Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 37001

Cassazione, sentenza n. 37001 del 16/12/2022

Sentenza n. 37001 del 16/12/2022

Dopo la cancellazione di una società di capitali, l’Agenzia aveva notificato ai soci un accertamento relativo a reddito d’impresa, IVA e IRAP; la commissione regionale lo aveva annullato senza esaminare compiutamente gli effetti successori dell’estinzione. La Cassazione ha affermato che i debiti sociali non definiti si trasferiscono ai soci, i quali restano legittimati passivi anche senza prova preventiva di riparti, fermo il limite di responsabilità che essi possono opporre dimostrando quanto non riscosso. Ha inoltre rilevato il giudicato interno sull’entità della pretesa e accolto il ricorso dell’Agenzia nei limiti esaminati.

  • Società di capitali
  • Società
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 36999

Cassazione, sentenza n. 36999 del 16/12/2022

Sentenza n. 36999 del 16/12/2022

Il contribuente chiedeva la revocazione di una precedente ordinanza, sostenendo che la Cassazione non avesse percepito la tardività del ricorso dell’Agenzia relativo a un accertamento IRPEF e IRAP. La Corte ha escluso l’errore revocatorio: l’ammissibilità era stata implicitamente valutata e l’eventuale censura avrebbe riguardato un giudizio giuridico, non una svista percettiva. Considerata la sospensione straordinaria di nove mesi dei termini d’impugnazione, la notifica eseguita il 2 dicembre 2019 era tempestiva; il ricorso per revocazione è stato quindi dichiarato inammissibile.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • IRAP
N. 36992

Cassazione, sentenza n. 36992 del 16/12/2022

Sentenza n. 36992 del 16/12/2022

La controversia riguardava un accertamento IRES, IRAP e IVA relativo alla ristrutturazione di un edificio e alla successiva vendita frazionata delle unità immobiliari a terzi. La Corte conferma che, ai fini fiscali, anche un singolo affare articolato in più operazioni può integrare attività d’impresa abituale; per l’accertamento “a tavolino” non opera il termine dilatorio previsto dopo gli accessi, mentre l’assenza di autonoma organizzazione ai fini IRAP deve essere provata dal contribuente. L’assoggettamento a IVA resta fermo, salvo rimborso dell’imposta di registro eventualmente non dovuta; il ricorso è rigettato.

N. 36978

Cassazione, sentenza n. 36978 del 16/12/2022

Sentenza n. 36978 del 16/12/2022

La società contestava gli accertamenti IRES derivanti dalla revoca dell’agevolazione “Tremonti bis” per due motonavi cedute nel periodo di sorveglianza e dal conseguente recupero delle perdite riportate negli esercizi 2010-2013. La Corte esclude sia l’omessa pronuncia sia la decadenza dell’Amministrazione: per componenti reddituali pluriennali, compreso il riporto delle perdite, il termine di accertamento decorre dalla dichiarazione nella quale ciascun effetto viene indicato, non dall’annualità in cui il componente è originariamente sorto. Il ricorso è rigettato, con condanna alle spese.

  • Agevolazioni Fiscali
  • IRES
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 36968

Cassazione, sentenza n. 36968 del 16/12/2022

Sentenza n. 36968 del 16/12/2022

I contribuenti chiedevano la revocazione di una precedente pronuncia di Cassazione in materia di valore imponibile ICI di terreni edificabili, denunciando errori sulla perizia di stima, sulle delibere comunali e sull’oggetto della controversia. La Corte precisa che l’errore revocatorio deve essere percettivo, immediatamente verificabile, non controverso e decisivo, mentre non comprende contestazioni sull’interpretazione o valutazione degli atti. Poiché la precedente decisione si fondava soprattutto sull’omesso esame del prezzo di compravendita e le ulteriori doglianze investivano valutazioni giuridiche, il ricorso è dichiarato inammissibile.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 36940

Cassazione, sentenza n. 36940 del 16/12/2022

Sentenza n. 36940 del 16/12/2022

La lite concerneva la deducibilità, dal reddito di un fabbricato costruito su area demaniale, del canone corrisposto al Comune per la concessione del terreno. La Corte rileva che, tra le stesse parti e con riferimento alla medesima concessione, una sentenza definitiva relativa all’annualità contigua aveva riconosciuto la deduzione, poiché il mancato pagamento poteva determinare decadenza dalla concessione e acquisizione comunale del fabbricato. Tale accertamento comune produce giudicato esterno: la sentenza d’appello è cassata e il ricorso originario dei contribuenti è accolto nel merito.

N. 36877

Cassazione, sentenza n. 36877 del 15/12/2022

Sentenza n. 36877 del 15/12/2022

Una società sportiva dilettantistica contestava il recupero di un credito IVA utilizzato in compensazione, sostenendo di essere esonerata dalla dichiarazione annuale per effetto del regime agevolato e richiamando una precedente sentenza definitiva relativa ad altra annualità. La Corte afferma che il giudicato esterno opera anche tra periodi d’imposta diversi quando riguarda elementi stabili o pluriennali del medesimo rapporto; nel caso concreto copriva i presupposti del regime, l’esonero dichiarativo e il diritto al riporto del credito. La sentenza è cassata e il ricorso originario è accolto nel merito.

