Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 34276

Cassazione, sentenza n. 34276 del 23/12/2019

Sentenza n. 34276 del 23/12/2019

La società contestava il recupero di componenti negativi relativi a un immobile patrimoniale e di costi derivanti da operazioni con imprese localizzate in Paesi a fiscalità privilegiata. La Cassazione afferma che l’indeducibilità prevista per gli immobili patrimoniali non comprende gli interessi passivi di finanziamento, regolati dall’art. 96 TUIR, né le spese notarili e l’imposta di registro sostenute per l’acquisto; accoglie quindi le relative censure. Conferma invece il recupero di 70.000 euro, poiché spettava alla contribuente documentare l’effettività delle operazioni estere e l’ammontare dei costi.

  • IRES
  • Immobili
  • Imposta di registro
  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Società di capitali
N. 34392

Cassazione, sentenza n. 34392 del 23/12/2019

Sentenza n. 34392 del 23/12/2019

Un curatore fallimentare era stato sanzionato per non avere risposto entro il termine alla richiesta dell’Ufficio di trasmettere documenti riguardanti l’impresa sottoposta a procedura; la Commissione tributaria centrale aveva confermato la sanzione. La Cassazione esclude vizi nella comunicazione dell’udienza, che era stata rifiutata, e precisa che l’indisponibilità dei documenti non esonerava dall’obbligo di rispondere, potendo essere comunicata l’impossibilità di produrli. Respinge anche le ulteriori censure processuali e rigetta integralmente il ricorso.

N. 34274

Cassazione, sentenza n. 34274 del 23/12/2019

Sentenza n. 34274 del 23/12/2019

L’agente della riscossione aveva iscritto ipoteca, per tributi non versati, sulla quota di tre immobili compresi in un fondo patrimoniale; i giudici di merito avevano ritenuto legittima la misura. La Cassazione afferma che l’iscrizione è ammessa alle condizioni dell’art. 170 c.c. e che il debitore deve provare sia l’estraneità del debito ai bisogni familiari sia la conoscenza di tale estraneità da parte del creditore. Non basta invocare la natura tributaria dell’obbligazione, dovendosi considerare il rapporto con le esigenze familiari; il ricorso è rigettato.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Immobili
N. 34391

Cassazione, sentenza n. 34391 del 23/12/2019

Sentenza n. 34391 del 23/12/2019

Una società chiedeva il rimborso di maggiori IRES e IRAP, sostenendo la deducibilità della sanzione irrogata dall’Autorità garante della concorrenza per abuso di posizione dominante; i giudici di merito avevano riconosciuto l’inerenza del costo. La Cassazione afferma invece che una sanzione amministrativa con funzione punitivo-repressiva è estranea all’attività produttiva e priva di nesso funzionale con i ricavi, sicché non è deducibile dal reddito d’impresa. Accoglie il motivo dell’Agenzia, cassa la decisione e, decidendo nel merito, rigetta l’originaria domanda di rimborso.

N. 34390

Cassazione, sentenza n. 34390 del 23/12/2019

Sentenza n. 34390 del 23/12/2019

Nel giudizio relativo al recupero di una minusvalenza su titoli riclassificati e alle conseguenti sanzioni, la CTR aveva accolto l’appello incidentale dell’Ufficio, ripristinando le penalità eliminate in primo grado. La Cassazione rileva che l’appello incidentale, inserito nelle controdeduzioni depositate oltre sessanta giorni dalla ricezione dell’appello principale, era tardivo e quindi inammissibile; tale questione poteva essere dedotta anche per la prima volta in legittimità. Cassa senza rinvio sul punto, dichiara assorbita la censura sui presupposti sanzionatori e inammissibile, per difetto di specificità e autosufficienza, quella sulla minusvalenza.

