Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 18894

Cassazione, sentenza n. 18894 del 5/07/2021

Sentenza n. 18894 del 05/07/2021

La lite verteva sull’accertamento IRPEF di redditi e attività finanziarie detenute in uno Stato a fiscalità privilegiata, contestato per decadenza, carenza motivazionale e ulteriori vizi dell’atto. La Cassazione ha ritenuto applicabile il raddoppio dei termini previsto dalla disciplina speciale per le attività estere non dichiarate e ha giudicato inammissibili sia le doglianze sulla motivazione, sia le questioni assorbite in primo grado e non specificamente riproposte in appello. È stato pertanto confermato l’esito favorevole all’Agenzia delle Entrate, con rigetto del ricorso del contribuente.

N. 18893

Cassazione, sentenza n. 18893 del 5/07/2021

Sentenza n. 18893 del 05/07/2021

Un professionista impugnava la cartella emessa dopo controllo automatizzato per imposte dichiarate e non versate, contestando anche l’assenza dell’avviso bonario e del presupposto dell’autonoma organizzazione ai fini IRAP. La Cassazione ha rilevato l’omessa pronuncia della CTR sulla comunicazione d’irregolarità, ma ha deciso direttamente la questione: tale comunicazione non è necessaria quando la pretesa deriva dal mancato versamento di somme indicate dallo stesso contribuente, in assenza di incertezze rilevanti. Le ulteriori censure non hanno condotto all’annullamento della cartella e il ricorso è stato rigettato.

  • IRAP
  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario
N. 18724

Cassazione, sentenza n. 18724 del 1/07/2021

Sentenza n. 18724 del 01/07/2021

L’accertamento analitico-induttivo sui ricavi di una società era stato annullato in appello perché la contabilità risultava regolare e gli indizi ricavati dagli studi di settore erano stati reputati insufficienti. La Cassazione ha chiarito che l’atto non si fondava prevalentemente sullo studio di settore, utilizzato soltanto come innesco, ma anche sulla persistente antieconomicità, sul ricarico minimo e sulla scarsa redditività dell’impresa. Accolto il primo motivo dell’Agenzia, la sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame, restando assorbite le altre censure.

N. 18376

Cassazione, sentenza n. 18376 del 30/06/2021

Sentenza n. 18376 del 30/06/2021

Un amministratore di condominio aveva chiesto il risarcimento dei danni perché alcune cartelle per tributi comunali lo indicavano come debitore personale; il Tribunale aveva riconosciuto la giurisdizione ordinaria e attribuito l’errore ai ruoli formati dall’ente impositore. La Cassazione conferma che la domanda risarcitoria fondata su un comportamento illecito della pubblica amministrazione, distinta dalla contestazione del debito tributario, appartiene al giudice ordinario. Esclude inoltre l’interferenza del giudicato tributario e dichiara inammissibili le contestazioni fattuali, rigettando il ricorso del Comune.

N. 18375

Cassazione, sentenza n. 18375 del 30/06/2021

Sentenza n. 18375 del 30/06/2021

Una ex socia di società di capitali cancellata aveva impugnato una cartella per INVIM accertata definitivamente verso la società, notificatale senza un preventivo avviso che motivasse la sua responsabilità. La Cassazione ribadisce che l’Amministrazione deve indicare al socio le somme o i beni ricevuti in liquidazione e il relativo valore, poiché tali elementi costituiscono presupposto e limite della pretesa ai sensi dell’art. 2495 c.c. Accoglie il ricorso, cassa la decisione regionale e, non occorrendo ulteriori accertamenti, accoglie nel merito l’impugnazione originaria della cartella.

