Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 30009

Cassazione, sentenza n. 30009 del 26/10/2021

Sentenza n. 30009 del 26/10/2021

Un’associazione sportiva contestava l’accertamento IVA fondato sulla natura commerciale dell’attività di palestra; la commissione regionale aveva confermato la pretesa, valorizzando le modalità concrete di fruizione dei servizi e l’assenza di una reale vita associativa. La Cassazione ha precisato che le agevolazioni non dipendono dalla sola veste formale, ma dall’effettivo esercizio senza fini di lucro, i cui presupposti devono essere provati dall’ente. Ha inoltre dichiarato inammissibili le contestazioni nuove sulla sottoscrizione dell’avviso e quelle dirette a ottenere una rivalutazione delle prove, rigettando il ricorso.

  • IVA
  • Enti Sportivi dilettantistici
  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 30008

Cassazione, sentenza n. 30008 del 26/10/2021

Sentenza n. 30008 del 26/10/2021

Per gli anni 2000-2003, la commissione regionale aveva negato a un’associazione sportiva il regime fiscale agevolato, richiedendo l’iscrizione al registro CONI e considerando non sportiva l’attività di palestra priva di preparazione agonistica. La Cassazione ha stabilito che, prima dell’effettiva istituzione del registro, il requisito formale era l’affiliazione a una federazione o a un ente di promozione riconosciuto; resta comunque necessario provare l’effettiva attività senza fini di lucro. Ha inoltre escluso che la pratica sportiva debba essere agonistica o finalizzata a competizioni, cassando con rinvio per un nuovo esame.

  • Enti Sportivi dilettantistici
  • Agevolazioni Fiscali
  • IVA
  • IRES
  • Processo tributario
N. 30007

Cassazione, sentenza n. 30007 del 26/10/2021

Sentenza n. 30007 del 26/10/2021

Un’associazione sportiva contestava l’accertamento IVA che qualificava come commerciale l’attività di palestra; i giudici di merito avevano valorizzato quote differenziate, reiscrizioni annuali e scarsa consapevolezza degli associati circa la natura dell’ente. La Cassazione ha confermato che il beneficio fiscale richiede l’effettivo rispetto delle condizioni sostanziali e che spetta all’associazione provarle, senza potersi limitare alla veste formale. Le dichiarazioni raccolte dai verificatori sono utilizzabili come indizi e la loro valutazione non può essere riesaminata in sede di legittimità: il ricorso è stato rigettato.

  • IVA
  • Enti Sportivi dilettantistici
  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 29993

Cassazione, sentenza n. 29993 del 25/10/2021

Sentenza n. 29993 del 25/10/2021

Una società contestava il recupero di costi ritenuti non documentati e non inerenti, relativi a servizi resi da imprese dello stesso gruppo; entrambi i giudici di merito avevano confermato l’accertamento. La Cassazione ha ritenuto legittima la motivazione dell’avviso mediante rinvio al verbale della Guardia di Finanza già noto alla contribuente e inammissibile la censura sulla rappresentanza processuale dell’Agenzia. Ha però rilevato che la commissione regionale aveva negato certezza e inerenza dei costi senza esaminare la documentazione prodotta, cassando con rinvio per nuovo esame.

  • Accertamento fiscale
  • Imprese
  • IRES
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 29938

Cassazione, sentenza n. 29938 del 25/10/2021

Sentenza n. 29938 del 25/10/2021

Un erede impugnava una cartella contenente gli interessi maturati su un precedente credito erariale; dopo l’iniziale declaratoria d’inammissibilità per il prematuro deposito del ricorso, la commissione regionale aveva respinto l’appello nel merito. La Cassazione ha confermato che la cartella può essere contestata per vizi propri e ha giudicato inammissibili, per difetto di autosufficienza, le doglianze sulla sua motivazione, non essendo stato riprodotto o localizzato l’atto. Ha inoltre escluso l’omesso esame denunciato e rigettato il ricorso, ponendo le spese a carico del ricorrente.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 29856

