Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.957 documenti

N. 21729

Cassazione, sentenza n. 21729 del 1/08/2024

Sentenza n. 21729 del 01/08/2024

La controversia riguardava avvisi di accertamento per imposte dirette e IVA 2010, fondati sulla sovrafatturazione di prestazioni rese da una consociata estera, sul conseguente disconoscimento dei costi e su ricavi non contabilizzati. La Cassazione ha dichiarato inammissibili le doglianze sull’esterovestizione, estranee alla ratio della decisione di merito e in parte precluse dalla doppia conforme; ha inoltre escluso che, sotto forma di violazione di legge, potesse riesaminarsi la valutazione delle prove. Il ricorso è stato rigettato, con condanna della contribuente alle spese.

N. 21728

Cassazione, sentenza n. 21728 del 1/08/2024

Sentenza n. 21728 del 01/08/2024

Gli accertamenti contestavano, per il 2010, costi derivanti da fatture ritenute sovrastimate nei rapporti con una consociata slovacca e ricavi non contabilizzati connessi all’impiego di un autista. La Cassazione ha rilevato che i motivi incentrati sulla residenza estera della consociata non colpivano la ragione effettiva della decisione, basata sulle riprese di costi e ricavi, mentre le ulteriori censure sollecitavano un riesame del merito non consentito in sede di legittimità. Confermato il corretto riparto dell’onere probatorio, la Corte ha rigettato il ricorso e posto le spese a carico della società.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • Estero
  • Contenzioso
N. 21643

Cassazione, sentenza n. 21643 del 1/08/2024

Sentenza n. 21643 del 01/08/2024

L’Amministrazione aveva recuperato l’agevolazione IRES relativa a un impianto energetico, sostenendo che l’investimento fosse stato effettuato prima dell’intervallo temporale agevolato; la CTR aveva invece individuato il momento rilevante nella consegna definitiva successiva al collaudo e al rilascio della certificazione CE. La Cassazione ha confermato che, per un bene realizzato mediante appalto, rileva l’ultimazione della prestazione, ovvero la verifica e accettazione dell’opera, e non la precedente consegna materiale di un impianto ancora bisognoso di interventi. Il ricorso dell’Agenzia è stato rigettato, con condanna alle spese.

  • Agevolazioni Fiscali
  • IRES
  • Imprese
  • Contenzioso
N. 21528

Cassazione, ordinanza n. 21528 del 31/07/2024

Accertamento - Atti di recupero - Crediti IVA - Operazioni oggettivamente inesistenti - Ufficio territorialmente competente - Domicilio fiscale del soggetto obbligato alla dichiarazione

Due atti recuperavano crediti IVA utilizzati in compensazione e riferiti a operazioni ritenute oggettivamente inesistenti; i giudici di merito li avevano annullati reputando territorialmente incompetente l’ufficio emittente. La Cassazione ha stabilito che la competenza spetta all’ufficio nella cui circoscrizione si trovava il domicilio fiscale del soggetto obbligato quando la dichiarazione doveva essere presentata, criterio non modificabile da indicazioni contenute in un atto organizzativo interno. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.

N. 21623

Cassazione, sentenza n. 21623 del 31/07/2024

Sentenza n. 21623 del 31/07/2024

La lite concerneva le imposte ipotecarie applicate all’iscrizione di un’ipoteca concessa da un terzo nell’ambito di un accordo di ristrutturazione con transazione fiscale, a garanzia anche di crediti tributari e dell’agente della riscossione. La Cassazione ha escluso l’esenzione prevista per le formalità nell’interesse dello Stato: tale nozione identifica lo Stato-persona e non l’Agenzia delle Entrate o altri soggetti che esercitano funzioni pubbliche, mentre le disposizioni agevolative non sono estensibili oltre il dato letterale. Il ricorso della società debitrice è stato ritenuto infondato, restando confermata la debenza del tributo.

