Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 10688

Cassazione, sentenza n. 10688 del 5/06/2020

Sentenza n. 10688 del 05/06/2020

La controversia riguardava il recupero di dazi antidumping e le sanzioni su fibre di vetro dichiarate originarie della Thailandia ma risultate, dopo l’indagine OLAF, prodotte in Cina. La Cassazione ha escluso ogni applicazione retroattiva: il dazio era già vigente all’importazione e la buona fede non poteva derivare dalla mera iniziale accettazione dei documenti doganali, in assenza di un comportamento attivo dell’autorità e della prova di adeguata diligenza professionale. Accolto il ricorso dell’Amministrazione, la Corte ha confermato il recupero dei dazi e rinviato alla CTR soltanto per valutare le sanzioni.

  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
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N. 10687

Cassazione, sentenza n. 10687 del 5/06/2020

Sentenza n. 10687 del 05/06/2020

L’Amministrazione doganale contestava l’omessa inclusione delle royalties nel valore delle merci importate, mentre la CTR aveva ritenuto che il loro pagamento non costituisse condizione imprescindibile della vendita. La Cassazione ha precisato che i diritti di licenza entrano nel valore doganale solo se non già compresi nel prezzo, riferibili alle merci e dovuti come condizione della vendita; quando licenziante e venditore differiscono, rileva anche l’effettivo potere di controllo o orientamento del primo. Nel testo fornito il motivo dell’Amministrazione è dichiarato infondato, ma non è riportato il dispositivo conclusivo.

  • Imposte indirette
  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 10686

Cassazione, sentenza n. 10686 del 5/06/2020

Sentenza n. 10686 del 05/06/2020

La lite verteva sulla rettifica dei diritti doganali e dell’IVA per royalties non comprese nel valore dichiarato delle merci importate, esclusa dalla CTR perché i pagamenti non erano stati considerati condizioni imprescindibili della vendita. La Cassazione ha affermato che le royalties rilevano quando, oltre a riferirsi alle merci e non essere già incluse nel prezzo, condizionano la vendita anche per effetto del controllo di diritto o di fatto esercitato dal licenziante sul venditore o sull’acquirente. Il motivo dell’Amministrazione è ritenuto fondato; l’esito processuale finale non compare nel testo fornito.

  • Imposte indirette
  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 10685

Cassazione, sentenza n. 10685 del 5/06/2020

Sentenza n. 10685 del 05/06/2020

L’Amministrazione contestava l’esclusione delle royalties dal valore doganale delle merci e sollevava anche questioni processuali sul recupero dell’IVA, che la Cassazione ha respinto perché l’impugnazione originaria investiva integralmente gli atti. Sul merito, la Corte ha ritenuto fondato il motivo relativo ai diritti di licenza: essi integrano il valore in dogana quando sono riferibili alle merci, non compresi nel prezzo e costituiscono condizione della vendita, anche desumibile dal controllo effettivo del licenziante sulla produzione o sugli altri soggetti dell’operazione. Il dispositivo finale non è presente nell’estratto fornito.

  • Imposte indirette
  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 10684

Cassazione, sentenza n. 10684 del 5/06/2020

Sentenza n. 10684 del 05/06/2020

La controversia riguardava maggiori accise e addizionali sull’energia elettrica, richieste dopo l’accertamento che nel sito operavano più imprese e che non ricorrevano le condizioni di consumo poste a base dell’esenzione applicata. Diversamente dalla CTR, la Cassazione ha individuato nell’esercente l’officina il soggetto passivo, chiarendo che l’obbligazione sorge con la produzione o importazione, mentre l’immissione in consumo ne determina l’esigibilità; altri soggetti possono essere obbligati se nei loro confronti si verifica tale condizione. Nel caso concreto ha riferito il debito d’imposta alla titolare dell’officina; il dispositivo non è riportato integralmente.

