Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

Documenti ufficiali conservati in formato PDF e collegati alla fonte originaria

Sentenze

11.954 documenti

N. 3322

Cassazione, sentenza n. 3322 del 10/02/2025

Sentenza n. 3322 del 10/02/2025

La lite concerne la TOSAP 2019 accertata per un cavalcavia autostradale sovrastante il suolo comunale, pretesa confermata dai giudici di merito. La Cassazione ribadisce che l’attraversamento mediante viadotto è imponibile anche quando trovi origine nella programmazione legislativa dell’autostrada, perché comporta una limitazione dell’uso collettivo dello spazio. Respinge inoltre la prospettazione della concessionaria circa l’esenzione statale: questa opera soltanto quando l’occupazione sia direttamente ascrivibile allo Stato, non quando gestione economica e funzionale siano riferibili a un soggetto distinto.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3321

Cassazione, sentenza n. 3321 del 10/02/2025

Sentenza n. 3321 del 10/02/2025

La controversia verte sulla TOSAP 2012 accertata per l’occupazione del soprassuolo comunale tramite un cavalcavia autostradale; il giudice regionale aveva confermato la soggettività passiva della concessionaria. La Cassazione ribadisce che il viadotto, pur appartenendo a un’autostrada demaniale e previsto dalla legge, sottrae lo spazio a una diversa utilizzazione e realizza quindi il presupposto del tributo. L’esenzione spettante allo Stato non è applicabile alla società che cura la gestione economica e funzionale dell’opera, non essendo sufficiente la proprietà statale dell’infrastruttura.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3297

Cassazione, ordinanza n. 3297 del 10/02/2025

Ordinanza n. 3297 del 10/02/2025

L’Agenzia contestava la disapplicazione della disciplina sulle società di comodo, sostenendo che scelte imprenditoriali errate non potessero costituire situazioni oggettive idonee a superare le presunzioni di non operatività e reddito minimo. La Cassazione precisa che rileva ogni circostanza oggettivamente dimostrabile capace di escludere la fittizietà dell’attività, comprese scelte aziendali non riuscite, purché non ricorra una totale assenza di pianificazione; nel caso concreto era stata accertata un’attività economica effettiva. Richiamata anche l’incompatibilità unionale della perdita automatica della detrazione IVA per il mancato raggiungimento di soglie, rigetta il ricorso.

N. 3409

Cassazione, sentenza n. 3409 del 10/02/2025

Sentenza n. 3409 del 10/02/2025

Un’impresa individuale aveva contestato il recupero di IRPEF, IRAP e addizionali derivante dal disconoscimento di un costo ritenuto non veritiero; entrambi i giudici di merito avevano confermato l’accertamento. La Cassazione giudica apodittica e tautologica la motivazione d’appello, perché non esamina le articolate doglianze del contribuente né chiarisce perché la prova del costo sarebbe mancata. Accoglie quindi il primo motivo, assorbe gli altri e rinvia alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Piemonte, in diversa composizione.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • IRAP
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3328

Cassazione, sentenza n. 3328 del 10/02/2025

Sentenza n. 3328 del 10/02/2025

La controversia riguarda la TOSAP 2018 richiesta per l’occupazione dello spazio sovrastante strade comunali mediante cavalcavia autostradali; il giudice regionale aveva escluso il tributo, imputando l’occupazione allo Stato proprietario dell’opera. La Cassazione considera invece soggetto a TOSAP l’attraversamento del suolo comunale, poiché limita la diversa utilizzazione dello spazio, e precisa che l’esenzione statale richiede che l’occupazione sia ascrivibile direttamente al soggetto esente. Ritenendo fondato il ricorso del concessionario comunale, censura pertanto la decisione favorevole al gestore autostradale.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3325

