Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 34478

Cassazione, sentenza n. 34478 del 27/12/2019

Sentenza n. 34478 del 27/12/2019

La controversia riguardava la sanzione per l’omessa dichiarazione, nel quadro RW relativo al 2002, di capitali asseritamente detenuti all’estero; la CTR aveva accolto l’appello dell’Agenzia senza che al contribuente fosse comunicata la data di trattazione. La Cassazione stabilisce che l’omesso avviso dell’udienza, anche camerale, viola il contraddittorio e rende nulla la decisione. Poiché occorre valutare i documenti acquisiti al fascicolo per verificare l’effettivo investimento estero, accoglie il primo motivo, assorbe gli altri e rinvia alla CTR.

  • Estero
  • Dichiarazioni
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 34447

Cassazione, sentenza n. 34447 del 24/12/2019

Sentenza n. 34447 del 24/12/2019

Nel procedimento di ammissione al passivo, il concessionario contestava il potere del giudice fallimentare di dichiarare prescritti crediti tributari dopo la notifica di cartelle rimaste definitive. Le Sezioni Unite affermano che la prescrizione maturata successivamente alla cartella è un fatto estintivo collocato a valle dell’esercizio del potere impositivo: deve quindi conoscerne il giudice ordinario e, nella procedura concorsuale, il giudice delegato o il tribunale, non il giudice tributario. Il primo motivo è rigettato; il testo fornito si interrompe durante l’esame del secondo e non riporta la statuizione conclusiva sul ricorso.

  • Riscossione
  • Procedure concorsuali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 34287

Cassazione, sentenza n. 34287 del 23/12/2019

Sentenza n. 34287 del 23/12/2019

Il contribuente contestava la TIA richiesta per il 2009, sostenendo l’illegittimità della delibera con cui il Comune l’aveva istituita il 30 maggio 2006; la CTR aveva invece ritenuto decisiva la proroga del termine per approvare il bilancio locale. La Cassazione afferma che dal 29 aprile 2006 la TIA 1 era soppressa: potevano proseguirne l’applicazione soltanto i Comuni che l’avevano già adottata, mentre la proroga contabile non consentiva di istituirla successivamente. Accoglie il ricorso, disapplica la delibera priva di fondamento normativo e, decidendo nel merito, accoglie l’impugnazione originaria.

N. 34285

Cassazione, sentenza n. 34285 del 23/12/2019

Sentenza n. 34285 del 23/12/2019

La controversia riguardava un avviso di accertamento per la TIA 2008, annullato in appello perché fondato sulla delibera comunale del 30 maggio 2006. La Cassazione conferma che, dopo la soppressione della TIA 1 dal 29 aprile 2006, potevano continuare a operare soltanto le discipline regolamentari già vigenti, mentre non era più consentito istituire allora quella tariffa invocando il precedente regime transitorio. Respinta anche l’eccezione sulla legittimazione processuale del concessionario cessato, la Corte rigetta il ricorso e compensa integralmente le spese.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 34284

Cassazione, sentenza n. 34284 del 23/12/2019

Sentenza n. 34284 del 23/12/2019

Gli avvisi per la TIA 2006-2008 erano stati annullati in appello perché la delibera comunale istitutiva, adottata il 30 maggio 2006, era successiva alla soppressione della TIA 1. La Cassazione esclude inoltre la nullità della procura con firma illeggibile, trattandosi di vizio relativo non tempestivamente dedotto, e conferma che dopo il 29 aprile 2006 sopravvivevano soltanto i regolamenti già vigenti, senza possibilità di nuova istituzione della tariffa. Il ricorso è rigettato, con integrale compensazione delle spese.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 34400

Cassazione, sentenza n. 34400 del 23/12/2019

Sentenza n. 34400 del 23/12/2019

L’accertamento fondato su indagini bancarie aveva recuperato IRPEF, IRAP e IVA nei confronti di un professionista, considerando sia versamenti sia prelevamenti sui conti propri e della convivente. La Cassazione precisa che, per chi percepisce redditi di lavoro autonomo e dipendente, la presunzione legale opera sui versamenti, ma non sui prelievi; rileva inoltre l’omessa pronuncia sulle giustificazioni di alcune rimesse e sulla possibile duplicazione dei medesimi importi. Accoglie tre motivi, ne rigetta due e rinvia alla CTR per riesaminare l’accertamento.

