Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 13892

Cassazione, sentenza n. 13892 del 19/05/2023

Sentenza n. 13892 del 19/05/2023

La società chiedeva ulteriori interessi su un credito IRPEG rimborsato, sostenendo che dovessero decorrere da una data anteriore a quella fissata in una precedente sentenza. La Cassazione ha rilevato che il capo relativo alla decorrenza dal 31 dicembre 2002, sorretto da specifica motivazione, non era stato impugnato ed era quindi coperto da giudicato parziale; non poteva essere riaperta con una nuova istanza la questione degli interessi maturati nel periodo precedente. Il ricorso è stato rigettato, con condanna della contribuente alle spese.

N. 13884

Cassazione, sentenza n. 13884 del 19/05/2023

Sentenza n. 13884 del 19/05/2023

La controversia riguardava il rimborso delle maggiori ritenute applicate in Italia sui dividendi corrisposti a una società tedesca, rispetto al trattamento previsto per una società residente. La Cassazione ha ritenuto che la convenzione contro le doppie imposizioni non escluda automaticamente una discriminazione contraria alla libera circolazione dei capitali e che non rilevi l’opzione fiscale esercitata nello Stato di residenza: è sufficiente l’assoggettabilità astratta della percipiente all’imposta societaria in tale Stato. Sono stati pertanto giudicati infondati i primi due motivi dell’Agenzia relativi alla discriminazione e al regime fiscale tedesco.

N. 13880

Cassazione, sentenza n. 13880 del 19/05/2023

Sentenza n. 13880 del 19/05/2023

Un professionista chiedeva il rimborso dell’IRAP versata dal 2007 al 2011, negando l’esistenza di un’autonoma organizzazione; nel giudizio di rinvio la CTR aveva riesaminato l’intero periodo valorizzando compensi a terzi sostenuti nel 2009 e nel 2011. La Cassazione ha stabilito che il precedente rinvio circoscriveva la nuova valutazione a queste due annualità e che ciascun periodo d’imposta conserva autonomia. Accolti i primi due motivi, assorbito il terzo e dichiarato inammissibile il quarto, la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 13863

Cassazione, sentenza n. 13863 del 19/05/2023

Sentenza n. 13863 del 19/05/2023

Dopo un accertamento con adesione relativo all’indeducibilità di perdite su crediti rinunciati verso società controllate, la contribuente aveva chiesto il rimborso dell’IRES sostenendo che la perdita fosse divenuta certa in un’annualità successiva. La Cassazione ha qualificato l’adesione come accordo di diritto pubblico che rende intangibile la definizione del tributo, dei suoi presupposti e della base imponibile, una volta perfezionata e pagata. Accolto il primo motivo dell’Agenzia e assorbiti gli altri, la decisione favorevole alla contribuente è stata cassata con rinvio per un nuovo esame conforme a tale principio.

N. 13855

Cassazione, sentenza n. 13855 del 19/05/2023

Sentenza n. 13855 del 19/05/2023

Una società italiana aveva omesso la ritenuta sugli interessi corrisposti integralmente alla controllante britannica e aveva poi pagato quanto richiesto con avviso di accertamento; entrambe domandavano il rimborso. La Cassazione ha escluso il diritto della società estera, non avendo questa allegato né provato di avere sostenuto il prelievo direttamente, mediante ritenuta, o indirettamente, rimborsando la controllata. Ha negato titolo e legittimazione anche alla società italiana, che aveva prestato acquiescenza e non aveva presentato l’istanza, accogliendo il ricorso dell’Agenzia e rigettando nel merito quello originario.

N. 13742

Cassazione, sentenza n. 13742 del 18/05/2023

Sentenza n. 13742 del 18/05/2023

L’accertamento riguardava ricavi non contabilizzati derivanti dalla cessione di lamine d’oro, con riprese IVA, IRES e IRAP; la società contestava anche la riemissione dell’atto dopo l’annullamento in autotutela e il regime IVA applicabile. La Cassazione ritiene legittima l’autotutela sostitutiva entro i limiti del giudicato e della decadenza, nonché infondate o inammissibili le censure sui termini e sulla prova dei ricavi. Accoglie invece la doglianza IVA: la qualificazione dipende soprattutto da peso, purezza e destinazione del bene, dai quali discendono l’eventuale esenzione per oro da investimento o il reverse charge per oro industriale.

