Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 16348

Cassazione, sentenza n. 16348 del 8/06/2023

Sentenza n. 16348 del 08/06/2023

La lite concerne il recupero di maggior reddito fondato sulla qualificazione della società, confermata dai giudici di merito, come cartiera interposta in una frode carosello e priva di effettiva operatività. La Cassazione chiarisce che la deducibilità astrattamente riconoscibile per operazioni soggettivamente inesistenti non opera quando l’accertamento fattuale riguarda operazioni oggettivamente inesistenti; reputa inoltre inammissibili le doglianze volte a rivalutare gli indizi e quelle prive di specificità sulla correlazione dei ricavi. I primi tre motivi risultano respinti o dichiarati inammissibili, mentre l’esito del quarto non è riportato.

N. 16257

Cassazione, sentenza n. 16257 del 8/06/2023

Sentenza n. 16257 del 08/06/2023

Il contribuente chiedeva il rimborso dell’addizionale del 10% trattenuta sui bonus percepiti come amministratore delegato, contestando sia l’appartenenza della società al settore finanziario sia il requisito quantitativo della retribuzione variabile. La Cassazione esclude l’efficacia dei giudicati invocati e conferma che, dopo l’introduzione del comma 2-bis, l’addizionale si applica all’eccedenza dei compensi variabili rispetto alla parte fissa, senza che debba ancora essere superata la soglia del triplo; ritiene inoltre integrato il requisito soggettivo. Il ricorso è rigettato con condanna alle spese.

N. 16250

Cassazione, sentenza n. 16250 del 8/06/2023

Sentenza n. 16250 del 08/06/2023

La società chiedeva la revocazione dell’ordinanza che aveva negato la deducibilità di un costo transattivo e deciso la causa nel merito, deducendo un errore sulla natura della spesa e l’omessa considerazione di ulteriori motivi rimasti assorbiti. La Cassazione dichiara inammissibile la prima censura, perché attiene a un giudizio già compiuto, ma riconosce l’errore percettivo sull’esistenza delle questioni non esaminate. Revocata parzialmente l’ordinanza, accoglie il ricorso erariale, cassa la decisione regionale e rinvia per l’esame dei motivi residui.

N. 16125

Cassazione, ordinanza n. 16125 del 7/06/2023

Ordinanza n. 16125 del 07/06/2023

La controversia, di natura societaria, verteva sulla tempestività dell’appello dopo un tentativo di notificazione via PEC della sentenza di primo grado non riuscito perché la casella del difensore era piena. La Cassazione afferma che, in presenza di una specifica elezione di domicilio fisico, il primo invio telematico non perfeziona la notifica: il notificante deve riprendere tempestivamente il procedimento presso il domiciliatario fisico. Accolto il relativo motivo e assorbiti gli altri, la sentenza è cassata con rinvio alla Corte d’appello.

N. 16096

Cassazione, sentenza n. 16096 del 7/06/2023

Sentenza n. 16096 del 07/06/2023

L’Amministrazione doganale aveva richiesto accise, interessi e sanzioni per gasolio acquistato in esenzione a uso pesca ma irregolarmente immesso in consumo; la contribuente invocava anche il furto di parte del prodotto. La Cassazione afferma che il furto presso il depositario non rende inesigibile l’accisa, poiché la responsabilità è oggettiva e l’abbuono presuppone la prova della dispersione o distruzione, non riscontrata nella specie. Le censure sulla motivazione e sulla prova sono dichiarate inammissibili; il ricorso è rigettato, con compensazione delle spese.

N. 15907

Cassazione, sentenza n. 15907 del 6/06/2023

Sentenza n. 15907 del 06/06/2023

La CTR aveva dichiarato inammissibile il ricorso contro più avvisi IRES, IRAP e IVA, ritenendolo collettivo e cumulativo tra due società. La Cassazione accerta invece che il giudizio riguardava una sola società, le cause dell’altra essendo state separate, e ritiene legittima sia l’impugnazione congiunta di più atti riferiti al medesimo contribuente sia la successiva restrizione della domanda a una sola annualità. Accolto il primo motivo e respinto quello sulla procura, la sentenza è cassata con rinvio per l’esame del merito relativo all’avviso per il 2005.

N. 15872

Cassazione, sentenza n. 15872 del 6/06/2023

Sentenza n. 15872 del 06/06/2023

La controversia riguardava il rimborso dell’addizionale IRPEF del 10% trattenuta sui bonus di un dipendente, contestata sia per l’asserita estraneità del datore di lavoro al settore finanziario sia per il rapporto tra retribuzione variabile e fissa. La Corte non esamina nel merito il criterio di calcolo: dichiara inammissibile il ricorso dell’Amministrazione perché censurava soltanto una delle due autonome ragioni della decisione d’appello, lasciando incontestata quella relativa al requisito soggettivo. Restano quindi ferme la pronuncia favorevole al contribuente e la condanna dell’Amministrazione alle spese.

