Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.954 documenti

N. 27451

Cassazione, ordinanza n. 27451 del 14/10/2025

Accertamento - Redditi da fabbricati - Locazione commerciale

Gli accertamenti recuperavano redditi relativi a una locazione commerciale, determinati secondo il canone effettivo accertato in sede civile anche per il periodo di morosità precedente alla risoluzione; i giudici tributari di merito avevano accolto l’impugnazione del locatore. La Cassazione ha chiarito che i canoni commerciali concorrono al reddito fondiario indipendentemente dalla percezione finché il contratto rimane in vita e che la risoluzione di un rapporto a esecuzione continuata non elimina l’obbligo relativo alle prestazioni anteriori. Ha accolto il ricorso dell’Agenzia e, decidendo nel merito, rigettato quello originario del contribuente.

  • Locazione immobili
  • Immobili
  • IRPEF
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 27238

Cassazione, ordinanza n. 27238 del 11/10/2025

IVA - Detrazione e rivalsa - Prova in giudizio

La controversia riguardava il disconoscimento di un credito IVA maturato in un’annualità per la quale la dichiarazione era stata presentata oltre novanta giorni, con conseguente cartella di pagamento. La Cassazione ha chiarito che la detrazione richiede la prova dell’effettiva operazione e una valida fattura d’acquisto annotata nei registri IVA, non anche la dimostrazione del pagamento; poiché i giudici di merito avevano attribuito rilievo decisivo proprio al mancato pagamento, ha accolto il ricorso, cassato la sentenza e rinviato per un nuovo esame.

  • IVA
  • Dichiarazioni
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario
N. 27138

Cassazione, ordinanza n. 27138 del 9/10/2025

Contenzioso - Giurisdizione italiana - Ricorso - Sottoscrizione

L’Agenzia contestava l’ammissibilità del ricorso introduttivo, sottoscritto dal difensore nell’esemplare depositato presso la segreteria ma non nella copia notificata, nonché la decisione di merito e la nullità dell’accertamento emesso prima del termine dilatorio. La Cassazione ha escluso l’inammissibilità, riservandola alla mancanza materiale e totale della firma, e ha confermato che l’imminente decadenza non giustifica l’inosservanza del termine di sessanta giorni. Il ricorso dell’Agenzia è stato quindi integralmente rigettato, con condanna alle spese.

N. 27136

Cassazione, ordinanza n. 27136 del 9/10/2025

Accertamento - Plusvalenze patrimoniali - Azione revocatoria - Contratto stipulato dal fallito - Validità ed efficacia

La lite verteva sulla plusvalenza derivante dal pagamento del residuo prezzo di una cessione di quote mediante trasferimento di altre partecipazioni da parte di una società successivamente fallita. La Cassazione ha affermato che il contratto dispositivo resta valido ed efficace finché la revocatoria fallimentare non sia accolta, con inefficacia comunque relativa; risultano pertanto irrilevanti la successiva vendita delle quote al valore nominale e il precedente sequestro giudiziario. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la sentenza favorevole alla contribuente è stata cassata con rinvio per nuovo giudizio.

  • Accertamento fiscale
  • Società
  • Procedure concorsuali
  • Processo tributario
N. 27128

Cassazione, ordinanza n. 27128 del 9/10/2025

Accertamento - Prove irritualmente raccolte - Inutilizzabilità delle prove

Una società contestava un accertamento IRES, IRAP e IVA fondato anche su indagini finanziarie estese a conti acquisiti senza formale autorizzazione. La Cassazione ha stabilito che tale irregolarità, riguardando un atto interno e preparatorio, non rende inutilizzabili i dati in assenza di una specifica previsione, di un concreto pregiudizio o della lesione di diritti fondamentali; nel caso esaminato tali conseguenze non erano state allegate. Anche la censura sulla doppia imposizione è stata dichiarata inammissibile perché generica, con integrale rigetto del ricorso.