N. 34296

Cassazione, sentenza n. 34296 del 23/12/2019

Sentenza n. 34296 del 23/12/2019

La controversia riguarda il nuovo classamento e la maggiore rendita attribuiti d’ufficio a un immobile nell’ambito della revisione di una microzona; la CTR aveva reputato l’avviso adeguatamente motivato. La Cassazione esclude l’illegittimità costituzionale della revisione per microzone, ma afferma che l’atto non può limitarsi allo scostamento tra valori medi e a richiami normativi standardizzati: deve indicare concretamente qualità urbana e ambientale, caratteristiche dell’unità e del fabbricato ed elementi di discontinuità rispetto al precedente classamento. Ritiene quindi fondati i motivi concernenti motivazione, parametri catastali e questioni non esaminate, respingendo quello costituzionale.

N. 34288

Cassazione, sentenza n. 34288 del 23/12/2019

Sentenza n. 34288 del 23/12/2019

L’agente della riscossione impugnava la decisione che aveva confermato l’annullamento di cartelle per IRPEF, ILOR e IVA, sul presupposto del giudicato interno formatosi circa l’inesistenza dei crediti tributari. La Cassazione dichiara inammissibile la censura sulla tardività del ricorso originario perché formulata secondo parametri non pertinenti e comunque dipendente da un accertamento di fatto non proponibile per la prima volta in legittimità. È inammissibile anche la doglianza sull’omessa valutazione delle difese, poiché argomentazioni e deduzioni non costituiscono un fatto storico decisivo; il ricorso è pertanto dichiarato inammissibile.

N. 34244

Cassazione, sentenza n. 34244 del 20/12/2019

Sentenza n. 34244 del 20/12/2019

Una società chiedeva il rimborso dell’ICI 2009 versata per un immobile di interesse storico; i giudici di merito avevano riconosciuto il rimborso del saldo, ma escluso quello dell’acconto perché richiesto oltre il termine quinquennale. La Cassazione afferma che, quando il versamento è già originariamente non dovuto o eccedente, il termine speciale per domandarne la restituzione decorre dal pagamento, poiché da quel momento sussistono interesse e possibilità di agire. Poiché l’agevolazione era applicabile anche nell’anno precedente e l’acconto risultava errato sin dall’origine, il ricorso è rigettato.

  • IMU
  • Tributi locali
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 34243

Cassazione, sentenza n. 34243 del 20/12/2019

Sentenza n. 34243 del 20/12/2019

Una società di leasing chiedeva il rimborso dell’acconto IMU versato dopo la risoluzione per inadempimento del contratto, mentre l’utilizzatore continuava a detenere l’immobile; CTP e CTR avevano respinto la domanda. La Cassazione stabilisce che, cessato il contratto, la soggettività passiva torna al locatore anche senza materiale riconsegna, perché rileva il titolo che legittima la detenzione qualificata e non la disponibilità fisica del bene. Il locatario è soggetto passivo soltanto per la durata del rapporto contrattuale; il ricorso è rigettato, con compensazione delle spese.

  • IMU
  • Tributi locali
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 34242

Cassazione, sentenza n. 34242 del 20/12/2019

Sentenza n. 34242 del 20/12/2019

Il contribuente contestava l’ICI su un terreno qualificato edificabile dal piano regolatore, sostenendo che dimensioni del lotto e vincoli paesaggistici e ambientali ne impedissero l’edificazione; CTP e CTR avevano dato rilievo esclusivo all’inserimento nel PRG. La Cassazione distingue i vincoli specifici, incidenti sul valore venale, dai vincoli assoluti derivanti dalla pianificazione paesaggistica regionale, che prevale sugli strumenti comunali e può escludere la natura edificabile dell’area. Rilevata anche l’insufficiente motivazione sul valore unitario, accoglie il ricorso, cassa la sentenza e rinvia alla CTR per un nuovo esame.

