Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 10245

Cassazione, ordinanza n. 10245 del 29/05/2020

Accertamento sintetico - Redditometro.

Due accertamenti sintetici avevano ricostruito maggiori redditi IRPEF sulla base di beni, spese e incrementi patrimoniali; la contribuente opponeva, tra l’altro, disponibilità finanziarie disinvestite e documentazione bancaria. La Cassazione ribadisce che, una volta presenti gli indici previsti, spetta al contribuente documentare provenienza non reddituale, entità e durata delle risorse, mentre la sola esistenza di disinvestimenti non basta se gli elementi prodotti non superano la presunzione. Poiché i giudici regionali avevano esaminato le disponibilità indicate e ritenuto insufficiente la prova contraria, la Corte rigetta il ricorso e pone le spese a carico della ricorrente.

N. 10244

Cassazione, sentenza n. 10244 del 29/05/2020

Sentenza n. 10244 del 29/05/2020

L’accertamento recuperava IRAP e IVA per ricavi non dichiarati, ricostruiti induttivamente in relazione a rimanenze di gioielleria non rinvenute e prive di documentazione di vendita; la società sosteneva che la merce fosse stata ceduta in una vendita straordinaria a prezzi scontati. La Cassazione ritiene adeguatamente motivata la decisione regionale, che aveva escluso l’effettività documentata della vendita e confermato sia la ricostruzione dei ricavi sia il ricarico medio dell’81,42% ricavato dal quadriennio precedente. Le contestazioni miravano inoltre a ottenere una nuova valutazione dei fatti, estranea al giudizio di legittimità; il ricorso è quindi rigettato con condanna alle spese.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRAP
  • Imprese
  • Contenzioso
N. 10241

Cassazione, sentenza n. 10241 del 29/05/2020

Sentenza n. 10241 del 29/05/2020

L’Agenzia delle Entrate sosteneva che la cessione gratuita al Comune di aree prevista da una convenzione urbanistica fosse in realtà onerosa, per il vantaggio edificatorio conseguito dal privato, e rilevante ai fini reddituali e IVA. La Cassazione esclude il carattere sinallagmatico della cessione: il futuro permesso di costruire costituisce un vantaggio indiretto, non una controprestazione, mentre la convenzione conserva natura pubblicistica. Conferma inoltre che la cessione di aree in esecuzione di una convenzione di lottizzazione è autonomamente irrilevante ai fini IVA, senza necessità dello scomputo degli oneri o della destinazione a opere di urbanizzazione; rigetta pertanto il ricorso principale e dichiara assorbito quello incidentale.

  • IVA
  • Immobili
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10229

Cassazione, ordinanza n. 10229 del 29/05/2020

IRAP - Rimborso - Medici convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale.

Un medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale chiedeva il rimborso dell’IRAP, mentre la commissione regionale aveva ravvisato l’autonoma organizzazione nel ricorso non occasionale a lavoro altrui, comprese mansioni di segreteria. La Cassazione precisa che non ricorre il presupposto impositivo quando i beni non superano il minimo indispensabile e il lavoro altrui non eccede un dipendente con funzioni esecutive; neppure lo studio e le attrezzature obbligatorie per la convenzione bastano da soli. Accolto il ricorso, la Corte cassa la sentenza e, decidendo nel merito, accoglie la domanda originaria del contribuente, compensando le spese.

  • IRAP
  • Professionisti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10226

Cassazione, sentenza n. 10226 del 29/05/2020

Sentenza n. 10226 del 29/05/2020

Una società, quale consumatore finale di energia elettrica, aveva chiesto direttamente all’Amministrazione il rimborso dell’addizionale provinciale sulle accise addebitatale dal fornitore, deducendone l’incompatibilità con il diritto unionale; i giudici di merito le avevano riconosciuto la legittimazione. La Cassazione afferma invece che il rapporto tributario intercorre con il fornitore, unico soggetto passivo e normalmente unico legittimato al rimborso, mentre il consumatore può agire contro quest’ultimo per ripetizione dell’indebito. Una domanda diretta all’Amministrazione è ammessa soltanto ove l’azione verso il fornitore sia allegata come oltremodo gravosa; il primo motivo dell’Agenzia delle Dogane, preliminare e assorbente, viene pertanto accolto.

