Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.954 documenti

N. 23516

Cassazione, ordinanza n. 23516 del 19/08/2025

Accertamento - Verifica fiscale - Fatture di acquisto - Operazioni inesistenti - Prove presuntive

L’Amministrazione aveva recuperato IRES, IRAP e IVA, disconoscendo costi e detrazione relativi a fatture per operazioni ritenute oggettivamente inesistenti; la CTR aveva invece accolto l’appello della società. La Corte ribadisce che l’Ufficio deve provare la fittizietà anche per presunzioni, mentre il contribuente deve offrire rigorosa prova contraria, non bastando fatture, regolarità contabile o pagamenti formalmente tracciati. Poiché la CTR non aveva valutato i molteplici indizi addotti dall’Ufficio e aveva sostanzialmente invertito l’onere probatorio, la sentenza è cassata, anche per ulteriori vizi accolti, con rinvio al giudice regionale.

N. 23152

Cassazione, ordinanza n. 23152 del 12/08/2025

Processo tributario - Spese processuali

Dopo l’annullamento di un’intimazione con riferimento a cartelle oggetto di stralcio o già prescritte, il giudice d’appello aveva compensato le spese dei due gradi richiamando soltanto l’“esito del giudizio”. La Corte afferma che, fuori dalla soccombenza reciproca, la compensazione nel processo tributario richiede gravi ed eccezionali ragioni espressamente motivate, non illogiche né erronee. Ritenuto perplesso e indeterminato il richiamo utilizzato, accoglie il ricorso, cassa il capo sulle spese e rinvia alla Corte di giustizia tributaria calabrese per un nuovo esame.

N. 23052

Cassazione, ordinanza n. 23052 del 11/08/2025

Riscossione - Prescrizione - Sanzioni - Interessi - Termine quinquennale

Una società contestava l’intimazione relativa a più cartelle, sostenendo che interessi, sanzioni e altri oneri fossero prescritti in cinque anni; la CTR aveva applicato anche agli accessori il termine decennale. La Corte distingue le sanzioni fondate su un provvedimento giurisdizionale irrevocabile, soggette a prescrizione decennale, dalle altre, per le quali vale il termine quinquennale; anche gli interessi tributari, autonomi dal capitale una volta maturati, si prescrivono in cinque anni. Accoglie quindi il ricorso, cassa la decisione e rinvia al giudice regionale per l’applicazione del principio e la regolazione delle spese.

N. 22748

Cassazione, ordinanza n. 22748 del 6/08/2025

Processo tributario - Pronuncia riferita ad altra annualità

Nel giudizio sulla cartella emessa da controllo automatizzato per IRES 2014 e disciplina delle società non operative, la contribuente aveva eccepito in appello un giudicato esterno relativo alla stessa imposta e fattispecie, ma a un’annualità diversa. La Corte stabilisce che il giudice deve pronunciarsi espressamente sull’eccezione, anche se possa risultare tardiva, infondata o riferita a un periodo differente, valutandone ammissibilità ed efficacia preclusiva. Accoglie pertanto il motivo per omessa pronuncia, dichiara inammissibile l’altra censura, cassa la sentenza e rinvia per nuovo esame.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • IRES
  • Società di capitali
N. 22730

Cassazione, ordinanza n. 22730 del 6/08/2025

Processo tributario- Giudizio di rinvio - Ricorso in riassunzione proposto personalmente- Conseguenza - Errore nella individuazione del giudice del rinvio

Dopo una precedente cassazione con rinvio alla commissione regionale campana, la società aveva riassunto personalmente la causa davanti al giudice pugliese, che dichiarò il ricorso inammissibile sia per difetto di assistenza tecnica sia perché rivolto a un organo diverso da quello designato. La Corte precisa che il primo vizio richiedeva un previo invito a nominare un difensore e risultava comunque sanato. Tuttavia, la competenza del giudice del rinvio è funzionale e inderogabile: l’errore non consente la translatio iudicii, sicché resta ferma l’inammissibilità della riassunzione.