  • Accertamento fiscale
  • Professionisti
  • IRPEF
  • IRAP
  • IVA
  • Processo tributario
N. 34283

Cassazione, sentenza n. 34283 del 23/12/2019

Sentenza n. 34283 del 23/12/2019

La causa concerneva l’acconto TIA 2009 richiesto in base alla delibera comunale del 30 maggio 2006, ritenuta illegittima dal giudice regionale. La Cassazione reputa adeguata tale motivazione e ribadisce che l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 152/2006 aveva fatto cessare il regime transitorio per l’istituzione della TIA 1: restavano applicabili solo le discipline regolamentari già vigenti, non nuove delibere istitutive. Il ricorso del gestore è pertanto rigettato e le spese di legittimità sono compensate.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 34399

Cassazione, sentenza n. 34399 del 23/12/2019

Sentenza n. 34399 del 23/12/2019

Gli accertamenti applicavano la disciplina delle società non operative a un’impresa che aveva affittato un complesso alberghiero senza raggiungere i ricavi minimi, dopo il rigetto dell’interpello disapplicativo. La Cassazione conferma che spetta al contribuente provare situazioni oggettive, straordinarie e indipendenti dalla propria volontà, ma chiarisce che l’impossibilità economica di conseguire il reddito presunto può dipendere dalle effettive condizioni di mercato; la conformità del canone ai valori di mercato doveva quindi essere concretamente valutata. Il dodicesimo motivo è accolto e l’undicesimo assorbito; l’estratto fornito non contiene il dispositivo finale.

  • Accertamento fiscale
  • Società di persone
  • Società, imprese e Professionisti
  • Contenzioso
N. 34282

Cassazione, sentenza n. 34282 del 23/12/2019

Sentenza n. 34282 del 23/12/2019

L’accertamento riguardava maggiori ricavi da vendite immobiliari e la loro presunta distribuzione ai due soci di una società a ristretta base partecipativa. La Cassazione ritiene legittima, in assenza di prova contraria, la presunzione di attribuzione ai soci degli utili extracontabili e precisa che la tassazione parziale prevista dall’art. 47 TUIR per gli utili formalmente distribuiti non si applica ai proventi non contabilizzati. Nei motivi riportati respinge inoltre le contestazioni sulla motivazione e sulle presunzioni fondate, tra l’altro, su mutui, valori comparabili, differenze di prezzo e vendite sottocosto.

N. 34398

Cassazione, sentenza n. 34398 del 23/12/2019

Sentenza n. 34398 del 23/12/2019

La controversia riguardava riprese IRES e IRAP per costi ritenuti indeducibili, tra cui spese per autovetture, un natante, prestazioni professionali e manutenzioni, con impugnazioni di entrambe le parti. La Cassazione ribadisce che l’inerenza richiede una correlazione tra costo e attività d’impresa, anche potenzialmente produttiva di reddito, e che il contribuente deve provarla anche per beni normalmente strumentali; conferma inoltre i criteri di competenza applicabili ai componenti negativi e la disciplina delle spese pluriennali esaminata. Rigetta sia il ricorso principale sia quello incidentale e compensa le spese.