Cassazione, sentenza n. 3325 del 10/02/2025

Sentenza n. 3325 del 10/02/2025

Gli avvisi riguardavano la TOSAP dovuta per gli anni 2013-2017 in relazione a cavalcavia autostradali sovrastanti strade comunali; i giudici di merito avevano confermato l’imposizione. La Cassazione ribadisce che l’occupazione del soprassuolo comunale è tassabile anche se prevista dalla legge, perché sottrae lo spazio a una diversa utilizzazione, e che l’esenzione riservata allo Stato non compete alla società concessionaria che gestisce economicamente e funzionalmente l’opera. Le contrarie tesi sulla natura demaniale dell’autostrada e sulla riferibilità dell’occupazione allo Stato non superano tale principio.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3225

Cassazione, sentenza n. 3225 del 8/02/2025

Sentenza n. 3225 del 08/02/2025

L’accertamento recuperava IRPEF e IRAP per costi relativi a operazioni ritenute inesistenti, contestando in particolare l’applicazione del reverse charge a fatture che descrivevano genericamente lavori edili in subappalto; il giudice regionale aveva invece ritenuto sufficiente tale indicazione. La Cassazione afferma che le fatture per servizi devono specificare entità, natura e data delle prestazioni e che il contribuente deve provare condizioni applicative e inerenza, fornendo eventuali elementi integrativi richiesti. Accoglie il ricorso dell’Agenzia, cassa la sentenza e rinvia al giudice regionale per un nuovo esame.

  • IVA
  • Reverse Charge
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3224

Cassazione, sentenza n. 3224 del 8/02/2025

Sentenza n. 3224 del 08/02/2025

L’accertamento recuperava maggiori ricavi, qualificando come tali versamenti registrati quali finanziamenti dei soci, e contestava l’omessa applicazione dell’IVA con inversione contabile sugli acquisti di rottami ferrosi. La Cassazione rileva che il giudice d’appello non ha valutato unitariamente gli indizi indicati dall’Ufficio e ha esaminato la possibile rivendita dei rottami senza confrontarsi con gli obblighi IVA gravanti sul cessionario. Accolti il primo motivo e il profilo sostanziale del secondo, la sentenza è cassata con rinvio; restano assorbite le altre censure.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • Reverse Charge
  • IRES
  • IRAP
  • Processo tributario
N. 3223

Cassazione, sentenza n. 3223 del 8/02/2025

Sentenza n. 3223 del 08/02/2025

La controversia riguarda il recupero IRES degli interessi determinati al valore normale su un finanziamento infruttifero concesso da una controllante italiana alla controllata estera; il giudice regionale aveva annullato la ripresa perché non risultavano interessi percepiti. La Cassazione afferma che la disciplina del transfer pricing comprende anche i finanziamenti gratuiti e richiede il confronto con operazioni comparabili, fermo l’onere della contribuente di provare condizioni di mercato o ragioni commerciali interne al gruppo dopo la prova iniziale dell’Ufficio. Il ricorso erariale è accolto, con cassazione e rinvio.

  • IRES
  • Estero
  • Società
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 3222

Cassazione, sentenza n. 3222 del 8/02/2025

Sentenza n. 3222 del 08/02/2025

Gli avvisi, fondati su movimentazioni bancarie e relativi a imposte dirette e IVA, erano stati confermati in appello mediante un richiamo non autosufficiente a una proposta conciliativa dell’Ufficio. La Cassazione esclude che, per l’accertamento “a tavolino” concernente anche l’IVA, la violazione del contraddittorio determini invalidità senza la tempestiva indicazione delle concrete difese che avrebbero potuto modificare l’esito; ritiene però meramente apparente la motivazione sul merito della pretesa. Rigettato il primo motivo e accolto il secondo, cassa la sentenza e rinvia per un nuovo esame.

