Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 1320

Cassazione, sentenza n. 1320 del 18/01/2022

Sentenza n. 1320 del 18/01/2022

Il contribuente contestava un’iscrizione ipotecaria per debiti, anche IRPEF e IVA, sostenendo l’omessa intimazione di pagamento, vizi nella notifica delle cartelle e l’impignorabilità degli immobili inclusi in un fondo patrimoniale. La Cassazione chiarisce che l’ipoteca non richiede la preventiva intimazione prevista per l’espropriazione e che eventuali nullità della notifica sono sanate dalla conoscenza della cartella. Per i beni del fondo occorre verificare il rapporto tra fatto generatore del debito e bisogni familiari, con onere probatorio sul debitore; confermata la valutazione della CTR, il ricorso è rigettato.

N. 1451

Cassazione, sentenza n. 1451 del 18/01/2022

Sentenza n. 1451 del 18/01/2022

La controversia riguarda il recupero dell’IVA nei confronti dell’amministratore di una società ritenuta fittiziamente interposta in compravendite immobiliari funzionali a una frode, responsabilità già riconosciuta dai giudici di merito sulla base del ruolo concretamente svolto. La Cassazione esclude la sospensione per il procedimento penale relativo al notaio, privo di pregiudizialità, e dichiara inammissibili le censure volte a rivalutare le prove o fondate su un diverso giudizio penale. L’estratto disponibile attesta inoltre il rigetto della doglianza di omessa pronuncia, ma non riporta il dispositivo conclusivo.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 1319

Cassazione, sentenza n. 1319 del 18/01/2022

Sentenza n. 1319 del 18/01/2022

La controversia concerneva un’ipoteca iscritta per debiti previdenziali e sanzioni amministrative su immobili compresi in un fondo patrimoniale, nonché alcuni asseriti vizi delle cartelle e dell’intimazione. La Cassazione esclude sia la motivazione apparente sia l’inapplicabilità dell’ipoteca all’unico immobile: i limiti al pignoramento non impediscono l’iscrizione, che conserva funzione di garanzia. Le doglianze formali rivolte direttamente contro la sentenza di primo grado sono dichiarate inammissibili, poiché non censurano la statuizione processuale d’appello; il ricorso è pertanto rigettato.

N. 1313

Cassazione, sentenza n. 1313 del 17/01/2022

Sentenza n. 1313 del 17/01/2022

L’Amministrazione contestava come elusiva una ricapitalizzazione realizzata mediante rinuncia parziale e compensazione di crediti da parte della società controllante, recuperando una sopravvenienza attiva. La Commissione regionale aveva escluso la tassabilità, ravvisando un’operazione inserita nella politica aziendale del gruppo. La Cassazione ha giudicato infondati i motivi erariali: dagli accertamenti di merito risultavano effettive esigenze di ricapitalizzazione e valide ragioni economiche dell’operazione, mentre le circostanze indicate dall’Ufficio non dimostravano l’omesso esame dei fatti dedotti.

N. 1311

Cassazione, sentenza n. 1311 del 17/01/2022

Sentenza n. 1311 del 17/01/2022

La controversia interessava accertamenti verso una società di persone e i soci, emessi applicando la disciplina delle società non operative per più annualità. La Corte ha affermato l’autonomia delle definizioni agevolate presentate dalla società e dai singoli soci, dichiarando estinte le corrispondenti parti del giudizio, nonché i carichi IRAP e le sanzioni inclusi nella rottamazione. Per i residui crediti IVA ha reputato sufficiente la motivazione degli avvisi e inammissibile la doglianza diretta a riesaminare la correttezza del test di operatività.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Pace Fiscale
  • IVA
  • IRAP
  • Società di persone
N. 1309

Cassazione, sentenza n. 1309 del 17/01/2022

Sentenza n. 1309 del 17/01/2022

Gli avvisi ricostruivano sinteticamente i redditi non dichiarati sulla base di autovetture e di un incremento patrimoniale collegato all’acquisto di un immobile. La Corte ha stabilito che, per le imposte dirette relative al 2005, 2007 e 2008, né l’invio del questionario né il contraddittorio preventivo erano condizioni di validità dell’accertamento; una volta valorizzati beni-indice e incrementi patrimoniali, spettava inoltre alla contribuente provare l’irrilevanza fiscale delle relative disponibilità. Il ricorso è stato integralmente rigettato, con condanna alle spese.

N. 1300

Cassazione, sentenza n. 1300 del 17/01/2022

Sentenza n. 1300 del 17/01/2022

L’accertamento riguardava costi per acquisti da imprese situate in Stati a fiscalità privilegiata e IVA dovuta su beni estratti da un deposito IVA. La Corte ha giudicato apparente la motivazione con cui il giudice regionale aveva riconosciuto le esimenti per la deducibilità dei costi senza confrontarsi con le prove, rilevando inoltre ultrapetizione sull’omessa indicazione separata di una quota di essi; ha invece confermato la valutazione relativa alle modalità di estrazione dei beni. Accolti due motivi erariali e respinto il ricorso incidentale, ha cassato con rinvio.