  • IVA
  • Enti Sportivi dilettantistici
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 36875

Cassazione, sentenza n. 36875 del 15/12/2022

Sentenza n. 36875 del 15/12/2022

La controversia riguardava l’IMU 2012-2013 su un immobile concesso in leasing e la revocazione dell’ordinanza che aveva omesso di esaminare l’eccezione di giudicato esterno dedotta dalla contribuente. La Corte revoca tale ordinanza, ma esclude che il precedente invocato, fondato sull’interpretazione della soggettività passiva fino alla riconsegna materiale del bene, produca effetti vincolanti per altre annualità: la mera interpretazione della norma tributaria non passa autonomamente in giudicato. Il ricorso originario della contribuente viene quindi rigettato, con condanna alle spese.

N. 36874

Cassazione, sentenza n. 36874 del 15/12/2022

Sentenza n. 36874 del 15/12/2022

Una società chiedeva la revocazione dell’ordinanza che aveva dichiarato inammissibile il ricorso relativo ad accertamenti ICI e IMU, sostenendo di non avere ricevuto l’avviso dell’udienza camerale presso il procuratore costituito. La Corte accerta invece che la comunicazione era stata regolarmente inviata via PEC al difensore domiciliatario indicato nella procura e nel ricorso, secondo la disciplina specifica del giudizio di cassazione. La revocazione è dichiarata manifestamente inammissibile; oltre alle spese, viene applicata la condanna per abuso del processo prevista dall’art. 96, comma 3, c.p.c.

  • IMU
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 36870

Cassazione, sentenza n. 36870 del 15/12/2022

Sentenza n. 36870 del 15/12/2022

Il contribuente chiedeva la revocazione dell’ordinanza che aveva cassato con rinvio una decisione relativa a un accertamento ICI, deducendo l’irregolarità della notifica del precedente ricorso per cassazione e la propria involontaria contumacia. La Corte distingue la svista percettiva dall’errore di valutazione: la dedotta incompletezza della notificazione, per mancata prova della raccomandata informativa, implica un giudizio sulla validità del procedimento e non integra errore di fatto revocatorio. Pur esaminata la disciplina dell’impugnazione tardiva, il ricorso viene dichiarato inammissibile, con condanna alle spese.

  • Accertamento fiscale
  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 36868

Cassazione, sentenza n. 36868 del 15/12/2022

IVA - Attività di trasporto di rifiuti (anche con nolo a caldo) - Aliquota agevolata al 10%.

L’Amministrazione contestava l’applicazione dell’IVA al 10% alle fatture per noleggio di automezzi con conducente impiegati nella raccolta, nel trasporto e nel conferimento di rifiuti, ritenendo dovuta l’aliquota ordinaria. La Corte afferma che il trasporto rientra direttamente nella gestione dei rifiuti richiamata dalla norma agevolativa e che rileva l’attività concretamente svolta, indipendentemente dal modello organizzativo diretto o esternalizzato. Corregge quindi la motivazione della decisione d’appello, che aveva qualificato il servizio come accessorio, ma ne conferma l’esito e rigetta il ricorso dell’Ufficio.

N. 36864

Cassazione, sentenza n. 36864 del 15/12/2022

Sentenza n. 36864 del 15/12/2022

La società chiedeva la revocazione dell’ordinanza che l’aveva ritenuta soggetto passivo ICI per immobili su area comunale, denunciandone il contrasto con precedenti giudicati e l’omesso esame dell’eccezione di giudicato esterno formulata in memoria. La Corte reputa inammissibile la revocazione per contrasto con un precedente giudicato, rimedio non previsto contro le proprie decisioni, ma considera fondata la censura per errore di fatto: l’eccezione contenuta nella memoria, relativa al titolo locativo già accertato con efficacia permanente, doveva essere esaminata anche d’ufficio. Il secondo motivo di revocazione viene pertanto accolto.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Locazione immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 36863

Cassazione, sentenza n. 36863 del 15/12/2022

Sentenza n. 36863 del 15/12/2022

La controversia residua riguardava il diniego di definizione agevolata delle sanzioni irrogate per omesse ritenute, che l’Ufficio riteneva autonome e non collegate al tributo; le altre questioni su IVA, ritenute e relative sanzioni erano ormai cessate. La Corte qualifica invece tali sanzioni come collegate al tributo, poiché derivano dagli obblighi del sostituto d’imposta e, nel caso esaminato, originano dalla stessa condotta contestata nell’atto impositivo. Accoglie quindi il ricorso contro il diniego, considera perfezionata la definizione agevolata dell’intero giudizio e lo dichiara estinto, compensando le spese.

