Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 28346

Cassazione, sentenza n. 28346 del 7/11/2018

Sentenza n. 28346 del 07/11/2018

La controversia riguarda una cartella derivante da controllo automatizzato, censurata dapprima per la tardiva trasmissione del ruolo e successivamente, dopo l’entrata in vigore della nuova disciplina transitoria, per decadenza dovuta alla tardiva notificazione. La Cassazione riconosce che la decadenza costituisce eccezione riservata al contribuente, ma giudica efficace la sua proposizione con memoria, essendo basata su ius superveniens applicabile ai rapporti già in giudizio e non sottoposto alle preclusioni ordinarie. Il ricorso dell’Agenzia è rigettato e le spese sono compensate.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 28329

Cassazione, sentenza n. 28329 del 7/11/2018

Sentenza n. 28329 del 07/11/2018

Un commerciante di autovetture contestava recuperi per applicazione dell’IVA al 4 per cento senza i requisiti prescritti e per cessioni a soggetti indicati come esportatori abituali, ritenute inserite in operazioni soggettivamente inesistenti. La Corte ha giudicato apparente la motivazione con cui la CTR aveva accolto le difese della contribuente e ha precisato che l’Ufficio può provare anche per indizi la consapevolezza, effettiva o esigibile con ordinaria diligenza, della frode, senza necessità di dimostrare un accordo preventivo o un vantaggio fiscale. Il ricorso dell’Agenzia è stato accolto, con cassazione e rinvio.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Autovetture e Fisco
  • Processo tributario
N. 28345

Cassazione, sentenza n. 28345 del 7/11/2018

Sentenza n. 28345 del 07/11/2018

La controversia riguardava una cartella emessa dopo controllo automatizzato per i redditi 1996, contestata inizialmente per la tardiva trasmissione del ruolo e poi, a seguito della disciplina sopravvenuta, per decadenza dovuta alla tardiva notificazione. La Cassazione afferma che tale disciplina transitoria si applica anche ai giudizi in corso e che la relativa eccezione, tempestivamente formulata dopo lo ius superveniens, non soggiace alle preclusioni sui motivi aggiunti. Esclusa quindi l’ultrapetizione del giudice regionale, la Corte rigetta il ricorso dell’Agenzia e compensa le spese.

N. 28328

Cassazione, sentenza n. 28328 del 7/11/2018

Sentenza n. 28328 del 07/11/2018

Una società in liquidazione aveva esposto nella dichiarazione annuale un credito IVA e impugnato il successivo diniego di rimborso, fondato dall’Ufficio sulla mancata presentazione del modello VR e sulla decadenza biennale. La Corte ha confermato che l’indicazione del credito in dichiarazione rende superfluo un ulteriore adempimento costitutivo: la successiva istanza attiva soltanto l’esecuzione del rimborso e il credito resta soggetto alla prescrizione decennale. Ha inoltre riconosciuto la capacità processuale della società non cancellata dal registro, dichiarando inammissibile il ricorso verso i soci e rigettandolo verso la società.

  • IVA
  • Dichiarazioni
  • Processo tributario
  • Società di capitali
N. 28344

Cassazione, sentenza n. 28344 del 7/11/2018

Sentenza n. 28344 del 07/11/2018

L’accertamento imputava alla socia di una società a ristretta base gli utili extracontabili già accertati in capo alla società; la contribuente sosteneva di essere soltanto intestataria delle quote e di non avere percepito tali utili. La Cassazione rileva che il giudice di rinvio ha rivalutato come sufficienti proprio gli elementi già giudicati inidonei dall’ordinanza rescindente, oltrepassando così i vincoli derivanti dal principio di diritto e dalle relative premesse fattuali. Accolto il primo motivo e assorbito il secondo, la sentenza è cassata con rinvio alla CTR in diversa composizione.