  • IMU
  • Tributi locali
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 34229

Cassazione, sentenza n. 34229 del 20/12/2019

Sentenza n. 34229 del 20/12/2019

La cessionaria di un credito IVA impugnava la comunicazione con cui l’Agenzia negava il rimborso per l’esistenza di carichi del cedente superiori al credito; i giudici di merito avevano ritenuto l’atto meramente confermativo della precedente sospensione e quindi non autonomamente impugnabile. In Cassazione la società contestava nel merito la compensabilità tra credito maturato nella procedura concorsuale e debiti anteriori, senza censurare la statuizione preliminare sull’impugnabilità del diniego. Su tale punto si era pertanto formato giudicato interno, che rendeva le doglianze prive d’interesse; il ricorso è rigettato.

  • IVA
  • Procedure concorsuali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 34228

Cassazione, sentenza n. 34228 del 20/12/2019

Sentenza n. 34228 del 20/12/2019

La controversia riguardava dazi antidumping richiesti per merci dichiarate di origine argentina ma ritenute brasiliane sulla base delle indagini OLAF; nel giudizio di rinvio la CTR aveva confermato gli avvisi doganali. La Cassazione rileva che il giudice doveva valutare specificamente e nel loro insieme tutti gli indizi, verificando anche gli elementi contrari già individuati dalla precedente pronuncia di rinvio, mentre aveva attribuito valore sostanzialmente decisivo al rapporto OLAF e al regolamento europeo. Accoglie quindi le censure nei limiti della documentazione ritualmente identificata, cassa la sentenza e rinvia alla CTR in diversa composizione.

N. 34227

Cassazione, sentenza n. 34227 del 20/12/2019

Sentenza n. 34227 del 20/12/2019

La controversia riguardava il dazio antidumping richiesto per accessori di ghisa dichiarati di origine argentina, ma ritenuti brasiliani in base alle indagini OLAF; la CTR, in sede di rinvio, aveva confermato la rettifica doganale. La Cassazione riconosce piena valenza probatoria agli accertamenti OLAF, spettando all’importatore fornire elementi contrari specificamente allegati e prodotti; il regolamento unionale era stato richiamato soltanto a rafforzamento di tali risultanze. Ritenute generiche le contestazioni probatorie e non dimostrati l’errore attivo dell’autorità doganale e la buona fede, la Corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente alle spese.

  • Accertamento fiscale
  • Imposte indirette
  • Estero
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 34201

Cassazione, sentenza n. 34201 del 20/12/2019

Sentenza n. 34201 del 20/12/2019

Una compagnia assicurativa chiedeva il rimborso della maggiore IRAP, sostenendo la perdurante deducibilità delle quote relative a svalutazioni di crediti operate prima della modifica normativa del 2005; CTP e CTR avevano accolto la domanda. La Cassazione conferma che l’indeducibilità sopravvenuta riguarda le svalutazioni successive, non i “noni pregressi”, poiché la situazione sostanziale si consolida nell’esercizio della svalutazione e il frazionamento ha funzione soltanto finanziaria. Respinte anche le censure sul quantum e sull’onere probatorio, la Corte rigetta il ricorso dell’Agenzia delle Entrate e la condanna alle spese.

  • IRAP
  • Imprese
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 34170

Cassazione, sentenza n. 34170 del 20/12/2019

Sentenza n. 34170 del 20/12/2019

L’accertamento IRES, IRAP e IVA era stato indirizzato a un socio indicato come gestore di fatto di una società a responsabilità limitata; CTP e CTR ne avevano affermato la responsabilità, richiamando il verbale della Guardia di Finanza e, impropriamente, la disciplina delle società di persone. La Cassazione chiarisce che delle obbligazioni sociali della società di capitali risponde la società e che la qualità di amministratore di fatto non può desumersi acriticamente dalla fede privilegiata del verbale; inoltre, le sanzioni relative al rapporto tributario dell’ente restano a carico della persona giuridica. Accoglie quindi il ricorso, cassa la sentenza e accoglie l’impugnazione originaria.

