Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 7953

Cassazione, sentenza n. 7953 del 21/03/2019

Sentenza n. 7953 del 21/03/2019

La controversia riguardava avvisi di accertamento induttivo per IRPEF, IRAP e IVA, annullati in primo grado ma confermati dalla CTR dopo l’appello dell’Agenzia delle entrate. La Cassazione ha rilevato che, al momento della costituzione in appello, l’Ufficio aveva depositato soltanto un avviso di ricevimento privo di data di spedizione postalmente asseverata, inidoneo a sostituire la ricevuta di spedizione e a provare la tempestività dell’impugnazione. Ha quindi accolto il primo motivo, cassato la decisione e, pronunciando nel merito, dichiarato inammissibile l’appello dell’Agenzia, con compensazione integrale delle spese.

N. 7789

Cassazione, sentenza n. 7789 del 20/03/2019

Sentenza n. 7789 del 20/03/2019

A seguito di un PVC, l’Agenzia delle Entrate aveva recuperato costi e IVA riferiti a operazioni ritenute inesistenti; la CTR, riformando il primo grado, aveva confermato l’accertamento sulla base di plurimi elementi presuntivi relativi al fornitore. La Cassazione afferma che, assolto dall’Ufficio l’onere di offrire elementi oggettivi e specifici, spetta al contribuente provare l’effettività delle operazioni o la massima diligenza esigibile, senza che bastino contabilità e pagamenti formalmente regolari. Ritenuta mancante tale prova contraria e legittimo l’accertamento analitico-induttivo, la Corte rigetta il ricorso.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 7788

Cassazione, sentenza n. 7788 del 20/03/2019

TRIBUTI ERARIALI INDIRETTI - IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO (I.V.A.) - ALIQUOTE Pannelli solari - Agevolazione ex art. 16 d.P.R. n. 633 del 1972 - Applicabilità - Esclusione - Fondamento.

La controversia riguardava la maggiore IVA e le sanzioni richieste dall’Agenzia delle Dogane sull’importazione di pannelli solari, ai quali la contribuente aveva applicato l’aliquota agevolata del 10% prevista per gli impianti fotovoltaici. La Cassazione precisa che il singolo pannello, pur necessario, non costituisce un impianto: l’agevolazione del n. 127-quinquies non è quindi applicabile, mentre quella del n. 127-sexies può operare soltanto alle relative condizioni. Esclusi anche il difetto di motivazione, il legittimo affidamento e l’incertezza normativa oggettiva, il ricorso è rigettato.

N. 7778

Cassazione, ordinanza n. 7778 del 20/03/2019

Imposta sulla pubblicità e diritto sulle pubbliche affissioni -Agevolazioni ed esenzioni - Insegna - Esenzione dall'imposta sulla pubblicità prevista dall'art. 17, comma 1 bis, del d.lgs. n. 507 del 1993 - Pannelli esposti su distributori automatici raffiguranti i prodotti commercializzati individuati da un proprio marchio - Applicabilità dell'esenzione - Esclusione.

Una società chiedeva l’esenzione dall’imposta comunale sulla pubblicità per pannelli collocati su cabine fotografiche e distributori automatici, qualificandoli come insegne di esercizio di superficie contenuta entro cinque metri quadrati. La Cassazione chiarisce che l’esenzione richiede anzitutto che l’insegna contraddistingua la sede dell’attività: tali postazioni non costituiscono né sede legale né sede effettiva, né pertinenze della sede sociale. Corretta la motivazione della CTR su questo punto e ritenuta irrilevante la questione sul contenuto dei pannelli, la Corte rigetta il ricorso e compensa le spese.

  • Tributi locali
  • Agevolazioni Fiscali
  • Processo tributario
N. 7751

Cassazione, sentenza n. 7751 del 20/03/2019

TRIBUTI - ACCERTAMENTO TRIBUTARIO (NOZIONE) - AVVISO DI ACCERTAMENTO - IN GENERE Autotutela cd. sostitutiva - Emanazione dell'atto durante il giudizio di impugnazione di quello annullato - Ammissibilità - Fondamento.