N. 18374

Cassazione, sentenza n. 18374 del 30/06/2021

Sentenza n. 18374 del 30/06/2021

La controversia concerne una cartella per INVIM dovuta da una società di capitali ormai cancellata, richiesta a un’ex socia senza previa notificazione di un avviso che illustrasse i presupposti della sua responsabilità. La Cassazione afferma che, anche in presenza di un credito definitivamente accertato verso la società, l’Agenzia deve specificare quanto il socio abbia ricevuto in sede di liquidazione e il valore attribuito, entro cui può operare la pretesa. Accoglie pertanto il ricorso, cassa la sentenza della CTR e decide nel merito accogliendo il ricorso originario, con compensazione delle spese.

N. 18373

Cassazione, sentenza n. 18373 del 30/06/2021

Sentenza n. 18373 del 30/06/2021

L’Agenzia delle Entrate chiedeva la revocazione di una precedente sentenza di Cassazione relativa alla rettifica del valore di immobili ai fini dell’imposta di registro, sostenendo che fosse stata trascurata la valida notificazione dell’appello a uno dei coobbligati. La Corte ravvisa un errore percettivo decisivo: la notificazione a quel contribuente risultava dagli atti e consentiva l’integrazione del contraddittorio verso l’erede dell’altro contraente, senza che la controversia dovesse considerarsi definitivamente chiusa. Accoglie la revocazione, revoca la precedente pronuncia e, nella fase rescissoria, rigetta integralmente l’originario ricorso dei contribuenti.

  • Imposta di registro
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 18372

Cassazione, sentenza n. 18372 del 30/06/2021

Sentenza n. 18372 del 30/06/2021

Gli avvisi avevano riqualificato come utili distribuiti le somme prelevate dal socio nel 2007 e 2008 quali apparenti restituzioni di finanziamenti infruttiferi, ritenuti fittizi sulla base di plurimi indizi; i contribuenti eccepivano la decadenza, poiché gli apporti risalivano al 2003-2004. La Cassazione distingue la formazione originaria della provvista dalla successiva manifestazione reddituale e afferma che l’Ufficio può accertare l’annualità del prelievo, senza rettificare necessariamente quella di iscrizione iniziale della posta passiva. Respinge quindi le censure esaminate sulla decadenza e sull’onere della prova, confermando su tali profili la decisione regionale.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRPEF
  • Società di capitali
  • Processo tributario
N. 18370

Cassazione, sentenza n. 18370 del 30/06/2021

Sentenza n. 18370 del 30/06/2021

L’Amministrazione aveva qualificato i prelievi effettuati dal socio nel 2005 come distribuzione di utili, anziché restituzione di un finanziamento infruttifero, reputando fittizia la posta passiva in base a un insieme di indizi; i contribuenti invocavano la decadenza riferita agli apporti del 2003-2004. La Cassazione stabilisce che la restituzione del finanziamento fittizio assume rilevanza reddituale nell’anno della distribuzione e che l’Ufficio non deve rettificare anche la dichiarazione relativa alla formazione originaria della posta. Il motivo sulla ricostruzione della cassa è dichiarato inammissibile, mentre le altre censure sono respinte, con conferma dell’accertamento.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRPEF
  • Società di capitali
  • Processo tributario
N. 17371

Cassazione, sentenza n. 17371 del 30/06/2021

Sentenza n. 17371 del 30/06/2021

Gli accertamenti per il 2007 e il 2008 avevano considerato utili distribuiti, derivanti da ricavi extracontabili, le somme formalmente restituite al socio a fronte di finanziamenti infruttiferi ritenuti inesistenti; i ricorrenti sostenevano che il potere di controllo fosse decaduto con riferimento agli apporti originari. La Cassazione afferma che la posta fittizia, riportata nei bilanci successivi, può essere disconosciuta nell’annualità in cui avviene il prelievo, mentre la sua genesi costituisce un presupposto dell’accertamento. Ritiene pertanto infondate le censure sulla decadenza e sull’onere probatorio, confermando per tali questioni la decisione della CTR.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRPEF
  • Società di capitali
  • Processo tributario
N. 18581