  • IRES
  • IRAP
  • Imprese
  • Autovetture e Fisco
  • Contabilità e Bilancio
  • Contenzioso
N. 34281

Cassazione, sentenza n. 34281 del 23/12/2019

Sentenza n. 34281 del 23/12/2019

Un professionista contestava il recupero a IRPEF, IRAP e IVA di versamenti e prelevamenti rilevati su conti intestati o cointestati, che il giudice regionale aveva considerato non giustificati. La Cassazione applica la sopravvenuta declaratoria d’illegittimità costituzionale dell’art. 32 del D.P.R. n. 600/1973: per il lavoratore autonomo la presunzione resta operante sui versamenti, da giustificare analiticamente, ma non sui prelevamenti. Accoglie quindi il ricorso limitatamente ai prelievi, cassa in tale parte la sentenza e dispone il rinvio, respingendo le contestazioni relative ai versamenti.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • IRAP
  • IVA
  • Professionisti
  • Processo tributario
N. 34397

Cassazione, sentenza n. 34397 del 23/12/2019

Sentenza n. 34397 del 23/12/2019

L’Amministrazione aveva determinato induttivamente un reddito d’impresa non dichiarato da un allevatore, utilizzando studi sulla redditività del settore; la CTR aveva annullato integralmente l’accertamento, anche per insufficienza della prova sul superamento dei limiti del reddito agricolo. La Cassazione afferma che il potere giudiziale di acquisire documenti serve a riequilibrare il contraddittorio, ma non può colmare l’inerzia probatoria delle parti quando gli atti siano nella loro disponibilità; la scelta motivata del giudice di merito resta insindacabile. Rigetta pertanto il ricorso dell’Amministrazione e conferma l’annullamento dell’atto.

N. 34280

Cassazione, sentenza n. 34280 del 23/12/2019

Sentenza n. 34280 del 23/12/2019

L’Amministrazione aveva negato il regime fiscale agevolato all’incentivo all’esodo, sostenendo sia l’assenza di un piano collettivo sia la prosecuzione del rapporto per il successivo incarico di amministratore delegato. La Cassazione afferma che l’agevolazione allora vigente poteva riguardare anche un solo lavoratore e distingue il rapporto subordinato del dirigente dalla funzione societaria dell’amministratore, salvo prova di un rapporto subordinato dissimulato, qui non prospettata. Accolto il ricorso, la Corte cassa la sentenza e, decidendo nel merito, annulla l’accertamento favorevolmente al contribuente.

  • Agevolazioni Fiscali
  • IRPEF
  • Lavoro e previdenza
  • Società di capitali
  • Contenzioso
N. 34396

Cassazione, sentenza n. 34396 del 23/12/2019

Sentenza n. 34396 del 23/12/2019

Per il 2002 l’Ufficio aveva ricostruito induttivamente il reddito d’impresa non esposto da un allevatore, utilizzando elaborazioni statistiche sulla redditività di latte e agnelli; la CTR aveva annullato integralmente l’accertamento, valorizzando dati specifici sui capi malati e non vendibili. La Cassazione afferma che, nell’accertamento induttivo puro, il contribuente può contrastare il calcolo presuntivo con documentazione specifica e che il giudice deve rideterminare il tributo solo se sia provata l’esistenza dell’obbligazione. Rigetta quindi il ricorso erariale, restando ferma l’inattendibilità della ricostruzione accertata nel merito.

N. 34279

Cassazione, sentenza n. 34279 del 23/12/2019

Sentenza n. 34279 del 23/12/2019

La lite riguardava costi di lavori pluriennali dedotti in base agli stati di avanzamento e IVA detratta su fatture di subappaltatori ritenute riferite a operazioni inesistenti. La Cassazione conferma che l’art. 93 TUIR disciplina la valutazione dei corrispettivi, mentre i costi per servizi seguono l’art. 109 e si considerano sostenuti all’ultimazione della prestazione, individuabile nell’accettazione definitiva dei SAL quando prevista. Ritiene inoltre adeguata la valutazione indiziaria sulle fatture e sulle successive note di credito; rigetta sia il ricorso dell’Amministrazione sia quello incidentale della società, compensando le spese.