N. 22605

Cassazione, ordinanza n. 22605 del 5/08/2025

Processo tributario - Giudizio di rinvio - Spese processuali

Il contribuente impugnava esclusivamente la compensazione integrale delle spese disposta dal giudice del rinvio, che aveva accolto il ricorso contro un accertamento IRAP e IVA ma valorizzato l’esito di una precedente fase di legittimità e una sopravvenuta assoluzione penale. La Corte afferma che le spese vanno regolate secondo la soccombenza complessiva dell’intero processo, non secondo il risultato dei singoli gradi; inoltre, l’assoluzione non giustifica la compensazione senza verificare identità dei documenti e incidenza sull’esito. Accoglie il ricorso, cassa e rinvia per una nuova regolazione delle spese.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Accertamento fiscale
N. 22476

Cassazione, ordinanza n. 22476 del 4/08/2025

Sanzioni - Non trasmissibili agli eredi

Il giudizio riguardava esclusivamente sanzioni irrogate per l’omessa indicazione, nella dichiarazione dei redditi, di attività finanziarie detenute all’estero; dopo il rinvio, l’Agenzia aveva contestato la rideterminazione operata dal giudice regionale. Documentato il decesso del contribuente durante il giudizio di legittimità, la Corte applica il principio generale di personalità della responsabilità: l’obbligazione sanzionatoria tributaria riferibile alla persona fisica si estingue con la sua morte e non si trasmette agli eredi. Dichiara quindi estinto il giudizio per cessata materia del contendere, senza esaminare i motivi né regolare le spese.

N. 22155

Cassazione, sentenza n. 22155 del 31/07/2025

IVA - Detrazione e rivalsa - Pro-rata - Percentuale di detrazione - Cessione quote partecipazione a fondo immobiliare chiuso

La controversia riguardava il computo, nel pro-rata IVA, della cessione di quote ricevute a fronte dell’apporto di immobili a un fondo immobiliare chiuso; la CTR aveva escluso l’operazione perché ritenuta accessoria e assimilabile a una cessione d’azienda. La Cassazione ha precisato che l’attività propria va individuata in base all’attività effettivamente svolta, non al solo oggetto sociale, e che l’accessorietà è esclusa se l’operazione costituisce un prolungamento diretto, permanente e necessario dell’attività imponibile. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Immobili
  • Contenzioso
N. 22124

Cassazione, ordinanza n. 22124 del 31/07/2025

Contenzioso tributario - Giudicato esterno

Il giudizio verteva sull’assoggettamento a TARSU di un centro commerciale per il 2009 e 2010, escluso dalla CTR sulla base di una convenzione comunale di esenzione. La Cassazione ha attribuito efficacia di giudicato esterno alla precedente decisione, resa tra le stesse parti per altre annualità, che aveva definitivamente accertato la nullità della convenzione: l’autonomia dei periodi d’imposta non impedisce infatti il giudicato sugli elementi costitutivi di carattere permanente. Accolto il ricorso del Comune, la Corte ha cassato la sentenza e rigettato nel merito il ricorso originario della contribuente.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 21906

Cassazione, ordinanza n. 21906 del 30/07/2025

Accertamento - Costi di sponsorizzazione - Inerenza

L’accertamento aveva recuperato costi di sponsorizzazione ai fini IRES, IRAP e IVA, ritenuti dalla CTR non inerenti anche per la loro entità e per la mancata prova di un ritorno commerciale. La Cassazione ha confermato che l’antieconomicità può sorreggere presunzioni di maggior reddito anche in presenza di contabilità regolare, con prova contraria a carico del contribuente; ha però chiarito che l’inerenza della sponsorizzazione è qualitativa e può consistere in un beneficio potenziale o indiretto, senza richiedere un’utilità concreta. Il secondo motivo è stato parzialmente accolto, con cassazione e rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • IVA
  • Imprese
  • Contenzioso
N. 21271

