Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 23540

Cassazione, sentenza n. 23540 del 27/07/2022

Sentenza n. 23540 del 27/07/2022

La società aveva chiesto la definizione agevolata della controversia relativa a una cartella emessa dopo controllo automatizzato, con cui l’Agenzia aveva ridotto crediti d’imposta dichiarati; l’istanza era stata respinta qualificando la cartella come mero atto di riscossione. La Cassazione ha invece riconosciuto natura impositiva alla cartella, poiché costituiva il primo e unico atto recante la pretesa determinata nell’an e nel quantum, rendendo definibile la lite. Accolto il ricorso contro il diniego, la Corte ha dichiarato estinto il giudizio per il perfezionamento della definizione agevolata.

  • Pace Fiscale
  • Riscossione
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 23536

Cassazione, sentenza n. 23536 del 27/07/2022

Sentenza n. 23536 del 27/07/2022

La controversia riguardava un avviso di accertamento IRES, IRAP e IVA notificato all’ex liquidatore e socio unico di una società cancellata, che la CTR aveva annullato anche perché riteneva intervenuta una rinuncia dell’Ufficio. La Cassazione ha giudicato inammissibili o infondate le censure sulla specificità dell’appello, sulla motivazione e sull’asserito errore relativo alla rinuncia; il consolidamento di tale autonoma ragione decisoria ha reso priva d’interesse la questione sulla notificazione alla persona fisica. Il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è stato quindi rigettato, con condanna alle spese.

  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Società di capitali
N. 23526

Cassazione, sentenza n. 23526 del 27/07/2022

Sentenza n. 23526 del 27/07/2022

La controversia verteva sulla responsabilità solidale del rappresentante doganale indiretto per l’IVA all’importazione, indebitamente assolta mediante reverse charge, e per le relative sanzioni. Adeguandosi alla richiamata pronuncia della Corte di giustizia UE, la Cassazione ha affermato che tale IVA non rientra nell’obbligazione doganale e che, in assenza di una disposizione nazionale esplicita e inequivoca, del mancato pagamento risponde soltanto l’importatore. Il ricorso dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli è stato rigettato; le spese sono state compensate in ragione del mutamento interpretativo.

N. 23389

Cassazione, sentenza n. 23389 del 26/07/2022

Sentenza n. 23389 del 26/07/2022

Gli ex soci di una cooperativa cessata contestavano un accertamento fondato sulle movimentazioni dei conti societari e personali della legale rappresentante, deducendo anche carenza di contraddittorio e mancato riconoscimento forfetario dei costi. La Cassazione ha ritenuto sufficiente, nelle indagini bancarie, la presunzione ricavata dai conti, superabile soltanto con prova analitica delle singole operazioni; nell’accertamento analitico-induttivo spetta inoltre al contribuente dimostrare i costi deducibili. Escluso un obbligo generale di contraddittorio per i tributi non armonizzati oggetto dell’indagine a tavolino, il ricorso è stato rigettato con condanna alle spese.

N. 23384

Cassazione, sentenza n. 23384 del 26/07/2022

Sentenza n. 23384 del 26/07/2022

La lite concerneva accertamenti IRES e IRAP relativi a tre annualità, basati su indagini bancarie riguardanti una cooperativa e i conti personali della sua legale rappresentante, dei quali era stata rilevata la commistione. La Cassazione ha ribadito che il contribuente deve giustificare analiticamente ogni movimentazione e, trattandosi di accertamento analitico-induttivo, provare anche i costi deducibili, senza riconoscimento forfetario da parte dell’Ufficio. Ha inoltre escluso l’obbligo di contraddittorio preventivo per le indagini a tavolino sui tributi considerati e ha rigettato il ricorso, condannando i ricorrenti alle spese.

