Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 30356

Cassazione, sentenza n. 30356 del 23/11/2018

Sentenza n. 30356 del 23/11/2018

L’accertamento riguardava maggiori IRES, IRAP e IVA, contestando sia la qualificazione e imputazione temporale di somme corrisposte in esecuzione di una transazione, sia la non imponibilità IVA di servizi aeroportuali. La Cassazione esclude una motivazione meramente apparente, ma rileva che la CTR non ha esaminato adeguatamente il contenuto della transazione né indicato gli elementi utili a verificare se coordinamento dello scalo, sistemi informatici e smistamento bagagli rientrassero tra i servizi non imponibili. Accolto il secondo motivo, la sentenza è cassata con rinvio.

  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 30355

Cassazione, sentenza n. 30355 del 23/11/2018

Sentenza n. 30355 del 23/11/2018

Un’associazione temporanea d’imprese subappaltatrice chiedeva il rimborso del credito IVA maturato applicando il reverse charge; la CTR aveva riconosciuto al raggruppamento autonoma soggettività e accolto la domanda. La Cassazione afferma che l’ATI, orizzontale o verticale, conserva normalmente l’indipendenza giuridica delle imprese partecipanti e non costituisce un unico soggetto passivo IVA, salvo un’adeguata verifica di un’eventuale organizzazione societaria di fatto per prestazioni indivisibili. Non potendo l’ATI qualificarsi automaticamente come unico subappaltatore, il ricorso dell’Agenzia è accolto e la causa rinviata alla CTR.

  • IVA
  • Reverse Charge
  • Imprese
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 30252

Cassazione, sentenza n. 30252 del 22/11/2018

Sentenza n. 30252 del 22/11/2018

L’Agenzia impugnava la decisione che aveva annullato una cartella relativa a IRAP, IVA e recupero di un credito per incrementi occupazionali, ritenendo necessario il preventivo invito a fornire chiarimenti. Senza esaminare il merito delle censure, la Cassazione ha accertato che il ricorso era stato consegnato per la notificazione il giorno successivo alla scadenza del termine lungo, calcolato in un anno e quarantasei giorni dalla pubblicazione della sentenza non notificata. Il ricorso è stato pertanto dichiarato inammissibile, con condanna dell’Agenzia alle spese.

N. 30215

Cassazione, sentenza n. 30215 del 22/11/2018

Sentenza n. 30215 del 22/11/2018

L’Agenzia aveva impugnato la decisione favorevole alla società su diverse riprese IRES, IRAP e IVA, dichiarando che la sentenza della CTR le era stata notificata. La Cassazione ha rilevato che nel fascicolo mancava la copia della sentenza munita della relazione di notificazione, documento necessario per verificare il rispetto del termine breve d’impugnazione e da depositare entro il termine perentorio previsto per il ricorso. Poiché tale controllo di procedibilità precede quello di ammissibilità, la Corte ha dichiarato improcedibile il ricorso e condannato l’Agenzia alle spese.

N. 30055

Cassazione, sentenza n. 30055 del 21/11/2018

Sentenza n. 30055 del 21/11/2018

La società contestava la rettifica del valore doganale di jeans importati, sostenendo sia l’assenza di fondati dubbi sul prezzo dichiarato sia l’inosservanza dell’ordine dei metodi alternativi di valutazione. La Cassazione ha ritenuto giustificati i dubbi dell’ufficio per il rilevante scostamento dai valori della banca dati e per i chiarimenti insoddisfacenti, ma ha affermato che i criteri degli artt. 29, 30 e 31 del codice doganale devono essere applicati secondo il loro rigoroso rapporto di sussidiarietà. Ha quindi accolto il quarto motivo, cassato la decisione e rinviato alla CTR.

  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 30038

Cassazione, sentenza n. 30038 del 21/11/2018

Sentenza n. 30038 del 21/11/2018

La controversia riguardava accertamenti IRES, IVA e IRAP fondati su fatture per operazioni ritenute oggettivamente e soggettivamente inesistenti. La Corte conferma la sufficienza della motivazione per relationem e il riparto probatorio applicato alle operazioni oggettivamente inesistenti, ritenendo gli elementi del processo verbale idonei a trasferire sulla contribuente la prova dell’effettività; distingue però il caso delle operazioni soggettivamente inesistenti, per le quali occorre motivare anche sulla consapevolezza della frode. Accoglie quindi il settimo motivo entro tale limite, rigetta gli altri e cassa con rinvio per un nuovo esame.