  • Imposte indirette
  • Agevolazioni Fiscali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
N. 10683

Cassazione, sentenza n. 10683 del 5/06/2020

Sentenza n. 10683 del 05/06/2020

Gli atti contestavano sanzioni per omesse comunicazioni, dichiarazioni di consumo infedeli e mancato versamento delle imposte sull’energia elettrica, poiché i consumi di più soggetti erano stati cumulati per raggiungere la soglia di esenzione. La CTR aveva escluso le sanzioni ravvisando un’incertezza normativa oggettiva nel lessico della disposizione. La Cassazione ha negato tale esimente: l’incertezza deve essere inevitabile anche per il giudice e va allegata dal contribuente, mentre esistevano indicazioni amministrative e precedenti contrari al cumulo. Accolto il ricorso principale, ha cassato con rinvio e dichiarato inammissibile l’incidentale condizionato.

  • Imposte indirette
  • Sanzioni
  • Agevolazioni Fiscali
  • Processo tributario
N. 10682

Cassazione, sentenza n. 10682 del 5/06/2020

Sentenza n. 10682 del 05/06/2020

L’avviso rettificava il valore doganale perché la fattura presentata dall’esportatore per il certificato di origine indicava un importo superiore a quello dichiarato all’importazione. La Cassazione ha stabilito che tale divergenza può fondare dubbi sull’attendibilità del valore, ma la fattura dell’esportatore resta un atto di parte e non prova privilegiata; l’Amministrazione, dopo il contraddittorio, deve applicare nella prescritta sequenza i metodi sostitutivi di valutazione doganale. Poiché la rettifica si fondava soltanto su quella fattura, la Corte ha ritenuto corretta la decisione di annullamento e ha rigettato il ricorso.

  • Imposte indirette
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 10726

Cassazione, ordinanza n. 10726 del 5/06/2020

Accertamento induttivo del reddito d'impresa - Prova dell'esistenza di attività non dichiarate, derivanti da cessioni di immobili - Ammissibilità - Presunzioni semplici, purché gravi, precise e concordanti.

Una società immobiliare contestava l’accertamento di maggiori ricavi ai fini IRES, IRAP e IVA, fondato sul divario tra prezzo dichiarato, importo del mutuo e valori OMI. La Cassazione ha affermato che, nelle cessioni immobiliari, le attività non dichiarate possono essere provate mediante presunzioni semplici gravi, precise e concordanti: i valori OMI non bastano isolatamente, ma possono concorrere con la difformità rispetto al finanziamento. Ritenuta adeguata la valutazione congiunta compiuta dai giudici di merito e non decisive le circostanze contrarie dedotte, la Corte ha rigettato il ricorso.

N. 10561

Cassazione, sentenza n. 10561 del 4/06/2020

Sentenza n. 10561 del 04/06/2020

L’Ufficio aveva imputato alla donante la plusvalenza derivante dalla vendita di un terreno edificabile, avvenuta tramite i figli nello stesso giorno della donazione, e la CTR aveva ravvisato un’interposizione elusiva. La Cassazione ha chiarito che l’articolo 37, comma 3, può applicarsi anche a simili operazioni, ma la sola prossimità temporale degli atti non prova l’uso strumentale della donazione, dovendosi considerare anche la libertà di pianificazione patrimoniale familiare. Accolto il ricorso, la Corte ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, annullato l’accertamento.

N. 10560

Cassazione, sentenza n. 10560 del 4/06/2020

Accertamento - Elusione - Interposizione fittizia - Necessità dell'uso strumentale della costruzione negoziale.

Una società aveva impugnato il diniego di autotutela relativo a un accertamento ormai definitivo, deducendo che l’omessa produzione documentale e la mancata impugnazione dipendevano dall’incapacità del precedente rappresentante. La Cassazione ha precisato che il diniego è sindacabile soltanto per profili collegati a rilevanti interessi generali dell’Amministrazione, non per recuperare la tutela individuale contro vizi dell’atto impositivo ormai inoppugnabile. Poiché la ricorrente non aveva indicato alcuna ragione di interesse generale, il ricorso è stato dichiarato inammissibile, correggendo la motivazione della CTR.

