Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 24516

Cassazione, ordinanza n. 24516 del 4/11/2020

Ordinanza n. 24516 del 04/11/2020

La CTR aveva riconosciuto a un medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale il rimborso dell’IRAP, ritenendo irrilevanti l’organizzazione adottata, il personale e la disponibilità di due ambulatori. La Cassazione ha escluso ogni esenzione aprioristica: l’autonoma organizzazione ricorre quando il professionista, responsabile della struttura, impiega beni eccedenti il minimo indispensabile o lavoro altrui oltre un collaboratore con mansioni meramente esecutive. Accolto il ricorso dell’Agenzia, ha cassato con rinvio affinché siano valutati concretamente collaboratori, beni e funzione dei due studi, con onere probatorio sul contribuente.

  • IRAP
  • Professionisti
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24295

Cassazione, sentenza n. 24295 del 3/11/2020

Sentenza n. 24295 del 03/11/2020

La controversia riguardava l’agevolazione ICI per l’abitazione principale nell’anno 2009, negata perché il coniuge e i figli risiedevano altrove, mentre il contribuente sosteneva l’esistenza di una separazione di fatto. La Cassazione ha chiarito che la diversa dimora non esclude automaticamente il beneficio se deriva da un’effettiva frattura della convivenza e che le dichiarazioni extraprocessuali di terzi possono concorrere, come indizi, alla relativa prova. Accolte le censure sull’agevolazione e sulla valutazione probatoria, la sentenza della CTR è stata cassata con rinvio.

  • Tributi locali
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24294

Cassazione, sentenza n. 24294 del 3/11/2020

Sentenza n. 24294 del 03/11/2020

Per l’ICI 2008 il contribuente rivendicava l’agevolazione sull’abitazione principale, sostenendo che la diversa residenza del coniuge e dei figli dipendesse dalla separazione di fatto; la CTR aveva escluso il beneficio e negato efficacia alle dichiarazioni di terzi. La Cassazione ha stabilito che l’effettiva frattura della convivenza, se provata, distingue il caso dalla semplice scelta di abitazioni diverse e che le dichiarazioni extraprocessuali possono assumere valore indiziario insieme agli altri elementi acquisiti. Accolti i primi due motivi, la sentenza è stata cassata con rinvio per la rivalutazione delle prove.

  • Tributi locali
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24293

Cassazione, sentenza n. 24293 del 3/11/2020

Sentenza n. 24293 del 03/11/2020

Una società contestava cinque accertamenti ICI e IMU sul valore di terreni edificabili; la CTR aveva confermato la rideterminazione compiuta in primo grado sulla base di perizia, compravendite, coefficienti correttivi e condizioni di mercato. La Cassazione ha giudicato inammissibili le censure che sollecitavano una nuova valutazione delle prove senza indicare un fatto storico decisivo omesso e ha respinto le contestazioni sulla costituzione del Comune, sulle informazioni per ricorrere e sulla sottoscrizione delle schede allegate. Il ricorso è stato quindi rigettato, restando ferme le valutazioni degli avvisi.

  • IMU
  • Tributi locali
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24292

Cassazione, sentenza n. 24292 del 3/11/2020

Sentenza n. 24292 del 03/11/2020

Gli accertamenti recuperavano redditi della società di persone e dei soci sulla base di movimenti rilevati anche su conti intestati ai soci e ai familiari. La Cassazione ha ritenuto utilizzabili tali dati nelle imprese familiari a ristretta base, salva la prova analitica dell’estraneità di ciascuna operazione, ma ha censurato la CTR per avere affermato l’assenza di prova senza esaminare la documentazione prodotta, comprendente fatture, contratto, libro giornale e giustificazioni specifiche. Accolti i motivi relativi a tale omissione, la sentenza è stata cassata con rinvio per una valutazione analitica.

  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Società di persone
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24291

Cassazione, sentenza n. 24291 del 3/11/2020

Sentenza n. 24291 del 03/11/2020

La controversia riguarda l’accisa sul gasolio fornito a un’imbarcazione da diporto extra-UE, noleggiata per attività turistica: i giudici di merito avevano riconosciuto l’esenzione considerando commerciale l’uso derivante dal contratto di noleggio e irrilevante la bandiera. La Cassazione rileva tuttavia che la disciplina unionale richiede di verificare l’utilizzazione concreta dell’imbarcazione, sicché la qualificazione automatica prevista dalla normativa interna contrasta con essa. Il testo disponibile non riporta la statuizione conclusiva sul ricorso dell’Agenzia delle dogane.

  • Imposte indirette
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24290

Cassazione, sentenza n. 24290 del 3/11/2020

Sentenza n. 24290 del 03/11/2020

L’Agenzia delle dogane contestava l’esenzione dall’accisa applicata al rifornimento di un’imbarcazione da diporto extra-UE; la CTR aveva ritenuto sufficiente il contratto di noleggio per qualificarne commerciale l’impiego, senza attribuire rilievo alla bandiera. La Cassazione osserva che la disciplina unionale collega il beneficio alla navigazione concretamente svolta a fini commerciali e ravvisa un contrasto con la norma interna che desume tale finalità dal solo noleggio. Nel testo fornito non compare la decisione finale sul ricorso dell’Amministrazione.

