Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 11217

Cassazione, sentenza n. 11217 del 11/06/2020

Sentenza n. 11217 del 11/06/2020

La controversia concerneva la TARSU 2005 applicata a una struttura alberghiera con ristorante; i giudici di merito avevano disapplicato la delibera comunale perché la tariffa, molto superiore a quella delle abitazioni, era stata ritenuta immotivata e discriminatoria. La Corte ha affermato che il Comune può articolare tariffe differenti per categorie omogenee in relazione alla quantità e qualità dei rifiuti prodotti, e che il divario è illegittimo solo quando non sia giustificato dal rapporto con i costi del servizio. Ha quindi accolto il ricorso comunale, cassato la decisione e rigettato l’impugnazione originaria della contribuente.

  • Tributi locali
  • Riscossione
  • Contenzioso
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N. 11216

Cassazione, sentenza n. 11216 del 11/06/2020

Sentenza n. 11216 del 11/06/2020

La controversia riguardava la TARSU 2007 applicata a una struttura alberghiera con ristorante, con tariffa sensibilmente superiore a quella delle abitazioni; la CTR aveva disapplicato la delibera comunale per disparità di trattamento e difetto di motivazione. La Cassazione ha affermato che alberghi e abitazioni possono essere collocati in categorie distinte e che la diversa tariffa è illegittima solo se priva di giustificazione rispetto ai costi del servizio. Accolto il quarto motivo del Comune e respinto il ricorso incidentale, ha cassato la sentenza e rigettato nel merito il ricorso originario della contribuente.

  • Tributi locali
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 11212

Cassazione, sentenza n. 11212 del 11/06/2020

Sentenza n. 11212 del 11/06/2020

La contribuente contestava l’avviso relativo alla TIA per il 2006-2009, mentre la CTR aveva giudicato legittima la delibera con cui il Comune aveva introdotto la TIA1 nel 2006. La Cassazione ha precisato che, dopo la soppressione della TIA1 dal 29 aprile 2006, potevano conservarsi soltanto le discipline regolamentari già vigenti: ai Comuni rimasti alla TARSU era invece precluso istituire successivamente la tariffa soppressa, né rilevavano le proroghe del bilancio. Ha quindi accolto il ricorso, cassato la sentenza e accolto nel merito l’impugnazione originaria.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 11211

Cassazione, sentenza n. 11211 del 11/06/2020

Sentenza n. 11211 del 11/06/2020

La CTR aveva confermato la debenza della TIA1 per conguagli 2006-2007 e per il 2008, reputando legittima la delibera comunale che aveva disposto nel 2006 il passaggio dalla TARSU alla tariffa. Riqualificata la censura come violazione di legge, la Cassazione ha stabilito che dal 29 aprile 2006 la TIA1 era soppressa e che la disciplina transitoria salvaguardava soltanto i regolamenti e i provvedimenti attuativi già vigenti, senza consentire nuove istituzioni del tributo. Ha pertanto cassato la decisione e accolto nel merito il ricorso originario della contribuente.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10225

Cassazione, ordinanza n. 10225 del 11/06/2020

Imposta di Registro - Agevolazioni fiscali - Prima casa adibita a residenza familiare - Irrilevanza che uno dei coniugi risieda in un altro Comune.

L’Ufficio aveva revocato integralmente l’agevolazione prima casa perché, entro diciotto mesi, soltanto uno dei coniugi aveva trasferito la residenza nel Comune dell’immobile acquistato in comunione legale e destinato a dimora familiare; il giudice d’appello aveva condiviso tale impostazione. La Cassazione ha invece riferito il requisito della residenza alla famiglia, reputando irrilevante la diversa residenza anagrafica di uno dei coniugi quando il bene comune è destinato a residenza familiare. Ha accolto il primo motivo, cassato la decisione e accolto nel merito il ricorso del contribuente.

