Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 36889

Cassazione, sentenza n. 36889 del 26/11/2021

Sentenza n. 36889 del 26/11/2021

L’Agenzia delle Entrate aveva riqualificato, ai fini dell’imposta di registro, la cessione pressoché totalitaria delle quote di una società in cessione d’azienda, valorizzando anche l’avviamento; la CTR aveva confermato la ripresa. La Cassazione ha affermato che l’articolo 20 del testo unico del registro impone di interpretare il singolo atto senza elementi extratestuali e non svolge una funzione antielusiva, ferma la distinta procedura prevista per l’abuso del diritto. Ha quindi cassato la decisione e, pronunciando nel merito, accolto i ricorsi originari delle contribuenti.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Società
  • Operazioni straordinarie
  • Contenzioso
N. 36888

Cassazione, sentenza n. 36888 del 26/11/2021

Sentenza n. 36888 del 26/11/2021

La lite concerneva l’aliquota IVA del 4% applicata alla vendita di vasche destinate a persone con disabilità, che la CTR aveva riconosciuto sulla base dell’autocertificazione dell’acquirente. La Cassazione ha stabilito che il beneficio richiede, prima della cessione, il certificato di invalidità funzionale permanente e la prescrizione specialistica attestante il collegamento tra sussidio e menomazione; l’autocertificazione resa a un privato non sostituisce tali documenti e non esonera il cedente dalla responsabilità per l’IVA. Il ricorso dell’Agenzia è stato accolto, con cassazione e rinvio.

  • IVA
  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 36887

Cassazione, sentenza n. 36887 del 26/11/2021

Sentenza n. 36887 del 26/11/2021

Nel giudizio su ritenute non operate e non versate, la contribuente aveva definito l’avviso di accertamento e impugnato il diniego opposto alla definizione dell’atto separato di contestazione delle sanzioni per omesso versamento. La Cassazione ha chiarito che sono collegate al tributo le violazioni sostanziali incidenti sulla sua determinazione o sul pagamento: tale natura ricorre per l’omesso versamento delle ritenute, anche se contestato autonomamente. Accolto il motivo pertinente, ha annullato il diniego, riconosciuto perfezionata la definizione agevolata e dichiarato estinto il processo.

  • Pace Fiscale
  • Sanzioni
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 36886

Cassazione, sentenza n. 36886 del 26/11/2021

Sentenza n. 36886 del 26/11/2021

La controversia comprendeva riprese IVA, ritenute non effettuate e un separato atto sanzionatorio per l’omesso versamento delle ritenute; definito l’avviso di accertamento, restava il diniego di definizione agevolata relativo alle ulteriori sanzioni. La Cassazione ha ritenuto che l’omesso versamento costituisca violazione sostanziale direttamente collegata al tributo, anche quando la sanzione sia irrogata con atto distinto, mentre non ha esaminato il possibile cumulo sanzionatorio perché estraneo al diniego. Ha annullato quest’ultimo, dichiarato perfezionata la definizione ed estinto il processo.

N. 36550

Cassazione, sentenza n. 36550 del 25/11/2021

Sentenza n. 36550 del 25/11/2021

La società aveva ottenuto l’annullamento di un accertamento IVA relativo a prestazioni rese alla controllante estera, perché la commissione regionale aveva reputato tardiva la notifica. In Cassazione è sopravvenuto il giudicato formatosi, per un’altra annualità, sulla qualificazione delle medesime prestazioni eseguite nell’ambito di un unico contratto pluriennale. La Corte ha riconosciuto efficacia preclusiva a tale giudicato, poiché riguardava un presupposto stabile e comune ai diversi periodi d’imposta; ha quindi rigettato il ricorso dell’Agenzia, dichiarato assorbito quello incidentale condizionato e compensato le spese.

