Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 7778

Cassazione, ordinanza n. 7778 del 17/03/2023

Cartella di pagamento - IRES - Partecipazione in imprese estere controllate - Aliquota media di tassazione - L'ente controllante che risulti in perdita fiscale e sia sprovvisto di una propria aliquota media non può invocare una tassazione del 27% sui redditi esteri.

La controversia concerneva una cartella IRES sui redditi imputati per trasparenza da una controllata estera: la società residente, essendo in perdita, aveva applicato l’aliquota del 27%, mentre l’Amministrazione pretendeva quella ordinaria del 33%. La Cassazione ha affermato che, in assenza di un imponibile e quindi di un’aliquota media propria, la soglia minima del 27% non è applicabile ai redditi CFC. Ha accolto il ricorso dell’Agenzia e confermato il tributo, ma ha annullato le sanzioni per l’obiettiva difficoltà interpretativa della disciplina.

N. 7767

Cassazione, sentenza n. 7767 del 17/03/2023

Sentenza n. 7767 del 17/03/2023

L’Amministrazione impugnava l’annullamento di un accertamento per maggiori redditi di lavoro autonomo notificato all’erede di un contribuente, sostenendo la validità delle modalità notificatorie adottate verso un soggetto residente all’estero. Nel giudizio di cassazione, tuttavia, l’unico soggetto evocato come successore ha documentato la rinuncia all’eredità, efficace retroattivamente, e non risultava provata una precedente accettazione, il cui onere sarebbe gravato sull’Amministrazione. Esclusa quindi la sua legittimazione passiva e constatata la mancata integrazione del contraddittorio verso gli effettivi eredi, la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso.

  • Accertamento fiscale
  • Professionisti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 7761

Cassazione, sentenza n. 7761 del 17/03/2023

Sentenza n. 7761 del 17/03/2023

Dopo il rigetto del ricorso relativo al rimborso dell’IRAP versata, il contribuente chiedeva la revocazione dell’ordinanza di Cassazione, sostenendo che la Corte non avesse letto un passaggio nel quale sarebbe stato precisato il vizio motivazionale dedotto. La Cassazione ha escluso l’errore percettivo: la precedente motivazione dimostrava che il motivo e la sua illustrazione erano stati integralmente considerati, ma giudicati insufficientemente specifici. Poiché la censura investiva dunque una valutazione processuale e non una svista decisiva su un fatto incontrovertibile, il ricorso per revocazione è stato dichiarato inammissibile.

  • IRAP
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 7758

Cassazione, sentenza n. 7758 del 17/03/2023

Sentenza n. 7758 del 17/03/2023

Il contribuente domandava la revocazione dell’ordinanza che aveva dichiarato inammissibili i motivi proposti nella causa sul rimborso IRAP, attribuendo alla Corte l’omessa lettura di un capoverso volto a qualificare la censura come vizio motivazionale. La Cassazione ha rilevato che la decisione precedente aveva esaminato la rubrica, l’illustrazione e la conclusione del motivo, ritenendole complessivamente inidonee a conferirgli sufficiente specificità. Non essendo configurabile un errore materiale o percettivo decisivo, ma una contestazione della valutazione già compiuta, la Corte ha dichiarato inammissibile la revocazione.

  • IRAP
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 7682

Cassazione, sentenza n. 7682 del 16/03/2023

Registro - Definizione di caso d'uso.