N. 30012

Cassazione, sentenza n. 30012 del 21/11/2018

Sentenza n. 30012 del 21/11/2018

L’accertamento per il 2004 recuperava IVA, IRES e IRAP in relazione ad acquisti di autovetture usate da operatori comunitari ritenuti fittiziamente interposti, contestando il regime del margine e la deduzione dei costi. La Corte ha respinto il ricorso del contribuente, rilevando che le censure sulla consapevolezza della frode e sugli indizi valutati miravano a una nuova ricostruzione dei fatti non consentita in sede di legittimità. Ha respinto anche il ricorso incidentale dell’Agenzia contro la deducibilità dei costi riconosciuta in appello, confermando l’esito differenziato tra ripresa IVA e imposte sui redditi.

  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Accertamento fiscale
  • Autovetture e Fisco
  • Processo tributario
N. 30054

Cassazione, sentenza n. 30054 del 21/11/2018

TRIBUTI (IN GENERALE) - "SOLVE ET REPETE" - CONTENZIOSO TRIBUTARIO (DISCIPLINA POSTERIORE ALLA RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972) - COMMISSIONI TRIBUTARIE - COMPETENZA PER TERRITORIO - COMMISSIONE DI PRIMO GRADO Controversie promosse nei confronti dei concessionari del servizio di riscossione - Sede dell'ente impositore - Rilevanza - Fondamento.

Una società aveva impugnato dinanzi alla CTP di Roma una cartella relativa a tributi del Comune di Milano, sostenendo che la competenza dipendesse dalla sede dell’agente della riscossione. La Cassazione ha invece stabilito che, nelle controversie contro il concessionario, la competenza territoriale si determina in base alla sede dell’ente impositore, senza distinzioni fondate sulla materia o sui motivi dell’impugnazione. Ha rigettato il ricorso, confermato la competenza della CTP di Milano e fissato sessanta giorni dalla comunicazione della sentenza per la riassunzione, compensando le spese.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 30037

Cassazione, sentenza n. 30037 del 21/11/2018

Sentenza n. 30037 del 21/11/2018

L’accertamento ricostruiva maggiori imponibili di una concessionaria automobilistica, disconoscendo sconti sulle vendite, applicando un ricarico alle auto usate e recuperando ritenute sugli interessi dei finanziamenti soci; la CTR aveva invece annullato la ripresa relativa agli sconti su crediti ceduti in factoring. La Cassazione respinge i sei motivi principali: reputa valida la motivazione per relationem, ammette la qualificazione giuridica autonoma dei fatti da parte del giudice e conferma che la ritenuta può essere dovuta anche sugli interessi presunti. I dati disponibili non riportano però la decisione conclusiva sui motivi incidentali dell’Agenzia.

N. 30053

Cassazione, sentenza n. 30053 del 21/11/2018

Avviso di accertamento - Delibere comunali - Obbligo di allegazione - Atti non conoscibili.

La controversia riguardava un accertamento comunale per imposta sulla pubblicità, contestato per sottoscrizione, motivazione, mancata allegazione delle delibere tariffarie, criterio di calcolo e interessi. La Cassazione ha affermato che negli atti automatizzati il nominativo stampato può sostituire la firma autografa e che le delibere comunali, soggette a pubblicità legale, non devono essere allegate; ha inoltre riferito la maggiorazione tariffaria all’intera superficie del messaggio, non a scaglioni. Ritenute infondate o inammissibili anche le altre doglianze, ha rigettato il ricorso e posto le spese a carico della contribuente.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Sanzioni
N. 30036

Cassazione, sentenza n. 30036 del 21/11/2018

Sentenza n. 30036 del 21/11/2018

La controversia riguarda un accertamento su vendite di autoveicoli, operazioni di factoring e ritenute sugli interessi relativi a finanziamenti dei soci. La Cassazione ha ritenuto valida la motivazione per relationem a documenti già conosciuti, confermato il potere del giudice di qualificare autonomamente i fatti e precisato che la ritenuta è dovuta anche quando la corresponsione degli interessi sia presunta dalla legge. I sei motivi principali risultano respinti o dichiarati inammissibili; il testo fornito si interrompe durante l’esame del ricorso incidentale dell’Amministrazione e non consente di ricostruire il dispositivo finale.