  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
N. 36549

Cassazione, sentenza n. 36549 del 25/11/2021

Sentenza n. 36549 del 25/11/2021

L’accertamento contestava la deduzione di costi e la detrazione IVA riferiti a operazioni ritenute soggettivamente inesistenti; la commissione regionale aveva valorizzato anche una precedente decisione sul rimborso IVA dell’anno anteriore. La Cassazione ha escluso che quel giudicato vincolasse l’accertamento dell’annualità successiva: l’identità soggettiva del fornitore è un fatto potenzialmente mutevole, da verificare autonomamente per ciascun periodo e per le singole operazioni. Ha pertanto accolto la censura dell’Agenzia contro l’estensione del giudicato, richiedendo un nuovo esame della ripresa sulla base degli elementi presuntivi e delle prove dedotte.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 36734

Cassazione, sentenza n. 36734 del 25/11/2021

Sentenza n. 36734 del 25/11/2021

La lite riguardava la liquidazione di imposte successorie su terreni ereditati, il cui valore era stato rettificato considerando fabbricati realizzati da promissari acquirenti; la CTR aveva confermato la pretesa, ritenendo non opponibili all’Amministrazione alcune pronunce di usucapione. Durante il giudizio di cassazione, i contribuenti hanno documentato il pagamento integrale dell’importo comunicato dall’agente della riscossione per la definizione agevolata, poi attestato dall’Agenzia. La Corte riconosce l’estinzione ex lege conseguente al perfezionamento della procedura e dichiara estinto il giudizio per cessata materia del contendere, senza provvedere sulle spese.

  • Pace Fiscale
  • Riscossione
  • Processo tributario
  • Immobili
N. 36683

Cassazione, sentenza n. 36683 del 25/11/2021

Sentenza n. 36683 del 25/11/2021

I contribuenti contestavano avvisi di rettifica e liquidazione dell’imposta di registro relativi alla compravendita di un terreno con fabbricato; l’appello era stato dichiarato tardivo sul presupposto che la decisione di primo grado fosse stata comunicata per compiuta giacenza. La Cassazione afferma che il perfezionamento della notificazione richiede la produzione dell’avviso di ricevimento della raccomandata informativa del deposito, non bastando la prova della sua spedizione. Rileva inoltre l’omesso esame della mancata comunicazione dell’udienza, potenzialmente lesiva del diritto di difesa; accoglie il ricorso, cassa e rinvia alla CTR.

N. 36682

Cassazione, sentenza n. 36682 del 25/11/2021

Sentenza n. 36682 del 25/11/2021

Il Comune contestava la decadenza dichiarata dalla CTR per un accertamento ICI relativo al 2004, sostenendo che l’omessa denuncia della variazione dell’area generasse un autonomo obbligo dichiarativo annuale. La Cassazione conferma che tale obbligo permane finché la dichiarazione non venga presentata e che ogni annualità integra una distinta violazione; considera quindi tempestivo l’avviso, poiché la dichiarazione per il 2004 avrebbe dovuto essere presentata nel 2005. Accoglie il ricorso comunale, rigetta quello incidentale sulla motivazione dell’atto, cassa e, decidendo nel merito, respinge integralmente il ricorso originario della contribuente.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 36681

Cassazione, sentenza n. 36681 del 25/11/2021

Sentenza n. 36681 del 25/11/2021

Le controversie riunite riguardavano la riqualificazione, ai fini dell’imposta di registro, di una sequenza comprendente mutuo ipotecario, conferimento immobiliare, cessione della partecipazione e accollo del debito; le CTR avevano accolto le impugnazioni dei contribuenti. Nel corso dei giudizi una coobbligata ha presentato domanda di definizione agevolata e non risulta notificato alcun diniego entro il termine previsto. La Cassazione applica l’effetto favorevole della definizione perfezionata anche agli altri coobbligati, riunisce i ricorsi e dichiara estinto il giudizio, lasciando le spese a carico di chi le ha anticipate.

