Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 19067

Cassazione, sentenza n. 19067 del 5/07/2023

Sentenza n. 19067 del 05/07/2023

La domanda riguardava il rimborso delle tariffe pagate per due variazioni di autorizzazioni all’immissione in commercio di medicinali; la contribuente qualificava come imposta la parte destinata al Ministero dopo l’istituzione dell’AIFA. La Cassazione conferma invece la natura unitaria e tendenzialmente commutativa della tariffa: la maggiorazione del 20% e la ripartizione delle entrate non ne hanno mutato i criteri, ancora correlati al costo dei servizi resi e al valore economico delle operazioni. Il ricorso è rigettato, con integrale compensazione delle spese per la novità della questione.

N. 19064

Cassazione, sentenza n. 19064 del 5/07/2023

Sentenza n. 19064 del 05/07/2023

La lite riguardava le rate 2010 del canone per l’installazione di mezzi pubblicitari, che la CTR aveva rideterminato disapplicando le tariffe comunali perché ritenute superiori al limite legale; il Comune aveva impugnato tale decisione anche per ragioni di giurisdizione e giudicato esterno. Durante il giudizio le parti hanno transatto e il Comune ha depositato una rinuncia al ricorso, ritualmente accettata. La Cassazione dichiara pertanto estinto il procedimento senza pronunciarsi sui motivi e compensa le spese in conformità all’accordo raggiunto.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 19017

Cassazione, sentenza n. 19017 del 5/07/2023

Sentenza n. 19017 del 05/07/2023

La controversia concerne sei avvisi di accertamento per il parziale versamento del canone pubblicitario relativo al 2015; i giudici di merito li avevano annullati ritenendo che il Comune avesse sostituito dal 2002 l’imposta comunale sulla pubblicità con il CIMP, comprensivo dell’occupazione di spazi pubblici. La Cassazione esclude il vizio di motivazione, ma ritiene errata la ricostruzione secondo cui il Comune avrebbe accorpato il canone di locazione o occupazione nel CIMP. Accoglie quindi il secondo motivo, cassa la sentenza e rinvia alla Corte tributaria regionale in diversa composizione.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 19009

Cassazione, sentenza n. 19009 del 5/07/2023

Sentenza n. 19009 del 05/07/2023

La contribuente aveva chiesto il rimborso dell’eccedenza versata sul canone per l’installazione di mezzi pubblicitari dal 2005 al 2009; la CTR aveva negato la restituzione, considerando intangibili le delibere tariffarie e ravvisando nel pagamento un riconoscimento del debito. In cassazione erano contestate, tra l’altro, la disapplicabilità delle delibere, la riserva di ripetizione e il limite tariffario, mentre il Comune aveva proposto ricorso incidentale. Dopo una transazione, entrambe le parti hanno rinunciato ai rispettivi ricorsi: la Corte dichiara estinto il procedimento e compensa le spese.

N. 18867

Cassazione, sentenza n. 18867 del 4/07/2023

Sentenza n. 18867 del 04/07/2023

Una società contestava una cartella TARI, deducendo vizi della notifica via PEC, assenza di firma digitale e attestazione di conformità, nonché mancata indicazione del responsabile del procedimento; i giudici di merito avevano confermato la pretesa. La Cassazione precisa che la copia informatica di una cartella originariamente cartacea non richiede firma digitale né attestazione se la conformità non è specificamente disconosciuta; dichiara inoltre nuova la censura sull’indirizzo PEC e non autosufficiente quella sul responsabile. Il ricorso è rigettato, restando ferma la cartella TARI.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 18855

Cassazione, sentenza n. 18855 del 4/07/2023

Accertamento - Bilancio certificato - Società di revisione.

La società chiedeva il rimborso delle imposte versate su un accantonamento al fondo oscillazione cambi, sostenendone la deducibilità retroattiva; dopo precedenti rinvii, la CTR aveva riconosciuto la conformità del metodo contabile ai criteri fiscali applicabili. La Cassazione conferma che, per fatti non dimostrabili analiticamente, il bilancio certificato e la relazione della società di revisione costituiscono prove rilevanti, confutabili con documenti idonei a dimostrare errori o inadempimenti, e ritiene legittima la rettifica tempestiva mediante istanza di rimborso. Il ricorso dell’Amministrazione è rigettato.

  • Contabilità e Bilancio
  • Revisione legale
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 18821

Cassazione, sentenza n. 18821 del 4/07/2023

Sentenza n. 18821 del 04/07/2023

La controversia riguardava un’ingiunzione e la cartella presupposta per TARI 2014, che la CTR aveva considerato validamente notificate via PEC e ormai definitive per mancata tempestiva impugnazione. La Cassazione dichiara nuova la censura sull’indirizzo PEC del mittente e afferma che le copie informatiche di atti cartacei non richiedono firma digitale o attestazione di conformità quando la corrispondenza agli originali non sia specificamente disconosciuta; le contestazioni sulla cartella definitiva non possono inoltre essere riproposte contro l’atto successivo. Il ricorso è rigettato.