N. 15862

Cassazione, sentenza n. 15862 del 6/06/2023

Sentenza n. 15862 del 06/06/2023

Gli atti relativi ad accise, IRES, IRAP e IVA erano stati notificati alla società prima del decorso di sessanta giorni dal processo verbale di constatazione; la CTR li aveva ritenuti illegittimi per violazione delle garanzie successive all’accesso. La Cassazione afferma che l’imminente decadenza dell’azione accertativa non integra una ragione urgente idonea a giustificare l’emissione anticipata, trattandosi di circostanza riconducibile all’organizzazione dell’Amministrazione, responsabile anche dei ritardi della Guardia di Finanza. Il ricorso delle Agenzie fiscali è pertanto rigettato, senza pronuncia sulle spese verso la società non costituita.

N. 15861

Cassazione, sentenza n. 15861 del 6/06/2023

Stock options - Addizionale - Base imponibile.

Il giudizio concerne il rimborso dell’addizionale del 10% applicata ai bonus e alle stock option di un dirigente del settore finanziario, che i giudici di merito avevano riconosciuto sul presupposto che la componente variabile non superasse il triplo di quella fissa. La Cassazione ritiene fondato il ricorso dell’Amministrazione: per i compensi corrisposti dal 17 luglio 2011, la base imponibile comprende quanto eccede la retribuzione fissa, senza richiedere anche il superamento del triplo. Il nuovo comma 2-bis ha infatti modificato la base imponibile, lasciando invariati i presupposti soggettivo e oggettivo dell’addizionale.

  • IRPEF
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15833

Cassazione, sentenza n. 15833 del 6/06/2023

Sentenza n. 15833 del 06/06/2023

La controversia traeva origine da accertamenti bancari sui conti di un socio, utilizzati per rettificare il reddito della società di persone e imputare il maggior reddito ai soci; la CTR aveva dichiarato inammissibile l’appello perché riproponeva le censure del primo grado. La Cassazione chiarisce che, nel processo tributario, tale riproposizione soddisfa l’onere di specificità quando dall’atto emerga inequivocabilmente il dissenso dalla decisione impugnata. Accoglie inoltre il ricorso incidentale dell’Agenzia per omessa pronuncia sulla quantificazione del recupero, cassa la sentenza e rinvia al giudice tributario regionale in diversa composizione.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Società di persone
  • IRPEF
N. 15924

Cassazione, sentenza n. 15924 del 6/06/2023

Sentenza n. 15924 del 06/06/2023

La controversia riguardava IVA all’importazione e sanzioni per imbarcazioni non materialmente introdotte nel deposito fiscale, dichiarate da un rappresentante indiretto dell’importatore. La Cassazione afferma che l’IVA all’importazione non appartiene all’obbligazione doganale e, in mancanza di una disposizione nazionale inequivoca sulla solidarietà, grava soltanto sull’importatore, non sul rappresentante indiretto; conseguentemente, neppure la sanzione può essere applicata a quest’ultimo. Dichiarata cessata la materia per undici operazioni, la Corte accoglie nel merito il ricorso della società sulle restanti e rigetta quello dell’Amministrazione doganale.

N. 15749

Cassazione, sentenza n. 15749 del 5/06/2023

Avviso di accertamento - Imponibile ai fini IVA - Frode carosello - Operazioni soggettivamente inesistenti - Diritto di detrazione dell'imposta relativa ad un'operazione di cessione di beni - Inapplicabilità in caso di fornitore fittizio - Regime del reverse charge - Diligenza richiesta ad un operatore professionale - Esclusione della condotta colposa.

L’Amministrazione aveva recuperato IVA e sanzioni sostenendo che gli acquisti di tartufi fossero operazioni soggettivamente inesistenti inserite in una frode carosello; la CTR aveva invece escluso sia la consapevolezza della società sia una sua colpevole ignoranza. La Cassazione ribadisce che l’Ufficio deve provare, anche mediante indizi specifici, la fittizietà del fornitore e la conoscenza, effettiva o esigibile con ordinaria diligenza professionale, della frode; solo dopo tale prova spetta al contribuente dimostrare la massima diligenza concretamente esigibile. Ritenuta corretta la valutazione regionale, rigetta il ricorso dell’Agenzia e la condanna alle spese.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15748

Cassazione, sentenza n. 15748 del 5/06/2023

Sentenza n. 15748 del 05/06/2023

L’avviso recuperava IVA e sanzioni per acquisti di tartufi che l’Ufficio qualificava come operazioni soggettivamente inesistenti, realizzate tramite un fornitore fittizio per evitare il particolare regime di autofatturazione; la CTR aveva escluso il coinvolgimento consapevole o colposo della società. La Cassazione conferma che l’Amministrazione deve dimostrare, con elementi oggettivi anche presuntivi, la conoscenza o conoscibilità della frode secondo la diligenza professionale, prima che sorga l’onere della prova contraria. Poiché il giudice regionale aveva correttamente valutato gli indizi e le critiche miravano anche a riesaminare i fatti, il ricorso è rigettato con condanna alle spese.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15746