Cassazione, sentenza n. 29856 del 25/10/2021

Sentenza n. 29856 del 25/10/2021

Una società operante nel commercio di autovetture contestava un accertamento per imposte dirette, IRAP e IVA, originato dalla presunta partecipazione a una frode con fatture per operazioni soggettivamente inesistenti. La Cassazione ha confermato che, nel regime temporale applicabile, il raddoppio dei termini dipendeva dalla ricorrenza di seri indizi idonei a generare l’obbligo di denuncia, non dall’accertamento concreto del reato. Ha però ritenuto illegittimo l’ordine con cui il giudice regionale aveva imposto all’Agenzia di produrre documenti già nella sua disponibilità, supplendo all’onere probatorio gravante sull’Amministrazione.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Autovetture e Fisco
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 29505

Cassazione, ordinanza n. 29505 del 22/10/2021

ICI - Agevolazione per abitazione principale - Esclusione per mancato utilizzo come dimora abituale - Prova - Bassi consumi energetici - Prova contraria - Residenza anagrafica nell'immobile - Insufficiente.

Il Comune aveva negato l’agevolazione ICI per l’abitazione principale, ritenendo che i consumi elettrici irrisori nel triennio dimostrassero l’assenza di dimora abituale; i giudici di merito avevano condiviso tale ricostruzione. La Cassazione ha ribadito che la residenza anagrafica vale come presunzione, ma può essere superata da prova contraria tratta da qualsiasi fonte, la cui valutazione spetta al giudice di merito. Poiché le censure miravano a rivalutare i consumi e non indicavano un fatto storico omesso, il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Agevolazioni Fiscali
  • Processo tributario
N. 29214

Cassazione, sentenza n. 29214 del 20/10/2021

Sentenza n. 29214 del 20/10/2021

Una società contestava accertamenti per imposte dirette, IVA e IRAP relativi a fatture per operazioni oggettivamente inesistenti, deducendo anche la decadenza dell’Amministrazione. La Cassazione ha confermato il raddoppio dei termini per imposte dirette e IVA in presenza dell’obbligo di denuncia penale, nonché l’indeducibilità dei costi privi di effettività e inerenza e l’indetraibilità dell’IVA sulle operazioni inesistenti. Ha tuttavia accolto la censura relativa all’IRAP: il raddoppio non si applica a tale imposta, poiché le sue violazioni non sono assistite da sanzioni penali, e l’omessa pronuncia regionale poteva essere corretta decidendo la questione di diritto.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRAP
  • IRES
  • Processo tributario
N. 29153

Cassazione, sentenza n. 29153 del 20/10/2021

Sentenza n. 29153 del 20/10/2021

L’Agenzia contestava, nell’ambito del consolidato nazionale, la deducibilità di costi collegati a condotte penalmente rilevanti mediante un accertamento integrativo; la commissione regionale lo aveva annullato, richiamando sia la prescrizione dei reati sia la precedente conoscibilità dell’indagine. La Cassazione ha chiarito che il proscioglimento per prescrizione non esclude automaticamente l’indeducibilità, dovendo il giudice tributario valutare incidentalmente la rilevanza penale delle condotte e gli ordinari requisiti dei costi. Ha inoltre escluso che semplici notizie di stampa dimostrino la pregressa conoscenza dei nuovi elementi da parte dell’Ufficio, cassando con rinvio per gli accertamenti necessari.

  • IRES
  • Accertamento fiscale
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 29134

Cassazione, sentenza n. 29134 del 20/10/2021

Sentenza n. 29134 del 20/10/2021

La controversia riguardava la validità della notifica postale di una cartella di pagamento, che i giudici di merito avevano ritenuto inesistente accogliendo il ricorso della contribuente. La Corte ha affermato che l’agente della riscossione può notificare direttamente la cartella mediante raccomandata con avviso di ricevimento, senza apposita relata, e che la consegna attestata dall’avviso è valida secondo i criteri richiamati; un’eventuale nullità sarebbe comunque sanata dall’impugnazione dell’atto. Accolti entrambi i motivi, la sentenza è stata cassata con rinvio alla CTR in diversa composizione.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 29105