N. 10559

Cassazione, ordinanza n. 10559 del 4/06/2020

Accertamento - Motivazione - Motivazione per relationem-Validità - Inadeguatezza - Indicazione delle cause.

La CTR aveva annullato un accertamento IRPEG, IRAP e IVA perché motivato mediante rinvio al processo verbale di constatazione, non allegato e asseritamente recepito senza autonoma valutazione. La Cassazione ha affermato che la motivazione per relationem è valida anche mediante adesione alle conclusioni dell’atto istruttorio già conosciuto dal contribuente; il giudice deve verificare in concreto se il richiamo renda la motivazione insufficiente, senza censurare tale tecnica in sé. Il ricorso dell’Agenzia è stato accolto e la causa rinviata alla CTR per un nuovo esame.

N. 10553

Cassazione, sentenza n. 10553 del 4/06/2020

Sentenza n. 10553 del 04/06/2020

Gli eredi avevano contestato un preavviso di fermo, sostenendo di non avere ricevuto le cartelle riferite ai debiti del defunto e della società. La Cassazione ha rilevato che, se decesso e dati degli eredi non sono comunicati né altrimenti noti all’Ufficio, gli atti possono essere inviati al contribuente presso l’ultimo domicilio; ha inoltre confermato che la cartella spedita direttamente per raccomandata si perfeziona con l’avviso di ricevimento, senza relata separata. Accolti due motivi dell’agente della riscossione, la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 10552

Cassazione, sentenza n. 10552 del 4/06/2020

IVA - Liquidazione di gruppo - Accertamento - Cartella di pagamento - Inoppugnabilità - Rimborso escluso

Una società chiedeva il rimborso dell’IVA che assumeva duplicata nell’ambito della liquidazione di gruppo, benché la cartella relativa alla medesima obbligazione e annualità fosse divenuta inoppugnabile per mancato ricorso tempestivo. La Cassazione ha stabilito che la definitività della cartella cristallizza la debenza dell’imposta con efficacia di giudicato anche nel successivo giudizio di rimborso, precludendo di qualificare la stessa somma come indebita; tale vincolo resiste alle deduzioni sulla duplicazione e sulla neutralità dell’IVA. Il ricorso della contribuente è stato rigettato, con compensazione delle spese.

N. 1551

Cassazione, sentenza n. 1551 del 4/06/2020

Sentenza n. 1551 del 04/06/2020

Gli accertamenti IRES disconoscevano la deduzione delle commissioni e i crediti d’imposta connessi a operazioni di stock lending, ritenute prive di effettiva alea e finalizzate al risparmio fiscale. La Cassazione ha confermato, per quanto riportato, la valutazione secondo cui le società italiane avevano ottenuto vantaggi soltanto fiscali e ha escluso i denunciati vizi sulla motivazione degli atti, sulla qualificazione elusiva e sull’ultrapetizione. Ha rigettato integralmente il ricorso di una società; per l’altra ha accolto il motivo sul raddoppio dei termini limitatamente all’IRAP, cassando con rinvio su tale punto.

  • IRES
  • IRAP
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Società
N. 10573

Cassazione, sentenza n. 10573 del 4/06/2020

Sentenza n. 10573 del 04/06/2020

La CTR aveva dichiarato tardivo il ricorso contro una cartella, reputando provata l’irreperibilità assoluta della società mediante una relata prodotta soltanto in fotocopia e non impugnata con querela di falso. La Cassazione ha stabilito che, dopo lo specifico disconoscimento e l’ordine di esibizione rimasto inadempiuto, la copia non poteva essere utilizzata; spettava inoltre all’agente della riscossione provare la decorrenza del termine e documentare ricerche idonee a distinguere irreperibilità assoluta e relativa. Accolti i primi tre motivi, la Corte ha cassato la sentenza e rinviato alla CTR.