  • Imposte indirette
  • Riscossione
  • Procedure concorsuali
  • Contenzioso
N. 21618

Cassazione, sentenza n. 21618 del 31/07/2024

Sentenza n. 21618 del 31/07/2024

Un notaio contestava la liquidazione delle imposte ipotecarie relative a un’ipoteca costituita da un terzo a favore dell’agente della riscossione, nell’ambito di una ristrutturazione del debito accompagnata da transazione fiscale. La Cassazione ha negato che la formalità fosse esente come atto compiuto nell’interesse dello Stato: l’espressione riguarda esclusivamente lo Stato-persona, non l’Agenzia delle Entrate o il concessionario, e le agevolazioni devono essere interpretate restrittivamente. Il ricorso è stato giudicato infondato, confermando l’assoggettamento dell’iscrizione all’imposta.

  • Imposte indirette
  • Riscossione
  • Procedure concorsuali
  • Processo tributario
N. 21605

Cassazione, sentenza n. 21605 del 31/07/2024

Sentenza n. 21605 del 31/07/2024

La società che aveva concesso un’ipoteca a garanzia dei debiti oggetto di accordo di ristrutturazione e transazione fiscale sosteneva che la formalità fosse esente dalle imposte ipotecarie perché eseguita nell’interesse dello Stato. La Cassazione ha respinto questa impostazione: l’Agenzia delle Entrate è un soggetto distinto dallo Stato-persona, l’interesse alla riscossione non coincide automaticamente con quello considerato dalla norma di esenzione e le disposizioni agevolative non ammettono estensioni interpretative. Il ricorso è stato quindi ritenuto privo di fondamento, con conferma della pretesa tributaria.

  • Imposte indirette
  • Riscossione
  • Procedure concorsuali
  • Contenzioso
N. 21560

Cassazione, sentenza n. 21560 del 31/07/2024

Sentenza n. 21560 del 31/07/2024

La controversia riguardava un accertamento induttivo di maggiori ricavi e IVA, fondato su annotazioni contabili prive di fatture e sull’antieconomicità della gestione; la società attribuiva le registrazioni e altri errori al proprio consulente. La Cassazione ha escluso l’omessa pronuncia, ravvisando un rigetto implicito, e ha dichiarato inammissibile la censura sulle presunzioni perché diretta a rivalutare i fatti; ha inoltre ribadito che, dimostrata l’antieconomicità, spetta al contribuente fornire spiegazioni e prova contraria. Anche la doglianza sull’esclusione delle sanzioni per condotta del professionista è stata ritenuta infondata.

N. 21552

Cassazione, sentenza n. 21552 del 31/07/2024

Sentenza n. 21552 del 31/07/2024

A seguito dell’omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali e dei bilanci, l’Ufficio aveva ricostruito induttivamente il reddito societario e contestato alla socia la percezione di utili extracontabili; i giudici di merito avevano confermato gli avvisi. La Cassazione ha dichiarato inammissibili, per difetto di specificità e autosufficienza, le censure sulla determinazione dei costi e ha confermato la validità della delega di firma documentata dall’Amministrazione. Ha inoltre escluso una motivazione apparente sulla posizione della socia e ritenuto legittimo il rinvio dell’accertamento personale a quello societario.

  • Accertamento fiscale
  • Dichiarazioni
  • IVA
  • IRPEF
  • Società di capitali
  • Processo tributario
N. 21206

Cassazione, sentenza n. 21206 del 30/07/2024

Sentenza n. 21206 del 30/07/2024

Il giudizio riguarda le sanzioni contestate al soggetto indicato dall’Ufficio come amministratore di fatto e dominus di un gruppo societario coinvolto, secondo l’accertamento, in fatturazione per operazioni oggettivamente inesistenti e indebita formazione di plafond IVA. La Corte ritiene valida la deliberazione regionale adottata oltre trenta giorni dalla riserva, poiché il termine non è assistito da sanzione processuale, e rileva che la motivazione d’appello aveva comunque risposto alle doglianze effettivamente proposte. Anche le censure sulla corrispondenza tra chiesto e pronunciato e sull’omessa pronuncia sono giudicate infondate; il dispositivo non è riportato nei dati.