  • IVA
  • Reverse Charge
  • Accertamento fiscale
  • Autotutela
  • Contenzioso
N. 13737

Cassazione, sentenza n. 13737 del 18/05/2023

Sentenza n. 13737 del 18/05/2023

L’accertamento attribuiva a una società di fatto, ritenuta composta da più soggetti, redditi e operazioni IVA connessi a un articolato meccanismo di frode carosello; la CTR aveva riconosciuto l’esistenza del sodalizio e confermato la pretesa. La Cassazione rileva d’ufficio che la controversia sulla configurabilità della società di fatto richiedeva la partecipazione necessaria di tutti i soggetti coinvolti. Dichiara pertanto la nullità di entrambi i gradi di merito, cassa le relative sentenze e rinvia al giudice di primo grado affinché integri il contraddittorio.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • Società di persone
N. 13781

Cassazione, sentenza n. 13781 del 18/05/2023

Sentenza n. 13781 del 18/05/2023

Il contribuente contestava un invito al pagamento relativo a più cartelle, deducendo irregolarità delle notifiche e prescrizione quinquennale di tributi, interessi e sanzioni; la CTR aveva applicato in via generale il termine decennale. La Cassazione ha confermato la sospensione della prescrizione dal 1° gennaio al 15 giugno 2014 e dichiarato inammissibile la censura sulle notifiche, anche per la doppia conforme e la sua genericità. Ha invece ritenuto fondati i motivi sulla prescrizione, precisando che, senza un giudicato, le sanzioni tributarie sono soggette allo speciale termine quinquennale.

N. 13756

Cassazione, sentenza n. 13756 del 18/05/2023

Sentenza n. 13756 del 18/05/2023

L’Agenzia impugnava la decisione che aveva annullato un atto di contestazione, ritenendo invalida la notifica del precedente avviso di accertamento a un contribuente residente all’estero e iscritto all’AIRE. La Cassazione non ha esaminato nel merito la disciplina notificatoria: il ricorso erariale descriveva atti, date e sequenza procedimentale appartenenti a una vicenda diversa e non si confrontava con la motivazione della sentenza impugnata, fondata sull’omissione delle ricerche presso il Comune dell’ultima residenza. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile.

N. 13753

Cassazione, sentenza n. 13753 del 18/05/2023

Sentenza n. 13753 del 18/05/2023

La controversia riguarda la validità della notificazione di un atto di contestazione a un contribuente già iscritto all’AIRE, dopo che il primo invio all’indirizzo estero era fallito e l’Ufficio aveva applicato il rito degli irreperibili presso l’ultimo domicilio italiano. La Cassazione afferma che l’onere del contribuente di comunicare le variazioni della residenza estera non esonera l’Amministrazione dal compiere, con ordinaria diligenza, ricerche idonee, anche presso gli uffici consolari, prima di ritenere assoluta l’irreperibilità. Considerato insufficiente il mero esito negativo del recapito estero, ritiene infondato il motivo dell’Agenzia.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Sanzioni
N. 13750

Cassazione, sentenza n. 13750 del 18/05/2023

Sentenza n. 13750 del 18/05/2023

Il contribuente aveva impugnato cartelle e atti prodromici, contestando sia l’invalidità delle notificazioni sia, specificamente, la fondatezza delle pretese IVA, IRES e IRAP; la CTR aveva annullato le cartelle per il solo vizio notificatorio. La Cassazione conferma che il rito dell’irreperibilità assoluta richiede preventive ricerche chiaramente documentate, ma precisa che, quando sono impugnati cumulativamente anche gli atti presupposti, il giudice deve decidere il merito della pretesa. Accoglie quindi il primo motivo dell’Agenzia, cassa parzialmente con rinvio e rigetta il ricorso incidentale dell’agente della riscossione.

N. 20664

Cassazione, sentenza n. 20664 del 17/05/2023

Reati tributari - Omessa dichiarazione - Dolo specifico.

Il giudizio penale riguardava l’omessa dichiarazione fiscale di una società e la responsabilità della legale rappresentante, indicata dalla difesa come mera prestanome, nonché dell’amministratore di fatto. La Cassazione chiarisce che l’obbligo dichiarativo grava direttamente sul rappresentante legale, ma che la consapevole omissione non coincide automaticamente con il dolo specifico di evasione, da accertare alla scadenza del termine dichiarativo anche in relazione alla conoscenza delle imposte evase. Ritenendo tale consapevolezza ricavata dai giudici di merito da elementi non validamente confutati, rigetta entrambi i ricorsi e conferma le condanne.

N. 13624

Cassazione, ordinanza n. 13624 del 17/05/2023

Accertamento - Conti correnti bancari.

L’Ufficio aveva ricostruito redditi d’impresa non dichiarati mediante indagini finanziarie su conti personali e societari, mentre la CTR aveva annullato l’accertamento ritenendone inadeguata la motivazione e non provata l’attività imprenditoriale. La Cassazione afferma che il richiamo al PVC è sufficiente quando questo espone gli elementi della pretesa e che i movimenti bancari possono provare sia l’esistenza di un’attività occulta sia il relativo reddito, salva prova contraria del contribuente. Accoglie il ricorso dell’Agenzia, cassa la decisione e rinvia per un nuovo esame.

N. 13619

Cassazione, ordinanza n. 13619 del 17/05/2023

Rimborso ICI - Esenzione - Ruralità fabbricato.