  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10225

Cassazione, sentenza n. 10225 del 29/05/2020

Sentenza n. 10225 del 29/05/2020

Il giudizio riguardava un fermo amministrativo fondato su diciassette cartelle, alcune relative a tributi e altre a contravvenzioni stradali, nonché la validità delle rispettive notificazioni. La Cassazione limita la giurisdizione tributaria alle pretese fiscali e demanda al giudice ordinario quelle non tributarie; precisa inoltre che il concessionario può notificare direttamente per posta e che la consegna tramite operatore privato determina nullità, non inesistenza, sanabile con il raggiungimento dello scopo. Accolti i motivi, dichiara parzialmente il difetto di giurisdizione con termine per la riassunzione e, per il resto, cassa la sentenza e rigetta nel merito il ricorso originario, compensando le spese.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 16434

Cassazione, sentenza n. 16434 del 29/05/2020

Reati tributari - Omesso versamento di ritenute certificate - Modello di dichiarazione presentato.

La Corte d’appello aveva condannato due amministratori per omesso versamento di ritenute certificate, desumendo il rilascio delle certificazioni dal modello 770, dalle dichiarazioni dei dipendenti e da verifiche non estese a tutti i sostituiti. La Cassazione ha affermato che, per i fatti considerati, l’accusa deve provare il tempestivo rilascio delle certificazioni e il superamento della soglia penale mediante una verifica complessiva, non a campione; il modello 770 prova o indica le ritenute effettuate, non anche la consegna delle certificazioni. La sentenza è stata annullata con rinvio per nuovo giudizio.

N. 10314

Cassazione, ordinanza n. 10314 del 29/05/2020

Tributi locali - ICI - Agevolazioni - Documentazione prodotta.

La controversia riguardava la riduzione del 50 per cento dell’ICI per un immobile inagibile, negata dalla CTR perché mancavano una specifica domanda e una perizia giurata sottoposta al Comune. La Cassazione ha affermato che un adempimento meramente formale non impedisce l’agevolazione quando i requisiti risultino da documenti già in possesso dell’ente, in applicazione dei principi di collaborazione e buona fede. Accolto il primo motivo, la sentenza è stata cassata con rinvio per verificare l’effettiva inagibilità dell’immobile; il secondo motivo è stato dichiarato inammissibile.

  • Tributi locali
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 10256

Cassazione, ordinanza n. 10256 del 29/05/2020

Trust - Imposta di successione - Presupposto dell'imposizione.

La controversia riguardava l’applicazione proporzionale dell’imposta sulle successioni e donazioni alla costituzione di un trust nel quale disponente e beneficiaria finale coincidevano, mentre i figli sarebbero subentrati solo in caso di premorienza. La Cassazione afferma che la segregazione e l’acquisto strumentale del trustee non realizzano un trasferimento effettivo di ricchezza: il presupposto impositivo può emergere soltanto con l’attribuzione definitiva a un beneficiario diverso dal disponente. Ritenuta corretta la decisione regionale favorevole ai contribuenti, la Corte rigetta il ricorso dell’Agenzia delle Entrate e compensa le spese.

  • Trust
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10123

Cassazione, sentenza n. 10123 del 28/05/2020

Sentenza n. 10123 del 28/05/2020

Nell’ambito del consolidato IRES, l’Agenzia contestava l’utilizzo di fondi trasferiti con una scissione e la deduzione integrale delle spese sostenute per un mutuo fondiario. La Corte ha escluso che l’utilizzo successivo di accantonamenti indeducibili consentisse di recuperare, presso la beneficiaria, materia imponibile riferibile a un esercizio e a un soggetto precedenti; ha inoltre affermato che i costi di stipulazione del mutuo sono deducibili nell’esercizio di ottenimento del finanziamento, indipendentemente dalla sua finalità. Le censure principali dell’Agenzia sono state disattese, mentre la decisione sui costi finanziari ha richiesto un nuovo esame.