N. 34169

Cassazione, sentenza n. 34169 del 20/12/2019

Sentenza n. 34169 del 20/12/2019

A seguito di controllo formale, erano state disconosciute spese chiropratiche prive di prescrizione medica e la deduzione dei contributi previdenziali versati dal titolare di un’impresa familiare per la collaboratrice, non risultata fiscalmente a suo carico; la CTR aveva confermato il recupero. La Cassazione esclude anche il litisconsorzio necessario con l’agente della riscossione e afferma che l’imprenditore può dedurre i contributi del collaboratore familiare soltanto se quest’ultimo è fiscalmente a carico, altrimenti disponendo del solo diritto di rivalsa. Ritenuta corretta anche la decisione sulle cure chiropratiche, rigetta il ricorso e compensa le spese.

N. 34168

Cassazione, sentenza n. 34168 del 20/12/2019

Sentenza n. 34168 del 20/12/2019

Il controllo formale della dichiarazione aveva escluso la deduzione dei contributi previdenziali pagati dal titolare di un’impresa familiare per la collaboratrice, che non risultava fiscalmente a suo carico; dopo l’accoglimento in primo grado, la CTR aveva accolto l’appello dell’Amministrazione. La Cassazione precisa che, fuori dall’ipotesi del familiare fiscalmente a carico, la deduzione spetta al beneficiario dei versamenti e l’imprenditore dispone soltanto del diritto di rivalsa; esclude inoltre il litisconsorzio necessario con l’agente della riscossione. Il ricorso è rigettato, con compensazione delle spese.

N. 34167

Cassazione, sentenza n. 34167 del 20/12/2019

Sentenza n. 34167 del 20/12/2019

La CTR aveva considerato inerenti, ma qualificato come spese di rappresentanza parzialmente deducibili, costi sostenuti da un intermediario del settore moda per viaggi, ospitalità, omaggi e altri beni o servizi; aveva inoltre escluso alcuni recuperi relativi a provvigioni e vendite non contabilizzate. La Cassazione conferma che la distinzione dalla pubblicità dipende dall’obiettivo concreto: prestigio e sviluppo dell’impresa, senza diretto ritorno commerciale, anziché promozione immediata di prodotti o vendite; nella specie mancava uno stretto collegamento con eventi o commissioni documentati. Quanto al ricorso principale, rigetta la censura sostanziale e quelle motivazionali e dichiara inammissibile il motivo privo di specificità.

  • Spese di rappresentanza
  • Imprese
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 34166

Cassazione, sentenza n. 34166 del 20/12/2019

Sentenza n. 34166 del 20/12/2019

Per l’anno 2006 la CTR aveva qualificato come spese di rappresentanza, deducibili nei limiti applicabili, i costi sostenuti da un intermediario della moda per viaggi, ospitalità, omaggi e servizi, escludendo invece l’inerenza delle spese pagate con una carta intestata alla figlia. La Cassazione conferma che, in assenza di un collegamento diretto con eventi, commissioni o incremento delle vendite, tali esborsi perseguono soprattutto prestigio e sviluppo dell’impresa e non hanno natura pubblicitaria. Dichiara inammissibili le censure motivazionali, respinge le altre doglianze del contribuente e rigetta anche i motivi incidentali dell’Agenzia delle Entrate.

  • Spese di rappresentanza
  • Imprese
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 34249

Cassazione, sentenza n. 34249 del 20/12/2019

Sentenza n. 34249 del 20/12/2019

Tre società contestavano il classamento DOCFA di aerogeneratori nella categoria D/1 e la rendita determinata dall’Ufficio; la CTR aveva confermato la decisione di primo grado, che aveva mantenuto il gruppo D riducendo la rendita. La Cassazione esclude il rinvio pregiudiziale europeo e ribadisce che i parchi eolici, assimilabili a centrali elettriche, sono classificabili come opifici, senza che la pubblica utilità della fonte rinnovabile imponga la categoria E. Ritiene inoltre adeguata la motivazione della rettifica e computabili, per il periodo considerato, gli impianti fissi; il ricorso è respinto.

  • Accertamento fiscale
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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