N. 3221

Cassazione, sentenza n. 3221 del 8/02/2025

Sentenza n. 3221 del 08/02/2025

L’accertamento di maggiori ricavi da vendite immobiliari era basato sullo scostamento dai valori OMI e sull’importo dei mutui ottenuti dagli acquirenti; il giudice d’appello lo aveva confermato richiamando anche indagini finanziarie e precedenti compravendite non risultanti dall’atto. La Cassazione precisa che i valori OMI, privi di efficacia presuntiva legale, possono concorrere con altri indizi, da valutare secondo gravità, precisione e concordanza. Accoglie le censure sull’impiego di elementi estranei agli atti e sull’onere probatorio, cassa e rinvia per verificare la sufficienza dell’incongruità dei mutui.

  • Accertamento fiscale
  • Immobili
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 3194

Cassazione, sentenza n. 3194 del 8/02/2025

Sentenza n. 3194 del 08/02/2025

La causa concerne la detrazione per riqualificazione energetica sostenuta da una società su un immobile concesso in locazione, che l’Agenzia riteneva escluso dal beneficio perché non utilizzato direttamente nell’attività imprenditoriale. Confermando l’impostazione dei giudici di merito, la Cassazione afferma che l’agevolazione spetta anche ai titolari di reddito d’impresa per interventi su edifici locati a terzi, poiché la disciplina richiamata non prevede limitazioni soggettive od oggettive di tale natura. Il ricorso dell’Amministrazione è dichiarato inammissibile.

  • Agevolazioni Fiscali
  • EcoBonus
  • Immobili
  • Locazione immobili
  • IRES
  • Processo tributario
N. 3193

Cassazione, sentenza n. 3193 del 8/02/2025

Sentenza n. 3193 del 08/02/2025

La contestazione per omesso versamento di ritenute IRPEF derivava dall’accertamento di maggiori ricavi immobiliari e dalla conseguente presunta distribuzione di utili extracontabili; l’appello aveva confermato la pretesa richiamando anche elementi non presenti nell’accertamento. La Cassazione ribadisce che lo scostamento dai valori OMI può assumere rilievo soltanto insieme ad altri indizi e che, nella fattispecie, andava valutata l’incongruità tra mutui degli acquirenti e prezzi dichiarati. Accoglie i motivi relativi agli elementi estranei agli atti e al riparto probatorio, cassando con rinvio per verificarne la sufficienza.

N. 3191

Cassazione, sentenza n. 3191 del 8/02/2025

Sentenza n. 3191 del 08/02/2025

Il contribuente chiedeva il rimborso del 90% delle ritenute IRPEF riferite agli anni 1990-1992 in applicazione del beneficio per il sisma siciliano; i giudici di merito avevano riconosciuto il diritto senza esaminare l’eccezione erariale sulla prova della residenza in un Comune agevolato. La Cassazione qualifica tale requisito come fatto costitutivo del rimborso, che deve essere provato dal contribuente, e la relativa contestazione dell’Ufficio come mera difesa proponibile anche in appello. Accoglie il ricorso, cassa e rinvia per verificare il requisito della residenza.

N. 3098

Cassazione, sentenza n. 3098 del 7/02/2025

Sentenza n. 3098 del 07/02/2025

La società aveva chiesto alla Regione Campania il rimborso dell’IRBA versata nel 2020, ottenendolo in appello sul presupposto dell’incompatibilità del tributo con il diritto unionale; la Regione contestava sia l’onere probatorio sulla traslazione sia la finalità dell’imposta. La Cassazione ha rilevato d’ufficio che, per accertamento, liquidazione e rimborso del prelievo, la legittimazione passiva appartiene all’Agenzia delle Dogane e non alla Regione, pur destinataria finale del gettito. Ha quindi cassato senza rinvio limitatamente alla Regione e dichiarato, nello stesso limite, inammissibile il ricorso originario, compensando le spese.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Imposte indirette
  • Tributi locali
N. 3093

