Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 15088

Cassazione, sentenza n. 15088 del 12/05/2022

Sentenza n. 15088 del 12/05/2022

L’Agenzia delle entrate aveva recuperato a IRPEF la somma corrisposta in via transattiva a una dirigente sanitaria per il danno derivante dalla mancata attivazione di programmi e obiettivi incentivanti; la CTR l’aveva considerata risarcimento non imponibile per perdita di chance professionale. La Cassazione ha distinto le somme sostitutive di redditi perduti, imponibili, dal ristoro del danno emergente e ha confermato che il criterio retributivo usato per quantificare il risarcimento non ne modifica il titolo. Il ricorso erariale è stato rigettato, con condanna dell’Agenzia alle spese.

N. 15067

Cassazione, sentenza n. 15067 del 12/05/2022

Sentenza n. 15067 del 12/05/2022

La controversia riguardava la non imponibilità IVA di esportazioni dirette, che la contribuente sosteneva di avere dimostrato mediante documenti di trasporto, contabili bancarie e dichiarazioni degli acquirenti. La Corte ha ritenuto necessaria una prova certa dell’uscita dei beni dall’Unione, proveniente dall’autorità doganale o da altra amministrazione pubblica, reputando insufficiente la documentazione privata priva di vidimazione; ha inoltre escluso i denunciati vizi istruttori e motivazionali. Ha tuttavia cassato la sentenza limitatamente all’applicazione della disciplina sanzionatoria sopravvenuta più favorevole, rinviando alla CTR in diversa composizione.

  • IVA
  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Sanzioni
N. 15060

Cassazione, sentenza n. 15060 del 12/05/2022

Sentenza n. 15060 del 12/05/2022

L’accertamento recuperava l’IVA su cessioni dichiarate non imponibili come esportazioni, la cui effettiva uscita dall’Unione era stata documentata dalla contribuente soltanto con atti di origine privata. La Cassazione ha confermato che occorre una prova certa e incontrovertibile di fonte pubblica, oppure documenti commerciali muniti di vidimazione doganale, e ha respinto le doglianze sulla prova e sui poteri istruttori del giudice. La decisione è stata però cassata, nei limiti del trattamento sanzionatorio sopravvenuto più favorevole, con rinvio alla CTR del Piemonte.

  • IVA
  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Sanzioni
N. 15042

Cassazione, sentenza n. 15042 del 11/05/2022

Sentenza n. 15042 del 11/05/2022

La lite concerneva un accertamento IVA integrativo relativo alla detrazione operata nell’ambito di una permuta con un ente che l’Ufficio riteneva privo della soggettività passiva. Poiché il controllo era stato svolto “a tavolino”, la Corte ha escluso l’applicabilità delle garanzie previste per accessi e verifiche nei locali; per l’IVA, la violazione del contraddittorio richiedeva inoltre una concreta prova di resistenza, non fornita. Rilevata anche l’omessa motivazione della CTR su motivazione dell’atto, allegati e presupposti dell’integrazione, ha cassato con rinvio; il ricorso incidentale è stato dichiarato inammissibile.

N. 14893

Cassazione, sentenza n. 14893 del 11/05/2022

Sentenza n. 14893 del 11/05/2022

L’accertamento contestava a una società fallita il ruolo di soggetto fittiziamente interposto in operazioni immobiliari, con recupero dell’IVA detratta e di costi dedotti; parallelamente, una successiva sentenza aveva accolto la revocazione della decisione d’appello. La Cassazione ha annullato quest’ultima perché il preteso errore riguardava un punto controverso, non revocabile come errore di fatto. Esaminata la decisione originaria, ha confermato il diniego della detrazione per operazioni non effettivamente realizzate tra le parti apparenti e ha accolto la censura dell’Ufficio per omessa pronuncia su costi riferiti a due fatture, mentre il testo fornito non riporta l’esito degli ulteriori motivi incidentali.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Procedure concorsuali
  • Immobili
N. 14889

Cassazione, sentenza n. 14889 del 11/05/2022

Sentenza n. 14889 del 11/05/2022

L’accertamento riguardava maggiori ricavi, costi per servizi, IVA detratta, sopravvenienze e una nota di credito. La Corte ha precisato che la partecipazione attiva del contribuente alla scelta del campione utilizzato per determinare il ricarico, senza contestazioni, equivale ad accettazione delle operazioni di verifica, diversamente dalla mera presenza silente. Ha inoltre giudicato apparente la motivazione della CTR sull’imputazione temporale delle sopravvenienze e sulla nota di credito; il dispositivo ha accolto il secondo e il terzo motivo dell’Ufficio, rigettato il primo e il ricorso incidentale, cassando con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Contabilità e Bilancio
  • Processo tributario
N. 14841

Cassazione, sentenza n. 14841 del 10/05/2022

Sentenza n. 14841 del 10/05/2022

La controversia riguardava un accertamento analitico-induttivo fondato sull’antieconomicità della gestione di un’attività di ristorazione, con recuperi IRES, IRAP e IVA. La Corte ha escluso un obbligo generalizzato di contraddittorio per IRES e IRAP e, quanto all’IVA, ha rilevato che la contribuente non aveva indicato le concrete difese che avrebbe svolto; le garanzie dello Statuto invocate non operavano perché il controllo era stato eseguito “a tavolino”. Le questioni di merito assorbite in primo grado erano inoltre state riproposte tardivamente: il ricorso è stato integralmente rigettato.

