Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.954 documenti

N. 8820

Cassazione, sentenza n. 8820 del 3/04/2025

Sentenza n. 8820 del 03/04/2025

La controversia riguardava la domanda diretta all’Erario, proposta dal cessionario, di rimborso dell’IVA applicata dal fornitore di energia sugli oneri generali del sistema elettrico; il giudice d’appello aveva escluso la legittimazione della società. La Cassazione conferma che il cessionario deve ordinariamente agire verso il cedente, salvo l’impossibilità o eccessiva difficoltà del recupero oppure l’impossibilità di invocare tra privati una direttiva non correttamente attuata. Poiché tali deroghe non ricorrevano e gli oneri non risultavano incompatibili con il diritto unionale, le censure sono state ritenute infondate.

N. 8819

Cassazione, sentenza n. 8819 del 3/04/2025

Sentenza n. 8819 del 03/04/2025

Una società aveva chiesto all’Amministrazione il rimborso dell’IVA applicata in rivalsa dal fornitore di energia sugli oneri generali del sistema elettrico, sostenendone l’erronea inclusione nell’imponibile. La Cassazione ha accolto il ricorso incidentale erariale: il cessionario non può domandare direttamente al Fisco il rimborso, salvo che l’imposta incida sulla liquidazione finale generando un’eccedenza rimborsabile. Dichiarato inammissibile il ricorso principale, la Corte ha inoltre affermato nell’interesse della legge che tali oneri hanno natura di corrispettivo contrattuale e rientrano nella base imponibile IVA, cassando senza rinvio.

N. 8718

Cassazione, sentenza n. 8718 del 2/04/2025

Sentenza n. 8718 del 02/04/2025

La controversia riguardava una cartella emessa dopo controllo automatizzato per IRPEF soggetta a tassazione separata, impugnata contro l’agente della riscossione; il primo giudice aveva ritenuto inefficace la tardiva chiamata dell’Agenzia delle Entrate. La Cassazione afferma che l’ente impositore, quale parte del rapporto tributario, può intervenire adesivamente nel giudizio promosso contro il concessionario, anche riqualificando la costituzione conseguente alla chiamata tardiva. La Corte ha quindi riconosciuto l’interesse dell’agente a mantenere l’Ufficio nel processo, anche per gli effetti della lite e per la documentazione sulla comunicazione preventiva.

N. 8717

Cassazione, sentenza n. 8717 del 2/04/2025

Sentenza n. 8717 del 02/04/2025

Gli avvisi rettificavano l’IRES di consolidante e consolidata, disconoscendo la deduzione delle commissioni relative a un’operazione di stock lending, ritenuta dall’Ufficio invalida oppure elusiva. La Cassazione ha escluso vizi di motivazione degli atti, poiché le contestazioni alternative consentivano di comprendere la pretesa e difendersi, e ha corretto la motivazione regionale: il contratto non è nullo per difetto di causa, ma la commissione è indeducibile secondo la disciplina applicabile allo stock lending. Il ricorso è stato rigettato, con condanna delle società alle spese.

  • IRES
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Estero
  • Società
N. 8687

Cassazione, sentenza n. 8687 del 2/04/2025

Sentenza n. 8687 del 02/04/2025

Una società esercente attività esente aveva chiesto direttamente all’Amministrazione il rimborso dell’IVA applicata dal fornitore sugli oneri generali del sistema elettrico; il giudice d’appello aveva accolto la domanda. La Cassazione ha invece ritenuto fondato il ricorso erariale: il cessionario resta estraneo al rapporto di versamento tra cedente e Fisco e deve normalmente chiedere la restituzione al fornitore. L’azione diretta è ammessa solo in circostanze eccezionali concrete, non ravvisate nel caso esaminato, né risultava pertinente la deroga relativa a imposte incompatibili con direttive dell’Unione non correttamente attuate.

N. 8725

Cassazione, sentenza n. 8725 del 2/04/2025

Sentenza n. 8725 del 02/04/2025

La società chiedeva il rimborso dell’IRES versata applicando la disciplina delle società in perdita sistematica; i giudici regionali avevano ritenuto preclusiva una precedente pronuncia sull’interpello disapplicativo. La Cassazione chiarisce che il giudicato esterno deve essere provato mediante sentenza munita della prescritta certificazione, salvo esplicita ammissione della controparte, e che una decisione di improcedibilità per sopravvenuta carenza d’interesse produce soltanto effetti processuali interni. Accolto il ricorso, la Corte ha cassato la sentenza e rinviato al giudice regionale per l’esame della domanda di rimborso.

  • IRES
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Società di capitali
N. 8724

Cassazione, sentenza n. 8724 del 2/04/2025

Sentenza n. 8724 del 02/04/2025

Gli accertamenti contestavano la mancata inclusione nell’imponibile IRAP delle plusvalenze da cessione dei diritti alle prestazioni dei calciatori e la deduzione dei compensi ai procuratori sportivi. La Cassazione ha confermato che il diritto all’utilizzo esclusivo della prestazione dell’atleta è un bene immateriale strumentale, la cui cessione genera componenti rilevanti ai fini IRES e IRAP. Ha però giudicato apparente la motivazione regionale sui costi di intermediazione, priva di esame dei mandati e dell’interesse soddisfatto: accolto tale motivo, ha cassato con rinvio per una nuova valutazione dell’inerenza.