Cassazione, ordinanza n. 18581 del 30/06/2021

Ordinanza n. 18581 del 30/06/2021

Il contribuente aveva impugnato una cartella IRAP sostenendo l’assenza dell’autonoma organizzazione, ma la CTR aveva ritenuto contestabili soltanto i vizi propri dell’atto e indicato come unica via il pagamento seguito dalla domanda di rimborso. La Cassazione ha affermato che la dichiarazione è emendabile anche in sede contenziosa: chi ritratta l’assoggettamento all’IRAP può dimostrare l’errore e l’inesistenza del presupposto, sopportandone l’onere probatorio. Accolto il relativo motivo, la decisione è stata cassata con rinvio per l’esame del merito; rigettata la censura sull’extrapetizione e assorbita quella sostanziale.

N. 18405

Cassazione, ordinanza n. 18405 del 30/06/2021

Ordinanza n. 18405 del 30/06/2021

La cartella recuperava IVA, IRES e IRAP dopo che una società aveva compensato un credito derivante da fusione senza indicarlo nella dichiarazione; la CTR aveva confermato il tributo, ma escluso sanzioni e interessi per mancato avviso bonario. La Cassazione ha escluso che la comunicazione fosse dovuta per il mero omesso pagamento risultante dalla dichiarazione e che la sua omissione eliminasse sanzioni o interessi. Ha però riconosciuto che il contribuente può contestare giudizialmente l’errore dichiarativo provando l’effettività del credito, con il limite temporale specificamente indicato per la detrazione IVA; accolti entrambi i ricorsi, ha cassato con rinvio.

  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Dichiarazioni
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario
N. 18382

Cassazione, sentenza n. 18382 del 30/06/2021

Sentenza n. 18382 del 30/06/2021

La controversia concerneva il recupero dell’IVA su una cessione immobiliare perfezionata nel 2004, che la contribuente sosteneva essere stata anticipata da acconti incassati negli anni precedenti. La Cassazione ha confermato che l’anticipazione dell’esigibilità richiedeva la prova dell’emissione delle fatture relative agli acconti, prova che la CTR aveva escluso; le doglianze tendevano invece a un nuovo esame del materiale istruttorio o non affrontavano la ragione decisiva della sentenza. Ritenuta tempestiva anche la notifica postale dell’appello in base alla data attestata dal timbro dell’ufficio postale, la Corte ha rigettato il ricorso.

N. 18381

Cassazione, sentenza n. 18381 del 30/06/2021

Sentenza n. 18381 del 30/06/2021

La CTR aveva considerato inesistenti le notifiche di un avviso di accertamento e della successiva cartella, eseguite presso l’ultima residenza italiana nonostante la richiesta d’iscrizione all’AIRE. La Cassazione ha precisato che la notificazione effettuata in un luogo comunque collegato al destinatario, anche se eventualmente errato, non è inesistente ma nulla. Accolti il primo motivo dell’Agenzia e il ricorso incidentale dell’agente della riscossione, la sentenza è stata cassata con rinvio affinché siano esaminate la possibile sanatoria per raggiungimento dello scopo, la variazione del domicilio fiscale e le ulteriori circostanze rilevanti.

N. 18380

Cassazione, sentenza n. 18380 del 30/06/2021

Sentenza n. 18380 del 30/06/2021

La lite riguardava, tra l’altro, la deducibilità IRAP degli sconti passivi e le sanzioni per insufficienti ritenute sugli interessi di un prestito obbligazionario. La Cassazione ha distinto gli sconti commerciali, che riducono i ricavi rilevanti, da quelli finanziari, qualificati come oneri finanziari, censurando la CTR per non averne accertato la natura attraverso la documentazione contabile. Ha invece confermato la continuazione delle violazioni e l’applicazione della maggiore ritenuta al superamento della soglia prevista, anche se minimo; accolto solo il primo motivo dell’Agenzia e rigettato il ricorso incidentale, ha cassato con rinvio limitatamente agli sconti.

