Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 22294

Cassazione, sentenza n. 22294 del 15/07/2022

Sentenza n. 22294 del 15/07/2022

La controversia concerne la revisione per microzona del classamento di un’abitazione, passata dalla categoria A/4, classe 2, alla categoria A/2, classe 5. La Cassazione afferma che non basta richiamare lo scostamento tra valori di mercato e catastali o generici interventi di riqualificazione: l’avviso deve indicare gli elementi concreti che hanno interessato la microzona e spiegare la loro ricaduta sulla specifica unità immobiliare. Accertata l’insufficienza della motivazione, la Corte cassa la sentenza e, senza ulteriori accertamenti, accoglie nel merito il ricorso originario dei contribuenti.

N. 22293

Cassazione, sentenza n. 22293 del 15/07/2022

Sentenza n. 22293 del 15/07/2022

La controversia riguardava l’applicazione proporzionale delle imposte sulle successioni e donazioni, ipotecaria e catastale all’istituzione e dotazione immobiliare di un trust, ritenuta legittima dai giudici di merito. La Cassazione ha affermato che il vincolo di destinazione, producendo un trasferimento al trustee soltanto formale, temporaneo e strumentale, non realizza un effettivo e stabile incremento patrimoniale e non costituisce autonomo presupposto impositivo; le imposte ipotecaria e catastale sono quindi dovute in misura fissa. Accolto il primo motivo e assorbito il secondo, la Corte ha cassato la sentenza e accolto nel merito il ricorso originario, compensando le spese.

  • Trust
  • Imposte indirette
  • Imposta di registro
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 22292

Cassazione, sentenza n. 22292 del 15/07/2022

Sentenza n. 22292 del 15/07/2022

L’Ufficio aveva riqualificato come costituzione di un diritto di superficie un contratto relativo all’installazione di impianti eolici, applicando imposta di registro e imposte ipotecarie e catastali; i giudici di merito avevano confermato la pretesa. La Cassazione ha rilevato che la motivazione d’appello, limitata a un’affermazione astratta sull’articolo 20 del TUR, non esaminava le specifiche censure, i rapporti contrattuali, la misura dell’imposta e il quadro probatorio, restando sotto il minimo costituzionale. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la sentenza è stata cassata con rinvio alla CTR in diversa composizione.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 22291

Cassazione, sentenza n. 22291 del 15/07/2022

Sentenza n. 22291 del 15/07/2022

La lite concerneva avvisi comunali per omessa denuncia e parziale versamento ICI su fabbricati utilizzati nell’allevamento avicolo, dei quali il contribuente sosteneva la ruralità; la CTR aveva riconosciuto l’esenzione valorizzando anche una domanda catastale del 2010. La Cassazione ha escluso che una domanda anteriore al 14 maggio 2011 potesse beneficiare retroattivamente della disciplina sopravvenuta e ha rilevato che, per immobili non accatastati, la ruralità richiede un accertamento concreto della necessaria strumentalità all’attività agricola. Ha inoltre ravvisato ultrapetizione nelle statuizioni sul potere comunale e sul sopralluogo, accogliendo il primo, terzo e quarto motivo e rinviando alla CTR.

  • IMU
  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 22289

Cassazione, sentenza n. 22289 del 15/07/2022

Sentenza n. 22289 del 15/07/2022

Una società aveva chiesto il rimborso della tassa di concessione governativa versata sugli abbonamenti di telefonia mobile, contestandone il presupposto e la compatibilità costituzionale ed europea; i giudici di merito avevano respinto la domanda. In prossimità dell’udienza la ricorrente ha rinunciato, ma l’atto non era stato notificato né accettato dall’Agenzia delle Entrate e non poteva quindi estinguere il processo. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuto difetto d’interesse, ponendo le spese a carico della ricorrente ed escludendo l’ulteriore contributo unificato.

  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 22288

Cassazione, sentenza n. 22288 del 15/07/2022

Sentenza n. 22288 del 15/07/2022

La controversia nasceva dal silenzio-rifiuto sull’istanza di rimborso della tassa di concessione governativa pagata per abbonamenti di telefonia mobile, la cui debenza era stata confermata nei due gradi di merito. La contribuente ha successivamente dichiarato di rinunciare al ricorso, senza tuttavia notificare l’atto all’Agenzia delle Entrate né ottenerne l’accettazione: la rinuncia non poteva pertanto determinare l’estinzione. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza d’interesse, condannando la ricorrente alle spese ed escludendo il raddoppio del contributo unificato.

  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 22281

Cassazione, sentenza n. 22281 del 14/07/2022

Riscossione - Cartella di pagamento - Interessi per ritardato pagamento.