La contribuente contestava l’annullamento in autotutela di un ruolo IVA e la sua sostituzione, durante il giudizio, con un nuovo ruolo e una seconda cartella, sostenendo che l’Amministrazione avesse perseguito uno scopo elusivo delle garanzie processuali. La Cassazione afferma che l’autotutela sostitutiva può essere esercitata anche in pendenza di giudizio, purché siano rispettati il giudicato di merito, i termini decadenziali e il diritto di difesa. Nel caso esaminato, la riedizione era funzionale alla regolare riscossione e il nuovo atto restava autonomamente impugnabile; la relativa censura è pertanto respinta.

N. 7750

Cassazione, sentenza n. 7750 del 20/03/2019

TRIBUTI ERARIALI INDIRETTI - IMPOSTA DI REGISTRO - DETERMINAZIONE DELLA BASE IMPONIBILE - VALORE VENALE - AZIENDE O DIRITTI REALI SU DI ESSE Azienda - Valutazione dell'avviamento - Criteri di cui al d.P.R. n. 460 del 1996 - Abrogazione della relativa norma - Utilizzabilità - Fondamento.

L’Agenzia delle Entrate aveva rettificato il valore dell’avviamento di un’azienda ceduta, recuperando maggiore imposta di registro e sanzioni; la contribuente sosteneva che l’avviamento fosse già stato remunerato mediante i precedenti canoni di affitto e contestava l’impiego dei criteri del d.P.R. n. 460 del 1996, ormai abrogato. La Cassazione ritiene insindacabile la lettura della CTR che aveva tenuto distinti affitto e successiva cessione. Precisa inoltre che quei criteri restano utilizzabili come parametro valutativo, salva la prova contribuente di un valore inferiore, giudicando le censure inammissibili o infondate.

  • Imposta di registro
  • Operazioni straordinarie
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 7749

Cassazione, sentenza n. 7749 del 20/03/2019

Sentenza n. 7749 del 20/03/2019

Una società aveva impugnato l’accertamento TARSU relativo a superfici industriali, sostenendo che il regolamento comunale avesse assimilato i rifiuti speciali non pericolosi agli urbani soltanto secondo criteri qualitativi. La Cassazione conferma che l’assimilazione richiede la concreta individuazione anche dei limiti quantitativi, poiché l’impatto igienico e ambientale non può essere valutato prescindendo dalla quantità degli scarti. Accertata l’assenza di tali parametri nella delibera comunale, la Corte la disapplica, accoglie il motivo assorbente, cassa la sentenza regionale e, decidendo nel merito, annulla l’avviso.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 7732

Cassazione, ordinanza n. 7732 del 20/03/2019

Catasto- Rendita catastale- Revisione del classamento catastale - Attività individuale del Comune - Esclusione.

Il Comune aveva rideterminato ai fini ICI la categoria e la rendita presunta di immobili già censiti, assumendo come riferimento fabbricati similari non identificati nell’avviso; la CTR aveva confermato l’imposizione, eliminando soltanto le sanzioni. La Cassazione afferma che la revisione del classamento deve indicare puntualmente ragioni giuridiche, presupposti fattuali e immobili comparabili, e che il Comune può sollecitare la verifica dell’ufficio competente ma non sostituirsi a esso. Accolto il ricorso della contribuente, la sentenza è cassata e l’impugnazione originaria accolta nel merito, con assorbimento del ricorso incidentale comunale.

  • IMU
  • Immobili
  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 7794

Cassazione, sentenza n. 7794 del 20/03/2019

TRIBUTI LOCALI (COMUNALI, PROVINCIALI, REGIONALI) - TASSA RACCOLTA DI RIFIUTI SOLIDI URBANI INTERNI Deleghe al direttore generale della società concessionaria della riscossione - Compimento degli atti presupposti - Inclusione - Conseguenze.

Una società aveva impugnato avvisi TIA, sostenendo anzitutto che il direttore generale della concessionaria, delegato alla riscossione e alla fatturazione, non potesse sottoscrivere atti di accertamento; la CTR aveva accolto questa tesi senza esaminare le altre doglianze. La Cassazione ha stabilito che le deleghe comprendono anche gli atti giuridici o materiali necessari al loro esercizio: i poteri di quantificare, riscuotere e definire in adesione il credito presuppongono quindi quello di emettere l’avviso. Il ricorso è stato accolto, con cassazione e rinvio per l’esame delle censure rimaste assorbite.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 7793

Cassazione, sentenza n. 7793 del 20/03/2019

Sentenza n. 7793 del 20/03/2019

La contribuente chiedeva il rimborso parziale dell’imposta proporzionale di registro già versata sui canoni di locazione di immobili strumentali, divenuti successivamente imponibili ai fini IVA; la Commissione tributaria centrale aveva negato il rimborso. La Cassazione ha confermato che l’imposta di registro resta regolata dalla disciplina vigente al perfezionamento e alla registrazione dei contratti, mentre l’IVA trova il proprio fatto generatore nel pagamento dei corrispettivi. La sopravvenuta imponibilità IVA non rende quindi indebito il tributo di registro originariamente dovuto; il ricorso è stato rigettato, con compensazione delle spese.