N. 28327

Cassazione, sentenza n. 28327 del 7/11/2018

Sentenza n. 28327 del 07/11/2018

La curatela contestava il recupero dell’IVA detratta su fatture che l’accertamento qualificava come relative a operazioni soggettivamente inesistenti; la CTR aveva invece valorizzato l’esecuzione dei lavori mediante subappalto e ipotizzato una sovrafatturazione. La Corte ha rilevato che quest’ultima ipotesi attiene all’inesistenza oggettiva, almeno per la parte eccedente, e contraddice sia la qualificazione iniziale della vicenda sia la specifica contestazione dell’Ufficio. Accolto il motivo sulla contraddittorietà della motivazione e assorbiti gli altri, la sentenza è stata cassata con rinvio alla CTR in diversa composizione.

N. 28343

Cassazione, sentenza n. 28343 del 7/11/2018

Sentenza n. 28343 del 07/11/2018

Gli avvisi recuperavano, ai fini delle imposte sui redditi, dell’IRAP e dell’IVA, costi ritenuti non inerenti perché riferiti a prestazioni descritte genericamente e sproporzionate rispetto agli altri costi aziendali. La Cassazione ribadisce che spetta al contribuente dimostrare esistenza e inerenza dei costi e giudica insufficiente la motivazione regionale, che non chiariva perché contratto e perizia provassero la natura delle prestazioni nonostante le puntuali contestazioni dell’Ufficio. Accolto il motivo sul vizio motivazionale e assorbiti gli altri, la sentenza è cassata con rinvio.

N. 28326

Cassazione, sentenza n. 28326 del 7/11/2018

Sentenza n. 28326 del 07/11/2018

L’accertamento recuperava l’IVA detratta sulle fatture di due appaltatrici ritenute soggettivamente simulate, mentre la CTR, pur confermando la pretesa, aveva considerato i lavori eseguiti tramite subappaltatori e prospettato una sovrafatturazione. La Corte ha ravvisato una contraddizione decisiva: la sovrafatturazione configura un’operazione oggettivamente inesistente per la parte eccedente e non coincide con l’inesistenza soggettiva contestata dall’Ufficio. Sono state invece respinte o dichiarate inammissibili le doglianze esaminate sulla legittimazione, sulla motivazione dell’atto, sul patrocinio erariale e sul giudicato relativo alle sanzioni; accolto il motivo principale, la decisione richiede un nuovo esame in sede di rinvio.

N. 28342

Cassazione, sentenza n. 28342 del 7/11/2018

Sentenza n. 28342 del 07/11/2018

La CTR aveva riconosciuto la deducibilità dei costi del servizio mensa, ritenendo documentato che fosse accessibile a tutti i dipendenti, sebbene l’Agenzia richiamasse una dichiarazione della società riferita a pasti erogati soltanto ad alcuni lavoratori. La Cassazione osserva che, quando l’Ufficio contesta l’insufficienza della prova, il contribuente deve dimostrare specificamente i requisiti legali e il giudice deve indicare gli elementi posti a fondamento della valutazione. Poiché la motivazione non individuava i documenti esaminati né affrontava la dichiarazione controversa, il ricorso è accolto e la causa rinviata.

N. 28325

Cassazione, sentenza n. 28325 del 7/11/2018

Sentenza n. 28325 del 07/11/2018

La società impugnava il recupero dell’IVA detratta su fatture emesse da appaltatrici che l’Ufficio riteneva soggettivamente fittizie e riconducibili a un unico centro decisionale; la CTR aveva accolto l’appello erariale richiamando anche una presunta sovrafatturazione dei lavori subappaltati. La Corte ha giudicato contraddittoria tale motivazione, perché la sovrafatturazione riguarda l’inesistenza oggettiva, limitata all’eccedenza fatturata, mentre l’accertamento verteva sull’inesistenza soggettiva. Dichiarata inoltre inammissibile la costituzione del Ministero, estraneo ai gradi di merito, la Corte ha accolto il motivo centrale, assorbendo quello dipendente e demandando la controversia al giudice di rinvio.

