Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 30771

Cassazione, sentenza n. 30771 del 28/11/2018

Sentenza n. 30771 del 28/11/2018

L’accertamento IRAP e IVA qualificava come elusiva la cessione di un contratto di leasing aziendale; i giudici di merito avevano respinto le contestazioni della società. La Cassazione ha rilevato che l’Agenzia aveva convocato la contribuente entro quindici giorni, anziché richiedere chiarimenti scritti entro sessanta giorni indicando le ragioni della contestazione, e che l’avviso non esaminava le giustificazioni fornite. Poiché tali garanzie procedimentali erano previste a pena di nullità dall’allora vigente disciplina antielusiva, la Corte ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, ha accolto il ricorso introduttivo della contribuente.

N. 30770

Cassazione, sentenza n. 30770 del 28/11/2018

Sentenza n. 30770 del 28/11/2018

L’Ufficio aveva recuperato costi ai fini IRES, qualificando come elusiva la cessione infragruppo di un contratto di leasing aziendale; le Commissioni tributarie avevano confermato l’accertamento. La Cassazione ha constatato che la richiesta di chiarimenti non rispettava le forme, i contenuti e il termine di sessanta giorni prescritti dall’allora vigente disciplina antielusiva, mentre l’avviso ometteva di confrontarsi specificamente con le giustificazioni delle società. Riconosciuta la nullità dell’atto impositivo per violazione del contraddittorio procedimentale, la Corte ha cassato la sentenza e, senza ulteriori accertamenti, ha accolto nel merito il ricorso originario.

N. 30769

Cassazione, sentenza n. 30769 del 28/11/2018

Sentenza n. 30769 del 28/11/2018

La controversia riguardava la rettifica di una posta contabile relativa ad autovetture usate, dalla quale era derivato un incremento del capitale netto non transitato nel conto economico; il contribuente la qualificava come mera regolarizzazione di attività o passività fittizie. La Cassazione ha rilevato che i fatti erano pacifici e richiedevano una qualificazione giuridica secondo la disciplina del condono del 1982, non un’ulteriore prova dell’Ufficio; spettava inoltre al contribuente dimostrare che l’incremento derivasse da ricavi già dichiarati. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la Corte ha cassato la decisione e rigettato nel merito il ricorso originario sulla ripresa residua.

N. 30768

Cassazione, sentenza n. 30768 del 28/11/2018

Sentenza n. 30768 del 28/11/2018

Una società di trasporto pubblico locale chiedeva il rimborso IRAP, sostenendo di poter applicare le deduzioni per la riduzione del cuneo fiscale; i giudici di merito avevano invece qualificato il rapporto con l’ente affidante come concessione di servizio a tariffa, esclusa dal beneficio. La Cassazione ha ritenuto che le censure mirassero a ottenere una nuova valutazione del concreto rapporto negoziale e della natura tariffaria della controprestazione, non consentita in sede di legittimità; l’interpretazione normativa richiamata dalla società non costituiva inoltre un fatto storico omesso. Il ricorso è stato rigettato, con conferma del diniego di rimborso.

  • IRAP
  • Agevolazioni Fiscali
  • Processo tributario
N. 30752

Cassazione, sentenza n. 30752 del 28/11/2018

Cartelle esattoriali - Contributi previdenziali - Notifica - Competenza - Riparto di giurisdizione.

La controversia riguardava un’intimazione fondata su più cartelle, una delle quali relativa a contributi previdenziali; la Commissione regionale aveva affermato la propria giurisdizione anche sui vizi della relativa notificazione. Le Sezioni Unite hanno precisato che il riparto dipende dalla natura del credito azionato, non dal fatto che il ricorrente contesti soltanto la notifica: le pretese contributive appartengono al giudice ordinario, mentre quelle tributarie spettano al giudice tributario. La sentenza è stata cassata sul punto, con dichiarazione della giurisdizione ordinaria per la cartella previdenziale e rimessione alla sezione tributaria degli altri motivi e delle spese.