La controversia riguardava l’imposta di registro richiesta su una scrittura privata non autenticata, prodotta a sostegno di un decreto ingiuntivo e qualificata dalla CTR come contratto di prestito soggetto a registrazione in caso d’uso. Le Sezioni Unite hanno affermato che il deposito documentale per finalità probatorie in un procedimento contenzioso non integra il caso d’uso previsto dal TUR. Hanno inoltre ritenuto fondate le censure secondo cui la ricognizione di un debito certo e preesistente, priva di autonomo contenuto patrimoniale, è soggetta all’imposta fissa di registro soltanto in caso d’uso.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 7482

Cassazione, sentenza n. 7482 del 15/03/2023

Sentenza n. 7482 del 15/03/2023

La controversia riuniva la rettifica della rendita catastale di tre immobili e i conseguenti accertamenti IMU per annualità precedenti. La Cassazione ha confermato la sufficienza della motivazione dell’atto catastale emesso dopo procedura DOCFA e le valutazioni probatorie sulla stima, ma ha rilevato che il giudice regionale non aveva esaminato le specifiche censure sull’efficacia retroattiva della nuova rendita ai fini IMU. Ha quindi accolto soltanto l’ultimo motivo, cassando con rinvio sul rapporto con il Comune, mentre ha definitivamente rigettato i motivi relativi all’accertamento catastale dell’Agenzia.

  • Immobili
  • IMU
  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 7480

Cassazione, sentenza n. 7480 del 15/03/2023

Sentenza n. 7480 del 15/03/2023

La lite riguardava la rettifica, mediante stima diretta, della rendita proposta con DOCFA per un immobile a destinazione speciale. La Cassazione ha escluso sia l’efficacia del giudicato formatosi sull’annullamento per difetto di motivazione di un diverso avviso, sia la necessità di un previo sopralluogo; ha però rilevato che il giudice regionale aveva omesso di decidere le contestazioni sostanziali sulla correttezza della stima. Accolto il terzo motivo e assorbiti gli altri residui, ha cassato la sentenza e rinviato per l’esame nel merito della pretesa catastale.

N. 7477

Cassazione, sentenza n. 7477 del 15/03/2023

Sentenza n. 7477 del 15/03/2023

Una banca estera chiedeva il rimborso dell’imposta sostitutiva applicata agli interessi su obbligazioni italiane, invocando l’esenzione; l’Ufficio contestava la prova dei requisiti per tutte le sessantasette istanze. La Commissione regionale aveva affermato in motivazione l’insufficienza documentale, ma nel dispositivo aveva rigettato l’appello dell’Agenzia, lasciando fermo il rimborso riconosciuto per cinquantanove domande. La Cassazione ha ravvisato un contrasto insanabile tra motivazione e dispositivo, dichiarato nulla la sentenza e disposto il rinvio per un nuovo esame adeguatamente motivato.

N. 7476

Cassazione, sentenza n. 7476 del 15/03/2023

Sentenza n. 7476 del 15/03/2023

La questione concerneva l’inclusione delle torri di sostegno di un parco eolico nella rendita catastale proposta mediante DOCFA. La Cassazione ha affermato che, nel regime applicabile dal 2016, l’esclusione degli impianti funzionali allo specifico processo produttivo dipende dal rapporto di strumentalità, non dalla loro consistenza o stabile infissione al suolo: anche un elemento strutturalmente connesso può quindi essere fiscalmente irrilevante. Accolto il relativo motivo, ha cassato con rinvio, demandando la determinazione della rendita senza il valore delle torri.

  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 7468

Cassazione, sentenza n. 7468 del 15/03/2023

Sentenza n. 7468 del 15/03/2023

Il contribuente contestava sia la notificazione telematica dell’appello erariale sia la motivazione e la congruità della maggiore rendita catastale attribuita a un immobile mediante DOCFA. La Cassazione ha escluso l’inesistenza della notifica, poiché l’atto nativo digitale era presente nel fascicolo e la costituzione dell’appellato aveva comunque raggiunto lo scopo; ha inoltre ritenuto formalmente motivato l’avviso. Ha però censurato la valutazione acritica della stima erariale e l’omesso confronto con la perizia del contribuente e con la diversità territoriale degli immobili comparati, cassando con rinvio.