N. 28341

Cassazione, sentenza n. 28341 del 7/11/2018

Sentenza n. 28341 del 07/11/2018

La controversia concerneva la liquidazione automatizzata dell’IRAP 2004 applicabile a una banca e, in particolare, gli effetti della sospensione statale delle maggiorazioni regionali. La Cassazione ritiene legittimo il controllo automatizzato, poiché l’Ufficio aveva riliquidato l’imposta applicando una diversa aliquota senza modificare l’imponibile; esclude però l’aliquota veneta del 5,25%, affermando che la sospensione lasciava operante quella del 2002, pari al 4,75%. La Corte giudica inoltre inammissibile il ricorso incidentale condizionato sulla motivazione della cartella, relativo a una questione assorbita dal giudice regionale e riproponibile in sede di rinvio.

  • IRAP
  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • Processo tributario
N. 28324

Cassazione, sentenza n. 28324 del 7/11/2018

Sentenza n. 28324 del 07/11/2018

L’accertamento recuperava l’IVA detratta su fatture emesse da appaltatrici ritenute soggettivamente inesistenti; la CTR aveva invece valorizzato l’esecuzione dei lavori tramite subappalto e una possibile sovrafatturazione. La Cassazione ha rilevato una contraddizione decisiva: l’inesistenza soggettiva contestata dall’Ufficio non coincide con l’inesistenza oggettiva parziale implicata dalla sovrafatturazione, alla quale corrisponde anche un diverso regime probatorio. È stato quindi accolto il primo motivo e assorbito il secondo; il dispositivo conclusivo non è presente nel testo fornito.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 28340

Cassazione, sentenza n. 28340 del 7/11/2018

Sentenza n. 28340 del 07/11/2018

L’avviso aveva negato la detrazione IVA per acquisti soggettivamente inesistenti inseriti, secondo l’Ufficio, in una frode carosello; la contribuente contestava motivazione, riparto della prova e propria consapevolezza. La Cassazione afferma che l’Amministrazione deve provare la fittizietà del fornitore e, anche mediante presunzioni specifiche, la conoscenza o conoscibilità della frode; assolto tale onere, il contribuente deve dimostrare la massima diligenza esigibile, senza che bastino contabilità e pagamenti regolari. Ritenute adeguate le risultanze del processo verbale e non fornita prova contraria, la Corte rigetta il ricorso.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 28231

Cassazione, sentenza n. 28231 del 7/11/2018

Sentenza n. 28231 del 07/11/2018

L’Agenzia contestava l’esclusione della responsabilità solidale dell’amministratore di fatto per le sanzioni tributarie irrogate a una società di capitali. La Cassazione ha affermato che, per le violazioni successive all’entrata in vigore dell’art. 7 del d.l. n. 269/2003, le sanzioni relative al rapporto fiscale della persona giuridica restano esclusivamente a carico di questa, salvo che la società sia una costruzione fittizia creata nell’esclusivo interesse della persona fisica. Poiché tale fittizietà non risultava dedotta nel merito, il ricorso dell’Agenzia è stato rigettato.

  • Sanzioni
  • Società di capitali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 28339

Cassazione, sentenza n. 28339 del 7/11/2018

Sentenza n. 28339 del 07/11/2018

Per l’anno 2001 era stata recuperata l’IVA detratta su operazioni soggettivamente inesistenti, ritenute parte di una frode carosello; la contribuente negava sia l’adeguatezza della motivazione sia la propria consapevolezza. La Cassazione conferma che l’Ufficio deve provare la fittizietà del fornitore e la conoscenza o conoscibilità della frode attraverso elementi oggettivi e specifici; dopo tale prova, incombe sul contribuente dimostrare la diligenza massima concretamente esigibile, non essendo decisive la regolarità contabile o quella dei pagamenti. Valutate sufficienti le risultanze del processo verbale e assente prova contraria, il ricorso è rigettato.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 28338