N. 14838

Cassazione, sentenza n. 14838 del 10/05/2022

Sentenza n. 14838 del 10/05/2022

La controversia riguardava la tassazione della plusvalenza realizzata nel 2003 mediante cessione di terreni, pervenuti per successione, dopo l’approvazione del piano e la stipula della convenzione di lottizzazione. La Corte ha stabilito che il terreno è lottizzato già con l’autorizzazione del piano, senza che occorra l’esecuzione delle opere di urbanizzazione o l’intento di avvalersi della lottizzazione; il costo rilevante è quindi il valore normale all’inizio del procedimento. Accolto il primo motivo, ha cassato la decisione regionale con rinvio, assorbendo gli altri motivi.

N. 14802

Cassazione, sentenza n. 14802 del 10/05/2022

Sentenza n. 14802 del 10/05/2022

L’accertamento recuperava la tassa di concessione governativa relativa a utenze mobili, mentre i giudici di merito avevano ritenuto liberatorio il pagamento eseguito al gestore nell’ambito di un successivo accordo transattivo. La Corte ha chiarito che l’utente è l’unico soggetto passivo, il gestore è mero incaricato della riscossione e la transazione sul rapporto contrattuale non è opponibile all’Amministrazione né può disporre dell’obbligazione tributaria. Ha quindi accolto il ricorso dell’Agenzia, cassato la sentenza e, decidendo nel merito, respinto il ricorso originario della contribuente.

N. 14795

Cassazione, sentenza n. 14795 del 10/05/2022

Sentenza n. 14795 del 10/05/2022

La società contestava la sanzione applicata per avere compensato nel 2005 crediti IVA oltre il limite annuale allora vigente, sostenendo che si trattasse di violazione meramente formale. La Corte ha invece confermato che il superamento del plafond costituisce violazione sostanziale, equivalente all’omesso versamento del debito non estinto; ha tuttavia ritenuto applicabile ai giudizi pendenti il successivo innalzamento della soglia, più favorevole, entro cui ricadeva la compensazione eseguita. Pur rigettando i motivi proposti, ha cassato la sentenza con rinvio per l’esame dello ius superveniens.

  • IVA
  • Sanzioni
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14794

Cassazione, sentenza n. 14794 del 10/05/2022

Sentenza n. 14794 del 10/05/2022

La controversia concerneva la sanzione per compensazione, nell’anno 2006, di crediti IVA oltre il plafond annuale allora previsto; la contribuente qualificava il superamento come irregolarità formale. La Corte ha ribadito che l’utilizzo eccedente equivale a un omesso versamento e integra una violazione sostanziale, ma ha applicato il regime sopravvenuto più favorevole, poiché l’importo compensato risultava inferiore alla nuova soglia di 700.000 euro. Ha rigettato i motivi di ricorso, cassando tuttavia la decisione regionale con rinvio per il nuovo esame imposto dallo ius superveniens.

  • IVA
  • Sanzioni
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14784

Cassazione, sentenza n. 14784 del 10/05/2022

Sentenza n. 14784 del 10/05/2022

La cartella recava interessi e sanzioni per il tardivo pagamento della tassa di concessione governativa ed era fondata su due avvisi già annullati con sentenze non definitive. L’Agenzia sosteneva che il giudizio sulla cartella dovesse essere sospeso; la Corte ha escluso l’obbligo, precisando che, dopo una pronuncia di merito nella causa pregiudicante, l’eventuale sospensione ha carattere discrezionale e che sui vizi propri della cartella può comunque decidersi autonomamente. Il ricorso è stato pertanto rigettato, restando fermo l’annullamento della cartella disposto dal giudice regionale.

N. 14783

Cassazione, sentenza n. 14783 del 10/05/2022

Sentenza n. 14783 del 10/05/2022

Il giudizio riguardava un avviso per tardivo pagamento della tassa di concessione governativa sulle utenze mobili e le relative sanzioni; l’ente contribuente contestava motivazione, prova del versamento e quantificazione. La Corte ha ritenuto adeguatamente indicati fatture, causale e scadenze, ribadendo che l’utente, non il gestore, è soggetto passivo e risponde del ritardo. Ha però rilevato che il giudice regionale aveva erroneamente confermato l’intera pretesa anziché pronunciarsi sulle sole sanzioni: cassata la sentenza, ha deciso nel merito dichiarandole dovute per 28.245 euro.