N. 23379

Cassazione, sentenza n. 23379 del 26/07/2022

Sentenza n. 23379 del 26/07/2022

Il contribuente chiedeva l’ottemperanza del giudicato che aveva riconosciuto il rimborso di IRPEF e ILOR versate in relazione al sisma siciliano del 1990; il giudice adito aveva negato l’esecuzione per mancata prova della compatibilità del beneficio con i limiti europei sugli aiuti di Stato. La Cassazione ha escluso la motivazione apparente e affermato che il giudice dell’ottemperanza può precisare gli obblighi derivanti dal giudicato e verificare i presupposti indispensabili del rimborso, tenendo conto dell’ingiunzione europea di sospensione. Il testo fornito non riporta però il dispositivo né l’esito complessivo del ricorso.

N. 23292

Cassazione, ordinanza n. 23292 del 26/07/2022

Ordinanza n. 23292 del 26/07/2022

Il contribuente aveva chiesto il rimborso della maggiore imposta di registro versata per un immobile acquistato all’asta, sostenendo di possedere i requisiti dell’agevolazione prima casa; i giudici di merito gli avevano dato ragione valorizzando la destinazione ad abitazione principale. La Cassazione ha precisato che, anche nella vendita forzata, le dichiarazioni richieste per il beneficio devono essere rese prima della registrazione del decreto di trasferimento. Poiché la dichiarazione era intervenuta successivamente, ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, cassato la decisione e rigettato nel merito il ricorso originario.

  • Imposta di registro
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
N. 23231

Cassazione, sentenza n. 23231 del 25/07/2022

Accertamento - Società di capitali - Traslazione del reddito di impresa nei confronti dell'amministratore di fatto.

La controversia riguardava l’imputazione a un gestore di fatto dei redditi, dell’IVA e delle sanzioni riferiti a una società di capitali utilizzata nell’ambito di una frode negli scambi intracomunitari. La Cassazione ha affermato che, provato anche per indizi il totale asservimento della società, il reddito è imputabile al gestore quale effettivo possessore, mentre spetta a quest’ultimo dimostrare l’assenza d’interposizione o di percezione; anche il rapporto di mandato senza rappresentanza rileva ai fini IVA. Le sanzioni attengono al rapporto fiscale dell’interponente, ma il testo fornito non contiene il dispositivo conclusivo.

  • Accertamento fiscale
  • Società di capitali
  • IVA
  • Sanzioni
N. 23224

Cassazione, sentenza n. 23224 del 25/07/2022

Sentenza n. 23224 del 25/07/2022

L’Agenzia delle Entrate chiedeva la revocazione dell’ordinanza che aveva dichiarato inammissibile un precedente ricorso, poiché il controricorso della società, regolarmente depositato, era stato inserito per errore nel fascicolo di un diverso procedimento. La Cassazione ha riconosciuto l’errore di fatto e, nella fase rescissoria, ha stabilito che l’accertamento definito mediante adesione al processo verbale non è impugnabile, integrabile o modificabile neppure per dedurre perdite pregresse estranee al verbale. Revocata l’ordinanza, ha accolto il primo motivo originario, assorbito il secondo e rinviato alla CTR per un nuovo esame.

N. 23200

Cassazione, ordinanza n. 23200 del 25/07/2022

Imposte sui redditi - Plusvalenza da cessione di immobili e di aziende - l'Amministrazione non può determinarla sulla sola base del valore dichiarato, accertato o definito ai fini dell'imposta di registro.

L’Ufficio aveva accertato una maggiore plusvalenza IRPEF sulla cessione di un terreno edificabile, assumendo come corrispettivo il maggior valore definito dall’acquirente ai fini dell’imposta di registro. La Cassazione ha applicato retroattivamente la norma interpretativa secondo cui tale valore non basta, da solo, a presumere un maggiore prezzo: occorrono ulteriori indizi gravi, precisi e concordanti, restando poi al contribuente la prova contraria. Non emergendo dalla sentenza altri elementi indiziari, il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è stato rigettato, con compensazione delle spese per l’incidenza della normativa sopravvenuta.

