Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.957 documenti

N. 24176

Cassazione, sentenza n. 24176 del 9/09/2024

Sentenza n. 24176 del 09/09/2024

Una società immobiliare aveva impugnato il diniego di rimborso dell’IVA relativa all’acquisto di un immobile ancora da ristrutturare e destinare a sala cinematografica, adottato dopo il mancato superamento del test delle società non operative. La Cassazione precisa che il diniego dell’interpello disapplicativo non limita la tutela contro il successivo atto e, richiamando l’interpretazione unionale, afferma che la detrazione IVA non può essere negata per il solo mancato raggiungimento di una soglia di ricavi, salvo prova di frode o abuso. Le censure dell’Agenzia sono dichiarate inammissibili o infondate, restando fermo l’esito favorevole alla contribuente.

  • IVA
  • Società
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 24174

Cassazione, sentenza n. 24174 del 9/09/2024

Sentenza n. 24174 del 09/09/2024

La società di persone e i soci contestavano il recupero di ricavi non dichiarati e dei conseguenti redditi di partecipazione per il 2008, sostenendo sia un difetto di contraddittorio sia la facoltatività dell’interpello sulle società di comodo. La Cassazione esclude la violazione del litisconsorzio, poiché società e tutti i soci avevano partecipato sin dal primo grado, e rileva che la CTR aveva accertato la non operatività in concreto, sulla base dell’effettivo impiego di terreni e fabbricati, non per la sola omissione dell’interpello. La richiesta di riesaminare tali fatti è inammissibile e il ricorso viene rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • Società di persone
  • Processo tributario
  • Sanzioni
N. 24163

Cassazione, sentenza n. 24163 del 9/09/2024

Sentenza n. 24163 del 09/09/2024

La controversia riguardava gli atti impositivi e sanzionatori emessi per il 2006 verso una società di persone e i soci, a seguito del recupero di ricavi non dichiarati e dell’imputazione dei maggiori redditi di partecipazione. La Cassazione ritiene integro il contraddittorio perché tutti i soggetti interessati avevano preso parte al giudizio fin dal primo grado; giudica inoltre inammissibile la censura sulla disciplina delle società di comodo, poiché la CTR aveva fondato la non operatività su elementi concreti e la doglianza sollecitava una nuova valutazione delle prove. Il ricorso e la tardiva richiesta di rideterminazione delle sanzioni sono respinti.

  • Accertamento fiscale
  • Società di persone
  • Processo tributario
  • Sanzioni
N. 24161

Cassazione, sentenza n. 24161 del 9/09/2024

Sentenza n. 24161 del 09/09/2024

Società e soci impugnavano gli accertamenti e le sanzioni relativi al 2006, lamentando la mancata riunione con un distinto giudizio promosso da uno dei soci e contestando l’applicazione della disciplina sulle società di comodo. La Cassazione esclude la lesione del contraddittorio, essendo tutti i litisconsorti presenti fin dal primo grado, e dichiara inammissibile la censura sulla non operatività: il giudice regionale l’aveva accertata in concreto considerando l’uso dei terreni e la prevalente locazione dei fabbricati al socio. Non essendo consentito rivalutare il materiale probatorio in legittimità, il ricorso è rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • Società di persone
  • Processo tributario
  • Sanzioni
N. 24160

Cassazione, sentenza n. 24160 del 9/09/2024

Sentenza n. 24160 del 09/09/2024

La controversia verteva sugli accertamenti emessi dopo il mancato perfezionamento della collaborazione volontaria, comprendenti redditi prodotti e tassati in Brasile ma non dichiarati in Italia. L’Agenzia sosteneva che l’art. 165, comma 8, TUIR impedisse il credito per le imposte estere; la Cassazione afferma invece che l’obbligo incondizionato assunto con la Convenzione Italia-Brasile prevale sull’onere dichiarativo interno e impone di neutralizzare la doppia imposizione sui medesimi redditi. Il ricorso dell’Amministrazione è rigettato, restando confermato il riconoscimento del credito d’imposta disposto nei gradi di merito.

