Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 32439

Cassazione, sentenza n. 32439 del 14/12/2018

Sentenza n. 32439 del 14/12/2018

L’accertamento aveva determinato maggiori ricavi applicando lo studio di settore indicato dalla società, attiva nella valorizzazione immobiliare, e considerando la condotta antieconomica; i giudici di merito lo avevano annullato richiamando un diverso studio relativo alle costruzioni. La Cassazione rileva che il contraddittorio era pacifico e non contestato, sicché la CTR ha pronunciato oltre la domanda negandone lo svolgimento, oltre a motivare in modo contraddittorio e confuso sullo studio effettivamente applicato e sull’attività esercitata. Il ricorso dell’Agenzia è accolto, con cassazione e rinvio alla CTR in diversa composizione.

  • Accertamento fiscale
  • Società, imprese e Professionisti
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 32420

Cassazione, sentenza n. 32420 del 14/12/2018

Sentenza n. 32420 del 14/12/2018

La società contestava la tassazione, nel 2005, della sopravvenuta insussistenza di un fondo rischi originariamente collegato a un contenzioso sulle accise, sostenendo anche la violazione del termine dilatorio di sessanta giorni. La Corte esclude tale garanzia perché il controllo si era svolto mediante richiesta di documenti negli uffici, senza accesso nei locali della contribuente; ritiene inoltre tassabile la passività divenuta insussistente e pone sulla società l’onere di provare un eventuale precedente recupero fiscale. Confermata anche la tempestività dell’accertamento e l’inutilizzabilità dei documenti tardivi, rigetta il ricorso.

  • IRES
  • Contabilità e Bilancio
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 32438

Cassazione, sentenza n. 32438 del 14/12/2018

Sentenza n. 32438 del 14/12/2018

La controversia riguardava cartelle emesse verso due soci in seguito ad avvisi non impugnati, comprendenti redditi di partecipazione e, secondo l’Ufficio, redditi di lavoro dipendente non dichiarati. La Cassazione riconosce che il giudicato di annullamento dell’accertamento societario, formatosi nel giudizio cui i soci avevano partecipato, è opponibile all’Amministrazione anche rispetto alla componente partecipativa degli atti divenuti definitivi; non si estende però agli eventuali redditi personali da lavoro dipendente. Accolto il secondo motivo dell’Agenzia, la sentenza è cassata con rinvio affinché la CTR verifichi il contenuto degli avvisi.

  • Accertamento e riscossione
  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 32419

Cassazione, sentenza n. 32419 del 14/12/2018

Sentenza n. 32419 del 14/12/2018

La controversia riguarda l’imputazione e l’ammortamento dei costi sostenuti da un operatore televisivo per diritti sportivi e cinematografici e per il noleggio del satellite, capitalizzati come spese di avvio secondo un principio contabile statunitense. La CTR aveva ammesso una ripartizione biennale dei diritti sportivi, l’ammortamento ordinario dei diritti cinematografici e qualificato il noleggio satellitare come costo di locazione, escludendo l’efficacia del criterio straniero. La Corte respinge la censura di nullità della sentenza, giudicandone intelligibili motivazione e dispositivo; il testo fornito non riporta l’esito degli ulteriori motivi.

N. 32437

Cassazione, sentenza n. 32437 del 14/12/2018

Sentenza n. 32437 del 14/12/2018

L’accertamento IRES recuperava costi e una quota di svalutazione della partecipazione in una società statunitense; la CTR aveva confermato l’indeducibilità della minusvalenza, delle spese congressuali, dei servizi infragruppo esteri e dei rimborsi di viaggio. La Cassazione considera apparente la motivazione sulla svalutazione, perché il rinvio alla decisione di primo grado non affrontava le articolate contestazioni della contribuente; conferma invece la qualificazione delle spese congressuali come rappresentanza e l’onere di provare esistenza, inerenza e coerenza economica dei costi. Accolto parzialmente il primo motivo, cassa la sentenza e rinvia alla CTR.

  • IRES
  • Società
  • Operazioni straordinarie
  • Spese di rappresentanza
  • Processo tributario
N. 32418

Cassazione, sentenza n. 32418 del 14/12/2018

Sentenza n. 32418 del 14/12/2018

L’accertamento recuperava, ai fini IRPEG e IRAP per il 2002, ammortamenti relativi a diritti sportivi e cinematografici e al noleggio di un satellite, che la società sosteneva fossero costi pluriennali di avvio. La Corte, esaminando la censura di nullità della decisione regionale, ritiene il dispositivo comprensibile alla luce della motivazione: i diritti sportivi erano imputabili agli esercizi interessati, quelli cinematografici ammortizzabili secondo la disciplina indicata, mentre i canoni satellitari restavano costi di locazione. Il primo motivo è quindi respinto; il testo fornito non riporta l’esito complessivo del ricorso.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • Contabilità e Bilancio
  • Processo tributario
N. 32260

Cassazione, sentenza n. 32260 del 13/12/2018

Sentenza n. 32260 del 13/12/2018

Il contribuente contestava la notificazione di una cartella, sostenendo che fossero state omesse alcune formalità previste per il deposito presso la casa comunale, nonché diversi vizi relativi a sanzioni e interessi. La Cassazione ha ritenuto che la tempestiva impugnazione dimostrasse il raggiungimento dello scopo: le difformità denunciate integravano quindi una nullità sanata, non l’inesistenza della notificazione. Le ulteriori censure sono state dichiarate inammissibili perché il ricorso non riportava specificamente come fossero state formulate in appello; il ricorso è stato integralmente rigettato.