  • IRES
  • Imprese
  • Operazioni straordinarie
  • Contabilità e Bilancio
  • Contenzioso
N. 10107

Cassazione, sentenza n. 10107 del 28/05/2020

Sentenza n. 10107 del 28/05/2020

Una società consortile contestava accertamenti IRES, IRAP e IVA, nonché la conseguente cartella, relativi al sistema di contabilizzazione e fatturazione con cui costi e ricavi venivano azzerati a fine esercizio nei rapporti con le consorziate. La Corte ha ritenuto corretta la distinzione tra imputazione al conto economico e ribaltamento alle imprese consorziate, escludendo extrapetizione e violazioni dell’onere probatorio; le doglianze sulla mancata considerazione dei bilanci avrebbero richiesto la revocazione. Il ricorso è stato integralmente rigettato e la censura sul ruolo straordinario dichiarata inammissibile per sopravvenuta carenza d’interesse.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Società
  • Riscossione
N. 10122

Cassazione, sentenza n. 10122 del 28/05/2020

Accertamento - Verifica fiscale - Reddito d'impresa - Contabilizzazione costi.

La controversia riuniva il giudizio sull’accertamento IRES e quello di revocazione, con contestazioni riguardanti fondi trasferiti mediante scissione e costi accessori di un finanziamento. La Corte ha respinto la revocazione e il ricorso principale dell’Agenzia sui fondi, confermando che gli accantonamenti non tipizzati sono indeducibili e che il loro utilizzo può determinare una variazione in diminuzione. Ha invece accolto parzialmente il ricorso incidentale sulla deducibilità delle spese del finanziamento, cassando sul punto la sentenza e rinviando alla CTR per un nuovo esame.

  • IRES
  • Imprese
  • Operazioni straordinarie
  • Contabilità e Bilancio
  • Processo tributario
N. 10105

Cassazione, sentenza n. 10105 del 28/05/2020

Sentenza n. 10105 del 28/05/2020

La società chiedeva il rimborso dell’IVA incorporata in buoni sconto, che aveva restituito ai rivenditori dopo l’utilizzo da parte dei consumatori; la CTR aveva fatto decorrere la decadenza biennale dal versamento dell’imposta. La Corte ha chiarito che, nell’azione generale di rimborso, il pagamento diviene indebito quando il fornitore rimborsa al rivenditore la quota di prezzo comprensiva d’imposta, non quando versa originariamente l’IVA né quando emette la nota di variazione. Non essendo stata verificata tale data, la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • IVA
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10121

Cassazione, sentenza n. 10121 del 28/05/2020

Accertamento - Verifica fiscale - Elusione e abuso del diritto.

L’Agenzia qualificava come elusiva l’acquisizione totalitaria di una partecipazione, seguita dalla distribuzione di dividendi e dalla svalutazione della partecipazione, perché avrebbe trasferito un credito d’imposta utilizzabile dal gruppo. La Corte ha escluso l’abuso, rilevando che il credito era già effettivo e utilizzabile dai titolari originari e che l’operazione perseguiva anche una concreta finalità di finanziamento; il ricorso principale è stato rigettato. Accolte invece alcune censure incidentali su interessi moratori e differenze inventariali, la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 10104

Cassazione, sentenza n. 10104 del 28/05/2020

Sentenza n. 10104 del 28/05/2020

La domanda concerneva il rimborso dell’IVA compresa in buoni sconto rimborsati ai rivenditori dopo il loro impiego da parte dei consumatori; la CTR aveva dichiarato decaduta la contribuente per i versamenti anteriori al 2 dicembre 2006. La Corte ha individuato il presupposto della restituzione nel momento in cui il fornitore versa al rivenditore la quota di prezzo, comprensiva d’imposta, corrispondente al buono utilizzato, reputando irrilevanti il versamento originario e la successiva rettifica dell’imponibile. La decisione è stata cassata con rinvio affinché sia accertata la data di tali rimborsi.