N. 24155

Cassazione, sentenza n. 24155 del 9/09/2024

Sentenza n. 24155 del 09/09/2024

Una società aveva impugnato il diniego di disapplicazione della disciplina sulle società di comodo, ottenendo nei due gradi di merito il riconoscimento della rilevanza della riduzione del canone di affitto di un ramo d’azienda. La Cassazione conferma che, secondo la disciplina applicabile nel tempo, la risposta negativa all’interpello era autonomamente impugnabile e ritiene che la contrazione del canone, resa necessaria dalla crisi del settore accertata dal giudice di merito, integrasse una situazione oggettiva idonea a superare la presunzione di non operatività. Tutti i motivi dell’Agenzia delle Entrate sono dichiarati infondati e il ricorso è rigettato.

N. 24149

Cassazione, sentenza n. 24149 del 9/09/2024

Sentenza n. 24149 del 09/09/2024

La controversia riguardava riprese IRES, IRAP e IVA per operazioni ritenute oggettivamente e soggettivamente inesistenti e il conseguente maggior reddito imputato alla socia di una società a ristretta base. Riuniti i giudizi, la Cassazione ha qualificato come meramente apparenti entrambe le motivazioni regionali: una aveva escluso la frode senza esaminare gli articolati indizi dell’Ufficio, l’altra aveva affermato l’assenza di buona fede della socia mediante un’adesione non motivata alle tesi erariali. La Corte ha quindi accolto i rispettivi primi motivi, dichiarando assorbite le ulteriori censure.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Processo tributario
N. 24089

Cassazione, ordinanza n. 24089 del 9/09/2024

IVA - Esigibilità differita - Presupposti

Una società sosteneva di avere correttamente differito l’esigibilità dell’IVA relativa a operazioni del 2003, contabilizzando l’imposta negli anni dell’effettivo incasso; i giudici di merito avevano confermato la ripresa, riducendo però le sanzioni. La Cassazione ha affermato che il beneficio previsto dall’art. 6, quinto comma, del DPR 633/1972 va interpretato restrittivamente e spetta soltanto per operazioni verso i soggetti pubblici specificamente indicati, la cui ricorrenza deve essere provata dal contribuente. Non essendo stata fornita tale prova, e risultando inammissibili le censure sul rimborso e sulle sanzioni, il ricorso è stato rigettato.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 24234

Cassazione, sentenza n. 24234 del 9/09/2024

Sentenza n. 24234 del 09/09/2024

Il giudizio riguardava l’ICI 2010 su aree destinate ad attività estrattiva e le relative sanzioni; la CTR ne aveva ridotto del 30% il valore edificabile e applicato il cumulo giuridico. La Cassazione ha confermato che la destinazione a cava non esclude l’edificabilità quando siano consentiti fabbricati strumentali, ma incide sul valore venale; ha tuttavia censurato l’abbattimento forfettario, privo di concreti parametri e non sorretto dal superamento della presunzione derivante dalla delibera comunale. Ha ritenuto applicabile la continuazione attenuata alle violazioni relative a più annualità e immobili, accogliendo le pertinenti censure.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 24216

Cassazione, sentenza n. 24216 del 9/09/2024

Sentenza n. 24216 del 09/09/2024

Il diniego riguardava il rimborso del credito IVA 2020 di una società ritenuta non operativa perché in perdita sistematica e priva di ricavi; il giudice d’appello aveva considerato decisiva anche la mancata presentazione dell’interpello disapplicativo. La Cassazione ha chiarito che l’interpello non è condizione di procedibilità e che il contribuente può provare in giudizio situazioni oggettive e non imputabili ostative alla produzione di ricavi o operazioni imponibili. Non essendo state concretamente esaminate le circostanze dedotte, la Corte ha cassato con rinvio; il ricorso incidentale dell’Agenzia è stato dichiarato inammissibile per difetto d’interesse.

