Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.954 documenti

N. 4618

Cassazione, sentenza n. 4618 del 21/02/2025

Sentenza n. 4618 del 21/02/2025

L’accertamento personale traeva origine dal maggior reddito attribuito a una società in accomandita semplice estinta; la socia contestava, fra l’altro, il litisconsorzio, il questionario inviato dopo la cancellazione, il contraddittorio e la delega di firma. La Cassazione ha escluso un concreto pregiudizio dalla separata trattazione di giudizi contestuali e coincidenti, ritenuto il questionario una facoltà non indispensabile dell’Amministrazione e subordinato la censura sul contraddittorio IVA alla specifica allegazione delle difese pretermesse. La parte disponibile della pronuncia non riporta tuttavia la decisione conclusiva sul ricorso.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Società di persone
  • IVA
N. 4617

Cassazione, sentenza n. 4617 del 21/02/2025

Sentenza n. 4617 del 21/02/2025

I soci di una società in accomandita semplice estinta contestavano l’accertamento induttivo di maggior reddito, IRAP e IVA, deducendo vizi del contraddittorio, del questionario, della delega di firma e della quantificazione dei costi recuperati. La Cassazione ha ritenuto non invalidante il questionario rivolto alla società cancellata, escluso la lesione del litisconsorzio in presenza di giudizi contestuali e richiesto, per il contraddittorio IVA, la specifica indicazione delle difese concretamente pretermesse. Ha inoltre precisato che il recupero integrale riguardava costi non documentati, non una rideterminazione percentuale dei ricavi; l’esito conclusivo non compare nella parte disponibile.

N. 4616

Cassazione, sentenza n. 4616 del 21/02/2025

Sentenza n. 4616 del 21/02/2025

La controversia verteva sulla legittimità di un accertamento analitico-induttivo fondato su percentuali di ricarico, con recupero di maggiori ricavi ai fini IRPEF, IRAP e IVA. La Cassazione ha dichiarato inammissibili le censure dirette a ottenere una nuova valutazione delle risultanze istruttorie e ha escluso l’ultrapetizione; ha però rilevato che il giudice d’appello non aveva esaminato specifiche eccezioni ritualmente riproposte, limitandosi a dichiararle assorbite. Accolto tale motivo, ha cassato la sentenza con rinvio per un nuovo esame motivato.

N. 4615

Cassazione, sentenza n. 4615 del 21/02/2025

Sentenza n. 4615 del 21/02/2025

L’Agenzia delle Entrate aveva accertato un maggior reddito di partecipazione a carico del socio accomandante di una società che, pur oltre il termine statutario, risultava ancora iscritta e operativa. La Cassazione ha chiarito che la scadenza determina lo scioglimento, non l’estinzione automatica, che interviene con la cancellazione dal registro delle imprese; sino ad allora permane anche la qualità di socio. Poiché l’accertamento unitario della società di persone e dei soci impone il litisconsorzio necessario, la Corte ha dichiarato nullo l’intero giudizio e rimesso la causa al giudice di primo grado.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Società di persone
N. 4613

Cassazione, sentenza n. 4613 del 21/02/2025

Sentenza n. 4613 del 21/02/2025

L’Agenzia delle Entrate aveva accertato un maggior reddito di partecipazione a carico del socio accomandante di una società che, scaduto il termine statutario, aveva continuato a operare e risultava ancora iscritta nel registro delle imprese. La Cassazione ha affermato che la scadenza comporta lo scioglimento, ma non l’estinzione automatica, né fa cessare la qualità di socio prima della cancellazione. Rilevato inoltre il litisconsorzio necessario tra società di persone e soci nell’accertamento unitario, ha dichiarato nullo l’intero giudizio e disposto la rimessione al giudice di primo grado.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Società di persone
N. 4610

Cassazione, sentenza n. 4610 del 21/02/2025

Sentenza n. 4610 del 21/02/2025

La controversia originaria riguardava la deducibilità IRES di perdite su crediti; dopo un decreto di estinzione per definizione agevolata, l’Agenzia ne chiedeva la revocazione a seguito del diniego, mentre la società impugnava quest’ultimo. La Cassazione ha disposto la riunione dei giudizi, riconoscendo la pregiudizialità della definizione rispetto alla lite impositiva, e ha chiarito che il diniego può fondare la revocazione anche su iniziativa dell’Amministrazione; se agisce il contribuente, impugnazione del diniego e richiesta di revocazione devono essere congiunte. La parte disponibile non contiene l’esito finale delle domande riunite.