Cassazione, sentenza n. 15746 del 5/06/2023

Sentenza n. 15746 del 05/06/2023

L’Amministrazione aveva recuperato IVA e sanzioni ritenendo che gli acquisti di tartufi fossero operazioni soggettivamente inesistenti inserite in una frode carosello; la CTR aveva invece escluso la consapevolezza della società e la sua colpevole ignoranza. La Cassazione ribadisce che l’Ufficio deve provare, con elementi oggettivi anche presuntivi, tanto la fittizietà del fornitore quanto la conoscenza o conoscibilità della frode secondo la diligenza professionale. Ritenendo corretta la valutazione complessiva degli indizi compiuta in appello e inammissibile un nuovo esame dei fatti, rigetta il ricorso dell’Agenzia e la condanna alle spese.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15744

Cassazione, sentenza n. 15744 del 5/06/2023

Sentenza n. 15744 del 05/06/2023

Per due annualità l’Ufficio aveva negato la detrazione IVA, assumendo che società interposte mascherassero acquisti di tartufi da raccoglitori privi di partita IVA; i giudici regionali avevano ravvisato la partecipazione consapevole della contribuente alla frode sulla base del quadro indiziario. La Cassazione rileva che la CTR non aveva esaminato concretamente le difese della società né accertato la sua consapevolezza o colpevole inconsapevolezza, limitandosi alla fittizietà delle operazioni e senza chiarire l’effettivo ruolo dei fornitori. Accoglie quindi il ricorso, cassa la sentenza e rinvia al giudice tributario regionale per un nuovo esame.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15741

Cassazione, sentenza n. 15741 del 5/06/2023

Sentenza n. 15741 del 05/06/2023

L’accertamento aveva recuperato IVA e sanzioni sostenendo che fornitori interposti occultassero acquisti di tartufi da raccoglitori senza partita IVA; la CTR aveva posto sulla contribuente la prova contraria dopo aver ritenuto dimostrata la sola fittizietà delle operazioni. La Cassazione considera erroneo tale riparto: l’Amministrazione deve provare anche che il cessionario conoscesse o dovesse conoscere la frode secondo l’ordinaria diligenza professionale, valutando globalmente gli indizi. La decisione regionale non aveva inoltre esaminato le specifiche difese della società né chiarito l’effettivo ruolo dei fornitori, confondendo il loro mancato versamento dell’imposta con la loro inesistenza soggettiva.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15739

Cassazione, sentenza n. 15739 del 5/06/2023

Sentenza n. 15739 del 05/06/2023

Per l’anno contestato l’Ufficio aveva negato la detrazione IVA, qualificando come soggettivamente inesistenti gli acquisti di tartufi fatturati da società ritenute interposte; la CTR aveva confermato l’accertamento e richiesto alla contribuente la prova contraria della propria estraneità. La Cassazione giudica erronea questa impostazione, poiché l’Amministrazione deve dimostrare anche la conoscenza o conoscibilità della frode da parte del cessionario mediante indizi specifici, gravi, precisi e concordanti. Il giudice regionale aveva invece omesso di vagliare concretamente le difese e di chiarire se i fornitori fossero realmente fittizi o soltanto inadempienti nel versamento dell’imposta.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15641

Cassazione, sentenza n. 15641 del 5/06/2023

Sentenza n. 15641 del 05/06/2023

La controversia riguardava il recupero dell’IVA su cessioni effettuate senza applicazione dell’imposta in base a dichiarazioni d’intento rilasciate da soggetti privi dei requisiti di esportatori abituali. La Cassazione ritiene corretta la valutazione complessiva degli indizi compiuta dalla CTR, dalla quale emergevano la consapevole partecipazione della cedente alla frode e il vantaggio derivante dalla formazione e compensazione di un ingente credito IVA; precisa inoltre che l’omesso esame di singoli documenti non integra l’omesso esame di un fatto storico. Il ricorso è rigettato, con condanna alle spese.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 15640

Cassazione, sentenza n. 15640 del 5/06/2023

Sentenza n. 15640 del 05/06/2023

Gli accertamenti riguardavano IRES, IRAP, IVA e sanzioni connessi ad acquisti fatturati da soggetti interposti; la CTR aveva riconosciuto la deducibilità dei costi, ma confermato i rilievi IVA e la partecipazione della contribuente alla frode. La Cassazione giudica sufficientemente motivati gli atti, esclude un diritto della contribuente a partecipare alle verifiche svolte presso i fornitori e conferma, per i profili esaminati, IVA e sanzioni. Accoglie però la censura sull’omessa pronuncia relativa al cumulo giuridico delle sanzioni, cassando sul punto e rinviando al giudice regionale.

  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Sanzioni
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 15639

Cassazione, sentenza n. 15639 del 5/06/2023

Sentenza n. 15639 del 05/06/2023

Gli avvisi recuperavano l’IVA non applicata su cessioni formalmente destinate a esportatori abituali, che l’Ufficio riteneva riferibili a operazioni soggettivamente inesistenti e a un accordo fraudolento. La Cassazione considera non riesaminabile in sede di legittimità l’accertamento di fatto della CTR e afferma che la consapevolezza della falsità delle dichiarazioni d’intento impedisce al cedente di beneficiare della non imponibilità; anche la formazione di un credito IVA costituisce un vantaggio rilevante, pur senza rimborso. Il ricorso è integralmente rigettato, con condanna alle spese.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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