Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 4407

Cassazione, sentenza n. 4407 del 20/02/2020

Sentenza n. 4407 del 20/02/2020

Un avviso chiedeva TIA, addizionali e sanzioni per il periodo 2006-2009 sulla base della delibera comunale del 30 maggio 2006, dichiarata illegittima dalla CTR. La Cassazione conferma che l’entrata in vigore del nuovo quadro normativo il 29 aprile 2006 aveva chiuso il regime transitorio della TIA 1: restavano applicabili solo regolamenti e provvedimenti attuativi già vigenti, senza possibilità di istituire successivamente la tariffa soppressa. Il ricorso principale è rigettato, mentre quello incidentale condizionato è dichiarato assorbito.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 4406

Cassazione, sentenza n. 4406 del 20/02/2020

Sentenza n. 4406 del 20/02/2020

La lite riguardava un avviso per TIA, addizionali e sanzioni relativo agli anni 2006-2009, fondato sulla delibera con cui il Comune aveva disposto il passaggio dalla TARSU alla TIA 1 nel maggio 2006. La Cassazione ritiene che, dopo la soppressione della TIA 1, il regime transitorio preservasse soltanto le discipline regolamentari già vigenti, senza consentire nuove istituzioni della tariffa. Viene quindi confermata l’illegittimità della delibera: il ricorso principale è rigettato e quello incidentale condizionato è assorbito.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 4404

Cassazione, sentenza n. 4404 del 20/02/2020

Sentenza n. 4404 del 20/02/2020

La contribuente aveva contestato avvisi TIA per il 2006-2009, deducendo anche l’illegittimità della delibera comunale istitutiva; i giudici di merito avevano deciso soltanto su decadenza e sanzioni. La Cassazione afferma che il giudice tributario può disapplicare anche d’ufficio l’atto amministrativo presupposto, se investito dalle censure contro l’imposizione, e giudica tardivo il passaggio comunale dalla TARSU alla TIA 1 dopo la soppressione di quest’ultima. Disapplicata la delibera, la sentenza è cassata e il ricorso originario della contribuente è accolto nel merito.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 4403

Cassazione, sentenza n. 4403 del 20/02/2020

Sentenza n. 4403 del 20/02/2020

Avverso gli accertamenti TIA per gli anni 2006-2009, la contribuente aveva contestato la delibera comunale istitutiva, oltre alla decadenza e alle sanzioni; la CTR aveva confermato soltanto queste ultime statuizioni. La Cassazione riconosce il potere-dovere del giudice tributario di disapplicare d’ufficio la delibera presupposta, purché la sua legittimità sia coinvolta dai motivi contro l’atto impositivo, e ritiene illegittima l’istituzione della TIA 1 successiva alla sua soppressione. Cassa quindi la decisione regionale e, decidendo nel merito, accoglie il ricorso originario della contribuente.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 4428

Cassazione, ordinanza n. 4428 del 20/02/2020

Ordinanza n. 4428 del 20/02/2020

L’Agenzia delle Entrate contestava la detrazione IVA e la deduzione di costi connessi all’acquisto di un terreno e di diritti progettuali, prospettando operazioni soggettivamente inesistenti e la consapevolezza della società acquirente. La Cassazione ha precisato che il mancato ricorso del giudice alle nozioni di comune esperienza non integra violazione dell’articolo 115 c.p.c., poiché l’impiego del notorio è facoltativo e la censura investiva, in realtà, la valutazione di merito degli indizi. Il ricorso dell’Amministrazione è stato pertanto dichiarato inammissibile.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • IRES
  • IRAP
N. 4402

Cassazione, sentenza n. 4402 del 20/02/2020

Sentenza n. 4402 del 20/02/2020

La controversia nasceva da avvisi TIA per il 2006-2009, rispetto ai quali la contribuente aveva dedotto l’illegittimità della delibera comunale istitutiva, la decadenza per il 2006 e l’invalidità delle sanzioni. La Cassazione ritiene pregiudiziale la verifica della delibera e afferma che il giudice tributario può disapplicarla d’ufficio quando costituisce il presupposto degli atti impugnati; il Comune non poteva introdurre la TIA 1 dopo la sua soppressione. La sentenza è cassata e il ricorso introduttivo della contribuente viene accolto nel merito.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 4418

Cassazione, sentenza n. 4418 del 20/02/2020

Sentenza n. 4418 del 20/02/2020

L’accertamento aveva assoggettato integralmente a reddito d’impresa i canoni di locazione di un fondo rustico appartenente a una società, qualificandolo come immobile strumentale. La Cassazione ha affermato che il terreno, costituendo l’oggetto dell’attività locativa e non uno strumento direttamente impiegato nell’impresa, non è strumentale per destinazione; inoltre, i terreni non rientrano tra gli immobili strumentali per natura. Accolto il ricorso, la Corte ha cassato la decisione regionale e rinviato per un nuovo esame secondo la disciplina degli immobili-patrimonio prevista dall’articolo 90 TUIR.