N. 30052

Cassazione, sentenza n. 30052 del 21/11/2018

TRIBUTI LOCALI (COMUNALI, PROVINCIALI, REGIONALI) - IMPOSTA COMUNALE SULLA PUBBLICITA' E DIRITTI SULLE PUBBLICHE AFFISSIONI (TRIBUTI LOCALI POSTERIORI ALLA RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972) - IN GENERE Avviso di accertamento - Allegazione di delibere comunali - Necessità - Esclusione.

La società contestava un avviso comunale per imposta sulla pubblicità, deducendo l’assenza di firma autografa, la mancata allegazione delle tariffe, l’erroneo calcolo della maggiorazione e degli interessi. La Cassazione ha ritenuto valida l’indicazione a stampa del responsabile negli atti automatizzati e non necessaria l’allegazione delle delibere comunali, conoscibili mediante pubblicità legale; la maggiorazione per i mezzi oltre le soglie dimensionali si applica inoltre all’intera superficie, non per scaglioni. Le ulteriori censure erano inammissibili o infondate: il ricorso è stato rigettato con condanna alle spese.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Sanzioni
N. 30035

Cassazione, sentenza n. 30035 del 21/11/2018

Sentenza n. 30035 del 21/11/2018

L’Amministrazione contestava la deducibilità e la detraibilità di costi per servizi resi da una consociata, carburanti e interessi passivi bancari. La Cassazione ha affermato che il contribuente deve provare esistenza, inerenza, certezza e determinabilità dei costi, che le schede carburante devono rispettare le prescrizioni formali e che la deduzione degli interessi va verificata secondo gli specifici limiti applicabili, senza un autonomo giudizio d’inerenza. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la sentenza regionale è stata cassata con rinvio alla CTR della Puglia in diversa composizione.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IVA
  • IRAP
  • Società, imprese e Professionisti
  • Processo tributario
N. 30051

Cassazione, sentenza n. 30051 del 21/11/2018

Sentenza n. 30051 del 21/11/2018

La controversia concerneva un accertamento per omesso versamento dell’imposta comunale sulla pubblicità, con contestazioni sul calcolo degli interessi e sull’applicazione della maggiorazione tariffaria alle superfici espositive più estese. La Cassazione ha corretto la motivazione della CTR sugli interessi, rilevando però che quelli indicati nell’avviso restavano entro il limite previsto, e ha confermato che la maggiorazione riguarda l’intera superficie del messaggio, non singoli scaglioni. Il ricorso è stato pertanto rigettato, con condanna della ricorrente alle spese.

N. 30034

Cassazione, sentenza n. 30034 del 21/11/2018

TRIBUTI (IN GENERALE) - REPRESSIONE DELLE VIOLAZIONI DELLE LEGGI FINANZIARIE - SANZIONI CIVILI E AMMINISTRATIVE - IN GENERE Accise - Imposta di consumo sul gas - Tardivo versamento - Indennità di mora di cui all'art. 3, comma 4, T.U. accise - Cumulo con la sanzione di cui all'art. 13 d.lgs. n. 471 del 1997 - Cumulo - Esclusione - Fondamento. TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IN GENERE (TRIBUTI ANTERIORI ALLA RIFORMA DEL 1972) - IMPOSTE DI FABBRICAZIONE - GAS ED ENERGIA ELETTRICA (IMPOSTA DI CONSUMO SUL) In genere.

La controversia concerne il tardivo versamento dell’imposta di consumo sul gas e la possibilità di cumulare l’indennità di mora prevista dal testo unico delle accise con la sanzione generale per omesso o ritardato pagamento. La Cassazione ha attribuito natura sanzionatoria all’indennità, rilevando che la funzione reintegrativa è già svolta dagli interessi, e ha escluso il cumulo in applicazione dei principi di specialità, uguaglianza, ragionevolezza e proporzionalità. Dal testo disponibile risulta fondata la prima censura incidentale della contribuente, ma manca il dispositivo conclusivo.