N. 32259

Cassazione, sentenza n. 32259 del 13/12/2018

Sentenza n. 32259 del 13/12/2018

Dopo il giudicato sulla riliquidazione dell’imposta di registro e sul rimborso, la contribuente aveva ottenuto in ottemperanza capitale e interessi calcolati dalla data erroneamente indicata nella propria domanda, chiedendo poi separatamente gli interessi relativi al periodo precedente. La Cassazione ha stabilito che la sentenza di ottemperanza non impugnata aveva definito l’esecuzione del precedente giudicato, coprendo il dedotto e il deducibile. In assenza di una motivata domanda frazionata e di un’espressa riserva per il residuo credito, la nuova pretesa era preclusa; il ricorso è stato rigettato.

N. 32257

Cassazione, sentenza n. 32257 del 13/12/2018

Sentenza n. 32257 del 13/12/2018

La controversia riguardava maggiori ammortamenti derivanti dall’utilizzo fiscale di un disavanzo da fusione e la deducibilità di interessi passivi connessi a un finanziamento estero, contestazioni respinte in primo grado. La CTR aveva dichiarato inammissibile l’appello dell’Agenzia delle Entrate perché ritenuto meramente ripetitivo delle difese originarie. La Cassazione ha invece rilevato che l’impugnazione conteneva puntuali critiche alle statuizioni di primo grado: ha quindi cassato la sentenza e rinviato alla CTR per l’esame nel merito dei motivi d’appello, senza decidere le questioni fiscali sostanziali.

  • Processo tributario
  • Operazioni straordinarie
  • IRES
  • Estero
N. 32255

Cassazione, sentenza n. 32255 del 13/12/2018

Sentenza n. 32255 del 13/12/2018

Una società incorporante chiedeva il rimborso della ritenuta applicata ai dividendi distribuiti da una partecipata italiana a una società lussemburghese, sostenendo la sussistenza dei requisiti della disciplina “madre-figlia”. La Cassazione ha ritenuto che l’esenzione dei dividendi già fruita nello Stato di residenza impedisse di cumulare anche la restituzione della ritenuta italiana, poiché ciò avrebbe escluso ogni tassazione anziché evitare una doppia imposizione. Ha inoltre escluso, per l’annualità considerata, un trattamento deteriore rispetto alle società residenti e ha rigettato il ricorso.

N. 32254

Cassazione, sentenza n. 32254 del 13/12/2018

COSA GIUDICATA CIVILE - EFFETTI DEL GIUDICATO (PRECLUSIONI) Imposte periodiche - Efficacia espansiva del giudicato su altre annualità - Giudicato su deduzione di costi per servizi - Esclusione - Fondamento.

L’accertamento recuperava costi per servizi forniti da una società estera del gruppo e disconosceva perdite pregresse, con effetti su IRES, IRAP e IVA. La Cassazione ha escluso che il giudicato relativo a un’altra annualità vincolasse il giudizio, poiché fatture e prestazioni di servizi possono variare ogni anno; ha inoltre confermato la valutazione di inerenza e l’assolvimento dell’onere probatorio sui costi. Ha però accolto la censura per omessa pronuncia sull’utilizzabilità delle perdite pregresse, cassando limitatamente a tale questione e rinviando alla CTR.

N. 32253

Cassazione, sentenza n. 32253 del 13/12/2018

Sentenza n. 32253 del 13/12/2018

La controversia verteva sul recupero di costi per servizi resi da una società estera del gruppo, ritenuti indeducibili dall’Amministrazione ai fini IRES, IRAP e IVA. La CTR aveva accolto l’appello dell’Ufficio reputando erroneamente non costituita la contribuente e, di conseguenza, senza considerarne le difese e le eccezioni. La Cassazione ha accertato la regolare costituzione in appello, ha dichiarato nulla la sentenza per omessa pronuncia e ha rinviato alla CTR perché decida nuovamente l’intera controversia tenendo conto delle difese della società.

N. 32093

Cassazione, sentenza n. 32093 del 12/12/2018

Sentenza n. 32093 del 12/12/2018

L’avviso di accertamento aveva ricostruito ricavi non dichiarati, acquisti in nero e maggiore imponibile IRES, IRAP e IVA utilizzando movimenti dei conti bancari dell’amministratore della società. La Cassazione ha ribadito che i dati bancari soddisfano l’onere probatorio dell’Amministrazione e impongono al contribuente una prova analitica, riferita a ciascun versamento, della sua estraneità a operazioni imponibili. Il prospetto contabile predisposto dalla stessa società non è stato ritenuto prova contraria idonea; accolti i motivi dell’Agenzia, la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 32092