  • Imposte indirette
  • Agevolazioni Fiscali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24289

Cassazione, sentenza n. 24289 del 3/11/2020

Sentenza n. 24289 del 03/11/2020

La controversia concerneva la detrazione dell’IVA erroneamente addebitata e pagata su prestazioni pacificamente non imponibili, che la CTR aveva ammesso nonostante l’errore del prestatore. La Cassazione afferma che la detrazione riguarda soltanto l’imposta relativa a operazioni imponibili e non si estende all’IVA dovuta per il solo fatto di essere indicata in fattura; la disciplina sopravvenuta sull’applicazione di un’aliquota superiore opera infatti per operazioni imponibili, non per quelle non imponibili. Accolto il ricorso dell’Agenzia, la sentenza è cassata e l’originaria impugnazione è rigettata sul punto.

N. 24274

Cassazione, sentenza n. 24274 del 3/11/2020

Sentenza n. 24274 del 03/11/2020

L’accertamento IRES, IRAP e IVA muoveva da differenze tra documentazione contabile e rimanenze, nonché dalla presenza presso la cedente di macchinari formalmente venduti; la CTR aveva escluso irregolarità e presunzioni perché l’accesso era iniziato in un periodo diverso da quello verificato. La Cassazione chiarisce che l’Ufficio aveva applicato la disposizione sulle differenze quantitative riferite al periodo d’imposta controllato, non quella relativa alla rilevazione fisica all’inizio dell’accesso. Accoglie quindi il primo motivo, dichiara assorbiti gli altri e rinvia alla CTR per il riesame.

  • Accertamento fiscale
  • Contabilità
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24273

Cassazione, sentenza n. 24273 del 3/11/2020

Sentenza n. 24273 del 03/11/2020

Gli accertamenti riguardavano operazioni su macchine agricole ritenute inesistenti, proventi extracontabili e la loro presunta distribuzione ai soci; la CTR aveva respinto gli appelli richiamando genericamente la decisione di primo grado e qualificando le operazioni come negozi fiduciari abusivi. La Cassazione ribadisce che la motivazione per relationem deve rendere riconoscibili le parti condivise, i fatti considerati e l’autonomo percorso decisionale, requisiti assenti nella pronuncia impugnata. Respinta l’eccezione sulla legittimazione conseguente all’estinzione societaria, accoglie i motivi sulla carenza di motivazione, cassa e rinvia.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • Società di capitali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24402

Cassazione, sentenza n. 24402 del 3/11/2020

Processo tributario - Litisconsorzio necessario - Causa insindibile - Applicabilità in appello - Conseguenze

La controversia riguardava una cartella per IVA e IRAP notificata a una società beneficiaria di scissione, che la CTR aveva annullato per tardività senza la partecipazione del concessionario già presente in primo grado. La Cassazione ha affermato che la pluralità delle parti deve essere preservata in appello quando si è formato un litisconsorzio processuale: la notificazione dell’impugnazione alla sede del concessionario, anziché al domicilio eletto, era invalida e imponeva l’integrazione del contraddittorio. Accolto il primo motivo, la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • IVA
  • IRAP
N. 24399

Cassazione, ordinanza n. 24399 del 3/11/2020

Accertamento - Impiego di lavoratori in nero - Sentenza del giudice del lavoro di inesistenza di rapporti di lavoro subordinato - Rilevanza - Deposito - Termini - Ritardo - Inammissibilità.

Una società contestava le sanzioni per omesso e ritardato versamento di ritenute, sostenendo che il giudice del lavoro avesse escluso i rapporti subordinati posti all’origine dell’accertamento; la CTR aveva invece valorizzato la documentazione extracontabile rinvenuta dalla Guardia di Finanza. La Cassazione ha ritenuto inammissibili le censure sulla motivazione e tardiva la produzione, allegata soltanto alla memoria, delle pronunce lavoristiche, il cui giudicato non era attestato e si sarebbe comunque formato molto prima del ricorso. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

N. 24396

Cassazione, sentenza n. 24396 del 3/11/2020

Sentenza n. 24396 del 03/11/2020

La lite concerneva il recupero di accise su prodotti alcolici, determinato in base a differenze di giacenza emerse da due successive verifiche, nonché la prescrizione del credito e il riconoscimento dei cali tecnici e naturali. La Cassazione ha distinto i diversi termini iniziali della prescrizione e ha escluso che l’abbuono forfetario per prodotti custoditi in recipienti di legno dipenda dalla loro collocazione in magazzini sigillati; ha inoltre rilevato omissioni nell’esame di specifiche censure. Accolti alcuni motivi, ha cassato la decisione con rinvio alla CTR.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Imposte indirette
  • Imprese
N. 24299

Cassazione, sentenza n. 24299 del 3/11/2020

Sentenza n. 24299 del 03/11/2020

Alcuni assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica avevano impugnato la nuova classificazione catastale, incidente sul prezzo proposto per l’acquisto; i giudici di merito avevano negato loro la legittimazione perché privi di diritti reali sugli immobili. La Cassazione ha confermato che gli atti attributivi o modificativi della rendita rilevano verso l’intestatario della partita catastale e che soltanto quest’ultimo è legittimato a impugnarli, mentre l’interesse degli assegnatari non è sufficiente. Per alcuni ricorrenti il giudizio è stato dichiarato estinto; il ricorso dei restanti è stato rigettato.