N. 18786

Cassazione, ordinanza n. 18786 del 4/07/2023

Ordinanza n. 18786 del 04/07/2023

L’accertamento sintetico IRPEF per il 2006 era fondato sulla disponibilità di un’autovettura e sui relativi canoni di leasing, che il contribuente sosteneva inerenti alla propria attività; la CTR aveva accolto l’appello dell’Ufficio. La Cassazione afferma che i canoni di leasing relativi a beni di lusso possono esprimere capacità contributiva anche per annualità anteriori al 2009 e conferma l’accertamento di merito secondo cui il veicolo non era strumentale; reputa invece irrilevante, in questa sede, la deducibilità dei canoni. Il ricorso è integralmente rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Autovetture e Fisco
  • Contenzioso
N. 18767

Cassazione, sentenza n. 18767 del 4/07/2023

Sentenza n. 18767 del 04/07/2023

Il Comune contestava l’annullamento di una cartella TARI 2016, disposto dalla CTR sul rilievo che gran parte dello stabilimento producesse rifiuti speciali non assimilabili, smaltiti tramite operatori autorizzati. La Cassazione precisa che l’esclusione dalla superficie imponibile riguarda soltanto la porzione puntualmente individuata nella quale tali rifiuti si formano in via continuativa e prevalente; ritiene quindi insufficiente il generico riferimento a una superficie interessata «in larga misura», mentre dichiara inammissibili le altre censure sulla classificazione dei rifiuti e degli imballaggi. La sentenza è cassata con rinvio per un nuovo accertamento.

N. 18765

Cassazione, sentenza n. 18765 del 4/07/2023

Sentenza n. 18765 del 04/07/2023

Una società impugnava un avviso di pagamento TARI 2014, sostenendo la non tassabilità delle aree produttive e dei magazzini, l’autonomo smaltimento dei rifiuti e la mancata prova comunale dell’attivazione del servizio; i giudici di merito avevano respinto le contestazioni per difetto di prova e per l’assimilazione regolamentare dei rifiuti agli urbani. La Cassazione esclude che il giudicato relativo al 2015 si estenda automaticamente all’annualità controversa, poiché superficie tassabile e modalità del servizio sono elementi variabili, e non accoglie le doglianze proposte. Il ricorso è quindi rigettato.

N. 18949

Cassazione, sentenza n. 18949 del 4/07/2023

Sentenza n. 18949 del 04/07/2023

I contribuenti impugnavano una cartella relativa all’imposta di registro liquidata su una compravendita immobiliare, contestandone notificazione postale, sottoscrizione, indicazioni difensive e tempestività. La Cassazione conferma che l’agente della riscossione può notificare direttamente la cartella tramite posta ordinaria, senza relata o raccomandata informativa; la mancata sottoscrizione non invalida l’atto e l’omessa indicazione dei rimedi può giustificare soltanto la rimessione in termini. Divenuto definitivo l’avviso di liquidazione, opera il termine decennale di prescrizione e non la decadenza prevista per altri tributi; il ricorso è rigettato.

  • Imposta di registro
  • Riscossione
  • Processo tributario
  • Immobili
N. 18924

Cassazione, sentenza n. 18924 del 4/07/2023

Sentenza n. 18924 del 04/07/2023

La controversia verteva su quattro avvisi di accertamento per maggiore IVA, annullati in appello; l’Agenzia contestava la necessità di un ulteriore processo verbale per altre annualità e la possibilità che gli errori di aliquota dei fornitori non ricadessero sulla committente. Durante il giudizio, l’Amministrazione ha annullato parzialmente gli avvisi in autotutela e la contribuente ha definito la pretesa residua versando tempestivamente quanto ancora dovuto. La Cassazione dichiara quindi estinto il processo per cessazione della materia del contendere, lasciando le spese a carico di chi le aveva anticipate.

  • IVA
  • Autotutela
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 18922

Cassazione, sentenza n. 18922 del 4/07/2023

Sentenza n. 18922 del 04/07/2023

La controversia riguardava gli interessi residui e il maggior danno da svalutazione richiesti insieme al rimborso di un credito IVA, dopo che l’Amministrazione aveva pagato la sorte capitale. La Cassazione esclude che la generica richiesta iniziale e la domanda di cessazione della materia del contendere rendessero incontestati i presupposti del maggior danno; afferma inoltre che gli interessi devono essere calcolati escludendo gli intervalli documentali previsti e che la sola qualità di istituto bancario non prova il danno da svalutazione. Sono accolti parzialmente il primo motivo e il terzo e quarto, mentre il secondo è assorbito; il dispositivo conclusivo non è riportato.