  • Sanzioni
  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 21412

Cassazione, sentenza n. 21412 del 30/07/2024

Sentenza n. 21412 del 30/07/2024

La società contestava il disconoscimento della detrazione IVA e le sanzioni su acquisti ritenuti soggettivamente inesistenti nell’ambito di una frode carosello, negando di esserne consapevole e censurando la motivazione degli avvisi. La Cassazione ha confermato che l’Ufficio può provare anche per presunzioni la conoscenza o conoscibilità della frode; assolto tale onere, il contribuente deve dimostrare la diligenza massima ragionevolmente esigibile, senza che in legittimità possano rivalutarsi gli indizi. Escluso inoltre un obbligo di risposta espressa alle osservazioni endoprocedimentali, la Corte ha rigettato il ricorso.

N. 21202

Cassazione, sentenza n. 21202 del 30/07/2024

Sentenza n. 21202 del 30/07/2024

Una società contestava la cartella TARSU relativa a due magazzini, sostenendo di avere già chiesto la detassazione delle superfici interessate dalla produzione e dallo smaltimento autonomo di imballaggi terziari. La Corte afferma che, quando il Comune non accoglie una specifica istanza di riduzione o agevolazione, non può procedere alla liquidazione diretta sulla base della precedente denuncia, ma deve notificare un avviso di accertamento. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la sentenza è cassata e, decidendo nel merito, la Corte accoglie il ricorso originario, annullando la cartella.

  • Tributi locali
  • Accertamento e riscossione
  • Agevolazioni Fiscali
  • Processo tributario
N. 21401

Cassazione, sentenza n. 21401 del 30/07/2024

Sentenza n. 21401 del 30/07/2024

L’accertamento analitico-induttivo per IRPEF, IRAP e IVA 2010 si fondava su una contabilità parallela e sulle dichiarazioni di clienti circa compensi non fatturati; la CTR aveva escluso l’efficacia probatoria delle dichiarazioni prive di riscontro nelle agende. La Cassazione afferma che le dichiarazioni extraprocessuali dei terzi sono utilizzabili come indizi e devono essere valutate con gli altri elementi raccolti, senza che la contabilità parallela costituisca l’unica possibile fonte dell’accertamento. Accoglie quindi il ricorso dell’Agenzia, cassa la sentenza e rinvia per un nuovo esame complessivo delle prove.

N. 21398

Cassazione, sentenza n. 21398 del 30/07/2024

Sentenza n. 21398 del 30/07/2024

L’avviso per IRPEF, IRAP e IVA 2009 derivava dal rinvenimento di agende contenenti una contabilità parallela e da dichiarazioni di clienti su somme non fatturate; la CTR aveva negato rilevanza alle dichiarazioni non confermate dalle annotazioni. La Cassazione precisa che le dichiarazioni extraprocessuali di terzi sono ammissibili come elementi indiziari e vanno apprezzate insieme agli altri dati acquisiti, poiché la contabilità parallela non esaurisce le possibili basi dell’accertamento. Il ricorso dell’Agenzia è accolto, con cassazione e rinvio per riesaminare l’idoneità probatoria del quadro complessivo.

N. 21382

Cassazione, sentenza n. 21382 del 30/07/2024

Sentenza n. 21382 del 30/07/2024

La controversia riguarda la riduzione della TARSU 2011 per un albergo aperto quattro mesi l’anno, elevata dalla CTR al 40% secondo equità nonostante il regolamento comunale non contemplasse un’agevolazione per l’uso stagionale. La Cassazione afferma che tale riduzione costituisce una facoltà discrezionale del Comune e che il giudice tributario non può sostituirsi all’ente introducendo una tariffa ridotta priva di fonte normativa; il criterio basato sulla superficie e sulla capacità di produrre rifiuti non è di per sé illegittimo. Accoglie il ricorso comunale e respinge quello incidentale della contribuente.