La cartella, emessa dopo un avviso di liquidazione ormai definito, richiedeva imposte di registro e ipocatastali nonché gli interessi maturati; i contribuenti ne contestavano la motivazione, priva del dettaglio dei tassi e dei calcoli. Le Sezioni Unite hanno chiarito che, quando il debito tributario e i relativi interessi siano già determinati da un precedente atto, basta richiamarlo e quantificare gli ulteriori accessori; soltanto se la cartella reclama gli interessi per la prima volta deve indicarne base normativa o natura e decorrenza, non anche i singoli saggi o le modalità di calcolo. Ritenuta adeguata la cartella esaminata, la Corte ha rigettato il ricorso.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Imposta di registro
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 22278

Cassazione, sentenza n. 22278 del 14/07/2022

Sentenza n. 22278 del 14/07/2022

L’Agenzia delle Entrate contestava il rimborso della ritenuta applicata ai dividendi distribuiti da una società italiana a una società tedesca, sostenendo che occorresse provare l’effettiva tassazione in Germania e l’idoneità dell’istanza a formare il silenzio-rifiuto. La Cassazione ha precisato che il regime invocato richiede la soggezione della società estera a una delle imposte previste, non la dimostrazione di un concreto prelievo sui dividendi; la CTR aveva inoltre accertato documentalmente percezione, qualità di beneficiaria effettiva e inclusione nei redditi dichiarati. Il motivo sull’istanza è stato dichiarato inammissibile e quello sulla tassazione infondato, confermando l’esito favorevole alla contribuente.

N. 22271

Cassazione, sentenza n. 22271 del 14/07/2022

Sentenza n. 22271 del 14/07/2022

Un fondo d’investimento tedesco chiedeva il rimborso, integrale o parziale, della ritenuta del 15 per cento sui dividendi italiani, denunciando un trattamento deteriore rispetto ai fondi nazionali; i giudici di merito avevano escluso la discriminazione, presumendo la coerenza della convenzione bilaterale e richiedendo la prova del carico fiscale complessivo. La Cassazione ha affermato che la convenzione contro le doppie imposizioni non garantisce di per sé la conformità alla libera circolazione dei capitali e che basta l’astratta assoggettabilità a imposta nello Stato di residenza, senza prova del prelievo effettivo. Ha accolto il primo motivo, assorbendo la questione pregiudiziale e il secondo motivo.

N. 22268

Cassazione, sentenza n. 22268 del 14/07/2022

Sentenza n. 22268 del 14/07/2022

Il gestore di un fondo tedesco aveva domandato il rimborso della ritenuta del 15 per cento sui dividendi di partecipazioni italiane, lamentando la disparità rispetto a un fondo italiano; la CTR aveva respinto la richiesta perché i sistemi fiscali non sarebbero stati comparabili e mancava la prova dell’imposizione tedesca. La Cassazione ha escluso che una convenzione bilaterale renda automaticamente il trattamento conforme alla libera circolazione dei capitali: la discriminazione va verificata anche negli effetti sugli investitori finali e non richiede la prova di un’effettiva tassazione nello Stato di residenza. Il primo motivo è stato accolto, con assorbimento della richiesta pregiudiziale e del secondo motivo.

N. 22263

Cassazione, sentenza n. 22263 del 14/07/2022

Sentenza n. 22263 del 14/07/2022

La controversia riguardava il diniego di rimborso della ritenuta del 15 per cento applicata ai dividendi percepiti da un fondo tedesco con partecipazioni in società italiane; la CTR aveva negato la discriminazione rispetto ai fondi nazionali, valorizzando la convenzione Italia-Germania e l’assenza di prova sul carico tributario tedesco. La Cassazione ha chiarito che la disciplina convenzionale contro la doppia imposizione non esclude automaticamente una restrizione alla libera circolazione dei capitali e che è sufficiente dimostrare l’astratta assoggettabilità a imposta nel Paese di residenza. Ha pertanto accolto il primo motivo, assorbendo la domanda di rinvio pregiudiziale e la censura per omessa pronuncia.

N. 22142

Cassazione, sentenza n. 22142 del 13/07/2022

Sentenza n. 22142 del 13/07/2022

La controversia riguardava il recupero di IRPEG, IRAP e IVA nei confronti di un’associazione ritenuta prevalentemente dedita ad attività commerciale, in particolare alla somministrazione a pagamento di cibi e bevande. La Cassazione ha distinto la qualifica dell’ente dalla natura delle singole attività, precisando che il servizio di bar di un circolo culturale, anche se rivolto ai soci, non è decommercializzato quando estraneo alle finalità istituzionali; ha inoltre ravvisato una pronuncia implicita sul regime agevolato invocato. Il ricorso è stato integralmente rigettato.

  • Enti terzo settore
  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRAP
  • IRES
  • Processo tributario
N. 22068

Cassazione, sentenza n. 22068 del 12/07/2022

Sentenza n. 22068 del 12/07/2022

La società contestava il recupero di costi relativi a merci provenienti da Hong Kong e l’inutilizzabilità dei documenti prodotti soltanto nel giudizio tributario. La Cassazione ha affermato che la mancata trasmissione dei documenti richiesti dall’Amministrazione ne preclude l’utilizzo processuale, salvo prova di una causa di forza maggiore, non integrata dal generico richiamo a un disguido interno; ha inoltre ritenuto non specificamente censurata la quantificazione fondata sulle bollette doganali. Il ricorso è stato rigettato, restando confermata l’intera ripresa ai fini IRES e IRAP.