  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 7445

Cassazione, sentenza n. 7445 del 15/03/2023

Sentenza n. 7445 del 15/03/2023

La controversia riguardava recuperi di IRPEG-IRES, IRAP e IVA fondati sull’esterovestizione di una società lussemburghese e sulla cessione di un marchio, con contestazioni relative alla verifica, alla rappresentanza societaria e alla territorialità IVA. La Cassazione ha ritenuto applicabile la legge italiana, essendo stata accertata in Italia la sede effettiva, e ha ribadito che i criteri di collegamento dell’articolo 73 TUIR sono alternativi; le doglianze miravano inoltre a rivalutare fatti già esaminati o non coglievano la motivazione regionale. Il testo fornito non riporta il dispositivo finale.

  • Accertamento fiscale
  • Estero
  • IRES
  • IRAP
  • IVA
  • Contenzioso
N. 7441

Cassazione, sentenza n. 7441 del 15/03/2023

Sentenza n. 7441 del 15/03/2023

Gli accertamenti IRAP riguardavano la deducibilità di quote di ammortamento dell’avviamento derivanti dall’acquisto di un ramo d’azienda e dall’allocazione del disavanzo di fusione. La Cassazione ha riconosciuto efficacia esterna al giudicato che aveva già accertato la corretta iscrizione dell’avviamento: trattandosi di un elemento pluriennale, tale accertamento si rifletteva sulle quote successive; ha inoltre giudicato apparente il mero rinvio della decisione regionale alla sentenza di primo grado sul secondo rilievo. Dal testo fornito risultano quindi fondate tanto le censure delle società quanto quella incidentale dell’Agenzia, ma non è riportato il dispositivo finale.

  • IRES
  • IRAP
  • Contabilità e Bilancio
  • Operazioni straordinarie
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 7440

Cassazione, sentenza n. 7440 del 15/03/2023

Sentenza n. 7440 del 15/03/2023

La controversia riguardava due recuperi di quote di ammortamento dell’avviamento, derivanti rispettivamente dall’acquisto di un ramo d’azienda e dall’allocazione del disavanzo di fusione, per gli anni 2009 e 2010. La Cassazione ha riconosciuto efficacia al giudicato esterno che aveva già accertato i presupposti pluriennali del primo ammortamento; quanto al secondo rilievo, ha giudicato meramente apparente il rinvio della CTR alle motivazioni di primo grado, poiché privo di confronto con l’appello dell’Ufficio. Accolte le rispettive impugnazioni nei termini esaminati, la decisione è stata cassata per il conseguente riesame.

  • IRES
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Operazioni straordinarie
N. 7439

Cassazione, sentenza n. 7439 del 15/03/2023

Sentenza n. 7439 del 15/03/2023

L’Ufficio aveva recuperato, per l’annualità oggetto di accertamento, la quota di ammortamento dell’avviamento iscritto in occasione dell’acquisto di un ramo d’azienda, ottenendo ragione in appello. La Cassazione ha stabilito che il giudicato formatosi sulla correttezza dell’iscrizione originaria dell’avviamento esplica effetti anche sulle successive quote annuali, poiché riguarda presupposti dotati di stabilità pluriennale. Accolto il motivo sul giudicato esterno, la Corte ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, ha annullato l’avviso limitatamente a tale recupero.

N. 7438

Cassazione, sentenza n. 7438 del 15/03/2023

Sentenza n. 7438 del 15/03/2023

La CTR aveva annullato il recupero IRAP della quota di ammortamento dell’avviamento derivante dal disavanzo di fusione, ritenendo decaduto l’Ufficio perché l’operazione risaliva al 2004. La Cassazione ha affermato che, per un componente reddituale pluriennale contestato nel suo presupposto costitutivo, la decadenza va verificata rispetto alla dichiarazione nella quale è dedotta la singola quota, non rispetto all’anno della prima iscrizione. Il ricorso dell’Agenzia è stato accolto e la causa rinviata al giudice regionale per l’esame dell’appello e delle questioni ritualmente riproposte.