N. 18920

Cassazione, sentenza n. 18920 del 4/07/2023

Sentenza n. 18920 del 04/07/2023

La controversia riguardava il rimborso delle ritenute IRPEF applicate dall’INPS a una pensione percepita nel 2016 da una contribuente residente in Portogallo, già riconosciuto nei due gradi di merito. La Cassazione afferma che, ai fini della Convenzione Italia-Portogallo, rileva il potenziale assoggettamento illimitato nello Stato di residenza, non l’effettivo prelievo, e ritiene adeguatamente provati residenza e requisiti convenzionali mediante la documentazione esaminata dalla CTR. Il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è pertanto rigettato, con condanna alle spese.

N. 18916

Cassazione, sentenza n. 18916 del 4/07/2023

Sentenza n. 18916 del 04/07/2023

Una società chiedeva il rimborso integrale dell’aggio versato su una cartella provvisoria, dopo che la pretesa tributaria era stata ridotta mediante conciliazione giudiziale; i giudici di merito avevano accolto la domanda valorizzando la natura novativa dell’accordo. La Cassazione chiarisce che l’aggio, accessorio alla pretesa e destinato a finanziare complessivamente il servizio di riscossione, non viene meno integralmente quando la conciliazione riduce soltanto l’importo dovuto: il rimborso spetta nei limiti dell’eccedenza rispetto alla pretesa concordata. La sentenza è cassata con rinvio.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 18905

Cassazione, sentenza n. 18905 del 4/07/2023

Sentenza n. 18905 del 04/07/2023

La controversia riguardava un atto di recupero per credito IVA indebitamente compensato e le relative sanzioni: la contribuente aveva effettuato il ravvedimento prima della notifica dell’atto e, successivamente, pagato anche la sanzione integrale per ottenere lo sblocco di un rimborso. La Cassazione esclude che quest’ultimo pagamento, privo di carattere spontaneo e non accompagnato da una rinuncia inequivoca, comporti acquiescenza o precluda l’impugnazione; conferma inoltre l’applicazione retroattiva della disciplina più favorevole del ravvedimento. Il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è rigettato.

N. 18896

Cassazione, sentenza n. 18896 del 4/07/2023

Sentenza n. 18896 del 04/07/2023

L’accertamento contestava IVA e imposte dirette relative a fatture emesse nel 2009, ritenute riferite a operazioni oggettivamente inesistenti, mentre la CTR aveva escluso la pretesa valorizzando la documentazione formale, l’assenza d’intento evasivo e il rischio di duplicazione dell’imposta. La Cassazione ribadisce che, forniti dall’Ufficio attendibili indizi d’inesistenza, il contribuente deve provare l’effettività delle operazioni e non può limitarsi a fatture o scritture regolari; inoltre, l’IVA indicata in fattura resta dovuta finché non sia eliminato il rischio per il gettito. Accolti quattro motivi, la causa è rinviata.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 18687

Cassazione, sentenza n. 18687 del 3/07/2023

Sentenza n. 18687 del 03/07/2023

La controversia riguarda una cartella TARI 2016 emessa dopo dichiarazioni di variazione con cui la contribuente aveva ridotto le superfici tassabili, indicando aree produttive di rifiuti speciali smaltiti autonomamente. La Cassazione rileva che la CTR, pur ridimensionando il tributo, ha omesso di pronunciarsi sulla necessità di un previo avviso di accertamento: la riscossione diretta mediante cartella è consentita solo quando deriva dalla meccanica applicazione dei dati dichiarati. Accoglie pertanto il ricorso nei limiti di tale censura, mentre dichiara inammissibile perché nuova la contestazione sull’indirizzo PEC del mittente.

  • Tributi locali
  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • Processo tributario
N. 18684

Cassazione, sentenza n. 18684 del 3/07/2023

Sentenza n. 18684 del 03/07/2023

Una società contestava la notifica telematica di una cartella perché proveniente da un indirizzo PEC dell’agente della riscossione non inserito nel registro INI-PEC. La Cassazione afferma che, nella disciplina tributaria, l’obbligo di utilizzare l’indirizzo risultante da tale indice riguarda testualmente il destinatario; l’uso, da parte del mittente, di una PEC non censita non determina di per sé nullità quando la provenienza sia evidente e non sia allegato uno specifico pregiudizio difensivo. Non essendo stato dimostrato tale pregiudizio, il ricorso è rigettato.

N. 18660

Cassazione, sentenza n. 18660 del 3/07/2023

Sentenza n. 18660 del 03/07/2023

Il contribuente chiedeva il rimborso dell’addizionale IRPEF del 10% applicata, per il 2014 e il 2016, a bonus e stock option inferiori al triplo della retribuzione fissa; la CTR aveva negato il rimborso. La Cassazione interpreta la modifica dell’articolo 33 del decreto-legge n. 78 del 2010 nel senso che l’addizionale colpisce la retribuzione variabile eccedente quella fissa, senza che permanga la soglia del triplo come ulteriore presupposto. Aderendo alla tesi dell’Amministrazione finanziaria, ritiene quindi non dovuto il rimborso richiesto.

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