  • Imposta di registro
  • IVA
  • Locazione immobili
  • Immobili
  • Contenzioso
N. 7792

Cassazione, sentenza n. 7792 del 20/03/2019

Sentenza n. 7792 del 20/03/2019

La lite riguardava la classificazione doganale di funghi trattati con anidride solforosa: la CTR, recependo la consulenza tecnica, li aveva considerati prodotti a lunga conservazione e applicato la relativa voce tariffaria. La Cassazione ha affermato che la classificazione deve dipendere dal testo delle voci e delle note della nomenclatura combinata, non da nozioni extratariffarie di conservazione; l’impiego dell’anidride solforosa costituisce il metodo di preparazione rilevante, indipendentemente dallo scopo soggettivamente perseguito. Accolti il primo e il terzo motivo, la sentenza è stata cassata con rinvio alla CTR.

  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 7791

Cassazione, sentenza n. 7791 del 20/03/2019

Sentenza n. 7791 del 20/03/2019

L’Amministrazione aveva recuperato i dazi e applicato sanzioni dopo avere riclassificato merci dichiarate con una voce tariffaria agevolata; la CTR aveva escluso il recupero valorizzando precedenti controlli doganali non sfavorevoli. La Cassazione ha chiarito che la buona fede non basta: l’esclusione della contabilizzazione a posteriori richiede anche un errore attivo dell’autorità, non configurabile nella mera inerzia su operazioni precedenti. Ha inoltre escluso l’esimente sanzionatoria, poiché non risultava indicata con esattezza la merce, e ha respinto il ricorso incidentale; accolto il primo motivo dell’Amministrazione, ha cassato con rinvio.

  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 7790

Cassazione, sentenza n. 7790 del 20/03/2019

TRIBUTI ERARIALI DIRETTI - IN GENERE - TRIBUTI DOGANALI (DIRITTI DI CONFINE - DAZI ALL'IMPORTAZIONE ED ALLA ESPORTAZIONE - DIRITTI DOGANALI) - SANZIONI PER LE VIOLAZIONI - IN GENERE Dazi doganali - Sanzione ex art. 303 T.U.L.D. - Erronea indicazione della tariffa - Applicabilità - Limiti - Fattispecie.

La controversia nasceva dalla revisione di dichiarazioni doganali recanti una voce tariffaria a dazio zero e dalla conseguente irrogazione della sanzione per dichiarazione irregolare; i giudici di merito avevano accolto le impugnazioni dell’importatrice. La Cassazione ha escluso che precedenti mancate contestazioni integrassero l’errore attivo dell’autorità necessario a impedire il recupero dei dazi. Ha inoltre affermato che l’errata voce tariffaria è sanzionabile, salvo l’esatta indicazione commerciale della merce, nella specie non risultante; accolto il primo motivo principale e rigettato l’incidentale, ha cassato con rinvio.

  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 542

Cassazione, sentenza n. 542 del 18/03/2019

Sentenza n. 542 del 18/03/2019

Un consorzio di bonifica contestava l’ICI richiesta dal Comune per immobili e impianti demaniali impiegati nella gestione del reticolo idrografico, sostenendo di esserne semplice consegnatario e di beneficiare dell’esenzione. La Commissione regionale lo qualifica invece concessionario gratuito ex lege e, quindi, soggetto passivo; aggiunge che l’esenzione dipende dal classamento formale in categoria E, mentre la documentazione comunale attestava la categoria D/7. Poiché il consorzio non aveva provato il diverso classamento E/9 allegato, l’appello è respinto, con compensazione delle spese.