  • Imposta di registro
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Contenzioso
N. 10962

Cassazione, sentenza n. 10962 del 9/06/2020

Sentenza n. 10962 del 09/06/2020

La controversia riguardava un ruolo per ICI relativo agli anni 2000 e 2001 e la conseguente cartella esattoriale, impugnati senza successo nei due gradi di merito. In Cassazione il contribuente dichiarava di essersi avvalso della definizione agevolata della lite e, dopo i rinvii disposti per integrare la documentazione e formalizzare l’adempimento richiesto, depositava la rinuncia al ricorso. La Corte ha quindi dichiarato estinto il giudizio e compensato integralmente le spese tra le parti.

  • Tributi locali
  • IMU
  • Pace Fiscale
  • Riscossione
  • Processo tributario
N. 10954

Cassazione, sentenza n. 10954 del 9/06/2020

Sentenza n. 10954 del 09/06/2020

La controversia verteva sulla validità della notifica diretta, mediante raccomandata, di una cartella relativa all’imposta di pubblicità, consegnata al portiere senza successiva raccomandata informativa. La Cassazione ha stabilito che, secondo la disciplina applicabile, la notifica si perfeziona con la sottoscrizione dell’avviso di ricevimento da parte del portiere e non richiede l’ulteriore comunicazione; la cartella, non tempestivamente impugnata, rende perciò incontestabile la pretesa. Accolto il ricorso dell’agente della riscossione, la sentenza regionale è stata cassata e il ricorso originario rigettato nel merito.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Tributi locali
  • Processo tributario
N. 10952

Cassazione, sentenza n. 10952 del 9/06/2020

Sentenza n. 10952 del 09/06/2020

L’accertamento per IRPEF, IRAP e IVA derivava dallo scostamento rispetto allo studio di settore applicato a un’impresa di costruzioni, che contestava anche il cluster prescelto e la mancata allegazione di documenti. La Cassazione ha ritenuto che, dopo il regolare contraddittorio, le spiegazioni generiche della contribuente non superassero la presunzione e che la gravità dell’incongruenza dovesse valutarsi anche in valore assoluto, qui superiore a 200.000 euro; i documenti richiamati erano inoltre pubblici e facilmente acquisibili. Il ricorso è stato integralmente rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Imprese
  • IVA
  • IRAP
  • IRPEF
N. 10981

Cassazione, ordinanza n. 10981 del 9/06/2020

Rimborso IRAP - Autotutela - Imprese esercenti attività di trasporto pubblico locale.

Una società di trasporto pubblico chiedeva il rimborso dell’IRAP versata includendo nella base imponibile contributi regionali e locali destinati al ripiano delle perdite; la CTR aveva ritenuto inefficace il successivo diniego dell’Agenzia rispetto al precedente riconoscimento del credito. La Cassazione ha considerato legittimo l’esercizio dell’autotutela, entro i limiti del giudicato, della decadenza, della difesa e dell’affidamento, e ha affermato che quei contributi concorrevano alla base imponibile IRAP nei termini esaminati. Ha quindi accolto il ricorso dell’Agenzia, cassato la sentenza e rigettato nel merito la domanda originaria di rimborso.

  • IRAP
  • Autotutela
  • Contenzioso
  • Accertamento fiscale
N. 10978

Cassazione, sentenza n. 10978 del 9/06/2020

Imposta di registro - Vendita immobili - Valori OMI - Metodo comparativo valutativo.

Gli avvisi IRPEF recuperavano una plusvalenza immobiliare assumendo come corrispettivo il maggior valore già determinato ai fini dell’imposta di registro; la CTR aveva inoltre addebitato ai contribuenti di non avere superato la relativa presunzione. La Cassazione ha applicato retroattivamente l’articolo 5, comma 3, del d.lgs. 147/2015: la plusvalenza non può essere accertata induttivamente soltanto in base al valore dichiarato, accertato o definito per un’imposta commisurata al valore, poiché l’IRPEF considera il corrispettivo e i costi rilevanti. Ha cassato con rinvio per i necessari accertamenti di fatto.