  • IRES
  • IRAP
  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contabilità e Bilancio
  • Processo tributario
N. 34395

Cassazione, sentenza n. 34395 del 23/12/2019

Sentenza n. 34395 del 23/12/2019

A seguito dell’omessa dichiarazione per il 1999, l’Ufficio aveva ricostruito induttivamente il reddito di un allevamento mediante studi sulla redditività di latte e agnelli; la CTR aveva annullato l’atto, reputando prevalenti le risultanze specifiche sui capi malati e non vendibili. La Cassazione precisa che l’accertamento induttivo puro consente una difesa documentale senza limitazioni e che il giudice può rideterminare il tributo soltanto quando sia provata l’esistenza dell’obbligazione. Poiché il calcolo statistico era stato smentito secondo un apprezzamento di merito non sindacabile, rigetta il ricorso erariale.

N. 34278

Cassazione, sentenza n. 34278 del 23/12/2019

Sentenza n. 34278 del 23/12/2019

Una società chiedeva l’esclusione dalla TARSU 2012 di un deposito, sostenendo che non producesse rifiuti urbani e fosse privo di utenze e postazioni di lavoro; il giudice regionale aveva accolto tale ricostruzione. La Cassazione ricorda che l’occupazione dell’immobile fonda una presunzione relativa di produzione di rifiuti e che l’esclusione richiede l’indicazione delle condizioni oggettive nella denuncia originaria o di variazione, oltre al loro riscontro documentale. Accolto il motivo del Comune, la sentenza è cassata e il ricorso originario della contribuente è respinto nel merito.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 34394

Cassazione, sentenza n. 34394 del 23/12/2019

Sentenza n. 34394 del 23/12/2019

L’accertamento induttivo per il 2000, relativo a reddito d’impresa non esposto da un allevatore, era stato annullato dalla CTR anche perché il PVC e i suoi allegati non erano stati prodotti in giudizio. La Cassazione chiarisce che il potere giudiziale di acquisizione documentale tutela il contraddittorio, ma non può supplire all’inerzia delle parti; il suo mancato esercizio, se adeguatamente motivato, non è censurabile in sede di legittimità. Poiché i documenti erano disponibili alle parti e nessuna li aveva prodotti, rigetta il ricorso erariale, restando priva di prova la pretesa fiscale.

N. 34277

Cassazione, sentenza n. 34277 del 23/12/2019

Sentenza n. 34277 del 23/12/2019

La controversia verteva su un’intimazione di pagamento e sulle cartelle sottostanti, contestate per vizi riferibili sia all’ente impositore sia all’agente della riscossione. Poiché entrambi avevano partecipato al primo grado, la Cassazione ravvisa in appello un litisconsorzio processuale: l’impugnazione doveva essere notificata anche all’Agenzia delle Entrate oppure il giudice doveva ordinare l’integrazione del contraddittorio. Senza esaminare definitivamente i contestati vizi delle notifiche postali e via PEC, la Corte dichiara nullo l’intero giudizio d’appello e rinvia alla Commissione regionale in diversa composizione.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 34393

Cassazione, sentenza n. 34393 del 23/12/2019

Sentenza n. 34393 del 23/12/2019

L’Ufficio aveva contestato ricavi non contabilizzati per il 2002, ricostruiti da contabilità parallela mediante un ricarico medio, ma nei gradi di merito l’accertamento era stato annullato per errori di calcolo e mancata produzione del PVC. La Cassazione ribadisce che l’acquisizione officiosa dei documenti serve a riequilibrare il contraddittorio, senza poter rimediare all’inattività delle parti; la CTR aveva motivatamente escluso di esercitarla, essendo il documento nella loro disponibilità. Rigetta pertanto il ricorso, poiché senza il PVC non erano verificabili né la residua pretesa né una sua rideterminazione.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Imprese

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