  • Immobili
  • Locazione immobili
  • Società di persone
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 4401

Cassazione, sentenza n. 4401 del 20/02/2020

Sentenza n. 4401 del 20/02/2020

La controversia riguardava l’acconto TIA 1 richiesto per il 2009 in base al regolamento adottato dal Comune il 30 maggio 2006; la contribuente ne contestava, tra l’altro, l’illegittimità perché successivo alla soppressione della tariffa. La Cassazione ha stabilito che, dal 29 aprile 2006, i Comuni potevano soltanto mantenere le discipline già vigenti, senza introdurre la TIA 1. Ha quindi accolto il ricorso, cassato la decisione regionale e, decidendo nel merito, accolto l’impugnazione originaria, compensando le spese.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 6529

Cassazione, sentenza n. 6529 del 19/02/2020

Indebita compensazione - Competenza - Giudice del luogo di accertamento del reato.

Nel procedimento cautelare per indebita compensazione mediante crediti erariali di terzi, l’indagato contestava la competenza territoriale e il sequestro preventivo finalizzato alla confisca. La Cassazione ha escluso il criterio del domicilio fiscale, riservato ai reati dichiarativi, e ha applicato, non essendo individuabile il luogo di consumazione, il criterio speciale del luogo di accertamento, coincidente con la prima iscrizione della notizia di reato; la sottoscrizione dei contratti di accollo non costituisce parte della condotta tipica. Inammissibili le doglianze motivazionali sul sequestro, il ricorso è stato rigettato con condanna alle spese.

N. 4169

Cassazione, ordinanza n. 4169 del 19/02/2020

ICI - Centrali elettriche - Avviso di accertamento e irrogazione sanzioni - Individuazione delle parti imponibili - Incertezza normativa oggettiva tributaria - Disapplicazione sanzioni - Legittimità.

La società aveva impugnato soltanto le sanzioni applicate per l’ICI relativa a una centrale elettrica già accatastata, deducendo l’incertezza nell’individuazione e valorizzazione delle componenti dell’impianto rilevanti per la rendita. La Cassazione ha distinto l’incertezza normativa oggettiva dall’ignoranza soggettiva e ha rilevato, sulla base delle difficoltà applicative e dei successivi chiarimenti tecnici, un’inevitabile equivocità della disciplina nel periodo considerato. Ha quindi escluso le sanzioni, accolto il ricorso, cassato la decisione e, pronunciando nel merito, accolto l’impugnazione originaria con compensazione delle spese.

N. 4076

Cassazione, sentenza n. 4076 del 18/02/2020

Reddito di impresa - Compravendita di un locale ad uso negozio - Rettifica valore con riferimento ai soli valori OMI - Illegittimità.

L’Amministrazione aveva rettificato il valore dichiarato nella compravendita di un negozio, richiamando le quotazioni OMI e l’ipoteca iscritta dalla banca per un importo doppio rispetto al mutuo. La Cassazione ha affermato che le quotazioni OMI forniscono indicazioni di larga massima e richiedono ulteriori indizi gravi, precisi e concordanti; neppure l’importo dell’ipoteca prova il valore del bene, poiché garantisce capitale, interessi e spese. Ritenuto coerente il prezzo dichiarato con il mutuo e con il precedente accordo di opzione, ha rigettato il ricorso dell’Agenzia e disposto la condanna alle spese.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 4075

Cassazione, sentenza n. 4075 del 18/02/2020

Sentenza n. 4075 del 18/02/2020

L’Agenzia delle Entrate aveva rettificato il valore dichiarato per la compravendita di un’autorimessa, richiamando esclusivamente le quotazioni OMI; la CTR aveva ridotto il valore accertato senza annullare l’atto. La Cassazione afferma che tali quotazioni forniscono indicazioni di larga massima e, senza ulteriori indizi gravi, precisi e concordanti, non provano il valore venale dell’immobile, rilevando anche lo stato grezzo del bene dedotto dal contribuente. Accoglie quindi il ricorso, cassa la sentenza e, decidendo nel merito, accoglie il ricorso introduttivo, compensando le spese.

  • Imposta di registro
  • Accertamento fiscale
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 4074

Cassazione, sentenza n. 4074 del 18/02/2020

Sentenza n. 4074 del 18/02/2020

La controversia riguardava il regime applicabile alla cessione di un immobile accatastato A/3, per la quale il cedente aveva optato per l’imponibilità IVA prevista per i fabbricati strumentali; la CTR aveva accolto il ricorso dei contribuenti. La Cassazione precisa che la strumentalità va individuata in base alla categoria catastale esistente al trasferimento, restando irrilevanti il progetto di trasformazione e la dichiarazione del cedente. Ritenuto inoltre adeguatamente motivato l’avviso, accoglie il ricorso dell’Agenzia, cassa la sentenza e rigetta nel merito i ricorsi originari.

  • IVA
  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 4073

Cassazione, sentenza n. 4073 del 18/02/2020

Sentenza n. 4073 del 18/02/2020

Una società contestava la rettifica del valore di terreni acquistati e la rideterminazione operata dai giudici di merito, sostenendo, tra l’altro, che non fossero state considerate le differenze rispetto ai terreni comparati e le prove offerte. La Cassazione rileva che la CTR aveva fondato la valutazione sulla destinazione edificatoria risultante dalla certificazione urbanistica, utilizzando il mutuo soltanto come riscontro ulteriore. Le altre doglianze miravano invece a ottenere una nuova valutazione delle prove, preclusa in sede di legittimità. Il ricorso viene pertanto rigettato.