N. 4511

Cassazione, sentenza n. 4511 del 20/02/2025

Sentenza n. 4511 del 20/02/2025

La controversia riguarda la TOSAP 2016 applicata alle opere di un’impresa energetica su aree comunali, con contestazioni sulla natura dei terreni, sulla consulenza tecnica e sulla tariffa agevolata. La Cassazione esclude la nullità della consulenza, eccepita tardivamente, e ritiene non riesaminabile l’accertamento di merito circa l’appartenenza delle aree al patrimonio indisponibile; accoglie invece il motivo relativo al trattamento tariffario. La sentenza è cassata sul punto, con rinvio alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado in diversa composizione.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 4510

Cassazione, sentenza n. 4510 del 20/02/2025

Sentenza n. 4510 del 20/02/2025

La causa concerne la TOSAP 2013 dovuta per opere energetiche insistenti su suolo comunale, la superficie imponibile e l’applicazione della tariffa prevista per impianti destinati alle reti di pubblici servizi. La Cassazione afferma che tale regime tariffario opera quando ne ricorrono i presupposti, senza necessità di una richiesta nella denuncia; l’omissione della denuncia consente al Comune di liquidare il tributo con i dati disponibili, ma non modifica la tariffa applicabile. Sono rigettati sia il ricorso principale sia quello incidentale, con compensazione delle spese.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 4431

Cassazione, sentenza n. 4431 del 20/02/2025

Sentenza n. 4431 del 20/02/2025

L’accertamento induttivo riguardava IRES, IRAP e IVA, sulla base dell’inattendibilità delle scritture, di costi ritenuti non inerenti o non di competenza e di ricavi contabilizzati come finanziamenti soci. La Cassazione conferma che il libro inventari deve permettere di ricostruire la valutazione delle rimanenze e reputa inammissibili le censure che cumulavano vizi, richiedevano un nuovo esame delle prove o richiamavano documenti senza individuarli adeguatamente. Il ricorso della società è rigettato, con condanna alle spese.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Contabilità e Bilancio
  • IRES
  • IVA
N. 4429

Cassazione, sentenza n. 4429 del 20/02/2025

Sentenza n. 4429 del 20/02/2025

Un socio aveva duplicato l’impugnazione dell’accertamento sul reddito derivante dalla partecipazione, mentre un precedente giudizio riunito si era concluso favorevolmente anche nei suoi confronti. La Cassazione rileva che l’Amministrazione aveva appellato quella decisione soltanto contro la società: per il socio, dunque, la sentenza di primo grado era divenuta definitiva e spiegava efficacia di giudicato anche nella causa duplicata. Accolto il secondo motivo e assorbiti gli altri, la Corte cassa la decisione e, decidendo nel merito, accoglie il ricorso originario, compensando le spese.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Società di capitali
N. 4427

Cassazione, sentenza n. 4427 del 20/02/2025

Sentenza n. 4427 del 20/02/2025

La società italiana chiedeva il rimborso delle ritenute sugli interessi di un finanziamento infragruppo veicolato tramite un soggetto interposto, invocando l’esenzione per i finanziamenti a medio-lungo termine erogati da investitori istituzionali esteri vigilati. La Cassazione afferma che, nei finanziamenti indiretti, i requisiti soggettivi dell’art. 26, comma 5-bis, devono essere verificati sul sostanziale erogatore e beneficiario effettivo, non sul mero percettore materiale tenuto a retrocedere gli interessi. Poiché la decisione d’appello rispettava tale principio, il ricorso dell’Agenzia è respinto e quello incidentale condizionato resta assorbito.

N. 4425

Cassazione, sentenza n. 4425 del 20/02/2025

Sentenza n. 4425 del 20/02/2025

La controversia nasceva da un accertamento verso una società a ristretta base partecipativa e verso i soci, fondato su scritture inattendibili, costi non deducibili e ricavi registrati come finanziamenti. La Cassazione precisa che tra società di capitali e soci non sussiste litisconsorzio necessario, ma un rapporto di pregiudizialità-dipendenza; conferma inoltre che l’inventario deve consentire la ricostruzione delle rimanenze e dichiara inammissibili le doglianze generiche o dirette a rivalutare le prove. Il ricorso societario è rigettato e quelli dei soci sono dichiarati inammissibili, con condanna solidale alle spese.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Società di capitali
  • Contabilità e Bilancio
N. 4424

Cassazione, sentenza n. 4424 del 20/02/2025

Sentenza n. 4424 del 20/02/2025

L’Amministrazione impugnava la decisione che aveva riconosciuto la detrazione IVA relativa a macchinari acquistati da una società italiana e noleggiati a una consociata estera. La Cassazione rileva però che l’unico motivo prospettava il difetto d’inerenza e l’indeducibilità del costo ai fini IRES, questione non contestata nell’avviso per quei macchinari e non decisa in appello: in sede di legittimità non possono introdursi temi nuovi estranei al precedente giudizio. Il ricorso è quindi dichiarato inammissibile e l’Agenzia è condannata alle spese.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Imprese
N. 4514

Cassazione, sentenza n. 4514 del 20/02/2025

Sentenza n. 4514 del 20/02/2025

Una società chiedeva all’Erario il rimborso dell’IVA pagata in rivalsa con aliquota superiore a quella applicabile, nonostante un precedente accertamento definitivo ne avesse già escluso la detrazione. La Cassazione ha ritenuto inammissibili e comunque infondate le censure sulla disciplina sopravvenuta, poiché la retroattività incontra il limite dei rapporti esauriti; ha inoltre distinto il rapporto tributario tra cedente ed Erario da quello privatistico con il cessionario, al quale non spetta detrarre l’imposta eccedente. La parte disponibile non riporta il dispositivo conclusivo del ricorso.