N. 24298

Cassazione, sentenza n. 24298 del 3/11/2020

Sentenza n. 24298 del 03/11/2020

Il contribuente contestava un frazionamento catastale che aveva ricompreso nel demanio marittimo una particella già riconosciuta di proprietà privata da decisioni civili definitive; la CTR aveva dichiarato la giurisdizione del giudice ordinario. La Cassazione ha precisato che, quando non si chiede un nuovo accertamento della proprietà ma l’adeguamento delle risultanze catastali a un giudicato sui confini, la controversia appartiene al giudice tributario per la diretta incidenza fiscale degli atti catastali. Accolto il ricorso principale e respinto quello incidentale dell’Agenzia, la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 24296

Cassazione, sentenza n. 24296 del 3/11/2020

Sentenza n. 24296 del 03/11/2020

Per l’ICI 2010 il Comune aveva negato l’agevolazione sull’abitazione principale perché il coniuge e i figli dimoravano in un altro comune; il contribuente allegava invece una separazione di fatto, successivamente formalizzata. La Cassazione ha distinto la mera residenza separata dalla frattura effettiva della convivenza, che può superare la presunzione di coincidenza tra casa coniugale e abitazione principale, e ha riconosciuto valore indiziario alle dichiarazioni extraprocessuali di terzi. Accolti i motivi relativi al beneficio e alla prova, la decisione è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.

  • Tributi locali
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24082

Cassazione, sentenza n. 24082 del 30/10/2020

Sentenza n. 24082 del 30/10/2020

La controversia riguardava il riclassamento di un immobile inserito in una microzona con significativo scostamento tra valori catastali e di mercato; i giudici di merito avevano annullato l’atto perché motivato mediante causali generiche. La Cassazione conferma che, nelle revisioni diffuse per microzona, l’avviso deve spiegare sia le ragioni dello scostamento generale sia la loro concreta incidenza sulla specifica unità, considerando anche caratteristiche edilizie e fattore posizionale. Poiché tali elementi mancavano e non occorreva sospendere il giudizio tributario, il ricorso dell’Agenzia è rigettato.

N. 24081

Cassazione, sentenza n. 24081 del 30/10/2020

Sentenza n. 24081 del 30/10/2020

La CTR aveva riconosciuto la categoria catastale D/10 a immobili utilizzati per un’attività agrituristica, reputandoli strumentali, senza illustrare gli elementi tecnici e documentali posti a fondamento della decisione. La Cassazione precisa che la ruralità dei fabbricati non abitativi richiede la verifica della funzione produttiva connessa all’attività agricola e di caratteristiche strutturali tali da impedirne una diversa destinazione senza radicali trasformazioni. Ritenuta apparente la motivazione, accoglie la censura pertinente, cassa la sentenza e rinvia a un’altra sezione della CTR.

  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24080

Cassazione, sentenza n. 24080 del 30/10/2020

Sentenza n. 24080 del 30/10/2020

Una società contestava la rendita attribuita, dopo una dichiarazione DOCFA, a un immobile alberghiero ampliato e modificato, sostenendo che la CTR non avesse esaminato adeguatamente le sue censure estimative. La Cassazione rileva che il valore consolidato da un precedente giudicato poteva essere assunto come base per valutare l’incidenza delle migliorie successive; nella procedura DOCFA, inoltre, basta l’indicazione dei dati oggettivi e della classe quando l’Ufficio non contesta i fatti dichiarati ma compie una diversa valutazione tecnica. Il ricorso è pertanto rigettato, con condanna alle spese.

  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24079

Cassazione, sentenza n. 24079 del 30/10/2020

Sentenza n. 24079 del 30/10/2020

La CTR aveva rideterminato la rendita di un albergo ampliato sommando alla rendita già concordata il valore indicato dal tecnico della contribuente per un deposito interrato e una porzione di corte. L’Agenzia sosteneva che occorresse valutare l’immobile nel suo complesso secondo le regole estimative; la Cassazione rileva che il giudice regionale aveva aderito alla tesi della contribuente senza esaminare tale censura né illustrare un percorso logico e giuridico comprensibile. Accolto il motivo sulla carenza motivazionale, la sentenza è cassata con rinvio alla CTR in diversa composizione.

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