Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 14851

Cassazione, sentenza n. 14851 del 10/05/2022

Sentenza n. 14851 del 10/05/2022

L’Ufficio aveva assoggettato a IRPEF la somma corrisposta, in esecuzione di una transazione, a un dirigente sanitario per il danno derivante dalla mancata attivazione del sistema di retribuzione di risultato. La Corte ha distinto le somme che reintegrano redditi non percepiti, imponibili, da quelle che riparano un danno emergente: nel caso esaminato, il giudice del lavoro aveva qualificato il pregiudizio come perdita di chance di accrescimento professionale. Ha quindi reputato infondata la censura erariale, precisando che il criterio retributivo impiegato per quantificare il risarcimento non ne muta la natura.

  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 14850

Cassazione, sentenza n. 14850 del 10/05/2022

Sentenza n. 14850 del 10/05/2022

Dopo la domanda di definizione agevolata della controversia su un accertamento IRES e IRAP, la Cassazione aveva dichiarato estinto il processo con decreto presidenziale; la contribuente ne chiedeva la revoca per ottenere una nuova pronuncia di estinzione. La Corte ha rilevato che l’adesione alla definizione è rilevabile d’ufficio per il rilievo pubblicistico del rapporto tributario. Mancando un’utilità sostanziale nella sostituzione di una declaratoria di estinzione con un’altra identica, ha dichiarato inammissibile l’istanza di trattazione, confermato il decreto e compensato le spese.

  • Pace Fiscale
  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • IRES
  • IRAP
N. 14670

Cassazione, sentenza n. 14670 del 9/05/2022

Sentenza n. 14670 del 09/05/2022

La controversia concerneva l’imponibilità IRPEF delle somme riconosciute in via transattiva a dirigenti sanitari per la mancata attivazione degli obiettivi collegati alla retribuzione di risultato; la CTR le aveva considerate redditi di lavoro dipendente. La Cassazione ha ritenuto che il pagamento risarcisse la perdita di chance di crescita professionale e costituisse quindi danno emergente, non reddito imponibile, senza che il criterio retributivo adottato per quantificarlo potesse mutarne il titolo. Respinta la censura sul contraddittorio preventivo, la Corte ha accolto il ricorso e deciso la causa nel merito in favore dei contribuenti.

  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14664

Cassazione, sentenza n. 14664 del 9/05/2022

Sentenza n. 14664 del 09/05/2022

L’Agenzia sosteneva la piena imponibilità IRPEF del risarcimento transattivo riconosciuto a un dirigente sanitario per la mancata attivazione della retribuzione di risultato, mentre la CTR ne aveva tassato soltanto il 50%, distinguendo tra lucro cessante e danno emergente. La Cassazione ha affermato che la perdita di chance professionale costituisce unitariamente danno emergente non imponibile e che il parametro retributivo impiegato per la quantificazione non ne cambia la natura. Tuttavia, in assenza di ricorso incidentale del contribuente, la tassazione parziale era ormai coperta da giudicato; il ricorso dell’Agenzia è stato quindi rigettato.

  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14646

Cassazione, sentenza n. 14646 del 9/05/2022

Sentenza n. 14646 del 09/05/2022

Un avviso aveva recuperato a IRPEF, come reddito di lavoro dipendente, il risarcimento transattivo ricevuto da un dirigente sanitario per la mancata attivazione del sistema di retribuzione di risultato; la CTR aveva accolto l’appello dell’Ufficio. La Cassazione ha escluso l’obbligo di contraddittorio preventivo per l’accertamento svolto a tavolino, ma ha qualificato la somma come ristoro della perdita di chance di accrescimento professionale, ossia danno emergente non imponibile. Ha pertanto accolto il ricorso del contribuente e, non occorrendo ulteriori accertamenti, deciso nel merito accogliendo l’impugnazione originaria.

  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14560

Cassazione, sentenza n. 14560 del 9/05/2022

Sentenza n. 14560 del 09/05/2022

L’Agenzia aveva impugnato la decisione della CTR che escludeva dall’IRPEF il risarcimento transattivo corrisposto a un dirigente sanitario per la perdita di chance derivante dalla mancata attivazione degli obiettivi connessi alla retribuzione di risultato. La Cassazione ha confermato che sono imponibili soltanto le somme risarcitorie sostitutive di redditi perduti, mentre il ristoro della perdita di una possibilità di crescita professionale costituisce danno emergente; il richiamo al contratto collettivo per determinare l’importo non modifica tale qualificazione. Il ricorso dell’Agenzia è stato quindi rigettato, con condanna alle spese.

  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14497

Cassazione, sentenza n. 14497 del 9/05/2022

Sentenza n. 14497 del 09/05/2022

La lite originaria riguardava un accertamento IRPEG e IRAP fondato sulla localizzazione fiscale in Italia di una società estera; la CTR aveva inizialmente respinto l’appello, ma in sede di revocazione aveva annullato sia quella decisione sia l’atto impositivo, valorizzando la cessazione del rappresentante. La Cassazione ha rilevato che la mancata iscrizione della cessazione nel registro delle imprese era pacifica e che la scelta della legge applicabile costituiva un giudizio di diritto, non un errore percettivo revocatorio. Ha quindi accolto il ricorso dell’Agenzia e cassato senza rinvio la decisione, senza esaminare il merito dell’accertamento.