  • Sanzioni
  • Accertamento fiscale
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14777

Cassazione, sentenza n. 14777 del 10/05/2022

Sentenza n. 14777 del 10/05/2022

L’Agenzia impugnava la dichiarazione d’inammissibilità dell’appello proposto dall’agente della riscossione contro l’annullamento di due intimazioni relative a cartelle per imposte e sanzioni. La Corte ha rilevato che un precedente giudizio di legittimità aveva già accolto il ricorso dell’agente contro la medesima sentenza regionale, riconoscendo l’ammissibilità di quell’appello. Essendo così venuto meno, dopo la proposizione del ricorso, l’interesse dell’Agenzia a ottenere una nuova decisione sulla stessa statuizione, il ricorso è stato dichiarato inammissibile e le spese compensate.

N. 14776

Cassazione, sentenza n. 14776 del 10/05/2022

Sentenza n. 14776 del 10/05/2022

Gli avvisi contestavano obblighi IVA derivanti da un’operazione immobiliare che l’Ufficio riconduceva a una società di fatto; la Commissione tributaria centrale aveva condiviso tale ricostruzione, riformando la decisione favorevole alle contribuenti. La Corte non ha esaminato il merito fiscale, poiché ha accertato che l’impugnazione dinanzi alla Commissione centrale non era mai pervenuta a una delle destinatarie, rimasta non costituita, e che il giudice avrebbe dovuto ordinarne la rinnovazione. Accolto il relativo motivo, ha dichiarato nulla la sentenza e rinviato alla Commissione tributaria regionale.

  • IVA
  • Società di persone
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14691

Cassazione, sentenza n. 14691 del 10/05/2022

Sentenza n. 14691 del 10/05/2022

Un Comune chiedeva il rimborso della tassa di concessione governativa versata sulle utenze mobili dal 2006 al primo bimestre 2009, sostenendo che la liberalizzazione delle comunicazioni avesse eliminato il presupposto del tributo. La Corte ha confermato che l’abrogazione della precedente disciplina non ha soppresso la tassa: il contratto di abbonamento sostituisce la licenza, il prelievo è dovuto anche dagli enti locali e non contrasta con le direttive europee richiamate. Ritenute infondate anche le questioni costituzionali prospettate, ha rigettato il ricorso.

  • Imposte indirette
  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14690

Cassazione, sentenza n. 14690 del 10/05/2022

Sentenza n. 14690 del 10/05/2022

Un Comune domandava il rimborso della tassa di concessione governativa corrisposta dal 2009 al 2012 per utenze mobili in abbonamento, assumendo che il relativo presupposto fosse venuto meno con la liberalizzazione del settore. La Corte ha ribadito che l’abrogazione della precedente norma sulle licenze non ha eliminato il tributo, poiché la disciplina successiva ne conserva il fondamento e il contratto di abbonamento sostituisce la licenza; ha inoltre escluso il contrasto con il diritto europeo. Poiché la decisione regionale si era uniformata a tali principi, il ricorso è stato rigettato.

  • Imposte indirette
  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14689

Cassazione, sentenza n. 14689 del 10/05/2022

Sentenza n. 14689 del 10/05/2022

La controversia riguardava il rimborso della tassa di concessione governativa versata per utenze di telefonia mobile, ritenuta dalla contribuente non più dovuta per il venir meno del presupposto impositivo. La CTR, riformando il primo grado, aveva invece confermato l’assoggettamento al tributo. In cassazione la società ha rinunciato al ricorso con l’adesione dell’Agenzia delle Entrate: la Corte, senza pronunciarsi sul merito fiscale, ha dichiarato estinto il giudizio, nulla disponendo sulle spese e senza applicare l’ulteriore contributo unificato.

  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14851

Cassazione, sentenza n. 14851 del 10/05/2022

Sentenza n. 14851 del 10/05/2022

L’Ufficio aveva assoggettato a IRPEF la somma corrisposta, in esecuzione di una transazione, a un dirigente sanitario per il danno derivante dalla mancata attivazione del sistema di retribuzione di risultato. La Corte ha distinto le somme che reintegrano redditi non percepiti, imponibili, da quelle che riparano un danno emergente: nel caso esaminato, il giudice del lavoro aveva qualificato il pregiudizio come perdita di chance di accrescimento professionale. Ha quindi reputato infondata la censura erariale, precisando che il criterio retributivo impiegato per quantificare il risarcimento non ne muta la natura.

  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 14850

Cassazione, sentenza n. 14850 del 10/05/2022

Sentenza n. 14850 del 10/05/2022

Dopo la domanda di definizione agevolata della controversia su un accertamento IRES e IRAP, la Cassazione aveva dichiarato estinto il processo con decreto presidenziale; la contribuente ne chiedeva la revoca per ottenere una nuova pronuncia di estinzione. La Corte ha rilevato che l’adesione alla definizione è rilevabile d’ufficio per il rilievo pubblicistico del rapporto tributario. Mancando un’utilità sostanziale nella sostituzione di una declaratoria di estinzione con un’altra identica, ha dichiarato inammissibile l’istanza di trattazione, confermato il decreto e compensato le spese.

  • Pace Fiscale
  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • IRES
  • IRAP

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