Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 36233

Cassazione, sentenza n. 36233 del 12/12/2022

Sentenza n. 36233 del 12/12/2022

La controversia concerneva il passaggio catastale di un immobile dalla categoria A/7 alla A/8, disposto dopo una procedura DOCFA di regolarizzazione di locali accessori. La Cassazione esclude l’efficacia vincolante del giudicato relativo a un’altra unità e ad altri proprietari, ma afferma che, quando l’Ufficio valorizza fatti non risultanti dalla DOCFA, l’avviso deve illustrarli specificamente e non può integrarli soltanto in giudizio. Accoglie quindi il ricorso, cassa la decisione regionale e, decidendo nel merito, annulla la rettifica, con compensazione delle spese.

  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 36232

Cassazione, sentenza n. 36232 del 12/12/2022

Sentenza n. 36232 del 12/12/2022

Il contribuente contestava la rettifica del valore di un immobile ai fini delle imposte ipocatastali, sostenendo che fosse fondata soltanto sulle quotazioni OMI; i giudici di merito avevano invece ridotto il valore imponibile considerando anche il degrado documentato e i lavori di restauro. La Cassazione ribadisce che i valori OMI sono indicativi e, da soli, insufficienti, ma rileva che nel caso concreto erano stati verificati insieme ad altri elementi. Rigetta il ricorso, confermando la rideterminazione, e pone le spese di legittimità a carico del ricorrente.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 36028

Cassazione, sentenza n. 36028 del 7/12/2022

Sentenza n. 36028 del 07/12/2022

Il giudizio concerneva avvisi ICI su un’area destinata alla nuova sede regionale e su un collegio universitario gestito dall’ente per il diritto allo studio: la CTR aveva riconosciuto l’esenzione per l’area, ma non per il fabbricato. La Cassazione considera ammissibile l’esenzione dell’area edificabile quando la destinazione istituzionale risulti univoca e siano in corso i necessari passaggi materiali e amministrativi; esclude inoltre che l’accertamento debba motivare il mancato riconoscimento di ogni possibile esenzione. La Corte respinge il motivo comunale sulla motivazione apparente e il primo motivo incidentale regionale relativo alla motivazione degli avvisi.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 35989

Cassazione, sentenza n. 35989 del 7/12/2022

Sentenza n. 35989 del 07/12/2022

La controversia riguarda l’IRESA richiesta dalla Regione Lazio per il periodo maggio-dicembre 2013, la cui legittimità era stata confermata nei due gradi di merito. La Cassazione ritiene infondate le censure sull’applicazione temporale della disciplina regionale, sulla misura delle aliquote, sulla compatibilità europea, sulla destinazione del gettito e sulla capacità contributiva espressa dall’impiego di aeromobili inquinanti. Il ricorso è quindi rigettato, con compensazione integrale delle spese per la novità della questione e applicazione, se dovuta, dell’ulteriore contributo unificato.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 35987

Cassazione, sentenza n. 35987 del 7/12/2022

Sentenza n. 35987 del 07/12/2022

La contribuente aveva impugnato quattordici intimazioni di pagamento fondate su altrettante cartelle, ottenendo l’annullamento in primo grado ma risultando soccombente in appello. Durante il giudizio di cassazione, alcune cartelle sono state annullate per legge e per le altre è stata presentata adesione alla definizione agevolata; entrambe le parti hanno pertanto chiesto la cessazione della controversia. La Corte dichiara estinto il processo per cessazione della materia del contendere e compensa le spese in ragione della sopravvenuta definizione agevolata.

N. 35922

Cassazione, sentenza n. 35922 del 7/12/2022

Sentenza n. 35922 del 07/12/2022

La società chiedeva la revocazione della precedente pronuncia di cassazione relativa a un accertamento IRES, IRAP e IVA su canoni di leasing inseriti, secondo l’Amministrazione, in un’operazione fraudolenta, sostenendo che fosse stato erroneamente escluso un giudicato favorevole. La Corte precisa che l’errore revocatorio deve essere percettivo, evidente e relativo a un fatto non controverso; la valutazione sull’esistenza del giudicato integra invece un giudizio di diritto. Poiché la questione era stata espressamente esaminata, il ricorso è dichiarato inammissibile, con raddoppio del contributo unificato se dovuto.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • IRES
  • IRAP
  • IVA
N. 35921

Cassazione, sentenza n. 35921 del 7/12/2022

Sentenza n. 35921 del 07/12/2022

La revocazione riguardava una precedente decisione che aveva confermato sanzioni per l’omessa regolarizzazione di fatture relative ai compensi tra gestore di apparecchi da gioco ed esercenti, considerati dalla società esenti da IVA. La Corte esclude l’errore revocatorio: dagli atti interni al giudizio di legittimità non emergeva la questione, asseritamente assorbita, della disapplicazione delle sanzioni per incertezza normativa; anche la valutazione del giudicato esterno costituisce errore di giudizio, non percettivo. Entrambi i motivi sono dichiarati inammissibili, con condanna della ricorrente alle spese e ulteriore contributo unificato se dovuto.