  • Processo tributario
  • Lavoro e previdenza
  • Riscossione
N. 30357

Cassazione, sentenza n. 30357 del 23/11/2018

TRIBUTI (IN GENERALE) - "SOLVE ET REPETE" - CONTENZIOSO TRIBUTARIO (DISCIPLINA POSTERIORE ALLA RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972) - PROCEDIMENTO - IN GENERE Atto irrogazione delle sanzioni emesso dopo l'annullamento giudiziale dell'atto prodromico - Illegittimità originaria - Conseguenze - Rapporto di pregiudizialità tra cause - Esclusione.

Dopo l’annullamento giudiziale dell’avviso di revisione relativo a dazi e maggiore IVA sull’importazione di autovetture, l’Amministrazione doganale aveva emesso un separato atto sanzionatorio fondato sulle stesse violazioni. La Cassazione afferma che l’efficacia immediata della sentenza tributaria priva l’atto impositivo annullato dell’idoneità a sostenere una successiva irrogazione di sanzioni: l’atto sanzionatorio è quindi originariamente illegittimo e non sussiste un rapporto di pregiudizialità che imponga la sospensione. Il ricorso dell’Agenzia delle Dogane è rigettato, con spese compensate.

  • Sanzioni
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Autovetture e Fisco
N. 30356

Cassazione, sentenza n. 30356 del 23/11/2018

Sentenza n. 30356 del 23/11/2018

L’accertamento riguardava maggiori IRES, IRAP e IVA, contestando sia la qualificazione e imputazione temporale di somme corrisposte in esecuzione di una transazione, sia la non imponibilità IVA di servizi aeroportuali. La Cassazione esclude una motivazione meramente apparente, ma rileva che la CTR non ha esaminato adeguatamente il contenuto della transazione né indicato gli elementi utili a verificare se coordinamento dello scalo, sistemi informatici e smistamento bagagli rientrassero tra i servizi non imponibili. Accolto il secondo motivo, la sentenza è cassata con rinvio.

  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 30355

Cassazione, sentenza n. 30355 del 23/11/2018

Sentenza n. 30355 del 23/11/2018

Un’associazione temporanea d’imprese subappaltatrice chiedeva il rimborso del credito IVA maturato applicando il reverse charge; la CTR aveva riconosciuto al raggruppamento autonoma soggettività e accolto la domanda. La Cassazione afferma che l’ATI, orizzontale o verticale, conserva normalmente l’indipendenza giuridica delle imprese partecipanti e non costituisce un unico soggetto passivo IVA, salvo un’adeguata verifica di un’eventuale organizzazione societaria di fatto per prestazioni indivisibili. Non potendo l’ATI qualificarsi automaticamente come unico subappaltatore, il ricorso dell’Agenzia è accolto e la causa rinviata alla CTR.

  • IVA
  • Reverse Charge
  • Imprese
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 30353

Cassazione, sentenza n. 30353 del 23/11/2018

Sentenza n. 30353 del 23/11/2018

La ripresa IVA concerneva acquisti ritenuti soggettivamente inesistenti, mentre i costi erano stati riconosciuti ai fini delle imposte dirette; la CTR aveva riformato l’annullamento disposto in primo grado sulla base di un complesso di elementi presuntivi. La Cassazione rileva però l’omessa pronuncia sulle contestazioni relative alla motivazione per relationem dell’avviso e sull’applicazione retroattiva della disciplina dei costi da reato, quest’ultima pertinente alle sole imposte dirette e non all’IVA. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la sentenza è cassata con rinvio.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Imprese
N. 30352

Cassazione, sentenza n. 30352 del 23/11/2018

Sentenza n. 30352 del 23/11/2018

Gli accertamenti recuperavano maggiori redditi societari e redditi di partecipazione, oltre a sanzioni e interessi, contestando tra l’altro rimborsi spese non documentati, accantonamenti per trattamento di fine mandato e minusvalenze. La Cassazione conferma, nei passaggi disponibili, la legittimità della motivazione per relationem, della presunzione di distribuzione degli utili extracontabili e dell’indeducibilità dell’accantonamento al TFM in assenza di un atto di data certa anteriore al rapporto; precisa inoltre che l’annullamento della ripresa per sopravvenienze attive impone di rideterminare imposte e sanzioni. Il testo fornito non riporta la decisione conclusiva sui ricorsi riuniti.