  • IRAP
  • Sanzioni
  • Imprese
  • Contabilità e Bilancio
  • Processo tributario
N. 18379

Cassazione, sentenza n. 18379 del 30/06/2021

Sentenza n. 18379 del 30/06/2021

L’accertamento recuperava IRPEF in capo al socio di una società a ristretta base partecipativa, presumendo la distribuzione degli utili extracontabili accertati definitivamente alla società. La Cassazione ha ritenuto sufficiente la motivazione per relationem, poiché all’atto rivolto al socio era allegato l’avviso societario e il socio dispone del potere di consultare la documentazione sociale; resta distinta la possibilità di superare la presunzione con prova contraria, anche dimostrando l’estraneità alla gestione. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la sentenza è stata cassata con rinvio per l’accertamento dei fatti e l’esame della documentazione già prodotta.

  • IRPEF
  • Accertamento fiscale
  • Società di capitali
  • Processo tributario
N. 18378

Cassazione, sentenza n. 18378 del 30/06/2021

Sentenza n. 18378 del 30/06/2021

La controversia riguarda un credito d’imposta per incentivi al commercio, utilizzato in compensazione ma non indicato nella dichiarazione dell’anno di concessione né in quella successiva; i giudici di merito avevano annullato la cartella emessa dopo il controllo automatizzato. La Cassazione afferma che l’emendabilità della dichiarazione non consente di superare una decadenza espressamente prevista dalla legge e rileva che il credito non era stato esposto nei termini prescritti. Accoglie quindi il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, cassa la sentenza regionale e rinvia alla CTR in diversa composizione.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Dichiarazioni
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario
N. 18377

Cassazione, sentenza n. 18377 del 30/06/2021

Sentenza n. 18377 del 30/06/2021

La società contestava accertamenti riguardanti la ritenuta sugli interessi obbligazionari, l’indeducibilità IRAP di sconti qualificati come finanziari, rettifiche inventariali e sanzioni; la CTR aveva confermato le riprese, applicando però il cumulo giuridico. La Cassazione ritiene corretta l’aliquota di ritenuta più elevata, poiché il rendimento superava la soglia legale, ed esclude che il giudice dovesse giustificare differenti prassi di altri uffici. Giudica inoltre infondate o inammissibili le censure su sanzioni, motivazione degli atti, natura degli sconti e giacenze, rigettando integralmente il ricorso.

  • Accertamento fiscale
  • IRAP
  • Sanzioni
  • Processo tributario
  • Contabilità e Bilancio
N. 18261

Cassazione, sentenza n. 18261 del 24/06/2021

Sentenza n. 18261 del 24/06/2021

La CTR aveva annullato accertamento e sanzioni per operazioni ritenute inesistenti, sostenendo che l’Agenzia non avesse individuato una specifica pratica abusiva tra quelle previste dall’art. 37-bis; la controversia riguardava IRES, IVA e IRAP. La Cassazione chiarisce che la qualificazione giuridica della pratica compete al giudice, mentre sull’Amministrazione grava la prova degli elementi dell’abuso: il precedente richiamato dalla CTR non imponeva che l’atto identificasse una fattispecie tipica. Accoglie il ricorso principale, cassa con rinvio e dichiara inammissibile il ricorso incidentale condizionato della società vittoriosa in appello.

N. 18260

Cassazione, sentenza n. 18260 del 24/06/2021

Sentenza n. 18260 del 24/06/2021

La controversia riguardava un accertamento analitico-induttivo per presunta sottofatturazione di vendite immobiliari, notificato agli ex soci dopo la cancellazione della società. La Cassazione ha affermato che l’estinzione determina un fenomeno successorio e consente la notifica ai soci, anche indipendentemente da un riparto risultante dal bilancio finale; ha inoltre ritenuto sufficiente la riproduzione nell’atto dei contenuti essenziali dei dati OMI e dei mutui richiamati. Accolto tuttavia il terzo motivo, con assorbimento di numerose altre censure, la sentenza è stata cassata con rinvio alla CTR del Veneto.

  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Immobili
  • Società di capitali

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