  • Accertamento fiscale
  • IRAP
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14496

Cassazione, sentenza n. 14496 del 9/05/2022

Sentenza n. 14496 del 09/05/2022

La controversia traeva origine da un accertamento IRPEG e ILOR verso una società estera che l’Amministrazione riteneva fiscalmente localizzata in Italia; dopo il rigetto dell’appello, la CTR aveva accolto la revocazione del precedente rappresentante e annullato anche l’avviso. La Cassazione ha osservato che non vi era alcun errore nella percezione della mancata iscrizione della cessazione nel registro delle imprese: la diversa individuazione della legge applicabile integrava invece una valutazione giuridica, estranea alla revocazione per errore di fatto. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la sentenza è stata cassata senza rinvio, senza decisione sul merito tributario.

  • Accertamento fiscale
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14495

Cassazione, sentenza n. 14495 del 9/05/2022

Sentenza n. 14495 del 09/05/2022

L’accertamento recuperava IRPEG e IRAP nei confronti di una società estera ritenuta fiscalmente localizzata in Italia; la CTR, dopo avere respinto l’appello, aveva accolto la successiva revocazione del precedente rappresentante, annullando la decisione e l’atto impositivo. Secondo la Cassazione, la mancata iscrizione della cessazione nel registro delle imprese non era stata erroneamente percepita: la CTR aveva piuttosto modificato la valutazione circa l’ordinamento applicabile, compiendo un giudizio di diritto non consentito nella revocazione per errore di fatto. La Corte ha accolto il ricorso dell’Agenzia e cassato senza rinvio, assorbendo gli altri motivi.

  • Accertamento fiscale
  • IRAP
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14494

Cassazione, sentenza n. 14494 del 9/05/2022

Sentenza n. 14494 del 09/05/2022

La controversia riguardava la revocazione della sentenza che aveva confermato un accertamento IRPEG e IRAP verso una società estera, notificato a chi ne era stato rappresentante. La Cassazione ha chiarito che stabilire quale legge nazionale disciplini la cessazione dei poteri rappresentativi costituisce una valutazione giuridica, non un errore percettivo revocatorio, essendo pacifica la mancata iscrizione nel registro italiano. Ha quindi accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, cassando senza rinvio la decisione di revocazione e assorbendo gli altri motivi.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
  • Estero
N. 14493

Cassazione, sentenza n. 14493 del 9/05/2022

Sentenza n. 14493 del 09/05/2022

Gli accertamenti contestavano minusvalenze e ammortamenti indeducibili, abuso del diritto, detrazioni IVA relative a operazioni ritenute parzialmente inesistenti e utili occulti attribuiti al socio. La Cassazione ha richiamato il riparto probatorio secondo cui l’Ufficio deve offrire elementi, anche indiziari, dell’inesistenza delle operazioni, mentre al contribuente compete dimostrarne l’effettività. Ha accolto il secondo, terzo e quarto motivo della società principale, decidendo nel merito nei limiti della motivazione, ma ha respinto le restanti censure degli altri ricorrenti.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Contenzioso
  • Società di capitali
N. 14488

Cassazione, sentenza n. 14488 del 9/05/2022

Sentenza n. 14488 del 09/05/2022

Dopo l’annullamento definitivo delle ingiunzioni rivolte personalmente all’amministratore e liquidatore di una società cancellata, questi chiedeva il rimborso delle somme versate durante il contenzioso, sostenendo il carattere personale e non spontaneo del pagamento. La Cassazione ha ritenuto adeguatamente motivato l’accertamento del giudice di rinvio secondo cui il versamento era stato richiesto ed eseguito per conto della società; la quietanza del concessionario valeva come semplice indizio, non come confessione. Il ricorso è stato integralmente rigettato, con compensazione delle spese.

  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IVA
  • Società
N. 14676

Cassazione, sentenza n. 14676 del 9/05/2022

Sentenza n. 14676 del 09/05/2022

L’Agenzia contestava la decisione della CTR che aveva escluso i presupposti dell’accertamento analitico-induttivo dei ricavi, nonostante incongruenze nei risultati di gestione, nelle registrazioni, nella cassa, nelle note di credito e nelle rimanenze. La Cassazione ha ribadito che la parziale inattendibilità contabile consente tale metodo e che, se l’Ufficio riconosce forfetariamente costi non documentati, occorre verificare l’esistenza di uno specifico pregiudizio per il contribuente. Accertata anche l’omessa motivazione sui rilievi IVA, la Corte ha accolto il ricorso, cassato la sentenza e rinviato alla CTR.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14671

Cassazione, sentenza n. 14671 del 9/05/2022

Sentenza n. 14671 del 09/05/2022

Gli avvisi avevano assoggettato a IRPEF, come reddito di lavoro dipendente, somme corrisposte in via transattiva a dirigenti sanitari per la mancata attivazione del sistema di retribuzione di risultato; i giudici di merito avevano confermato la ripresa. La Cassazione ha qualificato il ristoro come danno emergente da perdita di chance di accrescimento professionale, non imponibile, precisando che il riferimento alla retribuzione per quantificarlo non ne muta la natura. Dichiarata inammissibile la censura sul contraddittorio preventivo, la Corte ha accolto il ricorso e, decidendo nel merito, annullato gli avvisi.