Cassazione, sentenza n. 21271 del 25/07/2025

Accertamento "a tavolino" - Contraddittorio

Le Sezioni Unite hanno esaminato un accertamento IVA “a tavolino” che i giudici di merito avevano annullato per mancato contraddittorio preventivo, considerando sufficientemente non pretestuose le difese prospettate dalla contribuente. Per la disciplina anteriore all’art. 6-bis dello Statuto, la Corte ha riconosciuto l’obbligo generale solo per i tributi armonizzati e ha richiesto, ai fini dell’invalidità, la concreta indicazione di fatti e informazioni ragionevolmente idonei, secondo una prognosi ex ante, a determinare un esito impositivo diverso o più mite. Il ricorso dell’Agenzia è stato accolto.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 21025

Cassazione, ordinanza n. 21025 del 24/07/2025

Riscossione - Cartella ex art. 36 ter Dpr 600/73 - Notificazione della comunicazione d'irregolarità - Cambio di residenza - Decorrenza degli effetti

La cartella IRPEF derivava da un controllo della dichiarazione ed era stata preceduta da una comunicazione d’irregolarità notificata nel precedente Comune di residenza, nonostante il trasferimento anagrafico avvenuto undici mesi prima. La Cassazione ha stabilito che, trascorsi sessanta giorni dall’iscrizione della variazione nei registri comunali, il nuovo domicilio fiscale è opponibile all’ente impositore e al riscossore anche senza una specifica comunicazione all’Ufficio. Accolto il ricorso del contribuente, la Corte ha cassato la decisione regionale e, decidendo nel merito, ha annullato la cartella.

N. 20929

Cassazione, sentenza n. 20929 del 23/07/2025

Sentenza n. 20929 del 23/07/2025

Le Sezioni Unite hanno individuato il rimedio contro la revoca dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato disposta dalla Commissione competente nel processo tributario. La Corte ha affermato che l’impugnazione deve essere proposta mediante l’opposizione prevista dall’art. 170 del testo unico sulle spese di giustizia, secondo il procedimento richiamato da tale disposizione, e non con il ricorso diretto per cassazione previsto dalla disciplina particolare del processo penale. Poiché il provvedimento era stato impugnato direttamente in sede di legittimità, il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con compensazione delle spese.

N. 19781

Cassazione, sentenza n. 19781 del 17/07/2025

Accertamento - Accertamento con adesione

Dopo il perfezionamento di accertamenti con adesione, la contribuente sosteneva che il credito originario fosse estinto per novazione e che non potesse quindi permanere l’ipoteca autorizzata a garanzia della pretesa erariale. La Cassazione ha escluso che l’adesione sia una transazione novativa: si tratta di un accordo di diritto pubblico, regolato da norme speciali cogenti e non fondato sulle reciproche concessioni proprie della transazione civile. Ritenute inammissibili o infondate anche le censure sui presupposti e sulla permanenza della misura cautelare, la Corte ha rigettato integralmente il ricorso.

N. 19574

Cassazione, ordinanza n. 19574 del 15/07/2025

Accertamento analitico induttivo - Costi sostenuti

L’accertamento analitico-induttivo, fondato su documentazione extracontabile, aveva recuperato ricavi non fatturati e disconosciuto costi ai fini delle imposte sui redditi, dell’IRAP e dell’IVA; i giudici regionali avevano richiesto per i componenti negativi elementi certi e precisi. La Cassazione ha confermato la valenza presuntiva della contabilità parallela, ma ha affermato che anche nell’accertamento analitico-induttivo l’imprenditore può fornire prova presuntiva contraria mediante un’incidenza percentuale forfetaria dei costi di produzione, da sottrarre ai maggiori ricavi presunti. Accolto il quinto motivo, la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 18931