Cassazione, sentenza n. 32092 del 12/12/2018

Sentenza n. 32092 del 12/12/2018

L’accertamento contestava il coinvolgimento della società in operazioni soggettivamente inesistenti nell’ambito di una frode intracomunitaria, con effetti sull’IVA e sulle imposte dirette. La Cassazione ha ritenuto legittimo il richiamo al processo verbale già consegnato al rappresentante della contribuente e ha precisato che l’Amministrazione deve provare, anche per indizi specifici, sia la fittizietà del fornitore sia che il destinatario sapesse o dovesse sapere dell’evasione; la sola regolarità formale non basta come prova contraria. Poiché la CTR aveva valorizzato impropriamente la vicenda penale senza applicare tali criteri, la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 32090

Cassazione, sentenza n. 32090 del 12/12/2018

Sentenza n. 32090 del 12/12/2018

Il contribuente contestava un accertamento fondato sugli studi di settore, sostenendo che caratteristiche dell’attività di autotrasporto, maggiori costi e difficoltà economiche giustificassero lo scostamento dei ricavi dichiarati. La Cassazione ha ricordato che gli standard costituiscono presunzioni semplici, da verificare nel contraddittorio, nel quale il contribuente può dimostrare le specificità della propria attività. La CTR aveva però valutato le allegazioni e ritenuto non documentate le ragioni dell’ampio scostamento; reputata sufficiente tale motivazione e generiche o non autosufficienti le altre censure, la Corte ha rigettato il ricorso.

N. 32089

Cassazione, sentenza n. 32089 del 12/12/2018

Sentenza n. 32089 del 12/12/2018

La controversia riguardava la deducibilità della differenza tra il valore nominale di crediti a pagamento differito e il prezzo della loro cessione: una perdita è configurabile soltanto se tale prezzo risulta inferiore al valore attualizzato dei crediti. La Cassazione conferma che il giudice di rinvio era vincolato a questo principio e non poteva riesaminare la qualificazione del contratto; poiché il prezzo di 130 miliardi di lire superava il valore attualizzato, determinato in 117 miliardi, non sussisteva alcuna perdita deducibile. Il ricorso della società è quindi rigettato.

N. 32088

Cassazione, sentenza n. 32088 del 12/12/2018

Sentenza n. 32088 del 12/12/2018

La cartella conseguente al controllo formale della dichiarazione IRPEF disconosceva ritenute d’acconto che il contribuente sosteneva fossero state operate dai sostituti d’imposta. La Cassazione afferma che fatture recanti l’indicazione delle ritenute e documenti provenienti dal sostituto non bastano senza titoli d’incasso o prova dei corrispondenti bonifici o accrediti; la richiesta di rivalutare assegni e bonifici già esaminati dal giudice di merito è inoltre inammissibile. Rigettate tali censure, resta privo d’interesse il motivo sulla responsabilità solidale e il ricorso è integralmente respinto.

  • IRPEF
  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • Processo tributario
N. 32085

Cassazione, sentenza n. 32085 del 12/12/2018

Sentenza n. 32085 del 12/12/2018

La documentazione extracontabile contenente acquisti e vendite non registrati costituisce, secondo la Cassazione, un elemento idoneo a fondare l’accertamento analitico-induttivo anche in presenza di contabilità formalmente regolare, spettando al contribuente fornire prova contraria. Diversamente, la mera cessione frazionata di singoli beni strumentali non basta a dimostrare il trasferimento di un’azienda, occorrendo verificare se il complesso ceduto sia idoneo a proseguire autonomamente l’attività economica. La Corte conferma l’accertamento dei maggiori ricavi, ma cassa sul recupero dell’IVA e rinvia alla Commissione regionale.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • Imposta di registro
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 32084

Cassazione, sentenza n. 32084 del 12/12/2018

Sentenza n. 32084 del 12/12/2018

La controversia concerneva la plusvalenza da cessione di ramo d’azienda, indicata in dichiarazione tra i redditi soggetti a tassazione separata, mentre il contribuente sosteneva di aver voluto applicare un’imposta sostitutiva. La Cassazione qualifica la scelta del regime fiscale come dichiarazione di volontà, non come semplice dichiarazione di scienza: in assenza di un tempestivo esercizio dell’opzione o di un dedotto vizio della volontà, essa non può essere modificata invocando un errore materiale. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la Corte rigetta quello incidentale e, decidendo nel merito, respinge il ricorso originario.

N. 32083

Cassazione, sentenza n. 32083 del 12/12/2018

Sentenza n. 32083 del 12/12/2018

Gli avvisi recuperavano IVA, IRPEF e IRAP sulla base di fatture emesse ma non contabilizzate, in parte per un periodo nel quale l’attività era formalmente cessata. La Cassazione afferma che, in caso di dichiarazione omessa, l’Ufficio può procedere con metodo totalmente induttivo anche mediante presunzioni non qualificate e valorizzare le fatture attive quale prova delle operazioni; censura però la Commissione regionale, che aveva rideterminato i ricavi senza illustrare i concreti passaggi contabili e contraddicendo il proprio giudizio sugli elementi acquisiti. Accolti i motivi pertinenti di entrambe le parti, la sentenza è cassata con rinvio.

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