N. 35920

Cassazione, sentenza n. 35920 del 7/12/2022

Sentenza n. 35920 del 07/12/2022

La società chiedeva la revocazione della pronuncia che, ritenuti imponibili ai fini IVA determinati compensi nella filiera degli apparecchi da gioco, aveva deciso direttamente nel merito sulle relative sanzioni. La Corte ravvisa un errore percettivo perché dalla sentenza d’appello risultavano ulteriori questioni espressamente assorbite, che dovevano essere esaminate in rinvio; reputa invece inammissibile la censura sul giudicato esterno, implicando una valutazione giuridica. Revocata parzialmente la precedente decisione, la causa è rinviata al giudice tributario regionale per le questioni non decise e per le spese.

N. 35919

Cassazione, sentenza n. 35919 del 7/12/2022

Sentenza n. 35919 del 07/12/2022

L’accertamento recuperava IRES e IVA in relazione a interessi passivi e operazioni ritenute oggettivamente inesistenti; i giudici di merito lo avevano annullato reputando inutilizzabili o insufficienti le prove e valorizzando anche un’assoluzione penale. La Cassazione afferma che il superamento della durata della verifica presso la sede non rende inutilizzabili le prove, censura l’omesso esame degli elementi presuntivi e della ripresa sugli interessi e ribadisce l’autonomia del giudizio tributario da quello penale. Dai dati disponibili risultano accolti più motivi, ma non è riportato il dispositivo conclusivo della pronuncia.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 36051

Cassazione, sentenza n. 36051 del 7/12/2022

Sentenza n. 36051 del 07/12/2022

Una società contestava le sanzioni per omesso versamento di ritenute, invocando un giudicato formatosi nel processo previdenziale e criticando la valutazione del verbale di verifica, delle dichiarazioni dei lavoratori e della documentazione extracontabile. La Cassazione osserva che i motivi non individuano l’omesso esame di uno specifico fatto storico decisivo, ma mirano a ottenere una nuova valutazione delle prove già considerate dalla CTR, attività estranea al giudizio di legittimità. Il ricorso è dichiarato inammissibile, senza pronuncia sulle spese per mancata attività difensiva delle intimate.

N. 36050

Cassazione, sentenza n. 36050 del 7/12/2022

Sentenza n. 36050 del 07/12/2022

L’Agenzia contestava sia l’impugnabilità del diniego di disapplicazione del regime CFC sia il riconoscimento dell’esimente per una controllata malese realmente operativa, ritenendo necessaria anche la sua autonomia decisionale. La Cassazione conferma che il diniego dell’interpello disapplicativo è facoltativamente impugnabile perché esprime una precisa pretesa tributaria; per l’esimente applicabile, rilevano l’effettiva attività economica e una struttura organizzativa idonea, non l’autonomia gestionale dalla controllante italiana. Accertata in sede di merito l’operatività effettiva della controllata, il ricorso dell’Agenzia è rigettato.

N. 36040

Cassazione, sentenza n. 36040 del 7/12/2022

Sentenza n. 36040 del 07/12/2022

La controversia riguardava una cartella ICI relativa alle annualità 2004-2006, impugnata dalla società contribuente e confermata in appello; durante il giudizio di cassazione la ricorrente ha documentato l’ammissione alla definizione agevolata dei carichi e il pagamento dell’importo dovuto. La Corte afferma che l’adesione, accompagnata dall’adempimento e dalla rinuncia al ricorso, determina la cessazione della materia del contendere tanto sul ricorso principale quanto su quello incidentale. Il giudizio è dichiarato estinto, con spese integralmente compensate e senza ulteriore contributo unificato.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Pace Fiscale
  • Processo tributario
N. 36032

Cassazione, sentenza n. 36032 del 7/12/2022

Sentenza n. 36032 del 07/12/2022

La Regione contestava l’ICI su aree destinate alla costruzione della propria sede e su immobili assegnati all’ente per il diritto allo studio, oltre alla motivazione dell’accertamento. La Cassazione ritiene sufficiente l’indicazione degli elementi essenziali della pretesa e riconosce che l’esenzione può comprendere un’area inequivocabilmente assoggettata alle attività preparatorie necessarie alla futura destinazione istituzionale; esclude invece l’esenzione per utilizzo diretto quando gli immobili siano impiegati da un distinto soggetto pubblico. Risultano accolti il secondo e, nei limiti precisati, il quarto motivo, respinto il terzo e assorbito il quinto.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 35891