N. 27118

Cassazione, ordinanza n. 27118 del 9/10/2025

Accertamento - Inattendibilità scritture contabili - Presunzioni semplici

L’accertamento analitico-induttivo traeva origine dall’inattendibilità delle scritture contabili, caratterizzate anche da fatture riferite a operazioni soggettivamente inesistenti, e dalla conseguente ricostruzione di maggiori ricavi. La Cassazione ha chiarito che l’Ufficio può colmare le lacune contabili mediante presunzioni semplici, anche basate su un solo elemento preciso e grave, trasferendo sul contribuente l’onere della prova; il giudice d’appello non aveva valutato adeguatamente gli elementi addotti. Accolti i primi tre motivi dell’Agenzia e respinto il ricorso incidentale, la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 27096

Cassazione, ordinanza n. 27096 del 9/10/2025

Accertamento - Deduzioni in bilancio - Perdita derivante da un accordo transattivo

L’Amministrazione aveva disconosciuto la deduzione di una perdita su crediti derivante da una transazione, sostenendo che non risultassero le ragioni economiche della rinuncia parziale. La Cassazione ha confermato che la perdita è deducibile quando fatti oggettivi rendano ragionevole la transazione e la documentazione ne dimostri con certezza e precisione l’esistenza, senza necessità di promuovere un giudizio per ottenere la dichiarazione d’insolvenza; nella specie, il bilancio della debitrice era stato ritenuto riscontro sufficiente. Il ricorso dell’Agenzia è stato rigettato, con condanna alle spese.

  • IRES
  • IRAP
  • Contabilità e Bilancio
  • Accertamento fiscale
  • Imprese
N. 27058

Cassazione, ordinanza n. 27058 del 8/10/2025

Accertamento - Operazioni straordinarie - Fusione - Riporto delle perdite

La controversia riguardava il riporto delle perdite pregresse e di periodo nell’ambito di una fusione con retrodatazione degli effetti fiscali, oltre a un motivo concernente costi di competenza. La Cassazione ha affermato che i limiti e il test di vitalità devono essere verificati anche per il periodo compreso tra l’inizio dell’esercizio e l’efficacia dell’operazione; poiché il test non era stato superato, il riporto non poteva essere riconosciuto. Rilevata inoltre l’omessa pronuncia sui costi, la Corte ha accolto il ricorso, cassato la decisione e rinviato per nuovo esame.

  • Operazioni straordinarie
  • IRES
  • IRAP
  • Società di capitali
  • Processo tributario
N. 27020

Cassazione, sentenza n. 27020 del 8/10/2025

IMU - Alloggi sociali

Un ente di edilizia residenziale pubblica contestava l’accertamento IMU che aveva negato l’esenzione dichiarata per gli alloggi sociali senza illustrarne specificamente le ragioni; i giudici di merito avevano invece ritenuto l’atto adeguatamente motivato. La Cassazione ha affermato che, nel caso considerato, la barratura della casella ministeriale relativa alle esenzioni rendeva univocamente riconoscibile il beneficio richiesto, anche in ragione delle funzioni dell’ente contribuente e delle informazioni disponibili al Comune. Ha quindi accolto la censura sul difetto di motivazione dell’accertamento, dichiarando assorbita quella sulla spettanza dell’esenzione.

  • IMU
  • Tributi locali
  • Immobili
  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
N. 26928

Cassazione, sentenza n. 26928 del 7/10/2025

Imposte ipotecarie e catastali - Società di investimento a capitale fisso

Una SICAF immobiliare chiedeva il rimborso delle imposte ipotecarie e catastali versate in misura proporzionale, sostenendo di poter beneficiare del regime fisso previsto per l’acquisto di fabbricati da parte delle imprese di costruzione o ristrutturazione. La Cassazione ha escluso l’agevolazione: l’attività edilizia eventualmente svolta tramite appaltatori resta strumentale all’oggetto esclusivo di investimento collettivo e non trasforma la SICAF in impresa edilizia. È stato pertanto confermato il diniego del rimborso mediante rigetto del ricorso della società.

