Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 37367

Cassazione, sentenza n. 37367 del 30/11/2021

Sentenza n. 37367 del 30/11/2021

L’accertamento sintetico IRPEF valorizzava il possesso di tredici veicoli storici, un camper e più immobili; la CTR lo aveva annullato integralmente, reputando i mezzi d’epoca inidonei a esprimere capacità contributiva. La Cassazione ha invece affermato che anche le auto storiche costituiscono un indice legale, superabile provando la provenienza non reddituale delle risorse necessarie al loro mantenimento. Inoltre, nel processo tributario d’impugnazione-merito il giudice deve rideterminare la pretesa sulla base degli altri elementi disponibili: il ricorso dell’Agenzia è stato accolto con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Autovetture e Fisco
  • Processo tributario
N. 37366

Cassazione, sentenza n. 37366 del 30/11/2021

Sentenza n. 37366 del 30/11/2021

Gli accertamenti integrativi riguardavano IRES, IRAP e IVA su acquisti di autovetture inseriti, secondo l’Ufficio, in una frode con fornitori interposti; la CTR aveva confermato recuperi e sanzioni. La Cassazione ha rilevato l’ultrapetizione sulla deducibilità dei costi, poiché l’Agenzia vi aveva rinunciato in appello, mentre ha respinto le censure sul recupero IVA, sul raddoppio dei termini e sulla natura delle sanzioni. Ha inoltre imposto di applicare il trattamento sanzionatorio sopravvenuto più favorevole, cassando con rinvio sui due motivi accolti.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 37365

Cassazione, sentenza n. 37365 del 30/11/2021

Sentenza n. 37365 del 30/11/2021

La controversia riguardava l’assoggettamento a IVA, in Italia, di servizi resi a una controllante estera, qualificati dall’Ufficio e dalla CTR come prestazioni scientifiche. Durante il giudizio è divenuta definitiva una sentenza relativa al medesimo contratto pluriennale, che aveva escluso tale qualificazione per un’altra annualità. La Cassazione ha riconosciuto l’efficacia preclusiva del giudicato esterno, trattandosi di un elemento stabile del rapporto, ha accolto il ricorso principale, respinto quello incidentale dell’Agenzia e, cassando senza rinvio, accolto l’impugnazione originaria della contribuente.

N. 37364

Cassazione, sentenza n. 37364 del 30/11/2021

Sentenza n. 37364 del 30/11/2021

Un ente locale aveva accertato l’imposta sulla pubblicità diffusa mediante supporti presenti in uno stadio; la CTR aveva escluso l’obbligo della società sportiva perché la gestione pubblicitaria era stata affidata a un terzo. La Cassazione ha chiarito che è soggetto passivo chi dispone del mezzo pubblicitario a qualsiasi titolo, anche mediante una disponibilità non materiale, e che il proprietario non perde tale qualità affidandone la gestione a un intermediario. Accolto il ricorso dell’ente, la Corte ha cassato la decisione e respinto nel merito il ricorso originario.

  • Tributi locali
  • Enti Sportivi
  • Processo tributario
N. 37146

Cassazione, sentenza n. 37146 del 29/11/2021

Sentenza n. 37146 del 29/11/2021

Una dichiarazione IVA presentata con oltre novanta giorni di ritardo era giuridicamente omessa; dopo la cartella, l’Ufficio aveva riconosciuto in autotutela il credito, mantenendo sanzioni e interessi, che la CTR aveva invece escluso. La Cassazione ha confermato che il credito sostanzialmente esistente può essere detratto e che il controllo automatizzato è utilizzabile senza previo avviso di accertamento. L’omissione, tuttavia, non è meramente formale quando determina un ritardato incasso erariale: accolto il ricorso dell’Agenzia, la Corte ha respinto nel merito l’impugnazione relativa a sanzioni e interessi.

N. 37145

Cassazione, sentenza n. 37145 del 29/11/2021

Sentenza n. 37145 del 29/11/2021

La controversia riguardava una cartella emessa in Italia, su richiesta dell’autorità fiscale francese, per recuperare imposte sui redditi sorte in Francia; i giudici di merito avevano annullato l’atto per carenza della richiesta di assistenza e delle dichiarazioni prescritte. La Cassazione ha distinto le contestazioni sul credito estero, riservate al giudice dello Stato richiedente, da quelle sulla procedura italiana di riscossione, devolute al giudice tributario italiano. Accertata l’assenza dei requisiti formali della domanda di recupero, ha rigettato il ricorso dell’Agenzia delle Entrate.