Una cooperativa agricola chiedeva il rimborso dell’ICI versata per il 2007, sostenendo la ruralità di un fabbricato classificato D/10 dal 2009 e attestata con dichiarazione sostitutiva nel 2011; il Comune contestava l’efficacia retroattiva dell’esenzione. La Cassazione ribadisce che la classificazione catastale determina il trattamento ICI e che la procedura introdotta nel 2011 produce effetti per il quinquennio precedente. Poiché la ruralità era già catastalmente riconosciuta e la dichiarazione attestava la continuità dei requisiti dal 2007, conferma il rimborso e rigetta il ricorso comunale.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
N. 13343

Cassazione, sentenza n. 13343 del 16/05/2023

Sentenza n. 13343 del 16/05/2023

Una società di gestione del risparmio chiedeva il rimborso della sovraimposta IRES dell’8,5 per cento corrisposta nel 2013, deducendo l’illegittimità costituzionale del prelievo e la propria estraneità alle ragioni che lo giustificavano per il settore finanziario. La Cassazione richiama le pronunce della Corte costituzionale, che hanno escluso la violazione dei requisiti della decretazione d’urgenza e dei principi di uguaglianza e capacità contributiva. Ritiene che le peculiarità delle SGR non impongano un nuovo vaglio e che la diversa disciplina introdotta nel 2015 risponda a un altro contesto; rigetta quindi il ricorso.

N. 13335

Cassazione, sentenza n. 13335 del 16/05/2023

Sentenza n. 13335 del 16/05/2023

La società aveva impugnato intimazioni e cartelle, chiedendo la riduzione dei carichi prevista dopo il sisma, e aveva inoltre contestato il diniego di definizione agevolata delle controversie relative a cartelle da controllo automatizzato. La Cassazione riconosce che, quando costituisce il primo e unico atto recante la pretesa, la cartella è impugnabile anche nel merito e la lite può essere definita in via agevolata. Accoglie il ricorso contro i dinieghi, dichiara parzialmente estinto il giudizio sulle corrispondenti cartelle e considera tardivo, quindi inammissibile, il ricorso relativo all’intimazione residua.

  • Pace Fiscale
  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 13332

Cassazione, sentenza n. 13332 del 16/05/2023

Sentenza n. 13332 del 16/05/2023

Dopo la conferma definitiva di una maggiore IVA dovuta per l’erroneo scorporo dai corrispettivi, la società aveva chiesto il rimborso di IRES e IRAP calcolate su ricavi contabilmente maggiorati, sostenendo che il termine decorresse dal giudicato sull’accertamento. La Cassazione distingue questa situazione dalle ipotesi di doppia imposizione e la qualifica come parziale inesistenza dell’obbligazione tributaria. Trova quindi applicazione il termine generale di decadenza di quarantotto mesi decorrente dai versamenti, non la disciplina residuale collegata al successivo presupposto restitutorio; conferma la tardività delle istanze e rigetta il ricorso.

  • IRES
  • IRAP
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 13306

Cassazione, sentenza n. 13306 del 15/05/2023

Sentenza n. 13306 del 15/05/2023

La controversia riguardava le agevolazioni IMU per terreni agricoli posseduti da un coadiuvante dell’impresa familiare, titolare anche di pensione, negate dal Comune e dai giudici di merito per la mancata prevalenza del reddito agricolo. La Cassazione ha affermato che, in base alle norme interpretative applicabili retroattivamente, la pensione non è di per sé ostativa: rileva il mantenimento dell’iscrizione alla previdenza agricola, mentre il coadiuvante deve continuare a partecipare attivamente all’impresa familiare. Accolti i primi due motivi, la Corte ha cassato la sentenza e accolto il ricorso originario, compensando le spese.

  • IMU
  • Agevolazioni Fiscali
  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 13303

Cassazione, sentenza n. 13303 del 15/05/2023

Sentenza n. 13303 del 15/05/2023

L’accertamento IMU riguardava terreni agricoli posseduti da un pensionato, coadiuvante nell’impresa del figlio; i giudici di merito avevano escluso l’agevolazione perché il reddito agricolo non era esclusivo o prevalente. La Cassazione ha precisato che le norme di interpretazione autentica, efficaci retroattivamente, rendono non ostative né la pensione né la qualifica di coadiuvante, purché permangano l’iscrizione previdenziale agricola e la partecipazione attiva, abituale e prevalente all’impresa familiare. La Corte ha accolto i primi due motivi, assorbito il terzo, cassato la decisione e accolto il ricorso originario, compensando le spese.

  • IMU
  • Agevolazioni Fiscali
  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 13300

Cassazione, sentenza n. 13300 del 15/05/2023

Sentenza n. 13300 del 15/05/2023

La società contestava accertamenti ICI su terreni ritenuti edificabili, sostenendo l’applicabilità del trattamento previsto per quelli agricoli; il primo giudice aveva accolto il ricorso, mentre quello regionale aveva negato i requisiti soggettivi e attribuito rilievo alla potenzialità edificatoria. La Cassazione ha escluso che un precedente riconoscimento comunale vincolasse le annualità successive e ha confermato l’onere probatorio del contribuente. Ha tuttavia affermato che l’agevolazione può spettare anche alle società di capitali con oggetto esclusivamente agricolo, quando almeno un amministratore possieda la qualifica di imprenditore agricolo professionale, accogliendo il quinto motivo e rigettando il ricorso incidentale sul punto.

  • IMU
  • Agevolazioni Fiscali
  • Tributi locali
  • Società di capitali
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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