N. 24214

Cassazione, sentenza n. 24214 del 9/09/2024

Sentenza n. 24214 del 09/09/2024

La Regione aveva richiesto l’addizionale sul gas metano impiegato nel 2001 per produrre energia elettrica; la CTR aveva annullato l’accertamento, ritenendo l’uso esente e la normativa regionale posta a fondamento della pretesa incompatibile con quella nazionale e unionale. Nel ricorso, l’ente sosteneva invece che l’addizionale fosse già vigente e che la legge regionale successiva ne avesse soltanto determinato la misura. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché la censura non si confrontava con l’autonoma ragione decisoria relativa al contrasto della disciplina regionale con il diritto unionale, condannando la Regione alle spese.

  • Imposte indirette
  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24209

Cassazione, sentenza n. 24209 del 9/09/2024

Sentenza n. 24209 del 09/09/2024

L’Agenzia aveva recuperato IRES e IVA ritenendo che una cessione di brevetti e marchi fosse stata occultata mediante il conferimento neutrale di un ramo d’azienda e la successiva vendita della partecipazione, assoggettata alla participation exemption. I giudici di merito avevano invece accertato l’effettiva attività produttiva della società e l’unitarietà del ramo conferito, comprensivo dei beni immateriali. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso perché, sotto l’apparente denuncia di violazioni sull’onere della prova e sulle presunzioni, chiedeva una nuova valutazione del materiale istruttorio, peraltro preclusa dalla doppia pronuncia conforme.

  • IRES
  • IVA
  • Operazioni straordinarie
  • Società di capitali
  • Processo tributario
N. 23991

Cassazione, sentenza n. 23991 del 6/09/2024

Sentenza n. 23991 del 06/09/2024

La controversia riguardava il recupero di un credito IVA detratto sull’acquisto di un complesso immobiliare, cessione che l’Ufficio considerava esente, nonché la tempestività dell’accertamento e le garanzie successive a un accesso documentale. La Cassazione ha escluso la decadenza, ritenendo sufficiente la sussistenza di seri indizi comportanti l’obbligo di denuncia, indipendentemente dall’esito penale, previa verifica giudiziale non pretestuosa. Ha inoltre respinto le censure sul giudicato e sul contraddittorio, precisando che, per un accesso mirato, il verbale attestante acquisizione e consegna dei documenti può chiudere le operazioni e far decorrere il termine dilatorio.

N. 24082

Cassazione, sentenza n. 24082 del 6/09/2024

Sentenza n. 24082 del 06/09/2024

Il giudizio di rinvio concerneva avvisi per IVA, IRPEG e IRAP relativi a operazioni ritenute soggettivamente inesistenti nell’ambito di una frode carosello. La Cassazione ha confermato, per un fornitore, che gli indizi di non operatività potevano trasferire sul contribuente l’onere di dimostrare la buona fede, non bastando regolarità contabile, consegna e pagamento; ha però rilevato che la decisione regionale non motivava sulle operazioni riferite agli altri fornitori. Ha pertanto accolto il terzo motivo, rigettato le connesse censure riguardanti il fornitore esaminato e dichiarato assorbito il motivo sul riparto probatorio.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • IRES
  • IRAP
N. 24077

Cassazione, sentenza n. 24077 del 6/09/2024

Sentenza n. 24077 del 06/09/2024

Un fondo sovrano chiedeva il rimborso delle ritenute su dividendi percepiti indirettamente attraverso due organismi esteri, invocando l’esenzione prevista dalla Convenzione tra Italia e Oman; il giudice regionale aveva negato la qualità di beneficiario effettivo. La Cassazione ha ritenuto che il giudice dovesse esaminare concretamente le certificazioni bancarie, la struttura dei fondi e la possibile corrispondenza tra redditività degli investimenti e finalità istituzionali del fondo sovrano, senza attribuire valore preclusivo alla localizzazione successiva di una delle entità. Accolti il secondo, terzo e quarto motivo, ha cassato con rinvio per un nuovo esame.