  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Estero
N. 37144

Cassazione, sentenza n. 37144 del 29/11/2021

Sentenza n. 37144 del 29/11/2021

La controversia riguardava imposte di registro e ipotecaria, oltre alle sanzioni, richieste a un’università per la registrazione di un decreto di esproprio; la CTR aveva ritenuto omessa la presentazione dei modelli e respinto in modo apodittico l’appello incidentale. La Cassazione ha rilevato l’omesso esame della documentazione e la mancata pronuncia sulla motivazione dell’avviso, precisando però che le università sono enti pubblici autonomi e non beneficiano del trattamento riservato allo Stato. Ha accolto tre motivi, respinto quello sulle agevolazioni e disposto il rinvio.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 37210

Cassazione, sentenza n. 37210 del 29/11/2021

Sentenza n. 37210 del 29/11/2021

Gli accertamenti recuperavano costi e IVA relativi a cessioni di alluminio ritenute inesistenti o soggette a reverse charge; la CTR aveva accolto l’appello dell’Agenzia senza valutare puntualmente gli elementi offerti dalle parti. La Cassazione ha ribadito che l’Ufficio deve provare, anche per presunzioni, l’inesistenza dell’operazione e, nelle operazioni soggettivamente inesistenti, la consapevolezza del destinatario della frode; solo allora grava sul contribuente la prova contraria. Poiché tali verifiche erano mancate, sono stati accolti tre motivi e la causa è stata rinviata alla CTR.

  • IVA
  • Reverse Charge
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 37168

Cassazione, sentenza n. 37168 del 29/11/2021

Sentenza n. 37168 del 29/11/2021

L’Agenzia aveva rideterminato IRES, IVA e IRAP per maggiori ricavi, richiamando la persistente scarsa redditività, anomalie di magazzino, differenze negli acquisti intracomunitari e, ai fini del calcolo, gli studi di settore. La Cassazione ha ritenuto adeguata la motivazione della CTR e ha precisato che una condotta civilisticamente lecita può comunque rivelare antieconomicità fiscalmente rilevante. Ha escluso l’obbligo del contraddittorio preventivo, poiché l’accertamento non era fondato esclusivamente sugli studi di settore ma anche su autonome incongruenze, e ha rigettato integralmente il ricorso della società.

N. 37167

Cassazione, sentenza n. 37167 del 29/11/2021

Sentenza n. 37167 del 29/11/2021

La lite verteva sulla plusvalenza derivante dalla cessione di un terreno edificabile, il cui valore era stato rideterminato mediante perizia giurata e assoggettato a imposta sostitutiva; i giudici di merito avevano annullato il relativo recupero. Nel corso del giudizio di cassazione, la contribuente ha documentato l’adesione alla definizione agevolata, presentando la domanda e versando la prima rata, senza che fosse notificato alcun diniego. La Corte non ha quindi esaminato il motivo dell’Agenzia e ha dichiarato estinto il giudizio per cessata materia del contendere, lasciando le spese a chi le aveva anticipate.

N. 37166

Cassazione, sentenza n. 37166 del 29/11/2021

Sentenza n. 37166 del 29/11/2021

Una società chiedeva di definire separatamente, con percentuali diverse, le riprese IVA e per ritenute contenute nello stesso avviso; l’Agenzia aveva negato la definizione per insufficiente versamento. La Cassazione ha confermato il diniego: per la disciplina applicata, ogni controversia autonoma coincide con ciascun atto impugnato, indipendentemente dal numero di tributi o annualità inclusi, sicché il valore della lite non può essere frazionato. Sul merito originario, ha inoltre rilevato l’erroneo richiamo della CTR a giudicati inesistenti e affermato che la ritenuta sugli interessi può sorgere anche senza materiale pagamento.

N. 36889

Cassazione, sentenza n. 36889 del 26/11/2021

Sentenza n. 36889 del 26/11/2021

L’Agenzia delle Entrate aveva riqualificato, ai fini dell’imposta di registro, la cessione pressoché totalitaria delle quote di una società in cessione d’azienda, valorizzando anche l’avviamento; la CTR aveva confermato la ripresa. La Cassazione ha affermato che l’articolo 20 del testo unico del registro impone di interpretare il singolo atto senza elementi extratestuali e non svolge una funzione antielusiva, ferma la distinta procedura prevista per l’abuso del diritto. Ha quindi cassato la decisione e, pronunciando nel merito, accolto i ricorsi originari delle contribuenti.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Società
  • Operazioni straordinarie
  • Contenzioso
N. 36888

Cassazione, sentenza n. 36888 del 26/11/2021

Sentenza n. 36888 del 26/11/2021

La lite concerneva l’aliquota IVA del 4% applicata alla vendita di vasche destinate a persone con disabilità, che la CTR aveva riconosciuto sulla base dell’autocertificazione dell’acquirente. La Cassazione ha stabilito che il beneficio richiede, prima della cessione, il certificato di invalidità funzionale permanente e la prescrizione specialistica attestante il collegamento tra sussidio e menomazione; l’autocertificazione resa a un privato non sostituisce tali documenti e non esonera il cedente dalla responsabilità per l’IVA. Il ricorso dell’Agenzia è stato accolto, con cassazione e rinvio.

  • IVA
  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 36887

Cassazione, sentenza n. 36887 del 26/11/2021

Sentenza n. 36887 del 26/11/2021

Nel giudizio su ritenute non operate e non versate, la contribuente aveva definito l’avviso di accertamento e impugnato il diniego opposto alla definizione dell’atto separato di contestazione delle sanzioni per omesso versamento. La Cassazione ha chiarito che sono collegate al tributo le violazioni sostanziali incidenti sulla sua determinazione o sul pagamento: tale natura ricorre per l’omesso versamento delle ritenute, anche se contestato autonomamente. Accolto il motivo pertinente, ha annullato il diniego, riconosciuto perfezionata la definizione agevolata e dichiarato estinto il processo.