N. 1199

Cassazione, ordinanza n. 1199 del 17/01/2022

IMU - Coniugi non separati con residenza in comuni diversi - Esenzione - Esclusione.

Il Comune aveva recuperato l’IMU su un immobile dichiarato abitazione principale, poiché il coniuge non legalmente separato risiedeva e dimorava in un altro Comune. La Corte ha ritenuto che l’agevolazione richiedesse, per l’annualità controversa, un’unica abitazione nella quale possessore e nucleo familiare avessero sia residenza anagrafica sia dimora abituale; non potevano quindi coesistere due abitazioni principali riferite ai coniugi. Accolto il ricorso comunale, ha cassato la decisione e, decidendo nel merito, rigettato il ricorso originario della contribuente.

  • IMU
  • Tributi locali
  • Immobili
  • Agevolazioni Fiscali
N. 1149

Cassazione, sentenza n. 1149 del 17/01/2022

Sentenza n. 1149 del 17/01/2022

L’accertamento imputava per trasparenza alla socia il maggior reddito definitivamente accertato verso una società di persone; la contribuente sosteneva tuttavia di essere una mera intestataria delle quote. La Corte ha distinto tale questione personale dalla contestazione del reddito societario: quando si discute la qualità del socio o la ripartizione del reddito, gli altri soci devono partecipare al giudizio, poiché l’accoglimento della domanda può aumentarne il carico fiscale. Constatata la mancata integrità del contraddittorio, ha dichiarato nullo l’intero giudizio e rinviato alla Commissione provinciale.

  • IRPEF
  • Società di persone
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 1148

Cassazione, sentenza n. 1148 del 17/01/2022

Sentenza n. 1148 del 17/01/2022

Alla controllante che applicava l’IVA di gruppo erano state contestate detrazioni originate da operazioni delle controllate ritenute oggettivamente inesistenti. Il giudice regionale aveva annullato gli atti, richiamando le decisioni favorevoli alle controllate e ritenendo non provata l’inesistenza delle operazioni. La Cassazione ha dichiarato inammissibili le censure dell’Amministrazione, poiché non si confrontavano con gli accertamenti fattuali richiamati dalla sentenza e contestavano, sotto forma di violazione di legge, la valutazione delle prove; ha quindi rigettato il ricorso e confermato l’esito favorevole alla contribuente.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Società di capitali
N. 1147

Cassazione, sentenza n. 1147 del 17/01/2022

Sentenza n. 1147 del 17/01/2022

L’accertamento contestava costi e IVA relativi a operazioni soggettivamente inesistenti, oltre a perdite su crediti e altri componenti negativi. La Corte ha confermato la motivazione per rinvio al verbale già conosciuto e il diniego della detrazione IVA, ma ha precisato che i costi delle operazioni soggettivamente inesistenti possono essere deducibili se rispettano effettività, inerenza, competenza, certezza e determinabilità; inoltre, la perdita su crediti non richiede necessariamente un previo tentativo esecutivo infruttuoso. Ha pertanto accolto parzialmente il ricorso e cassato con rinvio per i necessari accertamenti.

N. 1146

Cassazione, sentenza n. 1146 del 17/01/2022

Sentenza n. 1146 del 17/01/2022

L’Agenzia delle Entrate contestava a una società agricola l’applicazione del regime speciale IVA, sostenendo che l’attività svolta come soccidante non integrasse esercizio diretto dell’allevamento; i giudici di merito avevano invece riconosciuto la natura agricola dell’impresa sulla base di contratti, beni strumentali, contabilità e bilancio. La Cassazione afferma che soccidante e soccidario, pur con funzioni diverse, condividono il rischio e sono contitolari dell’impresa di allevamento, potendo entrambi applicare il regime speciale alle relative cessioni. Il ricorso erariale è rigettato, con condanna alle spese.

  • IVA
  • Imprese
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 988

Cassazione, sentenza n. 988 del 14/01/2022

Sentenza n. 988 del 14/01/2022

La controversia riguardava una sanzione per omesso versamento IVA nell’ambito dell’IVA di gruppo; la contribuente sosteneva che il primo giudice avesse deciso sulla diversa questione dell’esistenza e detraibilità del credito trasferito dalla controllata. La Cassazione rileva che tale doglianza, pur formulata sinteticamente in appello, contestava la mancata corrispondenza tra la pretesa amministrativa e la questione posta a fondamento della decisione di primo grado, mentre la CTR aveva omesso di pronunciarsi. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la sentenza è cassata con rinvio alla CTR in diversa composizione.