  • Imposta di registro
  • Pace Fiscale
  • Processo tributario
  • Operazioni straordinarie
N. 36599

Cassazione, sentenza n. 36599 del 25/11/2021

Sentenza n. 36599 del 25/11/2021

Un notaio impugnava gli avvisi che gli richiedevano in via solidale imposte ipotecaria e di registro proporzionali su un trust autodichiarato, mentre i giudici di merito avevano ritenuto applicabile l’imposta principale. La Cassazione precisa che, anche nella registrazione telematica, il notaio risponde soltanto dell’imposta principale, desumibile immediatamente dall’atto senza accertamenti fattuali, elementi esterni o valutazioni interpretative; la qualificazione tributaria del trust richiedeva invece tali valutazioni e generava imposta complementare. Accoglie il secondo motivo, cassa e, decidendo nel merito, accoglie il ricorso originario, compensando le spese.

  • Imposta di registro
  • Trust
  • Processo tributario
  • Imposte indirette
N. 36598

Cassazione, sentenza n. 36598 del 25/11/2021

Sentenza n. 36598 del 25/11/2021

La controversia riguardava avvisi di liquidazione notificati al notaio per imposte di registro e ipotecaria proporzionali relative a un trust autodichiarato, che i giudici di merito avevano ritenuto esigibili in via solidale. La Cassazione ha stabilito che il notaio risponde soltanto dell’imposta principale, desumibile immediatamente dall’atto senza accertamenti o valutazioni interpretative, mentre quella fondata sulla qualificazione giuridica del trust è complementare. Respinto il motivo sulla decadenza, ha accolto il secondo, cassato la sentenza e, decidendo nel merito, accolto il ricorso originario, compensando le spese.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Trust
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 36597

Cassazione, sentenza n. 36597 del 25/11/2021

Sentenza n. 36597 del 25/11/2021

Gli accertamenti recuperavano, per due annualità, interessi passivi, ammortamenti di licenze e sub-licenze, IVA detratta e redditi attribuiti ai soci; la commissione regionale aveva riconosciuto parte delle deduzioni e detrazioni, confermando invece l’indeducibilità degli interessi. La Cassazione ha ritenuto fondate le censure dell’Amministrazione sulla certezza, determinabilità e inerenza dei costi delle immobilizzazioni immateriali e sulla detrazione IVA, che richiedeva una verifica sostanziale delle prestazioni fatturate. Ha inoltre accolto il motivo incidentale relativo alla disciplina della thin capitalization, assorbendo la correlata censura principale e imponendo un nuovo esame delle riprese contestate.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Contabilità e Bilancio
  • Contenzioso
N. 36546

Cassazione, sentenza n. 36546 del 24/11/2021

Sentenza n. 36546 del 24/11/2021

L’accertamento IRES aveva disconosciuto la PEX applicata a una plusvalenza da cessione di partecipazioni; i giudici di merito lo avevano annullato per decadenza, escludendo il raddoppio dei termini anche in ragione dell’archiviazione penale e della tardività della denuncia. La Cassazione ha chiarito che, nel regime temporale applicabile, rileva l’obbligo di denuncia fondato su seri indizi di reato, non la sua effettiva presentazione né l’esito penale. Ha accolto il ricorso dell’Agenzia, cassato la sentenza e rinviato alla commissione regionale per l’esame delle ulteriori questioni.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • Società
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 36542

Cassazione, sentenza n. 36542 del 24/11/2021

Sentenza n. 36542 del 24/11/2021

Dopo il fallimento della società, l’Amministrazione aveva iscritto integralmente a ruolo straordinario imposte, ritenute e sanzioni, nonostante la presentazione di un’istanza di accertamento con adesione; i giudici di merito avevano annullato le cartelle. La Cassazione ha affermato che il fallimento integra il fondato pericolo per la riscossione e che la sospensione conseguente all’istanza di adesione riguarda il ruolo provvisorio ordinario, non quello straordinario. Ha quindi accolto il ricorso dell’Agenzia, cassato la decisione e rinviato alla commissione regionale, anche per le spese.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Procedure concorsuali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 36539