  • IRPEF
  • Accertamento fiscale
  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Contenzioso
N. 10977

Cassazione, sentenza n. 10977 del 9/06/2020

Sentenza n. 10977 del 09/06/2020

Il contribuente contestava accertamenti ICI fondati su rendite catastali che assumeva non notificate; dopo l’accoglimento in primo grado, la CTR aveva accolto l’appello comunale benché il contribuente non si fosse costituito. La Cassazione ha rilevato che la ricevuta di ritorno, priva delle sottoscrizioni e della descrizione delle operazioni di consegna, non documentava gli elementi essenziali della notificazione; la tardiva conoscenza del gravame non poteva sanarne l’inesistenza. Accolto il primo motivo e assorbite le questioni sulle rendite, ha cassato la sentenza e dichiarato inammissibile l’appello del Comune.

  • IMU
  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10976

Cassazione, sentenza n. 10976 del 9/06/2020

Sentenza n. 10976 del 09/06/2020

La società contestava l’ICI 2007 su un’area edificabile, sostenendo la doppia imposizione, il carattere pertinenziale rispetto al centro di smistamento e l’incidenza dei vincoli urbanistici, oltre alla misura massima della sanzione. La Cassazione ha escluso la duplicazione e ha ribadito che la pertinenza richiede una stabile trasformazione funzionale che neutralizzi l’edificabilità, non risultando peraltro dichiarata; i vincoli incidono sul valore venale, ma non eliminano la natura edificabile. Ritenuta adeguatamente motivata anche la sanzione in relazione alla condotta contestata, ha rigettato integralmente il ricorso.

  • IMU
  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
N. 10975

Cassazione, sentenza n. 10975 del 9/06/2020

Sentenza n. 10975 del 09/06/2020

La CTR aveva ridotto al minimo le sanzioni ICI per l’omessa dichiarazione di un’area edificabile, mentre il Comune invocava anche la recidiva per analoghe violazioni pregresse. La Cassazione ha chiarito che la recidiva tributaria richiede una precedente violazione definitivamente accertata dal giudice o divenuta definitiva per mancata impugnazione; essa è astrattamente compatibile con la continuazione, applicabile anche all’ICI, ma i rispettivi presupposti devono essere verificati distintamente. Ha accolto i motivi relativi alla recidiva, cassato la decisione e rinviato alla CTR anche per valutare l’eventuale continuazione.

  • Sanzioni
  • IMU
  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 10966

Cassazione, sentenza n. 10966 del 9/06/2020

Sentenza n. 10966 del 09/06/2020

L’Agenzia aveva recuperato ritenute non operate sui compensi dei lavoratori impiegati nell’esecuzione di un appalto edile ritenuto irregolare, assumendo che fossero alle dipendenze dell’utilizzatore; i giudici di merito avevano annullato gli avvisi. La Cassazione ha escluso che l’utilizzatore divenga automaticamente datore di lavoro: gli obblighi economici e di ritenuta sorgono soltanto dopo il positivo esercizio, da parte dei lavoratori, dell’azione costitutiva del rapporto. Ha quindi respinto il motivo impositivo, accogliendo soltanto la censura sulle spese d’appello liquidate a favore del contribuente rimasto contumace.

  • Lavoro e previdenza
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 17276

Cassazione, sentenza n. 17276 del 8/06/2020

Reati tributari - Agire illecito da parte di soci e amministratori di società - Emissione di fatture false - Associazione a delinquere - Configurazione.

La difesa contestava la condanna per associazione per delinquere finalizzata a una serie indeterminata di reati tributari, sostenendo l’assenza di una struttura stabile e di prova dei reati-scopo. La Cassazione ha giudicato manifestamente infondati i ricorsi: la continuità pluriennale dello schema, le fatture per operazioni inesistenti, le poste passive fittizie, l’omissione delle dichiarazioni, le movimentazioni bancarie e la ricorrenza delle stesse persone nelle società consentivano di desumere un vincolo stabile e un programma criminoso non limitato a condotte occasionali. Le impugnazioni sono state pertanto dichiarate inammissibili.