  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • IRES
  • IRAP
  • Estero
N. 22062

Cassazione, sentenza n. 22062 del 12/07/2022

Sentenza n. 22062 del 12/07/2022

Una società interamente partecipata da un Comune chiedeva il rimborso della maggiore IRAP, sostenendo l’applicabilità delle deduzioni per il cuneo fiscale alle diverse attività affidatele. La Cassazione ha escluso che la natura in house e l’affidamento diretto bastino, da soli, a configurare una concessione: occorre verificare per ciascun servizio la natura del rapporto, l’appartenenza ai settori indicati dalla legge e l’esistenza di una tariffa commisurata anche al costo dell’IRAP. Accolti tre motivi, la sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.

  • IRAP
  • Agevolazioni Fiscali
  • Società di capitali
  • Processo tributario
N. 22045

Cassazione, sentenza n. 22045 del 12/07/2022

Sentenza n. 22045 del 12/07/2022

L’Agenzia delle Entrate impugnava l’annullamento di un accertamento sintetico emesso verso una contribuente iscritta all’AIRE, contestando le conclusioni dei giudici di merito sulla notificazione dell’atto e sulla competenza territoriale dell’ufficio. La Cassazione non ha esaminato tali questioni: dopo aver disposto la rinnovazione della notifica del ricorso agli eredi, ha rilevato la mancata produzione dell’avviso di ricevimento nei confronti di uno dei destinatari e l’assenza dei presupposti per un’ulteriore rinnovazione. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile.

  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 22033

Cassazione, sentenza n. 22033 del 12/07/2022

Sentenza n. 22033 del 12/07/2022

La lite originava da un accertamento basato sugli studi di settore, parzialmente ridotto in primo grado e confermato in appello; in Cassazione la contribuente dichiarava di avere aderito alla definizione agevolata della controversia. La documentazione relativa alla definizione non è stata considerata perché non risultava eseguita la notificazione all’Agenzia delle Entrate ordinata dalla Corte, ma l’iniziativa della contribuente è stata valutata come manifestazione di sopravvenuta carenza d’interesse, in assenza di diniego agli atti. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, senza pronuncia sulle spese.

  • Accertamento fiscale
  • Pace Fiscale
  • Processo tributario
N. 22005

Cassazione, sentenza n. 22005 del 12/07/2022

Sentenza n. 22005 del 12/07/2022

La controversia riguardava il rimborso delle ritenute applicate al capitale liquidato da una forma di previdenza integrativa aziendale a un iscritto anteriore al 1993. La Cassazione ha ribadito che l’aliquota del 12,5% riguarda, per gli importi maturati sino al 2000, soltanto il rendimento netto derivante dall’effettivo investimento sul mercato del capitale accantonato, non la semplice differenza tra contributi versati e somma erogata; il giudice di rinvio non si era attenuto a tale principio. La sentenza è stata cassata e, senza ulteriori accertamenti, l’originaria domanda di rimborso è stata rigettata.

N. 22001

Cassazione, sentenza n. 22001 del 12/07/2022

Sentenza n. 22001 del 12/07/2022

Nel giudizio di rinvio relativo a maggiori ricavi e costi contestati per il 1997, la Commissione regionale aveva accolto l’appello dell’Ufficio limitatamente ai ricavi, valorizzando accertamenti riguardanti il 1999. La Cassazione ha chiarito che la riassunzione conserva le originarie posizioni processuali anche se una parte resta contumace e che l’assoluzione penale non vincola automaticamente il giudice tributario; ha però rilevato l’assenza di motivazione sugli elementi che consentivano di estendere al 1997 le risultanze del 1999. Il ricorso è stato accolto su tale profilo, con cassazione e rinvio.

N. 21960

Cassazione, ordinanza n. 21960 del 12/07/2022

Accertamento - Professionista abusivo - Redditi soggetti a tassazione.

Gli accertamenti per imposte dirette e IVA derivavano da indagini bancarie sull’attività odontoiatrica esercitata senza il necessario titolo abilitativo. La Cassazione ha qualificato tale attività come illecita e non come libera professione, ritenendo tassabili i relativi proventi e applicabile la presunzione bancaria sia ai versamenti sia ai prelevamenti ingiustificati; per l’IVA, accrediti e addebiti si presumono riferiti all’attività economica, salva prova analitica contraria per ogni movimento. Non essendo stata fornita tale prova, le censure del contribuente sulla ricostruzione dei ricavi sono state respinte.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRPEF
  • Professionisti
N. 21956

Cassazione, sentenza n. 21956 del 12/07/2022

Sentenza n. 21956 del 12/07/2022

La contribuente impugnava sei accertamenti TARSU/TIA, contestando superficie imponibile, riduzione per unico occupante, sanzioni e decadenza del Comune. La Cassazione ha ritenuto legittimo determinare la superficie mediante dati catastali, assumendo come soglia l’80%, e ha confermato che la riduzione per unico occupante richiede la denuncia del contribuente; ha però rilevato che, alla data della notifica, il termine quinquennale era scaduto per il solo 2006. La sentenza è stata cassata limitatamente a tale annualità, il relativo avviso è stato annullato e gli altri sono rimasti confermati.

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  • Sanzioni

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