Cassazione, sentenza n. 28338 del 7/11/2018

Sentenza n. 28338 del 07/11/2018

L’accertamento recuperava IRES e IRAP sulle transazioni di beni effettuate nel 2009 con società estere del gruppo, assumendo prezzi superiori al valore normale. La Cassazione chiarisce che il transfer pricing tutela il principio di libera concorrenza e non richiede all’Ufficio di provare un concreto vantaggio fiscale; dimostrata l’apparente divergenza dal valore normale, spetta al contribuente provare la conformità ai valori di mercato. La CTR aveva invece normalizzato i prezzi a posteriori mediante contributi delle consociate e aveva erroneamente escluso specificità dell’appello su IRAP e sanzioni: la sentenza è cassata con rinvio.

N. 28337

Cassazione, sentenza n. 28337 del 7/11/2018

Sentenza n. 28337 del 07/11/2018

L’accertamento riguardava maggiori IRES, IRAP e IVA per transazioni del 2007 con società estere del gruppo, rettificate rispetto al valore normale, oltre alle conseguenti sanzioni. La Cassazione afferma che la disciplina del transfer pricing risponde al principio di libera concorrenza: l’Ufficio deve provare transazioni collegate a prezzi apparentemente difformi, mentre il contribuente deve dimostrarne la normalità mediante un confronto contestualizzato con operazioni tra soggetti indipendenti. La CTR aveva invece utilizzato acquisti da una consociata italiana e contributi successivi della controllante; accolto il relativo motivo, la sentenza è cassata con rinvio.

N. 28247

Cassazione, sentenza n. 28247 del 6/11/2018

Sentenza n. 28247 del 06/11/2018

Alcuni dipendenti pubblici chiedevano il riconoscimento della qualifica di vicedirigente e il risarcimento dei danni derivanti dalla sua mancata attribuzione. La Cassazione ha confermato che la disciplina legislativa non era autoapplicativa: l’istituzione dell’area dipendeva da una specifica previsione della contrattazione collettiva, mai intervenuta, e gli atti di indirizzo amministrativo non attribuivano ai dipendenti una posizione tutelabile. Escluso anche un interesse risarcibile per l’omessa istituzione della categoria, la Corte ha rigettato il ricorso e posto le spese a carico dei ricorrenti.

N. 28045

Cassazione, ordinanza n. 28045 del 2/11/2018

Imposta comunale sugli immobili (ICI) - Base imponibile - Aree edificabili - Strumento urbanistico generale - Approvazione - Carenza - Valutazione dell'immobile diversa da Aree edificabile - Esclusione.

La controversia concerneva l’assoggettamento a ICI di un’area che la contribuente riteneva non concretamente edificabile, poiché utilizzata come spazio di manovra per parcheggi sottostanti. La Cassazione ha stabilito che la qualificazione edificatoria deriva dallo strumento urbanistico generale adottato dal Comune, anche senza approvazione regionale o piani attuativi; la ridotta possibilità di sfruttamento edilizio incide sul valore venale e quindi sulla base imponibile, non sulla destinazione dell’area. Accolto il ricorso comunale, la sentenza è stata cassata con rinvio alla CTR per un nuovo esame.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 28064

Cassazione, ordinanza n. 28064 del 2/11/2018

Violazioni e sanzioni - Accertamento - Condono fiscale a fronte di cartella emessa a seguito di controllo automatizzato - Possibilità - Esclusione.

La controversia riguardava il diniego di definizione agevolata di una lite relativa a una cartella emessa mediante controllo automatizzato per imposte dichiarate ma non versate e conseguenti sanzioni. La Cassazione ha escluso la natura impositiva della cartella: essa deriva dalla mera liquidazione dei dati dichiarati e dal riscontro formale dell’omissione, senza esercizio di discrezionalità amministrativa, e non rientra quindi nelle liti definibili. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la sentenza è stata cassata senza rinvio e l’originario ricorso della contribuente è stato rigettato.

  • Pace Fiscale
  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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