  • IRPEF
  • Immobili
  • Imposta di registro
  • Accertamento fiscale
N. 23150

Cassazione, ordinanza n. 23150 del 25/07/2022

Accertamento - Stabile organizzazione - Qualificazione - Residenza.

L’accertamento contestato considerava fiscalmente residente in Italia una società con sede legale in Cina, sostenendo che la direzione effettiva fosse esercitata nel territorio nazionale. La Cassazione ha chiarito che sede legale, sede dell’amministrazione e oggetto principale sono criteri alternativi di collegamento, applicabili anche senza una finalità elusiva; la sede effettiva richiede però una valutazione concreta, analitica e complessiva degli indizi, non una loro mera elencazione. Ritenuta insufficiente e giuridicamente errata la valutazione della CTR, la Corte ha accolto il ricorso, cassato la sentenza e rinviato al giudice regionale in diversa composizione.

N. 23051

Cassazione, sentenza n. 23051 del 25/07/2022

Imposta di Registro - Atto di scissione di società semplice - Imposta in misura fissa.

La controversia riguardava l’imposta di registro applicabile alla scissione totale di una società, con attribuzione di parte del patrimonio a una società semplice: l’Agenzia sosteneva l’aliquota proporzionale, mentre i giudici di merito avevano riconosciuto la misura fissa. Le Sezioni Unite affermano che il requisito dell’attività commerciale o agricola previsto dall’art. 4 della Tariffa riguarda soltanto gli enti diversi dalle società, sicché anche la scissione a favore di una società semplice sconta l’imposta fissa. Il ricorso dell’Agenzia è rigettato, con compensazione delle spese.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Società semplice
  • Operazioni straordinarie
  • Contenzioso
N. 22897

Cassazione, ordinanza n. 22897 del 21/07/2022

Riscossione del diritto annuale della Camera di Commercio - Applicazione dell' art. 2948 n. 4 codice civile - Prescrizione quinquennale.

Il contribuente impugnava un’intimazione relativa al diritto annuale camerale, mentre la Commissione regionale aveva ritenuto applicabile la prescrizione decennale. La Corte qualifica il diritto camerale come tributo periodico, dovuto annualmente per la sola iscrizione dell’impresa nel registro, e applica la prescrizione quinquennale dell’art. 2948, n. 4, c.c.; precisa inoltre che la mancata impugnazione dell’atto di riscossione non converte il termine breve in quello decennale. È accolto il motivo sulla prescrizione, con assorbimento della censura relativa alle sanzioni.

  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Imprese
N. 22911

Cassazione, sentenza n. 22911 del 21/07/2022

Sentenza n. 22911 del 21/07/2022

Una società consolidante contestava il disconoscimento dell’utilizzo in compensazione di un proprio credito IVA, non indicato in dichiarazione come ceduto al consolidato, sostenendo che l’omissione fosse meramente formale. La Corte ritiene sufficiente la motivazione della sentenza d’appello e dichiara inammissibile la censura sostanziale, perché non investiva la decisiva necessità di dare evidenza dichiarativa anche ai crediti propri utilizzati nel perimetro del consolidato e richiedeva una nuova valutazione documentale. Il ricorso è rigettato, con condanna alle spese e applicazione dell’ulteriore contributo unificato.

  • IVA
  • Dichiarazioni
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 22812

Cassazione, sentenza n. 22812 del 20/07/2022

Sentenza n. 22812 del 20/07/2022

La lite concerneva un accertamento IRES e IRAP fondato sull’esistenza, contestata dalla società estera, di una stabile organizzazione in Italia e sulla quantificazione dell’imponibile nel 2% dei corrispettivi, come stabilito dai giudici di merito. La Corte reputa generiche le doglianze sulle comunicazioni istruttorie inviate via fax e considera in parte nuove quelle sulla notificazione all’estero; afferma inoltre che l’impugnazione dell’avviso, accompagnata da difese di merito, sana l’eventuale nullità della notifica per raggiungimento dello scopo. Le relative censure della contribuente sono quindi dichiarate inammissibili o infondate.