  • Sanzioni
  • Società
  • Società di capitali
  • Accertamento fiscale
N. 10916

Cassazione, sentenza n. 10916 del 8/06/2020

Sentenza n. 10916 del 08/06/2020

Il richiedente contestava il diniego dello status di rifugiato e delle forme di protezione sussidiaria e umanitaria, confermato dalla Corte d’appello. La Cassazione ha respinto le censure riferite alla vicenda personale, ritenuta dai giudici di merito estranea ai presupposti invocati, ma ha rilevato che l’esame della situazione nel Paese d’origine non indicava puntualmente fonti e informazioni utilizzate: il giudice deve svolgere un accertamento officioso aggiornato e verificabile. Accolto il terzo motivo e assorbito il quarto, la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 14060

Cassazione, ordinanza n. 14060 del 7/06/2020

Accertamento - Acquisiti superiori al reddito dichiarato - Spese derivanti da liberalità - Prova a carico del contribuente

L’accertamento sintetico recuperava IRPEF su redditi non dichiarati, desunti da spese immobiliari, acquisti di azioni e intense movimentazioni bancarie; la CTR aveva attribuito le disponibilità al convivente della contribuente. La Cassazione ha precisato che chi deduce liberalità o altra provenienza deve documentare disponibilità, entità e durata del possesso delle somme e giustificare analiticamente l’estraneità delle operazioni bancarie a fatti imponibili. Poiché il giudice regionale non aveva applicato tali criteri, è stato accolto il motivo dell’Agenzia sul punto, con cassazione e rinvio.

N. 10682

Cassazione, sentenza n. 10682 del 5/06/2020

Sentenza n. 10682 del 05/06/2020

L’avviso rettificava il valore doganale perché la fattura presentata dall’esportatore per il certificato di origine indicava un importo superiore a quello dichiarato all’importazione. La Cassazione ha stabilito che tale divergenza può fondare dubbi sull’attendibilità del valore, ma la fattura dell’esportatore resta un atto di parte e non prova privilegiata; l’Amministrazione, dopo il contraddittorio, deve applicare nella prescritta sequenza i metodi sostitutivi di valutazione doganale. Poiché la rettifica si fondava soltanto su quella fattura, la Corte ha ritenuto corretta la decisione di annullamento e ha rigettato il ricorso.

  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 10726

Cassazione, ordinanza n. 10726 del 5/06/2020

Accertamento induttivo del reddito d'impresa - Prova dell'esistenza di attività non dichiarate, derivanti da cessioni di immobili - Ammissibilità - Presunzioni semplici, purché gravi, precise e concordanti.

Una società immobiliare contestava l’accertamento di maggiori ricavi ai fini IRES, IRAP e IVA, fondato sul divario tra prezzo dichiarato, importo del mutuo e valori OMI. La Cassazione ha affermato che, nelle cessioni immobiliari, le attività non dichiarate possono essere provate mediante presunzioni semplici gravi, precise e concordanti: i valori OMI non bastano isolatamente, ma possono concorrere con la difformità rispetto al finanziamento. Ritenuta adeguata la valutazione congiunta compiuta dai giudici di merito e non decisive le circostanze contrarie dedotte, la Corte ha rigettato il ricorso.

N. 10711

Cassazione, ordinanza n. 10711 del 5/06/2020

Accertamento - Irpef, Irap e Iva - Presunzione di maggior reddito -- Applicabilità a tutti i contribuenti.

L’accertamento per IRPEF, IRAP e IVA traeva origine dai conti correnti di un lavoratore autonomo; la CTR lo aveva annullato richiamando l’esiguità delle movimentazioni e una pretesa applicazione retroattiva della disciplina. La Cassazione ha chiarito che i versamenti bancari fondano una presunzione di maggiore disponibilità reddituale per tutti i contribuenti e richiedono una prova contraria analitica per ciascuna operazione, mentre i prelevamenti non sono presuntivamente imputabili a compensi del professionista. Accolti i motivi dell’Agenzia nei limiti dei versamenti, la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • Accertamento fiscale
  • Professionisti
  • IRPEF
  • IRAP
  • IVA
  • Processo tributario

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