N. 36852

Cassazione, sentenza n. 36852 del 15/12/2022

Sentenza n. 36852 del 15/12/2022

Gli accertamenti avevano riqualificato come imponibili alcune cessioni intracomunitarie, ritenendo non dimostrata l’esistenza dei cessionari esteri, con conseguente rideterminazione del plafond IVA e applicazione di sanzioni. La Corte ritiene sufficiente, ai fini motivazionali, la riproduzione nell’atto del contenuto essenziale delle informazioni ricevute dalle autorità estere e conferma la valutazione d’appello sull’inidoneità delle prove offerte dalla contribuente; precisa inoltre che l’appello devolve l’intera controversia salvo giudicato interno e che la colpevolezza sanzionatoria si presume fino a prova contraria. Il ricorso della società viene integralmente rigettato.

  • IVA
  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 36823

Cassazione, sentenza n. 36823 del 15/12/2022

Sentenza n. 36823 del 15/12/2022

Un Comune chiedeva la revocazione dell’ordinanza che aveva confermato il rimborso ICI per un fabbricato riconosciuto rurale, sostenendo che la domanda catastale fosse stata rigettata e che l’immobile risultasse ancora classificato D/7. La Corte rileva che i giudici di merito avevano fondato il rimborso sull’annotazione catastale dei requisiti di ruralità, non sulla sola domanda, e che le censure comunali richiedevano un nuovo esame delle risultanze probatorie. Non ricorrendo una svista percettiva immediata sugli atti interni al giudizio di legittimità, il ricorso per revocazione viene dichiarato inammissibile.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 36694

Cassazione, sentenza n. 36694 del 14/12/2022

Sentenza n. 36694 del 14/12/2022

In una controversia su costi IRES derivanti da fatture per operazioni soggettivamente inesistenti, la CTR ne aveva ammesso la deduzione senza verificare l’effettivo sostenimento, l’ammontare e l’imputazione economica, e aveva assorbito la questione relativa alle sanzioni IVA. La Cassazione ha ribadito che la deducibilità richiede effettività, inerenza, competenza, certezza e determinabilità, la cui prova grava sul contribuente. Accolti il primo e il terzo motivo, rigettato il secondo e assorbito il quarto, ha cassato con rinvio per un nuovo esame.

N. 36683

Cassazione, sentenza n. 36683 del 14/12/2022

Sentenza n. 36683 del 14/12/2022

Un ente ecclesiastico contestava l’accertamento ICI del 2009, sostenendo che gli immobili destinati ad attività didattica, ricettiva e assistenziale beneficiassero dell’esenzione nonostante il pagamento di rette e la perdita di esercizio. La Cassazione ha ritenuto necessario, oltre al requisito soggettivo, che l’attività sia svolta gratuitamente o dietro corrispettivo simbolico: non rileva da sola l’assenza di utile, mentre conta la connotazione economica del servizio. Ha giudicato infondate o inammissibili le censure esaminate, confermando l’accertamento fattuale sull’assenza del requisito oggettivo e l’insussistenza dell’incertezza normativa invocata sulle sanzioni.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
N. 36682

Cassazione, sentenza n. 36682 del 14/12/2022

Sentenza n. 36682 del 14/12/2022

La controversia riguardava otto avvisi di riclassamento catastale per microzona, ritenuti sufficientemente motivati dalla CTR nonostante una precedente conciliazione sulla rendita e le contestazioni tecniche dei contribuenti. La Cassazione ha affermato che l’atto deve illustrare analiticamente sia i presupposti della riclassificazione diffusa sia la loro concreta incidenza sulla singola unità, indicando fonti, criteri, date delle rilevazioni e fattori edilizi e posizionali. Ritenuti insufficienti i riferimenti generici allo scostamento dei valori e alla vocazione commerciale della zona, ha cassato la decisione, reputando non necessari ulteriori accertamenti di fatto.

  • Immobili
  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 36675

Cassazione, sentenza n. 36675 del 14/12/2022

Sentenza n. 36675 del 14/12/2022

Gli eredi avevano impugnato avvisi ICI intestati nel 2012 al contribuente deceduto nel 2008, benché il Comune fosse stato informato del decesso e della loro qualità. La Cassazione ha distinto il vizio della notificazione, eventualmente sanabile per raggiungimento dello scopo, dalla nullità strutturale dell’atto emesso verso un soggetto non più esistente: dopo la comunicazione, gli atti devono essere intestati e notificati personalmente agli eredi. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, accolto il ricorso originario.

N. 36698

Cassazione, sentenza n. 36698 del 14/12/2022

Sentenza n. 36698 del 14/12/2022

Il giudizio originario riguardava la deducibilità IRPEF dei contributi versati a consorzi di bonifica per terreni agricoli, negata perché già considerati nella determinazione catastale del reddito fondiario. Con la revocazione il contribuente sosteneva che la Corte avesse confuso le deduzioni fuori tariffa con una rendita derivata e avesse interpretato erroneamente la documentazione catastale. La Corte qualifica tali doglianze come errori di giudizio su un punto già controverso, non come fatti incontrovertibilmente percepiti in modo errato; dichiara quindi inammissibile il ricorso, restando irrilevante la prospettata questione costituzionale.

  • IRPEF
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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