  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 14360

Cassazione, sentenza n. 14360 del 6/05/2022

Sentenza n. 14360 del 06/05/2022

Gli atti di recupero disconoscevano crediti IVA dichiarati per il 2000-2002 e applicavano sanzioni; il contribuente contestava anche durata della verifica, annualità condonate, operazioni intracomunitarie e percentuali di ricarico. La Cassazione ha escluso che il superamento dei termini di permanenza renda invalidi gli atti e ha ribadito che il condono elimina debiti, non impedendo la verifica dei crediti esposti. Ha però ravvisato omessa pronuncia ed esame sulle operazioni estere e sui ricarichi, cassando su tali punti con rinvio e rigettando gli altri motivi.

N. 14487

Cassazione, sentenza n. 14487 del 6/05/2022

Sentenza n. 14487 del 06/05/2022

La controversia concerneva un accertamento TARSU 2012 su uno stabilimento industriale e la tassabilità delle superfici produttive di rifiuti speciali smaltiti autonomamente. La Cassazione ha ritenuto ammissibili in appello i documenti nuovi depositati entro venti giorni liberi dall’udienza e sufficiente la motivazione dell’avviso; ha inoltre ribadito che riduzione o esclusione richiedono l’indicazione e la prova, a carico del contribuente, della natura dei rifiuti, delle aree interessate e dell’autosmaltimento. Respinto il primo motivo, ha accolto le ulteriori censure contro la decisione regionale.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Sanzioni
N. 14486

Cassazione, sentenza n. 14486 del 6/05/2022

Sentenza n. 14486 del 06/05/2022

Una società contestava l’accertamento TARSU 2010 relativo allo stabilimento industriale, chiedendo l’esclusione integrale delle superfici produttive di rifiuti speciali e censurando motivazione, mancato contraddittorio e sanzione per omessa denuncia. La Cassazione ha escluso un obbligo generale di contraddittorio per il tributo e affermato che la riduzione presuppone la prova delle aree, della natura dei rifiuti e dell’autosmaltimento; la denuncia resta dovuta anche per consentire tali verifiche. Ha quindi confermato la riduzione del 20% riconosciuta in appello e rigettato il ricorso.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Adempimenti
  • Sanzioni
  • Contenzioso
N. 14482

Cassazione, sentenza n. 14482 del 6/05/2022

Sentenza n. 14482 del 06/05/2022

La società impugnava l’accertamento TARSU 2009 sostenendo l’esenzione totale delle superfici industriali produttrici di rifiuti speciali, oltre alla carenza di motivazione, all’omesso contraddittorio e all’illegittimità della sanzione. La Cassazione ha confermato che la destinazione industriale non basta: il contribuente deve denunciare e provare natura dei rifiuti, delimitazione delle aree e autosmaltimento, mentre l’omessa o incompleta denuncia rinnova annualmente l’obbligo. Ritenuta corretta la riduzione del 20% applicata dal giudice regionale, ha rigettato integralmente il ricorso.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Adempimenti
  • Sanzioni
  • Contenzioso
N. 14475

Cassazione, sentenza n. 14475 del 6/05/2022

Sentenza n. 14475 del 06/05/2022

La controversia riguardava l’accertamento TARSU 2008 su superfici industriali, per le quali la contribuente rivendicava l’esenzione integrale anziché la riduzione del 20% riconosciuta in appello. La Cassazione ha affermato che l’esclusione non discende dalla sola destinazione produttiva, ma richiede denuncia e prova delle specifiche aree, della natura speciale dei rifiuti e dell’autosmaltimento; ha inoltre confermato l’obbligo dichiarativo e la relativa sanzione. Ritenuti infondati anche i rilievi su motivazione e contraddittorio preventivo, ha rigettato il ricorso.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Adempimenti
  • Sanzioni
  • Contenzioso
N. 14363

Cassazione, sentenza n. 14363 del 6/05/2022

Sentenza n. 14363 del 06/05/2022

L’Agenzia delle Entrate aveva rettificato il valore dichiarato per la vendita di un terreno edificabile, liquidando maggiori imposte di registro, ipotecaria e catastale sulla base di stime UTE. La Cassazione ha precisato che tali stime sono perizie di parte da valutare con l’intero quadro probatorio; nella specie il giudice regionale le aveva vagliate criticamente, mentre la perizia di rivalutazione del contribuente fissava soltanto un valore normale minimo e non limitava l’accertamento. Ritenuta ininfluente una produzione documentale tardiva meramente confermativa, ha rigettato il ricorso.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso

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