  • Pace Fiscale
  • Sanzioni
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 36886

Cassazione, sentenza n. 36886 del 26/11/2021

Sentenza n. 36886 del 26/11/2021

La controversia comprendeva riprese IVA, ritenute non effettuate e un separato atto sanzionatorio per l’omesso versamento delle ritenute; definito l’avviso di accertamento, restava il diniego di definizione agevolata relativo alle ulteriori sanzioni. La Cassazione ha ritenuto che l’omesso versamento costituisca violazione sostanziale direttamente collegata al tributo, anche quando la sanzione sia irrogata con atto distinto, mentre non ha esaminato il possibile cumulo sanzionatorio perché estraneo al diniego. Ha annullato quest’ultimo, dichiarato perfezionata la definizione ed estinto il processo.

N. 36770

Cassazione, sentenza n. 36770 del 26/11/2021

Sentenza n. 36770 del 26/11/2021

La lite riguardava imposta ipotecaria, tassa ipotecaria e bollo richiesti per la trascrizione dell’accettazione tacita dell’eredità collegata alla compravendita di un immobile ereditario; i giudici di merito avevano applicato il regime agevolato previsto per le formalità conseguenti al trasferimento. La Cassazione ha escluso che tale trascrizione sia direttamente consequenziale alla vendita: l’accettazione può derivare anche da condotte anteriori e il rogito fornisce soltanto il titolo formale per pubblicizzarla. Ha pertanto ritenuto dovuti i tributi secondo il regime ordinario, giudicando fondata la censura dell’Agenzia.

  • Imposte indirette
  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Contenzioso
N. 36769

Cassazione, sentenza n. 36769 del 26/11/2021

Sentenza n. 36769 del 26/11/2021

Gli avvisi recuperavano l’imposta di bollo sulle note di trascrizione dell’accettazione tacita dell’eredità connesse a una divisione immobiliare; la CTR le aveva comprese nel bollo forfettario già assolto per il rogito. La Cassazione ha distinto la pubblicità dell’acquisto mortis causa da quella dello scioglimento della comunione: l’accettazione non dipende direttamente dalla divisione, che costituisce soltanto il titolo idoneo alla trascrizione, e il negozio divisorio ha natura dichiarativa. Ha accolto il ricorso dell’Agenzia, cassato la sentenza e rigettato nel merito il ricorso originario.

  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 36768

Cassazione, sentenza n. 36768 del 26/11/2021

Sentenza n. 36768 del 26/11/2021

La controversia verteva sui tributi richiesti per la trascrizione dell’accettazione tacita dell’eredità in occasione di compravendite immobiliari; la CTR aveva considerato la formalità conseguente alla vendita e quindi assorbita dal relativo regime fiscale. La Cassazione ha ritenuto corretta la tesi erariale: l’accettazione tacita è una fattispecie fiscalmente distinta, può perfezionarsi anche mediante comportamenti anteriori e il successivo rogito rappresenta soltanto il titolo necessario alla pubblicità. Ne deriva l’inapplicabilità dell’esenzione e l’assoggettamento della trascrizione a imposta ipotecaria, tassa ipotecaria e bollo in misura ordinaria.

  • Imposte indirette
  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Contenzioso
N. 36767

Cassazione, sentenza n. 36767 del 26/11/2021

Sentenza n. 36767 del 26/11/2021

L’avviso recuperava imposta ipotecaria, tassa ipotecaria e bollo sulla trascrizione dell’accettazione tacita dell’eredità collegata alla vendita di un immobile ereditario; la CTR aveva reputato la formalità consequenziale alla compravendita e soggetta al regime di assorbimento. La Cassazione ha invece affermato che l’accettazione è fiscalmente distinta dal negozio dispositivo e può derivare da fatti anteriori, mentre il rogito costituisce soltanto il titolo formale per trascriverla. Ritenuto fondato il ricorso dell’Agenzia, ha escluso l’esenzione e riconosciuto l’applicazione ordinaria dei tre tributi.

  • Imposte indirette
  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Contenzioso
N. 36766

Cassazione, sentenza n. 36766 del 26/11/2021

Sentenza n. 36766 del 26/11/2021

La controversia riguarda sei cartelle conosciute tramite estratto di ruolo e contestate per asserita omessa notificazione; i giudici di merito avevano ritenuto valido il procedimento notificatorio presso il domicilio fiscale indicato dalla contribuente. La Cassazione conferma che l’estratto è autonomamente impugnabile quando ruolo e cartella non siano stati notificati, ma reputa infondate le censure esaminate: la motivazione della CTR non è apparente e non è consentita una nuova valutazione dei documenti. Ritiene inoltre corretta la prevalenza attribuita alla dichiarazione di domicilio fiscale contenuta nell’istanza di rateazione rispetto alla diversa residenza anagrafica allegata.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario

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