del 28/05/2020

Una società consumatrice di energia chiedeva il rimborso dell’addizionale provinciale alle accise, sostenendone l’incompatibilità con la direttiva unionale; la CTR aveva negato l’efficacia diretta della disciplina europea. La Corte ha affermato che il divieto di mantenere imposizioni indirette aggiuntive prive di finalità specifiche è immediatamente vincolante e che mere esigenze di bilancio degli enti locali non integrano tale finalità. Accolto il ricorso principale e dichiarato inammissibile quello incidentale sulla legittimazione, rimasta assorbita in appello, la sentenza è stata cassata con rinvio per verificare esistenza e azionabilità del diritto al rimborso.

N. 10157

Cassazione, sentenza n. 10157 del 28/05/2020

Sentenza n. 10157 del 28/05/2020

I procedimenti riuniti riguardavano accertamenti verso una società e i suoi soci, fondati sul mancato raggiungimento dei ricavi minimi previsti per le società non operative, con recuperi reddituali e di un credito IVA. La Cassazione ribadisce che i parametri legali fanno scattare una presunzione superabile soltanto provando situazioni oggettive, straordinarie e indipendenti dalla volontà del contribuente; la mera esistenza di un affitto d’azienda con canone esiguo non è sufficiente senza elementi concreti sulle condizioni che impedirono di concordare un importo maggiore. La Corte riunisce i sette giudizi, respinge il motivo sostanziale comune e dichiara inammissibile la censura di omessa pronuncia riferita a mere argomentazioni difensive.

  • Accertamento fiscale
  • Società
  • Società di persone
  • Società di capitali
  • IVA
  • IRPEF

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