  • Sanzioni
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 30050

Cassazione, sentenza n. 30050 del 21/11/2018

Sentenza n. 30050 del 21/11/2018

La CTR aveva annullato l’accertamento sull’imposta di pubblicità relativo a striscioni con il marchio del produttore apposti su una gru, escludendone la natura pubblicitaria e dichiarando inutilizzabili documenti tardivamente prodotti in primo grado. La Cassazione ha affermato che tali documenti possono essere ritualmente riprodotti in appello e che la valenza pubblicitaria va verificata considerando l’associazione oggettiva tra marchio, prodotto e visibilità al pubblico; ha inoltre escluso un beneficio di preventiva escussione tra i coobbligati solidali. Ha accolto il ricorso, cassato la sentenza e rinviato alla CTR.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 30033

Cassazione, sentenza n. 30033 del 21/11/2018

TRIBUTI (IN GENERALE) - "SOLVE ET REPETE" - TERRITORIALITA' DELL'IMPOSIZIONE (ACCORDI E CONVENZIONI INTERNAZIONALI PER EVITARE LE DOPPIE IMPOSIZIONI) Soggetto residente - "Stabile organizzazione" - Accertamento per ciascuna annualità di imposta - Necessità - Conseguenze.

Gli accertamenti IRPEG, IRAP e IVA per il 2004-2006 presupponevano una stabile organizzazione italiana di una società estera; il giudice regionale li aveva annullati estendendo il giudicato formatosi per annualità precedenti. La Cassazione ha stabilito che la stabile organizzazione, fondata sulla sede fissa d’affari e sull’esercizio dell’attività, deve essere verificata per ciascun periodo d’imposta, poiché i suoi elementi possono mutare. Accolto il primo motivo dell’Agenzia e rigettato il ricorso incidentale, la sentenza è stata cassata con rinvio alla Commissione di secondo grado di Bolzano.

N. 30049

Cassazione, sentenza n. 30049 del 21/11/2018

Sentenza n. 30049 del 21/11/2018

La controversia riguardava l’imposta sulla pubblicità applicata al segno distintivo del produttore esposto su una gru visibile al pubblico; la CTR ne aveva riconosciuto la natura pubblicitaria e confermato l’accertamento. La Cassazione ha precisato che rileva l’oggettiva idoneità del messaggio, per ubicazione, dimensioni e modalità di esposizione, a raggiungere una pluralità indeterminata di destinatari, indipendentemente dall’intento promozionale. Ha inoltre ritenuto valida, nella gestione in concessione, l’indicazione a stampa dell’amministratore unico del concessionario sull’atto automatizzato e ha rigettato il ricorso, con condanna alle spese.

N. 30032

Cassazione, sentenza n. 30032 del 21/11/2018

Sentenza n. 30032 del 21/11/2018

Due società chiedevano il rimborso delle ritenute sui dividendi distribuiti dalla partecipata italiana alla società lussemburghese, invocando sia la disciplina interna sia una pronuncia della Corte di giustizia sulla libera circolazione dei capitali. La Cassazione ha ritenuto quella pronuncia astrattamente applicabile ai rapporti non esauriti, ma non decisiva nella fattispecie: il combinato disposto degli artt. 27 e 27-bis prevedeva infatti il rimborso integrale per le società UE qualificate in possesso dei requisiti, escludendo la discriminazione dedotta. Nel testo fornito risultano respinti il secondo e il terzo motivo, mentre manca l’esito complessivo del ricorso.

N. 30048

Cassazione, sentenza n. 30048 del 21/11/2018

Sentenza n. 30048 del 21/11/2018

La CTR aveva annullato l’accertamento per imposta sulla pubblicità, qualificando come meramente identificativo lo striscione con il marchio del produttore collocato sul braccio di una gru. La Cassazione ha affermato che la sola riproduzione del marchio non esclude la natura pubblicitaria quando, per dimensioni, ubicazione e associazione con il prodotto, il messaggio sia oggettivamente idoneo a raggiungere una pluralità indeterminata di persone; la successiva esenzione specifica per i marchi sulle gru opera soltanto per il futuro. Ha accolto il ricorso, cassato la sentenza e rinviato alla CTR.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Contenzioso

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