  • Accertamento fiscale
  • Estero
  • IRES
  • IRAP
  • Processo tributario
N. 22810

Cassazione, sentenza n. 22810 del 20/07/2022

Sentenza n. 22810 del 20/07/2022

La controversia riguardava maggiori IRES e IRAP attribuite a una società estera sulla base di una stabile organizzazione in Italia, nonché la determinazione dell’imponibile nella misura del 2% dei corrispettivi operata dai giudici di merito. La Corte giudica generiche le contestazioni sulle comunicazioni via fax e in parte nuove quelle sulle modalità di notificazione all’estero; ribadisce inoltre che il ricorso proposto contro l’avviso, con difese sul merito, sana l’eventuale nullità della notifica per raggiungimento dello scopo. Tali motivi della contribuente risultano pertanto inammissibili o manifestamente infondati.

  • Accertamento fiscale
  • Estero
  • IRES
  • IRAP
  • Processo tributario
N. 22727

Cassazione, sentenza n. 22727 del 20/07/2022

IVA - Reverse charge - Operazioni imponibili inesistenti - Sanzioni.

La società chiedeva l’applicazione della sanzione ridotta prevista per irregolarità nel reverse charge, sostenendo che l’IVA sugli acquisti di rottami fosse stata comunque assolta in una successiva operazione. Le Sezioni Unite escludono che la disciplina favorevole valga per operazioni imponibili soggettivamente inesistenti: l’IVA assolta nell’anello successivo non sana il mancato assolvimento né consente la detrazione; escludono anche il cumulo giuridico, trattandosi di plurime violazioni sostanziali. Il ricorso è rigettato e le spese sono compensate.

  • IVA
  • Reverse Charge
  • Sanzioni
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 22681

Cassazione, sentenza n. 22681 del 20/07/2022

Sentenza n. 22681 del 20/07/2022

L’accertamento riguardava IRPEF, IVA e IRAP derivanti da un’attività edilizia qualificata dai giudici di merito come imprenditoriale, con contestazioni anche su autoconsumo, costi, detrazione IVA e termini dell’azione impositiva. La Corte dichiara inammissibile la richiesta di rivalutare la natura occasionale dell’attività e ritiene che il comodato gratuito ai figli di immobili aziendali costituisca destinazione estranea all’impresa, rilevante fiscalmente anche se temporanea. Le ulteriori censure esaminate sui costi e sulla detrazione risultano infondate o inammissibili per difetto di specificità.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • IVA
  • IRAP
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 22680

Cassazione, sentenza n. 22680 del 20/07/2022

Sentenza n. 22680 del 20/07/2022

Il contribuente contestava la dichiarazione d’inammissibilità dell’appello contro un avviso di accertamento e la relativa cartella, sostenendo che i motivi di gravame fossero sufficientemente specifici e che la questione non potesse essere rilevata senza previo contraddittorio. La Corte dichiara inammissibile la prima censura perché il ricorso non riproduceva il contenuto essenziale dell’appello, necessario a verificarne la specificità; esclude inoltre l’obbligo di sollecitare il contraddittorio su una questione esclusivamente giuridica. Il ricorso è rigettato, mentre le altre censure restano assorbite.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Accertamento fiscale
  • Riscossione
N. 22679

Cassazione, sentenza n. 22679 del 20/07/2022

Sentenza n. 22679 del 20/07/2022

Due società contestavano recuperi IRES e IVA relativi a costi e prestazioni ritenuti insufficientemente documentati, oltre al raddoppio dei termini e alle sanzioni; l’Agenzia impugnava invece il riconoscimento in appello di un costo di 500.000 euro. La Corte conferma che il raddoppio richiede l’obbligo di denuncia, non l’accertamento del reato, e che, dinanzi a indizi di inattendibilità delle fatture, spetta al contribuente provare realtà e inerenza delle operazioni. Le censure delle società sono respinte o dichiarate inammissibili, mentre è accolto il motivo dell’Agenzia sulle regole probatorie della deduzione del costo.

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