Cassazione, sentenza n. 18931 del 10/07/2025

IMU - Occupazione abusiva

Il Comune chiedeva l’IMU per un immobile che, nell’anno d’imposta, era rimasto indisponibile a causa di occupazione abusiva e sequestro preventivo; i giudici di merito avevano escluso il presupposto impositivo. Applicando la sopravvenuta pronuncia della Corte costituzionale, la Cassazione ha ritenuto irragionevole ravvisare capacità contributiva nel proprietario privato dell’utilizzo e della disponibilità del bene che abbia tempestivamente denunciato l’occupazione, circostanze già accertate nel giudizio. Il ricorso comunale è stato quindi rigettato, mentre quello incidentale condizionato è rimasto assorbito.

  • IMU
  • Tributi locali
  • Immobili
  • Contenzioso
N. 18215

Cassazione, sentenza n. 18215 del 4/07/2025

Rimborso credito imposta dividendi - Convenzione Italia - Regno Unito

Una società madre estera chiedeva il credito d’imposta previsto dalla Convenzione Italia-Regno Unito sui dividendi ricevuti dalla controllata italiana, dopo aver beneficiato dell’esenzione dalla ritenuta; il giudice del rinvio aveva negato il rimborso per mancata prova dell’imposta effettivamente pagata. La Cassazione ha chiarito che l’esenzione non elimina necessariamente la doppia imposizione economica e che la condizione di assoggettamento riguarda la potenziale imposizione nello Stato di residenza, non l’effettivo prelievo. Accolti i primi due motivi, la Corte ha cassato la sentenza e accolto nel merito il ricorso originario, ferme le ritenute convenzionali indicate.

N. 17992

Cassazione, sentenza n. 17992 del 2/07/2025

Sentenza n. 17992 del 02/07/2025

La controversia riguarda una cartella per imposta di successione notificata a eredi che avevano accettato con beneficio d’inventario, dopo la definitività dell’avviso di liquidazione. La Cassazione chiarisce che tale definitività consolida l’obbligazione tributaria, ma la riscossione resta sospesa sino alla chiusura della liquidazione dei debiti ereditari e può operare soltanto in presenza di un residuo attivo, entro il valore concretamente pervenuto all’erede. Accolto il ricorso, la sentenza è cassata con rinvio per accertare l’esito della liquidazione ereditaria.

  • Imposte indirette
  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 17991

Cassazione, sentenza n. 17991 del 2/07/2025

Sentenza n. 17991 del 02/07/2025

L’Ufficio aveva assoggettato a imposta di donazione una delibera di aumento di capitale liberato mediante conferimento di rami d’azienda, ravvisando un arricchimento gratuito del socio preesistente nella sproporzione tra conferimenti e partecipazioni assegnate. La Cassazione afferma che l’atto registrato va interpretato secondo i suoi effetti giuridici, non secondo la sostanza economica dell’operazione: il sovrapprezzo incrementava il patrimonio della conferitaria e non integrava, per il solo atto, una liberalità verso il socio. Accolti i primi due motivi, la Corte cassa e decide nel merito accogliendo il ricorso originario.

  • Imposte indirette
  • Imposta di registro
  • Società
  • Operazioni straordinarie
  • Contenzioso
N. 17949

Cassazione, sentenza n. 17949 del 2/07/2025

Sentenza n. 17949 del 02/07/2025

La società chiedeva il rimborso dell’accisa versata sul gas naturale destinato alla produzione di energia elettrica, sostenendo che il termine biennale decorresse dalla dichiarazione annuale o dalla pronuncia unionale che aveva riconosciuto l’esenzione. La Cassazione distingue il conguaglio a credito maturato nel rapporto ordinario dal pagamento indebito sin dall’origine: nel secondo caso, ricorrente nella fattispecie, la decadenza decorre da ciascun versamento, poiché il diritto al rimborso è immediatamente esercitabile e la pronuncia della Corte di giustizia ha natura dichiarativa. Il motivo è quindi ritenuto infondato.

  • Imposte indirette
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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