Cassazione, sentenza n. 36539 del 24/11/2021

Sentenza n. 36539 del 24/11/2021

Una cartella emessa dopo controllo formale rettificava le ritenute indicate nella dichiarazione; il contribuente sosteneva che la differenza derivasse dalla duplicazione materiale dello stesso reddito. La sentenza di merito aveva reputato assente un riscontro documentale, indicando anche la dichiarazione IVA, benché questa risultasse prodotta; la successiva revocazione era stata respinta. La Cassazione ha riconosciuto l’errore revocatorio, poiché il documento erroneamente ritenuto inesistente era stato considerato idoneo a incidere sulla prova, e ha rinviato alla commissione regionale per un nuovo esame che ne tenga conto.

N. 36510

Cassazione, sentenza n. 36510 del 24/11/2021

Sentenza n. 36510 del 24/11/2021

Il contribuente impugnava sanzioni collegate a IRES, IRAP e IVA, attribuitegli quale amministratore di fatto di una società formalmente estera ma ritenuta operativa e diretta in Italia, e contestava anche il diniego di definizione agevolata senza versamenti. La Cassazione ha chiarito che la definizione “a zero” delle sole sanzioni presuppone l’estinzione o il pagamento del tributo, non la mera definitività dell’accertamento rimasto insoluto. Ha inoltre ritenuto adeguatamente motivato l’accertamento della gestione effettiva in Italia e della qualità di amministratore di fatto, respingendo le relative censure.

N. 36488

Cassazione, sentenza n. 36488 del 24/11/2021

Sentenza n. 36488 del 24/11/2021

La società contestava sanzioni per omessa regolarizzazione di acquisti senza fattura e omesso versamento di ritenute, fondate su una contabilità parallela rinvenuta durante un’ispezione; sosteneva inoltre l’inapplicabilità del raddoppio dei termini agli atti sanzionatori. La Cassazione ha affermato che il termine dell’atto di contestazione segue quello previsto per l’accertamento del tributo e che, nel regime applicabile, il raddoppio richiede l’obbligo di denuncia per reati tributari, non la sua tempestiva presentazione. Ritenute legittime anche le risultanze presuntive valorizzate dai giudici di merito, ha rigettato il ricorso.

N. 36474

Cassazione, sentenza n. 36474 del 24/11/2021

Sentenza n. 36474 del 24/11/2021

Gli accertamenti per più annualità si fondavano su una contabilità parallela rinvenuta durante un’ispezione; la società eccepiva la decadenza, contestando il raddoppio dei termini collegato a ipotesi di reato tributario. La Cassazione ha confermato che, per IRES e IVA e nel regime temporale applicabile, bastano seri indizi idonei a far sorgere l’obbligo di denuncia, indipendentemente dalla presentazione tardiva o dall’avvenuta scadenza del termine ordinario. Ha invece escluso il raddoppio per l’IRAP, le cui violazioni non sono penalmente sanzionate, cassando sul punto e rinviando alla commissione regionale.

N. 36392

Cassazione, sentenza n. 36392 del 24/11/2021

Sentenza n. 36392 del 24/11/2021

La controversia riguardava il recupero IRES, in capo alla conferitaria, della plusvalenza emersa da un conferimento d’azienda assoggettato al regime realizzativo, nell’ambito di operazioni che l’Ufficio e i giudici di merito avevano qualificato come simulate e fraudolente. La Cassazione ha affermato che l’imposta sul reddito non può essere trasferita dal soggetto cui la legge imputa la plusvalenza a un diverso soggetto: il presupposto soggettivo del tributo è inderogabile anche nell’accertamento e nella riscossione. Ha quindi ritenuto fondate le censure contro la traslazione della tassazione sulla conferitaria.

  • IRES
  • Operazioni straordinarie
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario

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