N. 4400

Cassazione, sentenza n. 4400 del 19/02/2025

Sentenza n. 4400 del 19/02/2025

La controversia riguarda il recupero di accise, IVA e sanzioni per merci non unionali che, giunte all’ufficio doganale di destinazione, avrebbero dovuto proseguire verso un Paese terzo. La Cassazione distingue la notifica dell’arrivo delle merci dalla comunicazione dell’esito dei controlli: l’ufficio di partenza, prima di tale esito o di una prova alternativa del titolare, non dispone degli elementi necessari per considerare correttamente concluso e appurato il transito. La parte dei dati ricevuti non riporta tuttavia il dispositivo, sicché non consente di indicare prudentemente l’esito finale del ricorso.

  • Imposte indirette
  • IVA
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Estero
N. 4397

Cassazione, sentenza n. 4397 del 19/02/2025

Sentenza n. 4397 del 19/02/2025

Il garante del titolare di un regime di transito doganale contestava gli avvisi per accise, IVA, interessi e sanzioni relativi a merci asseritamente non uscite dal territorio unionale. Dopo il rigetto nei gradi di merito, il ricorso deduce, tra l’altro, l’omessa considerazione del massimale della garanzia e la liberazione del garante per mancata notifica del mancato appuramento entro nove mesi; si tratta di allegazioni della ricorrente, non di principi già accolti dalla Corte. I dati ricevuti non comprendono la decisione sui motivi né il dispositivo, impedendo di ricostruire con certezza l’esito finale.

  • Imposte indirette
  • IVA
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Estero
N. 4392

Cassazione, sentenza n. 4392 del 19/02/2025

Sentenza n. 4392 del 19/02/2025

Un importatore chiedeva la revisione degli accertamenti e il rimborso dei dazi versati, sostenendo di avere indicato erroneamente il codice doganale dell’acido tiottico. La Cassazione ritiene adeguatamente motivata la decisione d’appello: la documentazione richiamata collegava l’acido tiottico alla specifica formulazione chimica e al medesimo codice identificativo previsto dalla voce tariffaria, mentre le censure dell’Agenzia non ne scalfivano l’accertamento. Il ricorso è rigettato e resta confermato l’annullamento del diniego di revisione e rimborso, con condanna dell’Amministrazione alle spese.

  • Imposte indirette
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Estero
N. 4389

Cassazione, sentenza n. 4389 del 19/02/2025

Sentenza n. 4389 del 19/02/2025

La controversia riguarda la sanzione per l’omessa presentazione alla dogana di destinazione di merci in transito esterno, successivamente risultate esportate mediante allibramento documentale postumo. La Cassazione afferma che l’adempimento tutela sostanzialmente l’esercizio dei controlli doganali e non è surrogato dalla successiva prova dell’uscita delle merci; dichiara inoltre inammissibile l’eccezione sulla corretta individuazione del destinatario dell’atto, perché attinente alla sua legittimità e non alla legittimazione processuale. Accolti il primo e il terzo motivo dell’Amministrazione e rigettato il secondo, la sentenza è cassata con rinvio.

  • Accertamento e riscossione
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 4388

Cassazione, sentenza n. 4388 del 19/02/2025

Sentenza n. 4388 del 19/02/2025

La lite concerne l’omessa presentazione alla dogana di destinazione di merci soggette al regime di transito esterno, la cui esportazione era stata successivamente verificata mediante documentazione. Secondo la Cassazione, l’obbligo non costituisce una formalità sostituibile dall’allibramento postumo: l’art. 305 TULD sanziona la sottrazione delle merci al controllo doganale, indipendentemente dalla successiva prova della loro uscita. Ritenuta inammissibile l’eccezione relativa al destinatario dell’atto, la Corte accoglie il primo e il terzo motivo dell’Amministrazione, rigetta quello sulla motivazione apparente e dispone la cassazione con rinvio.

  • Accertamento e riscossione
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 4135

Cassazione, sentenza n. 4135 del 18/02/2025

Sentenza n. 4135 del 18/02/2025

La controversia nasce dall’impugnazione di una comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria, accolta in appello dopo che la difesa dell’ente di riscossione era stata dichiarata inammissibile. La Cassazione afferma che l’Agenzia delle Entrate-Riscossione può avvalersi di un avvocato del libero foro senza ulteriori allegazioni e che la costituzione tardiva del resistente non è, per ciò solo, inammissibile; rileva inoltre che il giudice regionale aveva erroneamente trattato il preavviso come comunicazione di un’iscrizione già eseguita. Accolti tre motivi e assorbiti gli altri, la sentenza è cassata con rinvio.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario

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