  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 21380

Cassazione, sentenza n. 21380 del 30/07/2024

Sentenza n. 21380 del 30/07/2024

L’Agenzia aveva revocato l’agevolazione prima casa perché nell’atto di acquisto era stata dichiarata, contrariamente al dato anagrafico, la residenza nel Comune dell’immobile; solo dopo la notifica dell’avviso il contribuente aveva indicato di lavorare nello stesso Comune. La Cassazione qualifica la richiesta agevolativa come dichiarazione di volontà, elemento costitutivo del beneficio, non liberamente emendabile come una dichiarazione di scienza; non esamina inoltre un errore essenziale e riconoscibile non scrutinato nel merito. Ritiene valida la delega di firma prodotta in giudizio e respinge il ricorso.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 21333

Cassazione, sentenza n. 21333 del 30/07/2024

Sentenza n. 21333 del 30/07/2024

Gli ex amministratori e soci avevano impugnato accertamenti per IRES, IRAP e IVA notificati soltanto al curatore della società fallita, che non li aveva contestati; i giudici di merito avevano annullato gli atti per mancata notifica agli interessati. La Cassazione riconosce, nell’inerzia della curatela, la loro legittimazione all’impugnazione, ma precisa che la notifica al solo curatore non determina nullità dell’atto né decadenza dell’Ufficio: ne comporta soltanto l’inopponibilità al fallito e ai successori sino all’effettiva conoscenza. Esclude il giudicato interno e impone al giudice di merito di esaminare la fondatezza della pretesa.

  • Procedure concorsuali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • IRES
  • IRAP
N. 21311

Cassazione, sentenza n. 21311 del 30/07/2024

Sentenza n. 21311 del 30/07/2024

L’accertamento 2007 contestava una frode IVA mediante operazioni soggettivamente inesistenti e riferiva alla società a ristretta base alcuni prelevamenti eseguiti sui conti dei soci; la CTR aveva escluso entrambe le riprese per insufficienza della prova erariale. La Cassazione chiarisce che, provata presuntivamente la pertinenza dei conti alla società, spetta a questa dimostrare l’estraneità delle singole operazioni; per la detrazione IVA occorre invece valutare unitariamente gli indizi sulla conoscenza o conoscibilità della frode e sulla diligenza adottata. Accoglie i relativi motivi, cassa e rinvia per un nuovo esame.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Società di capitali
N. 21303

Cassazione, sentenza n. 21303 del 30/07/2024

Sentenza n. 21303 del 30/07/2024

L’accertamento 2006 comprendeva il disconoscimento della detrazione IVA per operazioni soggettivamente inesistenti, riprese da movimenti sui conti dei soci e costi ritenuti indeducibili; la CTR aveva respinto l’appello dell’Ufficio. La Cassazione rileva l’omessa pronuncia su una ripresa, esclude il raddoppio dei termini per l’IRAP e afferma che, dimostrata la riferibilità dei conti alla società, questa deve provare l’estraneità delle singole movimentazioni; gli indizi sulla conoscibilità della frode IVA vanno inoltre valutati complessivamente. Accoglie le censure pertinenti e dispone la cassazione con rinvio.

  • IVA
  • IRAP
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Società di capitali
N. 21268

Cassazione, sentenza n. 21268 del 30/07/2024

Sentenza n. 21268 del 30/07/2024

Al socio al 50% di una società fallita erano stati attribuiti maggiori redditi di capitale derivanti da utili extracontabili definitivamente accertati alla partecipata; la CTR aveva confermato gli avvisi IRPEF. La Cassazione ritiene accertata l’allegazione digitale del PVC, esclude che il termine per il contraddittorio conseguente all’accesso presso la società operi anche verso il socio e conferma i poteri istruttori della Direzione regionale. Ribadisce inoltre che, nelle società a ristretta base, il socio deve provare l’accantonamento o il reinvestimento degli utili extracontabili e rigetta integralmente il ricorso.

  • IRPEF
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Società di capitali

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