Cassazione, sentenza n. 29105 del 20/10/2021

Sentenza n. 29105 del 20/10/2021

Gli accertamenti contestavano l’esenzione IVA applicata da una società interamente partecipata da enti territoriali alle prestazioni assistenziali e di gestione di una casa di riposo; i giudici di merito avevano riconosciuto la qualifica di organismo di diritto pubblico. La Corte ha escluso che la nozione elaborata per gli appalti pubblici sia automaticamente utilizzabile ai fini IVA: una società commerciale operante secondo il diritto privato e priva di prerogative pubblicistiche non rientra, per ciò solo, tra tali organismi. Ha tuttavia rilevato che l’esenzione doveva essere valutata anche rispetto all’eventuale concreta finalità di assistenza sociale, correggendo la motivazione impugnata.

  • IVA
  • Agevolazioni Fiscali
  • Società di capitali
  • Contenzioso
N. 28795

Cassazione, ordinanza n. 28795 del 19/10/2021

IRPEF - Accertamento - Presunzione di attribuzione ai soci di utili extracontabili accertati a società a ristretta base societaria - Sentenza non passata in giudicato di annullamento dell'accertamento societario - Efficacia di giudicato esterno per i soci - Esclusione.

Gli avvisi IRPEF imputavano ai soci di una società a ristretta base gli utili extracontabili accertati presso quest’ultima; la CTR li aveva annullati valorizzando il reinvestimento delle somme in altre società e pronunce non definitive sull’accertamento societario. La Corte ha chiarito che il trasferimento degli utili, dopo il loro ingresso nella disponibilità dei soci, ad altre partecipate non dimostra il reinvestimento da parte della società originaria e non supera la presunzione di distribuzione. Ha inoltre escluso efficacia pregiudiziale alle decisioni non passate in giudicato, cassando la sentenza con rinvio dopo avere accolto quattro motivi su cinque.

  • IRPEF
  • Accertamento fiscale
  • Società di capitali
  • Contenzioso
N. 28777

Cassazione, sentenza n. 28777 del 19/10/2021

Sentenza n. 28777 del 19/10/2021

La controversia riguardava un accertamento fondato anche su verifiche bancarie e un separato atto di contestazione per omessa autofatturazione di acquisti senza fattura; durante il giudizio la contribuente aveva definito in via agevolata il solo avviso. La Corte ha dichiarato l’estinzione parziale e ha ritenuto inammissibili o infondate le censure residue, rilevando, tra l’altro, carenze di autosufficienza e l’assenza di una concreta prova di resistenza sul contraddittorio preventivo. Il ricorso è stato quindi rigettato quanto all’atto di contestazione, rimasto estraneo alla definizione agevolata.

N. 28776

Cassazione, sentenza n. 28776 del 19/10/2021

Sentenza n. 28776 del 19/10/2021

Una società contestava riprese per imposte dirette e IVA relative alla competenza temporale di ricavi, fatture da emettere e premi commerciali; la CTR aveva confermato l’accertamento, ritenendo errata l’imputazione temporale e insufficiente la documentazione sui costi. La Corte non ha riesaminato il merito delle riprese perché il ricorso non riproduceva adeguatamente né i motivi introduttivi né la motivazione dell’avviso, impedendo di verificare le denunciate violazioni del principio di competenza e degli obblighi motivazionali. Esclusa anche l’efficacia di un giudicato formatosi tra parti diverse, il ricorso è stato rigettato.