  • IVA
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10120

Cassazione, sentenza n. 10120 del 28/05/2020

Sentenza n. 10120 del 28/05/2020

Una cartella IVA disconosceva la dichiarazione integrativa presentata dalla contribuente quattro anni dopo quella originaria e successivamente alla notifica, mentre CTP e CTR avevano respinto l’impugnazione. La Cassazione afferma che l’errore contenuto nella dichiarazione, se pregiudizievole per il dichiarante, può comunque essere opposto nel processo contro la maggiore pretesa, indipendentemente dall’esistenza, tempestività o spontaneità dell’integrativa. Accolti i primi due motivi e assorbiti gli altri, la Corte cassa la sentenza e, non occorrendo ulteriori accertamenti, accoglie nel merito il ricorso originario.

  • IVA
  • Dichiarazione IVA
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Riscossione
N. 10103

Cassazione, sentenza n. 10103 del 28/05/2020

Sentenza n. 10103 del 28/05/2020

L’Amministrazione contestava il rimborso dell’IVA pagata dalla cessionaria dopo che il cedente, anni dopo una cessione inizialmente qualificata come intracomunitaria, aveva emesso una nuova fattura con imposta. La Corte ha rilevato che il diritto alla detrazione presuppone i requisiti sostanziali e il possesso della fattura e che la tardiva regolarizzazione non può pregiudicare chi era oggettivamente impossibilitato a esercitarlo prima, in assenza di un dedotto rischio di evasione. È stato quindi confermato il rimborso mediante rigetto del ricorso dell’Agenzia.

N. 10119

Cassazione, sentenza n. 10119 del 28/05/2020

Sentenza n. 10119 del 28/05/2020

La controversia riguardava un accertamento induttivo che aveva rideterminato i ricavi di un’attività di vendita carburanti, con maggiori IRPEF, IRAP e IVA; CTP e CTR avevano confermato la pretesa. Pur rilevando la formulazione estremamente prolissa e confusa del ricorso, la Cassazione individua nel primo motivo una valida censura di motivazione apparente: la CTR aveva richiamato affermazioni generiche senza esaminare concretamente i motivi d’appello. La sentenza è quindi cassata con rinvio alla CTR in diversa composizione, mentre gli ulteriori motivi restano assorbiti.

N. 10102

Cassazione, sentenza n. 10102 del 28/05/2020

Sentenza n. 10102 del 28/05/2020

Il diniego riguardava il rimborso di un credito IVA maturato da una società ritenuta non operativa; la CTR aveva considerato il sequestro preventivo del 2010 una situazione oggettiva sufficiente a disapplicare la disciplina delle società di comodo. La Corte ha ritenuto decisivo verificare l’allegata inoperatività già esistente negli anni precedenti, poiché il sequestro non può causare il blocco di un’attività mai avviata, e ha cassato sul punto assorbendo gli altri motivi principali. Ha invece respinto il ricorso incidentale: l’Amministrazione deve valutare le osservazioni al PVC, ma non è tenuta a esplicitarne l’esame nel provvedimento.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Società
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10118

Cassazione, sentenza n. 10118 del 28/05/2020

Sentenza n. 10118 del 28/05/2020

L’Agenzia aveva recuperato maggiore imponibile IRES riducendo le quote di ammortamento di un marchio, il cui valore iniziale era stato rettificato, e contestando l’operazione societaria come abusiva; CTP e CTR avevano annullato l’accertamento. La Cassazione ritiene adeguatamente motivata la valutazione del marchio compiuta dalla CTR e conferma che la presenza di valide ragioni economiche, individuate nella concentrazione del marchio presso un’unica società italiana, esclude l’abuso del diritto senza imporre la scelta fiscalmente più onerosa. Il ricorso dell’Agenzia è rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • Società
  • Operazioni straordinarie
  • Contenzioso

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