N. 24022

Cassazione, sentenza n. 24022 del 6/09/2024

Sentenza n. 24022 del 06/09/2024

La controversia investiva, tra l’altro, la detrazione IVA di una società che svolgeva attività imponibili e finanziarie esenti, avendo optato per contabilità separate; la CTR aveva applicato il pro-rata considerando l’erogazione di finanziamenti ai soci complementare all’attività principale. La Cassazione ha chiarito che la separazione è ammessa quando le attività, esercitate sistematicamente, siano sostanzialmente diverse, oggettivamente scindibili e dotate di autonome strutture organizzative, circostanze che il giudice regionale non aveva verificato. Ha accolto nei relativi limiti i primi tre motivi, assorbendo le connesse censure, mentre ha respinto quella sull’ammortamento del valore del terreno.

N. 24001

Cassazione, sentenza n. 24001 del 6/09/2024

Sentenza n. 24001 del 06/09/2024

Dopo l’annullamento in autotutela delle riprese sulle imposte dirette, restava controversa la detrazione IVA relativa a lavori documentati mediante fatture giudicate generiche e prive degli stati di avanzamento richiamati. La Cassazione ha stabilito che, in caso di accesso mirato alla sola acquisizione documentale, il verbale di accesso può costituire chiusura delle operazioni e far decorrere il termine di sessanta giorni per il contraddittorio; ha inoltre confermato che il contribuente deve integrare fatture insufficientemente dettagliate con prove idonee. Poiché tale documentazione non risultava fornita e il termine dilatorio era stato rispettato, il ricorso è stato rigettato.

N. 23941

Cassazione, sentenza n. 23941 del 5/09/2024

Sentenza n. 23941 del 05/09/2024

L’Ufficio aveva applicato l’imposta di registro proporzionale dello 0,50% alla retrocessione di crediti precedentemente ceduti pro solvendo a garanzia dei canoni di leasing; la CTR aveva invece riconosciuto il regime agevolato previsto per i finanziamenti a medio e lungo termine. La Cassazione ha affermato che la cessione in garanzia e la successiva retrocessione non procurano nuova provvista destinabile a investimenti produttivi e conservano autonomia funzionale rispetto al leasing, sicché non beneficiano dell’imposta sostitutiva. Accolto il ricorso erariale, ha cassato la decisione e, decidendo nel merito, rigettato il ricorso originario.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Agevolazioni Fiscali
  • Processo tributario
N. 23940

Cassazione, sentenza n. 23940 del 5/09/2024

Sentenza n. 23940 del 05/09/2024

L’accertamento aveva assoggettato all’imposta di registro proporzionale dello 0,50% la retrocessione di crediti già ceduti pro solvendo a garanzia del pagamento dei canoni di leasing; il giudice regionale aveva esteso all’atto il beneficio riservato ai finanziamenti a medio e lungo termine. La Cassazione ha escluso che il leasing, la cessione in garanzia o la retrocessione assicurassero una nuova disponibilità finanziaria destinata a investimenti produttivi, riconoscendo a tali negozi autonomia funzionale. Ha quindi accolto il ricorso dell’Agenzia, cassato la sentenza e rigettato nel merito l’originaria impugnazione dell’avviso di liquidazione.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Agevolazioni Fiscali
  • Processo tributario
N. 23921

Cassazione, sentenza n. 23921 del 5/09/2024

Sentenza n. 23921 del 05/09/2024

Nel giudizio di rinvio relativo a riprese IVA, IRPEG e IRAP per operazioni soggettivamente inesistenti, la CTR aveva confermato la natura di cartiera del fornitore e negato la buona fede della contribuente. La Cassazione ha ritenuto adeguata tale valutazione ai fini IVA, precisando che l’art. 7, comma 5-bis, del D.Lgs. 546/1992 non esclude la prova mediante presunzioni gravi, precise e concordanti. Ha però accolto la censura sulla deducibilità dei costi: escluso il giudicato interno, il giudice di rinvio avrebbe dovuto verificarne effettività e inerenza, anziché omettere ogni decisione sul punto.

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