  • IMU
  • Immobili
  • Tributi locali
  • Processo tributario
N. 7388

Cassazione, sentenza n. 7388 del 15/03/2019

Sentenza n. 7388 del 15/03/2019

La controversia nasce da un’istanza di rimborso della maggiorazione di conguaglio versata con l’IRPEG e investe, preliminarmente, la tempestività dell’appello dell’Ufficio nel processo tributario disciplinato dal d.P.R. n. 636 del 1972. La Cassazione ritiene infondata la tesi dell’Agenzia secondo cui il termine lungo dell’art. 327 c.p.c. sarebbe inapplicabile: in assenza di comunicazione o notificazione, tale regola colma la lacuna e assicura la stabilità della decisione. Il testo disponibile si interrompe durante la motivazione e non riporta il dispositivo né l’esito complessivo degli altri motivi.

N. 7387

Cassazione, sentenza n. 7387 del 15/03/2019

Sentenza n. 7387 del 15/03/2019

L’accertamento aveva recuperato ricavi immobiliari non dichiarati da una società di persone, poi cancellata, e imputato il maggior reddito ai soci; questi contestavano sia gli effetti dell’estinzione sia l’impiego delle quotazioni OMI. La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso originario della società, priva di capacità processuale già prima del giudizio, ma riconosce la legittimazione propria dei soci. Esclude inoltre che l’accertamento fosse fondato sui soli valori OMI, poiché la CTR aveva considerato comparazioni con immobili analoghi e ulteriori elementi; il testo disponibile termina prima del dispositivo conclusivo.

  • Accertamento fiscale
  • Immobili
  • Società di persone
  • IRAP
  • IRPEF
  • Processo tributario
N. 7386

Cassazione, sentenza n. 7386 del 15/03/2019

Sentenza n. 7386 del 15/03/2019

La controversia riguarda la tempestività del ricorso contro quattro avvisi TIA, dopo la presentazione di un’istanza di accertamento con adesione conclusa senza accordo. La Cassazione precisa che il verbale negativo non interrompe la sospensione di novanta giorni, ma tale periodo, avendo natura non processuale, non si cumula con la sospensione feriale; quest’ultima opera soltanto sul termine residuo per impugnare. Rifatto il calcolo, la Corte ritiene tardivo il ricorso originario, accoglie il motivo pertinente, cassa la sentenza regionale e dichiara l’impugnazione inammissibile.

  • Tributi locali
  • Processo tributario
  • Accertamento e riscossione
N. 7385

Cassazione, sentenza n. 7385 del 15/03/2019

Sentenza n. 7385 del 15/03/2019

La controversia concerne la quota variabile della TIA applicata a superfici produttive di rifiuti speciali, la categoria tariffaria dell’attività e l’assoggettamento della tariffa a IVA; la CTR aveva accolto le tesi della contribuente. La Cassazione giudica apparente la motivazione sulla natura non assimilata dei rifiuti e sulla categoria applicabile, precisando che la prova dei presupposti dell’esenzione grava sul contribuente. Conferma però che la TIA, per la sua natura tributaria e in assenza di una specifica previsione, non è soggetta a IVA; accoglie parzialmente il ricorso e rinvia alla CTR.

  • Tributi locali
  • IVA
  • Processo tributario
N. 7384

Cassazione, sentenza n. 7384 del 15/03/2019

Sentenza n. 7384 del 15/03/2019

La controversia riguardava avvisi TIA per più annualità, la tempestività del ricorso dopo un accertamento con adesione, la quota variabile per superfici produttive di rifiuti speciali, la categoria tariffaria e l’applicazione dell’IVA. La Cassazione conferma che il verbale di mancato accordo non interrompe la sospensione di novanta giorni e che la TIA, per la sua natura tributaria, non è soggetta a IVA. Ritiene però apparente la motivazione su assimilazione dei rifiuti, onere probatorio e tariffa applicabile; cassa quindi la decisione e rinvia alla CTR.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 7383

Cassazione, sentenza n. 7383 del 15/03/2019

Sentenza n. 7383 del 15/03/2019

Nel giudizio di ottemperanza relativo al rimborso di IRPEF e ILOR versate per il triennio 1990-1992, la CTR aveva ordinato all’Agenzia delle Entrate di eseguire il giudicato favorevole al contribuente colpito dal sisma del 1990. Rinunciato ai primi due motivi, l’Amministrazione sosteneva che i limiti sopravvenuti alle risorse imponessero la riduzione o l’esclusione del rimborso. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile: tali limiti non incidono sul titolo formatosi in giudizio, ma sulle concrete modalità esecutive, peraltro non specificamente documentate dall’Ufficio.

  • Agevolazioni Fiscali
  • IRPEF
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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