  • IRAP
  • IRES
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Enti Sportivi
  • Imprese
N. 8479

Cassazione, sentenza n. 8479 del 31/03/2025

Sentenza n. 8479 del 31/03/2025

Gli accertamenti riguardavano redditi esteri non dichiarati, connessi a plusvalenze realizzate tramite una società lussemburghese, nonché obblighi di monitoraggio fiscale e applicabilità del condono. La Cassazione ha respinto integralmente il ricorso principale, giudicando infondate anche le contestazioni comuni sull’interposizione societaria e sul quadro RW. Ha invece accolto parzialmente il ricorso dell’altra contribuente, poiché il giudice regionale non aveva adeguatamente esaminato le sue specifiche difese circa l’intestazione soltanto formale delle quote e la mancata percezione dei redditi, cassando con rinvio su tali profili.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Estero
  • IRPEF
N. 8456

Cassazione, sentenza n. 8456 del 31/03/2025

Sentenza n. 8456 del 31/03/2025

La controversia concerneva redditi relativi ad attività finanziarie detenute a San Marino e non indicate nel quadro RW per il 2008. La Cassazione ha confermato che la presunzione legale prevista dal 2009, avendo natura sostanziale, non opera retroattivamente; ha però precisato che i medesimi fatti possono essere valutati come presunzioni semplici, se gravi e precise, anche in assenza di prova contraria. È stato quindi accolto il ricorso dell’Amministrazione, con cassazione della sentenza regionale e rinvio per un nuovo esame degli elementi indiziari.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Estero
  • IRPEF
N. 8455

Cassazione, sentenza n. 8455 del 31/03/2025

Sentenza n. 8455 del 31/03/2025

L’accertamento riguardava maggiori redditi IRPEF del 2004 collegati ad attività finanziarie detenute a San Marino e non indicate nel quadro RW. La Cassazione ha ritenuto applicabile ai periodi precedenti il raddoppio dei termini, qualificandolo come disciplina procedimentale, e ha escluso che la clausola di specialità relativa ai documenti acquisiti mediante assistenza giudiziaria penale ne impedisse l’impiego tributario. Giudicata inoltre inammissibile la richiesta di rivalutare la causale di un versamento, la Corte ha respinto il ricorso e confermato l’esito favorevole all’Amministrazione.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Estero
  • IRPEF
N. 8452

Cassazione, sentenza n. 8452 del 31/03/2025

Processo tributario - Utilizzazione delle prove

La ripresa IRPEF derivava da disponibilità finanziarie detenute a San Marino e non indicate nel quadro RW per il 2005, provate mediante documenti acquisiti originariamente in sede penale. La Cassazione ha ritenuto che tali disponibilità e i relativi incrementi potessero fondare una presunzione semplice di maggior reddito, non contrastata da spiegazioni sulla provenienza delle somme. Ha inoltre escluso un generale divieto tributario di utilizzare prove irritualmente acquisite, distinguendo l’accertamento fiscale dal processo penale; le contestazioni esaminate sono state dichiarate infondate o inammissibili.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Estero
  • IRPEF
N. 8451

Cassazione, sentenza n. 8451 del 31/03/2025

Sentenza n. 8451 del 31/03/2025

Una società contestava il recupero IRES della svalutazione forfetaria di crediti il cui rischio d’insolvenza era stato trasferito mediante una cartolarizzazione sintetica, oltre alle relative sanzioni. Pur riconoscendo la tempestività dell’appello incidentale erroneamente dichiarato tardivo dal giudice regionale, la Cassazione ha deciso la questione senza rinvio: la garanzia rilevante comprende anche forme diverse dal contratto assicurativo quando eliminano il rischio d’inadempimento. Esclusa inoltre un’obiettiva incertezza normativa idonea a disapplicare le sanzioni, la Corte ha rigettato il ricorso.

N. 8292

Cassazione, sentenza n. 8292 del 29/03/2025

Sentenza n. 8292 del 29/03/2025

La controversia riguardava il recupero IRES e IVA relativo a fatture per acquisti di tessuti ritenute riferibili a un’operazione inesistente, con conseguente imputazione ai soci degli asseriti utili extracontabili. La Cassazione ha rilevato che il giudice regionale aveva sovrapposto, con motivazione apparente e contraddittoria, inesistenza dell’operazione ed elusione, sebbene quest’ultima non fosse stata contestata nell’avviso; la comunanza dei soci tra venditrice e acquirente non dimostrava da sola la fittizietà. Accolte anche le doglianze del socio che si dichiarava mero intestatario fiduciario, la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • Società di capitali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8291

Cassazione, sentenza n. 8291 del 29/03/2025

Sentenza n. 8291 del 29/03/2025

L’Amministrazione aveva disconosciuto parte dei canoni di locazione dedotti e dell’IVA detratta per il 2009, qualificando come abusiva l’operazione seguita dalla rinuncia del socio a una quota del credito. La Cassazione ha attribuito efficacia esterna al giudicato formatosi per il 2010 tra le stesse parti, poiché riguardava il medesimo rapporto locativo e aveva escluso, sui comuni presupposti permanenti, il carattere elusivo e antieconomico del canone. Ha quindi accolto il ricorso, cassato la sentenza e, decidendo nel merito, annullato l’atto impositivo.