N. 10572

Cassazione, sentenza n. 10572 del 4/06/2020

Sentenza n. 10572 del 04/06/2020

La controversia originava da avvisi per IRPEG, IRAP e IVA notificati nel 2007 a una società cancellata dal registro delle imprese nel 2003, poi impugnati dall’ex liquidatore in nome dell’ente. La Cassazione ha rilevato che la cancellazione aveva prodotto l’estinzione dal 1° gennaio 2004 e che né la società ormai inesistente né l’ex liquidatore, non agente personalmente quale socio, erano legittimati a promuovere il giudizio. Ravvisato un vizio originario insanabile, ha accolto il primo motivo, dichiarato assorbiti gli altri e cassato senza rinvio perché la causa non poteva essere proposta.

  • Società di capitali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • IVA
  • IRAP
N. 10571

Cassazione, sentenza n. 10571 del 4/06/2020

Sentenza n. 10571 del 04/06/2020

La controversia riguardava avvisi IVA, IRES e IRAP fondati sulla simulazione del prezzo di cessione di un terreno tra società collegate, mediante la quale, secondo l’Ufficio, erano stati aumentati fittiziamente i costi e ottenute indebite deduzioni e detrazioni. La Cassazione ha ritenuto legittima la valutazione della CTR, basata anche su presunzioni e sulle carenze della fattura, precisando che il contribuente deve provare la verità e l’inerenza delle operazioni contestate come fittizie. Il ricorso della curatela è stato rigettato, con condanna alle spese.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Processo tributario
N. 10570

Cassazione, sentenza n. 10570 del 4/06/2020

Sentenza n. 10570 del 04/06/2020

La società aveva ottenuto una pronuncia definitiva sul diritto al rimborso di un’eccedenza IVA, ma l’Agenzia sosteneva, nel successivo giudizio di ottemperanza, che il medesimo credito fosse già stato utilizzato in detrazione o compensazione. La Cassazione ha stabilito che il giudice dell’ottemperanza deve verificare tale circostanza, poiché rimborso, detrazione e compensazione sono modalità alternative di recupero della stessa eccedenza e un precedente utilizzo può avere estinto l’obbligo. Accolto il ricorso erariale, la sentenza è stata cassata con rinvio alla CTR.

N. 10562

Cassazione, sentenza n. 10562 del 4/06/2020

Sentenza n. 10562 del 04/06/2020

Gli avvisi IRPEF erano basati sulla capacità di spesa desunta da investimenti ritenuti non giustificati dai redditi dichiarati; la contribuente sosteneva però di avere dimostrato la congruità almeno per una delle annualità considerate. La Cassazione ha ricordato che, secondo la disciplina temporaneamente applicabile, l’accertamento sintetico richiedeva l’incongruità per due o più periodi d’imposta, non necessariamente consecutivi. Ha quindi cassato la decisione e rinviato alla CTR affinché verifichi se le prove sulle somme disponibili rendano congrua l’annualità successiva, facendo venir meno il presupposto dell’accertamento.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Processo tributario
N. 16434

Cassazione, sentenza n. 16434 del 29/05/2020

Reati tributari - Omesso versamento di ritenute certificate - Modello di dichiarazione presentato.

La Corte d’appello aveva condannato due amministratori per omesso versamento di ritenute certificate, desumendo il rilascio delle certificazioni dal modello 770, dalle dichiarazioni dei dipendenti e da verifiche non estese a tutti i sostituiti. La Cassazione ha affermato che, per i fatti considerati, l’accusa deve provare il tempestivo rilascio delle certificazioni e il superamento della soglia penale mediante una verifica complessiva, non a campione; il modello 770 prova o indica le ritenute effettuate, non anche la consegna delle certificazioni. La sentenza è stata annullata con rinvio per nuovo giudizio.

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