  • Imposte indirette
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Società
  • Contenzioso
N. 26761

Cassazione, ordinanza n. 26761 del 5/10/2025

Iva - Operazioni soggettivamente inesistenti - Società interposte e meccanismi di evasione

La controversia riguardava avvisi IVA relativi a operazioni soggettivamente inesistenti e false dichiarazioni d’intento, nonché la tempestività del ricorso presentato dopo un’istanza di accertamento con adesione. La Cassazione ha escluso che la coeva domanda cautelare, priva di effettive censure impugnatorie, esprimesse univoca rinuncia all’adesione; ha però rilevato che, nel merito, il giudice d’appello aveva richiesto erroneamente un coinvolgimento fattivo nella frode, anziché valutare conoscenza o colpevole ignoranza e diligenza professionale. Rigettati il primo e il quarto motivo, ha accolto il secondo e il terzo, cassando con rinvio.

N. 26548

Cassazione, ordinanza n. 26548 del 2/10/2025

Riscossione - Irreperibilità assoluta

Una società contestava la cartella conosciuta tramite estratto di ruolo, sostenendo che la notificazione per irreperibilità assoluta fosse invalida; la CTR, pur ammettendo l’impugnazione, aveva ritenuto regolare la notifica. La Cassazione ha precisato che il notificatore deve indicare le ricerche concretamente svolte, non essendo sufficienti formule generiche prestampate, e ha rilevato che il giudice d’appello non ne aveva verificato l’adeguatezza. Accolto il secondo motivo, rigettato il primo e assorbito il terzo, la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 26544

Cassazione, ordinanza n. 26544 del 2/10/2025

Accertamento - Responsabilità per conto dell'ente

L’accertamento aveva recuperato IRES, IRAP e IVA nei confronti di un’associazione sportiva dilettantistica, estendendo la responsabilità solidale ai componenti del consiglio direttivo; i giudici di merito avevano confermato la pretesa e ritenuto tardiva la contestazione della legittimazione passiva. La Cassazione ha affermato che, per il semplice consigliere non legale rappresentante né sottoscrittore della dichiarazione, la responsabilità ex articolo 38 del codice civile non deriva automaticamente dalla carica: l’Amministrazione deve provare una concreta attività negoziale svolta per l’ente verso terzi. I primi tre motivi sono stati ritenuti fondati nei limiti indicati, richiedendosi un accertamento fattuale di merito.

N. 26467

Cassazione, ordinanza n. 26467 del 1/10/2025

Penale tributario - Efficacia sentenza penale irrevocabile

La controversia riguardava accertamenti reddituali fondati sull’attribuzione al contribuente del ruolo di amministratore di fatto in una frode carosello; il giudice d’appello li aveva annullati valorizzando in modo decisivo una successiva assoluzione penale, peraltro indicata come non irrevocabile. La Cassazione ha ribadito che anche l’assoluzione irrevocabile non produce automaticamente giudicato tributario, ma costituisce una possibile fonte di prova da valutare insieme agli elementi dell’accertamento. Accolto il primo motivo e assorbito il secondo, la sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame autonomo.

  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 26340

Cassazione, ordinanza n. 26340 del 29/09/2025

IVA - Operazioni soggettivamente inesistenti

Una società chiedeva il rimborso di IRES e IRAP assumendo come deducibile l’IVA divenuta indetraibile, e assolta mediante compensazione, dopo accertamenti con adesione relativi a operazioni soggettivamente inesistenti delle quali era stata riconosciuta consapevole. La Cassazione ha escluso che tale IVA costituisca un costo inerente: l’esborso verso il soggetto interposto interrompe il collegamento con l’attività produttiva e l’adesione aveva definitivamente regolato il rapporto d’imposta. Il primo motivo è stato respinto, il secondo assorbito e il ricorso rigettato, con condanna alle spese.