  • IRES
  • IVA
  • Contabilità e Bilancio
  • Processo tributario
N. 28775

Cassazione, sentenza n. 28775 del 19/10/2021

Sentenza n. 28775 del 19/10/2021

Le cartelle per imposte dirette e IVA erano state annullate dalla CTR sia per tardività della notifica, eccepita però tardivamente dal contribuente, sia per mancata preventiva escussione della società di persone debitrice. La Corte ha affermato che la decadenza dell’Amministrazione è un’eccezione in senso stretto, non rilevabile d’ufficio, e che la cancellazione della società può dimostrare con certezza l’insufficienza del patrimonio sociale ai fini del beneficio di escussione spettante all’ex socio. Accolti tre motivi dell’Agenzia delle Entrate, la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • Riscossione
  • Società di persone
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 29050

Cassazione, sentenza n. 29050 del 19/10/2021

Sentenza n. 29050 del 19/10/2021

La lite concerneva il rifiuto dell’Amministrazione di riconoscere la cessione di crediti IVA dalla controllata alla controllante, ritenuto impugnabile e infondato dai giudici di merito. La Corte ha confermato che anche un atto atipico è impugnabile quando manifesta una precisa pretesa tributaria: il rifiuto della cessione equivaleva sostanzialmente a un diniego anticipato di rimborso e fondava l’interesse ad agire. Esclusi inoltre il difetto di contraddittorio necessario e l’obbligo di sospensione del processo, il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è stato rigettato.

N. 28580

Cassazione, sentenza n. 28580 del 18/10/2021

Sentenza n. 28580 del 18/10/2021

L’accertamento riguardava maggiori ricavi IRPEF, IRAP e IVA desunti da versamenti e prelevamenti non giustificati su conti dell’imprenditore e di familiari; la CTR aveva escluso alcune movimentazioni riferite ai conti della moglie e della suocera, ma negato l’abbattimento forfetario dei costi. La Cassazione ha dichiarato inammissibili i motivi principali, precisando che nell’accertamento bancario la presunzione legale deve essere superata dal contribuente e non consente una deduzione forfetaria di costi non provati. Ha invece ritenuto fondato il primo motivo incidentale dell’Agenzia sulla riferibilità delle movimentazioni dei familiari, soggetta a prova contraria.

N. 28579

Cassazione, sentenza n. 28579 del 18/10/2021

Sentenza n. 28579 del 18/10/2021

Dopo l’annullamento parziale degli avvisi presupposti, i giudici di merito avevano annullato due cartelle e dichiarato inammissibile l’appello erariale per carenza d’interesse. La Cassazione ha chiarito che l’iscrizione straordinaria a ruolo segue le sorti dell’atto impositivo, ma conserva efficacia per la parte non annullata: permane quindi l’interesse dell’Amministrazione a rimuovere una decisione sfavorevole sulle cartelle, anche in relazione alla procedura concorsuale. Accolto il primo motivo, la sentenza è stata cassata con rinvio; le altre questioni sono rimaste assorbite.

  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • Processo tributario
  • Procedure concorsuali
N. 28578

Cassazione, sentenza n. 28578 del 18/10/2021

Sentenza n. 28578 del 18/10/2021

La controversia riguardava la vendita, tra società immobiliari di rivendita, di un complesso comprendente abitazioni, locali non abitativi e terreni, nonché riprese per ricavi e costi. La Cassazione ha escluso l’aliquota IVA del 10% perché l’agevolazione richiede l’effettiva permanenza della destinazione abitativa, non dimostrata; ha inoltre confermato la preclusione dell’accertamento IVA meramente presuntivo sul maggior corrispettivo, essendo il prezzo superiore al valore catastale e mancando riscontri documentali. Sono stati rigettati sia il ricorso principale sia quello incidentale, con compensazione delle spese.

  • IVA
  • Immobili
  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 28577

Cassazione, sentenza n. 28577 del 18/10/2021

Sentenza n. 28577 del 18/10/2021

L’accertamento di maggiori ricavi, IRPEF, IRAP e IVA derivava dalla contabilità parallela rinvenuta dalla Guardia di Finanza nell’abitazione della rappresentante di una società fornitrice e dalle dichiarazioni di quest’ultima. La Cassazione ha ritenuto necessario verificare se i locali fossero esclusivamente abitativi e se l’autorizzazione del pubblico ministero fosse sorretta dai gravi indizi richiesti: l’eventuale illegittimità rende inutilizzabili le prove legate all’accesso da un rapporto necessario, anche verso un contribuente diverso. È stata pertanto accolta la censura contro la valutazione d’irrilevanza compiuta dalla CTR.

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