Cassazione, sentenza n. 3093 del 7/02/2025

Sentenza n. 3093 del 07/02/2025

Il giudizio verteva sul rimborso dell’IRBA versata nel 2018: il secondo grado aveva accolto la domanda, reputando il tributo incompatibile con il diritto unionale e non provate dalla Regione la traslazione e l’ingiustificato arricchimento. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il motivo regionale sulla decadenza, perché non adeguatamente formulato, e ha respinto le censure sull’onere della prova e sulla pretesa finalità specifica dell’imposta. È rimasta quindi ferma la decisione favorevole al contribuente, secondo l’esito desumibile dal rigetto dei motivi esaminati.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Imposte indirette
  • Tributi locali
N. 3161

Cassazione, sentenza n. 3161 del 7/02/2025

Sentenza n. 3161 del 07/02/2025

La controversia riguarda le sanzioni per l’omessa indicazione nel quadro RW delle disponibilità estere, applicate sul presupposto che il contribuente, benché iscritto all’AIRE, fosse fiscalmente residente in Italia nel 2007. La Cassazione rileva d’ufficio il giudicato esterno formatosi in un distinto processo relativo allo stesso periodo, nel quale era divenuta definitiva la statuizione sull’inidoneità delle prove offerte per dimostrare la residenza in Svizzera. Il ricorso è quindi rigettato e le spese sono compensate per la sopravvenienza del giudicato durante il processo.

N. 3111

Cassazione, sentenza n. 3111 del 7/02/2025

Sentenza n. 3111 del 07/02/2025

Il giudizio verteva sul diniego di rimborso dell’imposta regionale sulla benzina versata nel 2018 e 2019, inizialmente confermato dai giudici di merito per mancata prova dell’effettiva incidenza economica del tributo sulla società. La Cassazione rileva che la destinazione regionale del gettito non attribuisce alle Regioni competenza sull’attuazione del tributo né le pone in condizione di verificare i versamenti dei singoli contribuenti; da ciò deriva il difetto del corretto presupposto processuale nei confronti dell’ente territoriale. La sentenza è cassata senza rinvio e il ricorso introduttivo dichiarato inammissibile, con spese compensate.

  • Imposte indirette
  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3109

Cassazione, sentenza n. 3109 del 7/02/2025

Sentenza n. 3109 del 07/02/2025

La controversia riguardava il rimborso dell’imposta regionale sulla benzina versata nel 2018 e 2019, riconosciuto in appello sul presupposto dell’incompatibilità unionale del tributo e dell’assenza di prova regionale circa traslazione e indebito arricchimento. La Cassazione osserva che la destinazione del gettito alla Regione non le conferisce competenza sullo schema attuativo dell’imposta né consente all’ente di verificare gli effettivi versamenti riferibili ai contribuenti. Cassa pertanto senza rinvio la decisione favorevole alla società e dichiara inammissibile il ricorso originario, compensando integralmente le spese.

  • Imposte indirette
  • Tributi locali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3101

Cassazione, sentenza n. 3101 del 7/02/2025

Sentenza n. 3101 del 07/02/2025

La controversia riguardava il diniego di rimborso dell’imposta regionale sulla benzina per autotrazione versata nel 2018-2020; il giudice di secondo grado aveva accolto la domanda, ritenendo l’IRBA incompatibile con il diritto unionale e non provata dalla Regione la traslazione del tributo. La Cassazione, rilevato il difetto di legittimazione passiva dell’ente regionale, non ha deciso le questioni sostanziali: ha cassato senza rinvio la sentenza e dichiarato inammissibile il ricorso introduttivo, compensando integralmente le spese di tutti i gradi.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Imposte indirette
  • Tributi locali

Le sintesi editoriali sono generate con Codex esclusivamente sulla base dei documenti acquisiti dalle fonti istituzionali e servono a orientare la consultazione; non sostituiscono la lettura integrale. I PDF sono copie di consultazione dei documenti o delle relative pagine istituzionali. Per verificare eventuali aggiornamenti o allegati, consulta sempre la fonte istituzionale.