Cassazione, sentenza n. 35891 del 6/12/2022

Sentenza n. 35891 del 06/12/2022

La controversia concerne la tassazione di una vendita di immobile dichiaratamente altrui, seguita nello stesso giorno dall’acquisto del bene da parte della venditrice; l’Ufficio e il giudice d’appello avevano ravvisato due trasferimenti imponibili. La Cassazione afferma che la prima vendita produce effetti obbligatori e che l’effetto reale si verifica con l’acquisto dal titolare, senza duplicazione del trasferimento; la doppia trascrizione assicura soltanto la continuità. Il ricorso è accolto e, decidendo nel merito, la Corte annulla l’avviso di liquidazione, compensando le spese dei gradi di merito.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Contenzioso
N. 35885

Cassazione, sentenza n. 35885 del 6/12/2022

Sentenza n. 35885 del 06/12/2022

I ricorsi riuniti riguardano l’accertamento di maggiori IRPEG, IRAP e IVA verso una società, fondato su passività eliminate, ricavi occulti e altre riprese, nonché i conseguenti maggiori redditi di partecipazione imputati alle socie. La Cassazione attribuisce priorità logico-giuridica all’esame dell’accertamento societario, presupposto di quelli personali, e dichiara infondato il primo motivo dell’Amministrazione relativo all’omessa pronuncia e alla motivazione apparente della sentenza d’appello. Il testo fornito è frammentario e non contiene le valutazioni complete sugli altri motivi né il dispositivo, sicché l’esito complessivo non è determinabile.

  • Accertamento fiscale
  • Società di capitali
  • IRAP
  • IVA
  • IRPEF
  • Processo tributario
N. 35877

Cassazione, sentenza n. 35877 del 6/12/2022

Sentenza n. 35877 del 06/12/2022

L’accertamento sintetico aveva determinato un maggiore reddito IRPEF sulla base di indici di spesa incongrui; i giudici di merito lo avevano annullato valorizzando redditi esenti e movimentazioni relative a investimenti finanziari. La Cassazione chiarisce che il contribuente non deve provare la destinazione puntuale delle somme, ma deve documentarne entità e durata del possesso, non essendo sufficiente il semplice transito o lo smobilizzo di investimenti; l’Ufficio, tuttavia, non può ampliare in giudizio il fondamento dell’atto. Accolto il primo motivo e assorbito il secondo, la sentenza è cassata con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 35866

Cassazione, sentenza n. 35866 del 6/12/2022

Sentenza n. 35866 del 06/12/2022

L’accertamento sintetico aveva ricostruito un maggiore reddito IRPEF per il 2007 mediante indici di capacità di spesa; l’annullamento nei gradi di merito era stato fondato sulla documentazione di redditi esenti, operazioni bancarie e titoli. La Cassazione precisa che non occorre dimostrare l’impiego specifico delle somme nelle spese contestate, ma devono risultare documentalmente la loro entità e la durata del possesso, così da escluderne il mero transito. Poiché la decisione d’appello non aveva applicato tali criteri, il ricorso è accolto e la causa rinviata al giudice tributario regionale.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 35840

Cassazione, sentenza n. 35840 del 6/12/2022

Sentenza n. 35840 del 06/12/2022

La controversia riguardava un accertamento integrativo per redditi collegati a conti detenuti in Stati a fiscalità privilegiata, non indicati nel quadro RW. La Cassazione ha escluso la retroattività della presunzione legale di evasione, ammettendo però presunzioni semplici gravi e precise e riconoscendo natura procedimentale al raddoppio dei termini. Poiché la CTR non aveva esaminato l’eccezione secondo cui i documenti utilizzati erano già conosciuti dall’Amministrazione, requisito decisivo per l’accertamento integrativo, la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Estero
  • Sanzioni
N. 35824

Cassazione, sentenza n. 35824 del 6/12/2022

Sentenza n. 35824 del 06/12/2022

Il giudizio verteva su un accertamento sintetico IRPEF fondato su immobili e autovetture ritenuti incongrui rispetto al reddito dichiarato; il contribuente sosteneva di disporre di proventi finanziari tassati alla fonte. La Cassazione ha ritenuto effettiva, e non meramente apparente, la motivazione con cui la CTR aveva reputato insufficienti le disponibilità addotte. Ha inoltre negato il giudicato esterno, non essendo definitive le pronunce invocate, e dichiarato inammissibile il motivo che confondeva violazioni di legge e contestazioni probatorie, respingendo il ricorso.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 35539

Cassazione, ordinanza n. 35539 del 2/12/2022

IVA - Nomina di rappresentante fiscale (art. 17 DPR IVA) - Soggetto non residente - Territorialità dell'imposta.

L’Amministrazione contestava la non imponibilità IVA di cessioni verso una società non residente, operante in Italia mediante rappresentante fiscale, sostenendo l’assenza dei requisiti di una triangolazione e del relativo plafond. La Cassazione ha qualificato l’operazione come esportazione diretta: la nomina del rappresentante non fa perdere al rappresentato la condizione di soggetto estero e i beni erano stati effettivamente trasferiti fuori dal territorio doganale dell’Unione. Il ricorso dell’Agenzia è stato quindi rigettato, con correzione della motivazione della decisione regionale e compensazione delle spese.

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