  • Imposta di registro
  • Accertamento fiscale
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 4072

Cassazione, sentenza n. 4072 del 18/02/2020

Sentenza n. 4072 del 18/02/2020

La contribuente contestava la rettifica del valore di immobili, sostenendo di avere richiesto il sistema del prezzo-valore e censurando anche motivazione e sanzioni; i giudici di merito avevano confermato l’atto. La Cassazione chiarisce che, per immobili con rendita soltanto provvisoria, occorre una richiesta espressa di applicazione della specifica disciplina, non implicita nella diversa richiesta riferita agli immobili con rendita definitiva. Poiché tale dichiarazione mancava e l’avviso indicava ubicazione, commerciabilità e comparazioni omogenee, la rettifica era consentita e motivata. Il ricorso è rigettato, con condanna alle spese.

  • Imposta di registro
  • Accertamento fiscale
  • Immobili
  • Processo tributario
  • Sanzioni
N. 4071

Cassazione, sentenza n. 4071 del 18/02/2020

Sentenza n. 4071 del 18/02/2020

Le contribuenti avevano chiesto la revocazione della decisione relativa alla perdita dell’agevolazione prima casa per le dimensioni dell’immobile, prospettando un errore nella consulenza tecnica; la CTR aveva dichiarato l’impugnazione inammissibile. La Cassazione esclude l’errore revocatorio, poiché la superficie era stata oggetto di discussione e valutazione, non di una svista percettiva risultante dal confronto immediato con gli atti. Dichiara inoltre manifestamente inammissibile la questione costituzionale sui criteri degli immobili di lusso e rigetta il ricorso, con condanna alle spese.

  • Processo tributario
  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposta di registro
  • Immobili
N. 4070

Cassazione, sentenza n. 4070 del 18/02/2020

Sentenza n. 4070 del 18/02/2020

L’Amministrazione aveva revocato le agevolazioni prima casa e quelle collegate al mutuo, qualificando come di lusso l’immobile ricevuto in permuta; i giudici di merito avevano ritenuto legittimi gli avvisi. La Cassazione osserva che il generico richiamo a controlli d’ufficio, senza allegarne o riprodurne le risultanze, non espone in modo intelligibile i presupposti della decadenza. La perizia prodotta soltanto in giudizio non può integrare successivamente la motivazione, e il vizio si riflette anche sull’atto relativo al mutuo. Accoglie quindi il ricorso e, decidendo nel merito, accoglie i ricorsi introduttivi.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 3955

Cassazione, ordinanza n. 3955 del 18/02/2020

Ordinanza n. 3955 del 18/02/2020

Il contribuente aveva impugnato intimazioni relative a cartelle per IRPEF, IVA, sanzioni e interessi, deducendo decadenza e prescrizione; la CTR aveva escluso la legittimazione passiva dell’Agenzia delle Entrate. La Cassazione afferma che, quando la contestazione investe la pretesa tributaria e non esclusivamente vizi propri dell’atto di riscossione, la legittimazione spetta all’ente titolare del credito. Accoglie pertanto il primo motivo; dichiara inammissibili le censure contro le considerazioni di merito svolte dalla CTR dopo essersi spogliata della potestà decisoria, cassa la sentenza e rinvia per un nuovo esame.

N. 3599

Cassazione, sentenza n. 3599 del 13/02/2020

IVA - Accertamento - Gruppo di società - Transfer pricing - Costi - Inerenza - Sanzioni - Favor rei.

La società contestava il recupero dell’IVA detratta su servizi infragruppo e le relative sanzioni, mentre la CTR aveva ritenuto non provata l’inerenza dei costi. La Cassazione conferma che contabilizzare il costo non basta: chi afferma di avere ricevuto il servizio deve provarne esistenza, inerenza, utilità effettiva e adeguata documentazione; precisa però che, ai fini IVA, il mero scostamento dal valore normale non determina di per sé evasione tra soggetti con diritto alla detrazione. Rigetta i primi sei motivi, ma sui motivi relativi alle sanzioni cassa la decisione nei termini indicati in motivazione e rinvia alla CTR.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Società
  • Processo tributario
N. 3580

Cassazione, sentenza n. 3580 del 13/02/2020

Sentenza n. 3580 del 13/02/2020

Un giudice tributario chiedeva il rimborso dell’IRPEF ordinaria versata sui compensi variabili dell’ultimo trimestre, percepiti negli anni successivi; la CTR aveva accolto integralmente la domanda e ritenuto tempestiva l’istanza. La Cassazione ha confermato che la decadenza decorreva dal versamento diretto dell’imposta, ma ha escluso l’automatica tassazione separata per ogni pagamento oltre il 12 gennaio: va verificato se sia superato il periodo fisiologico di 120 giorni dal 15 gennaio. Ha quindi accolto il secondo motivo, cassato la decisione e rinviato alla CTR.

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