  • IRES
  • IRPEF
  • IRAP
  • Accertamento fiscale
  • Società di capitali
  • Contenzioso
N. 30351

Cassazione, sentenza n. 30351 del 23/11/2018

Sentenza n. 30351 del 23/11/2018

L’Ufficio aveva irrogato sanzioni IVA alla committente per non avere regolarizzato fatture relative a stati di avanzamento lavori che escludevano dalla base imponibile una ritenuta a garanzia del 5%; la CTR aveva annullato l’atto, ritenendo il corrispettivo incerto fino allo svincolo. La Cassazione stabilisce che, quando la fattura è già emessa, l’operazione si considera effettuata per l’intero importo fatturato e anche la ritenuta indicata concorre alla base imponibile IVA. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la Corte cassa la sentenza e rigetta nel merito il ricorso originario della contribuente.

  • IVA
  • Sanzioni
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 30350

Cassazione, sentenza n. 30350 del 23/11/2018

Sentenza n. 30350 del 23/11/2018

L’accertamento contestava sia la detrazione IVA su fatture ritenute generiche, sia l’esclusione dalla base imponibile delle ritenute a garanzia del 5% indicate nelle fatture per stati di avanzamento lavori. La Cassazione conferma che la documentazione integrativa valutata dalla CTR poteva provare l’inerenza delle prestazioni; afferma però che l’emissione della fattura rende l’operazione effettuata per l’importo fatturato, comprendendo anche la ritenuta a garanzia. Accolto il secondo motivo e respinto il primo, la Corte decide nel merito, accogliendo il ricorso originario solo sulla ripresa relativa alle prestazioni documentate.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 30343

Cassazione, sentenza n. 30343 del 23/11/2018

Sentenza n. 30343 del 23/11/2018

Il contribuente chiedeva il rimborso delle ritenute IRPEF operate sul valore dello sconto elettrico riconosciutogli quale pensionato, mentre i giudici di merito ne avevano confermato l’imponibilità. La Cassazione ha qualificato la riduzione tariffaria come vantaggio accessorio connesso al rapporto di lavoro e compreso nel relativo reddito secondo il principio di onnicomprensività; la cessazione del rapporto non ne muta la natura, poiché i trattamenti pensionistici sono equiparati ai redditi di lavoro dipendente. Dichiarato inammissibile il motivo motivazionale, la Corte ha rigettato il ricorso.

  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 30342

Cassazione, sentenza n. 30342 del 23/11/2018

Sentenza n. 30342 del 23/11/2018

La controversia riguardava un accertamento IVA per vendite non fatturate, che la CTR aveva confermato soltanto quanto agli scontrini non contabilizzati; la società contestava anche la tempestività dell’appello dell’Ufficio. La Cassazione ha ritenuto ammissibile il ricorso proposto in forza di procura speciale conferita prima della cancellazione societaria, ma ha accertato che l’appello dell’Agenzia era stato notificato dopo la scadenza del termine lungo, con conseguente giudicato sulla decisione di primo grado. Ha quindi cassato senza rinvio la sentenza e dichiarato inammissibili le impugnazioni rivolte agli ex soci, non essendo stato allegato né provato quanto da essi riscosso in liquidazione.

  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Società di capitali
N. 30337

Cassazione, sentenza n. 30337 del 23/11/2018

Sentenza n. 30337 del 23/11/2018

L’Agenzia contestava l’annullamento di un avviso emesso prima che fossero trascorsi sessanta giorni dalla chiusura della verifica, invocando l’imminente decadenza dell’azione accertatrice. La Cassazione ha precisato che l’urgenza non deve necessariamente essere enunciata nell’atto, ma deve essere specifica e provata in giudizio dall’Ufficio; la sola prossimità della decadenza non basta, salvo dimostrare che il ritardo dipenda da circostanze non imputabili all’Amministrazione. Poiché tale prova mancava, la Corte ha confermato l’illegittimità dell’atto ante tempus e rigettato il ricorso.