N. 8287

Cassazione, ordinanza n. 8287 del 29/03/2025

Ordinanza n. 8287 del 29/03/2025

L’atto di recupero riguardava un credito d’imposta per ricerca e sviluppo maturato e dichiarato nel 2008, ma utilizzato in compensazione nel 2011 senza essere nuovamente indicato nella dichiarazione di tale anno. La Cassazione ha stabilito che il credito doveva essere esposto nella dichiarazione dell’esercizio in cui erano stati sostenuti i costi agevolati, non necessariamente in quella dell’utilizzo; l’omissione contestata aveva quindi natura formale e non rendeva inesistente il credito. Poiché operava il termine ordinario di decadenza, l’atto notificato nel 2018 era tardivo e il ricorso dell’Agenzia è stato rigettato.

  • Ricerca e Sviluppo
  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8226

Cassazione, sentenza n. 8226 del 28/03/2025

Sentenza n. 8226 del 28/03/2025

Gli accertamenti riguardavano costi per operazioni con imprese di Paesi a fiscalità privilegiata, perdite su crediti e i conseguenti utili extracontabili imputati a un socio. La Cassazione ha precisato che la deduzione richiedeva, oltre all’effettività, la prova dell’attività commerciale effettiva dell’impresa estera oppure di uno specifico interesse economico, da valutare considerando concretamente condizioni, costi e vincoli dell’operazione; il giudice regionale aveva omesso tale esame per alcuni servizi di trasporto, mentre la documentazione relativa all’acquisto di cereali non bastava. I ricorsi riuniti sono stati definiti con cassazione parziale e rinvio.

  • IRES
  • Imprese
  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8195

Cassazione, sentenza n. 8195 del 28/03/2025

Sentenza n. 8195 del 28/03/2025

La lite concerneva una cartella TARSU relativa a un immobile alberghiero, rispetto alla quale contribuente e Comune avevano proposto impugnazioni contrapposte dopo la riduzione dell’aumento tariffario disposta nei gradi di merito. Durante il giudizio di cassazione la contribuente ha aderito alla rottamazione-quater e ha documentato il pagamento integrale dell’importo previsto dal piano. Verificato il perfezionamento della definizione agevolata, la Corte ha dichiarato estinti i procedimenti riuniti per cessazione della materia del contendere, lasciando le spese a carico di chi le aveva anticipate.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Pace Fiscale
  • Rottamazione quater
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 7979

Cassazione, sentenza n. 7979 del 26/03/2025

Sentenza n. 7979 del 26/03/2025

Il contribuente aveva chiesto l’annullamento in autotutela di atti impositivi ormai definitivi, invocando una successiva assoluzione penale; la CTR aveva ritenuto tale pronuncia sufficiente a integrare l’interesse pubblico alla rimozione. La Cassazione ha affermato che l’autotutela richiede una valutazione discrezionale dell’interesse generale e incontra un limite nel giudicato tributario di merito favorevole all’Amministrazione, posto a tutela della certezza dei rapporti giuridici. Accolto il motivo dell’Agenzia, ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, rigettato il ricorso originario.

  • Autotutela
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
N. 8044

Cassazione, sentenza n. 8044 del 26/03/2025

Giudicato penale - Ricorso inammissibile

La controversia riguardava il recupero dell’IVA detratta su fatture ritenute relative a operazioni inesistenti, confermato in appello sulla base delle dichiarazioni degli emittenti e dei riscontri finanziari. La Cassazione ha dichiarato inammissibile l’unico motivo, formulato cumulativamente e privo della necessaria precisione e autosufficienza, rilevando che la motivazione della decisione impugnata superava il minimo costituzionale. Di conseguenza, non ha potuto valutare in favore del contribuente il successivo giudicato penale assolutorio ai sensi dell’art. 21-bis del D.Lgs. n. 74/2000.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 8042

Cassazione, sentenza n. 8042 del 26/03/2025

Sentenza n. 8042 del 26/03/2025

L’accertamento recuperava imposte dirette e IVA per il 2004, contestando fatture riferite a operazioni oggettivamente o soggettivamente inesistenti nell’ambito di una frode carosello; il primo giudice aveva ravvisato la decadenza, mentre la CTR aveva accolto l’appello dell’Ufficio. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il primo motivo, con cui la società sosteneva che l’appello riguardasse soltanto il 2003, poiché il ricorso non riproduceva le parti dell’atto necessarie a smentire la valutazione della CTR. Il testo fornito non riporta la decisione sugli altri motivi né l’esito complessivo.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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