  • IRAP
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Operazioni straordinarie
N. 7437

Cassazione, sentenza n. 7437 del 15/03/2023

Sentenza n. 7437 del 15/03/2023

Gli accertamenti IRES e IRAP riguardavano quote di ammortamento dell’avviamento connesse all’acquisto di un ramo d’azienda e al disavanzo prodotto da una fusione; i giudici di merito avevano annullato entrambe le riprese. Esaminando il secondo rilievo, la Cassazione ha ritenuto erronea l’equiparazione operata dalla CTR tra discipline diverse e ha attribuito natura negoziale alla scelta, da manifestare nella dichiarazione, del regime fiscale del disavanzo: la relativa omissione non era liberamente emendabile come mero errore formale. Accolto il settimo motivo dell’Ufficio, la sentenza è stata cassata con rinvio per il riesame degli appelli.

  • IRES
  • IRAP
  • Dichiarazioni
  • Accertamento fiscale
  • Operazioni straordinarie
  • Processo tributario
N. 7598

Cassazione, sentenza n. 7598 del 15/03/2023

Sentenza n. 7598 del 15/03/2023

L’accertamento per IRPEF, IRAP e IVA derivava dalle movimentazioni di un libretto intestato a un’impresa individuale; il contribuente sosteneva che alcune somme riguardassero sponsorizzazioni di anni precedenti, che il conto fosse utilizzato da terzi e che l’Ufficio dovesse riconoscere costi forfetari. La Cassazione ha ribadito che le indagini bancarie producono una presunzione legale e che spetta al contribuente fornire, per ciascuna operazione, una prova analitica dell’estraneità a fatti imponibili, inclusa quella delle componenti negative. Ha quindi respinto le censure esaminate, ritenendo insufficiente la prova contraria valorizzata dal ricorrente.

N. 7436

Cassazione, sentenza n. 7436 del 15/03/2023

Sentenza n. 7436 del 15/03/2023

Dopo avere definito un accertamento per maggiore IVA e dichiarazione infedele, la contribuente aveva ricevuto un distinto atto di contestazione per omesso versamento della medesima imposta. La Cassazione ha precisato che, quando il mancato pagamento deriva direttamente dall’indicazione in dichiarazione di un’imposta inferiore al dovuto, la sanzione per dichiarazione infedele copre anche tale conseguenza e assorbe quella meno grave per omesso versamento; quest’ultima presuppone invece somme risultanti dalla dichiarazione e non pagate. Il ricorso dell’Agenzia è stato quindi rigettato, con compensazione delle spese.

N. 7526

Cassazione, sentenza n. 7526 del 15/03/2023

Sentenza n. 7526 del 15/03/2023

Gli avvisi per IVA, IRAP e IRES erano fondati sulle movimentazioni bancarie esaminate dalla Guardia di Finanza; i giudici di merito li avevano annullati ritenendo che l’Ufficio non avesse prodotto il processo verbale e non avesse assolto il proprio onere probatorio. La Cassazione ha rilevato che il verbale risultava notificato e che, negli accertamenti bancari, opera una presunzione legale in favore dell’Erario, superabile soltanto mediante giustificazioni precise e analitiche per ciascuna operazione. Accolto il primo motivo dell’Agenzia, ha cassato la decisione e rinviato alla Corte tributaria regionale in diversa composizione.

N. 7514

Cassazione, sentenza n. 7514 del 15/03/2023

Sentenza n. 7514 del 15/03/2023

La controversia riguardava il recupero di costi ritenuti non inerenti, inclusi oneri promozionali e di rappresentanza, e la possibile natura abusiva di un contratto di cointeressenza. La Cassazione ha chiarito che la conformità del negozio a un tipo legale e l’asserita equivalenza fiscale con il consolidato non bastano a escludere l’abuso: occorre verificare l’indebito vantaggio e le ragioni economiche apprezzabili dell’operazione. Accolto il primo motivo dell’Agenzia, ha dichiarato assorbito il secondo, cassato la decisione regionale e disposto il rinvio.

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