N. 30336

Cassazione, sentenza n. 30336 del 23/11/2018

Sentenza n. 30336 del 23/11/2018

La CTR aveva annullato il recupero di un credito d’imposta presso la società cessionaria, ritenendo violato il divieto di doppia imposizione perché il medesimo credito era stato disconosciuto anche alla cedente. La Cassazione ha stabilito che il divieto opera quando la stessa imposta è applicata più volte in dipendenza dello stesso presupposto, situazione non ravvisabile nel recupero delle somme non versate da due soggetti che avevano entrambi utilizzato in compensazione il credito contestato. Accolto il relativo motivo dell’Agenzia, la sentenza è stata cassata con rinvio per l’esame delle questioni assorbite e del trattamento sanzionatorio.

N. 30334

Cassazione, sentenza n. 30334 del 23/11/2018

Sentenza n. 30334 del 23/11/2018

Società e soci contestavano accertamenti IRAP, IVA e IRPEF relativi a ricavi, interessi passivi, perdite pregresse e sanzioni. La Cassazione ha rilevato che ratei e risconti non contestati dovevano concorrere alla ricostruzione dei ricavi e che, accertata la riferibilità del conto alla società, spettava all’Agenzia dimostrare l’eventuale uso personale idoneo a escludere l’inerenza degli interessi passivi. Ha inoltre censurato l’omesso esame delle perdite dichiarate dai soci e della richiesta di annullamento delle sanzioni per difetto di colpevolezza. Dichiarato inammissibile il primo motivo, ha accolto gli altri e rinviato alla CTR.

  • Accertamento fiscale
  • Contabilità e Bilancio
  • IRAP
  • IRPEF
  • Processo tributario
N. 30333

Cassazione, sentenza n. 30333 del 23/11/2018

Sentenza n. 30333 del 23/11/2018

Gli avvisi attribuivano ricavi non dichiarati a una presunta società di fatto costituita da uno spedizioniere doganale e da un rappresentante fiscale, sulla base di un processo verbale della Guardia di Finanza. La CTR aveva escluso il vincolo sociale, rilevando l’assenza di condotte esterne significative e la riconducibilità delle attività contestate ai rispettivi incarichi professionali. La Cassazione ha giudicato inammissibili le censure dell’Agenzia, perché dirette a ottenere una diversa valutazione delle prove rispetto alla motivazione logica del giudice di merito; ha quindi rigettato il ricorso, assorbendo la questione sul prezzo delle merci.

  • Accertamento fiscale
  • Società di persone
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 30362

Cassazione, sentenza n. 30362 del 23/11/2018

Sentenza n. 30362 del 23/11/2018

La controversia riguarda avvisi relativi al canone comunale sulla pubblicità per il 2000, annullati nei gradi di merito per prescrizione quinquennale. La Cassazione ritiene inammissibile, per difetto di autosufficienza, la censura sulla giurisdizione e conferma che i tributi locali si prescrivono in cinque anni, correggendo il riferimento normativo della CTR; reputa inoltre legittima, nel giudizio tributario di merito, la rappresentanza del Comune affidata al dirigente competente. Il testo fornito non contiene la parte conclusiva con l’esito complessivo del ricorso.

  • Tributi locali
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 30332

Cassazione, sentenza n. 30332 del 23/11/2018

Sentenza n. 30332 del 23/11/2018

La CTR aveva annullato una cartella da controllo automatizzato per mancato invio della comunicazione d’irregolarità, benché il contribuente non avesse impugnato il rigetto di tale censura pronunciato in primo grado. La Cassazione ha rilevato la formazione del giudicato interno: una domanda espressamente respinta deve essere impugnata e non può essere semplicemente riproposta. Ha inoltre ritenuto tempestivi ruolo e cartella e infondata la contestazione IRAP, poiché chi ritratta la propria dichiarazione deve provare l’assenza di autonoma organizzazione, prova non fornita. Accolto il ricorso principale dell’Agenzia, ha cassato con rinvio e rigettato quello incidentale.

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