N. 1015

Cassazione, sentenza n. 1015 del 14/01/2022

Sentenza n. 1015 del 14/01/2022

A seguito di verifica fiscale, l’Ufficio aveva contestato l’imputazione tardiva di un costo e la deduzione di componenti connessi a crediti ceduti pro solvendo; CTP e CTR avevano accolto le ragioni della società. La Cassazione afferma che le regole temporali del reddito d’impresa sono inderogabili anche senza pregiudizio erariale e che la deducibilità per crediti pro solvendo presuppone la prova rigorosa del rischio persistente per il cedente; ritiene invece corretta la decisione sulle rimanenze, non essendo stata indicata una disposizione pertinente. Accoglie i primi due motivi, rigetta il terzo e rinvia alla CTR.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • Imprese
  • Contabilità e Bilancio
  • Processo tributario
N. 987

Cassazione, sentenza n. 987 del 14/01/2022

Sentenza n. 987 del 14/01/2022

La società contestava il recupero dell’IVA detratta secondo il regime speciale agricolo, negato dai giudici di merito perché l’allevamento materiale era affidato ai soccidari e la contribuente, quale soccidante, forniva mezzi, assistenza e direzione. La Cassazione ritiene fondata la censura: la soccida costituisce esercizio associato dell’impresa agricola, della quale soccidante e soccidario sono contitolari con obblighi differenti, senza che il regime richieda la proprietà diretta dei fattori produttivi. La qualifica di soccidante non è quindi, da sola, ostativa all’applicazione del regime speciale IVA.

  • IVA
  • Imprese
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 1014

Cassazione, sentenza n. 1014 del 14/01/2022

Sentenza n. 1014 del 14/01/2022

La controversia riguardava una cartella emessa dall’Agenzia delle Entrate dopo il controllo automatizzato della dichiarazione, annullata in appello dopo il rigetto del ricorso in primo grado. La contribuente aveva aderito alla definizione agevolata della lite e impugnato con successo il diniego opposto dall’Ufficio, ottenendo il riconoscimento della definibilità della controversia. Documentato il pagamento delle sei rate dovute, la Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio, lasciando le spese a carico di chi le aveva anticipate.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Pace Fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 986

Cassazione, sentenza n. 986 del 14/01/2022

Sentenza n. 986 del 14/01/2022

Dopo la cancellazione di una società di capitali, l’Amministrazione aveva richiesto ai soci, mediante cartelle, il pagamento solidale del debito IVA sociale; la CTR aveva escluso la pretesa perché non risultavano somme riscosse in liquidazione. La Cassazione chiarisce che i soci succedono nei debiti della società estinta, ma possono opporre i limiti della propria responsabilità: spetta al creditore provare la distribuzione dell’attivo e la quota riscossa, oppure le specifiche assegnazioni rilevanti ai sensi dell’articolo 36 del d.P.R. n. 602/1973. Non essendo tale presupposto dimostrato, il ricorso erariale è rigettato con condanna alle spese.

  • Riscossione
  • Società di capitali
  • Processo tributario
  • IVA
N. 1001

Cassazione, sentenza n. 1001 del 14/01/2022

Sentenza n. 1001 del 14/01/2022

La lite verteva sull’ICI 2009 relativa a un’area inserita in un procedimento di compensazione edificatoria: i giudici di merito avevano escluso il presupposto impositivo, ravvisando soltanto un’aspettativa edificatoria, mentre l’ente locale sosteneva la persistente edificabilità. La contribuente ha però documentato la tempestiva domanda di definizione agevolata e il pagamento della prima rata; non risultando notificato alcun diniego, la Corte ha ritenuto perfezionata la definizione. Il giudizio è stato quindi dichiarato estinto, con spese a carico di chi le aveva anticipate.

  • IMU
  • Immobili
  • Tributi locali
  • Pace Fiscale
  • Processo tributario
N. 1049

Cassazione, sentenza n. 1049 del 14/01/2022

Sentenza n. 1049 del 14/01/2022

La contribuente impugnava il classamento catastale che aveva ripristinato la categoria A/8 in luogo della A/7 proposta mediante DOCFA, denunciando carenza di motivazione e mancata considerazione di una perizia asseverata; entrambi i giudici di merito avevano confermato l’atto. La Cassazione dichiara inammissibile la censura motivazionale perché il ricorso non trascriveva il contenuto dell’avviso, impedendone il controllo, e precisa che una perizia stragiudiziale è un elemento istruttorio, non un fatto storico decisivo omesso. Il ricorso, volto anche a una rivalutazione del merito, è dichiarato inammissibile, con condanna alle spese.

  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 1000

Cassazione, sentenza n. 1000 del 14/01/2022

Sentenza n. 1000 del 14/01/2022

L’accertamento IRPEF e ILOR traeva origine da versamenti e prelevamenti rilevati su conti intestati ai contribuenti, che il giudice del rinvio aveva integralmente valorizzato dopo aver ritenuto non documentate le giustificazioni offerte. La Cassazione ha dichiarato inammissibili le censure su questioni già precluse dalla precedente cassazione con rinvio e ha ribadito che i versamenti hanno efficacia presuntiva verso tutti i contribuenti, mentre i prelevamenti rilevano in tal senso soltanto per i titolari di reddito d’impresa. Ha quindi accolto la censura nei limiti dell’indebita considerazione indistinta degli addebiti, imponendo un nuovo esame coerente con tale distinzione.

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