N. 26172

Cassazione, ordinanza n. 26172 del 25/09/2025

IMU - Condizione risolutiva - Effetti traslativi - Cambio destinazione d'uso

Una società di gestione chiedeva il rimborso dell’IMU versata su impianti fotovoltaici, deducendo la retroattiva caducazione degli acquisti per l’avveramento di condizioni risolutive; i giudici di merito avevano negato il rimborso valorizzando il perdurante godimento dei beni. La Cassazione ha ricondotto il tributo alla proprietà risolubile e ha affermato che l’obbligazione permane almeno finché il Comune non acquisisca conoscenza dell’evento risolutivo, conoscenza non necessariamente dipendente dalla sola pubblicità immobiliare. Accolto il primo motivo e dichiarati inammissibili gli altri, ha cassato con rinvio per verificare quando l’ente ne fosse venuto a conoscenza.

N. 26107

Cassazione, ordinanza n. 26107 del 25/09/2025

Accertamento - Dichiarazione infedele

L’Ufficio aveva recuperato a tassazione come sopravvenienza attiva un debito inesistente iscritto nello stato patrimoniale e applicato la sanzione per dichiarazione infedele; la CTR aveva escluso il recupero IRES, riconoscendo l’assenza di effetti sul conto economico e sulla dichiarazione, ma confermato la sanzione per l’irregolarità contabile. La Cassazione ha stabilito che un errore patrimoniale privo di incidenza sul reddito dichiarato non integra infedeltà dichiarativa. Ha quindi accolto il ricorso, cassato la decisione sulle sanzioni e rinviato per un nuovo esame.

N. 26065

Cassazione, ordinanza n. 26065 del 24/09/2025

Processo tributario - Motivazioni sentenza

La controversia riguardava il recupero di costi e detrazioni IVA riferiti a operazioni ritenute oggettivamente inesistenti; la CTR aveva confermato l’annullamento dell’accertamento con affermazioni generiche, senza confrontarsi con i motivi d’appello dell’Amministrazione e con il materiale istruttorio. La Cassazione ha qualificato tale motivazione come meramente apparente: il rinvio adesivo alla decisione di primo grado è nullo quando non consente di ricostruire il tema deciso e il percorso logico seguito. Il ricorso dell’Agenzia è stato accolto e la sentenza cassata con rinvio per un nuovo esame motivato.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • IVA
  • Accertamento fiscale
N. 25992

Cassazione, ordinanza n. 25992 del 24/09/2025

Ordinanza n. 25992 del 24/09/2025

Due accertamenti IRES e IRAP applicavano a una società immobiliare la disciplina delle società non operative; la CTR aveva ammesso la disapplicazione considerando le difficoltà incontrate nella realizzazione di strutture socio-assistenziali. La Cassazione ha chiarito che l’interpello disapplicativo non condiziona la tutela giudiziale, ma il contribuente deve comunque provare situazioni oggettive, indipendenti dalla propria volontà, che abbiano reso impossibile conseguire i ricavi o il reddito presunti nelle effettive condizioni di mercato. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la sentenza è stata cassata con rinvio per approfondire la prova secondo tali criteri.

N. 31667

Cassazione, sentenza n. 31667 del 22/09/2025

Penale tributario - Frode fiscale con blockchain - Misure cautelari

Nel procedimento per associazione finalizzata, tra l’altro, all’indebita compensazione di crediti d’imposta inesistenti generati mediante investimenti fittizi in software blockchain, il Tribunale aveva applicato gli arresti domiciliari, ravvisando un concreto pericolo di reiterazione. La Cassazione ha precisato che l’attualità del pericolo non coincide con l’imminenza di un nuovo reato, ma richiede la persistente effettività del rischio, desunta dalla vicinanza dei fatti o da elementi recenti. Ritenuta congrua la valutazione basata sulla serialità delle condotte e sulla prosecuzione dopo i sequestri, ha dichiarato inammissibile il ricorso e confermato gli effetti della misura.

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