Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.954 documenti

N. 4130

Cassazione, sentenza n. 4130 del 18/02/2025

Sentenza n. 4130 del 18/02/2025

Gli accertamenti qualificavano come reddito d’impresa, ai fini IRES, IVA e IRAP, i proventi parametrati ai certificati verdi ricevuti da una società agricola nell’ambito di accordi per l’utilizzo nelle serre dell’energia termica prodotta da una centrale. La Cassazione conferma, rispetto ai motivi incidentali esaminati, che la ricostruzione del rapporto come sinallagmatico trovava riscontro negli impegni contrattuali e che le somme avevano natura corrispettiva, non di contributi in conto esercizio. Il testo fornito si interrompe prima dell’esame completo del ricorso principale e non consente di indicare il dispositivo finale.

N. 4164

Cassazione, sentenza n. 4164 del 18/02/2025

Sentenza n. 4164 del 18/02/2025

Gli accertamenti riguardavano IRES e IRAP di una società agricola, con particolare riferimento ai proventi collegati all’utilizzo di energia termica e alla trasformazione societaria contestata come elusiva. La Cassazione esclude che la decisione regionale abbia verificato correttamente i requisiti soggettivo e oggettivo necessari per il regime forfetario delle attività agricole connesse e ravvisa anche un’omessa pronuncia sulla contestata elusività; rileva inoltre la mancanza di motivazione sulla domanda principale della contribuente. Nel testo fornito risultano fondate tali censure, ma non è riportato il dispositivo conclusivo.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 4157

Cassazione, sentenza n. 4157 del 18/02/2025

Sentenza n. 4157 del 18/02/2025

Una società non operativa aveva chiesto il rimborso IVA, negato dall’Amministrazione per il mancato superamento del test di operatività; i giudici di merito avevano invece riconosciuto circostanze oggettive ostative al conseguimento dei ricavi minimi. La Cassazione precisa che il diritto alla detrazione non può essere escluso soltanto per l’insufficienza delle operazioni attive, dovendosi considerare l’effettivo esercizio dell’attività economica, l’impiego degli acquisti in operazioni imponibili e l’assenza di frode o abuso. Poiché il diniego si fondava esclusivamente sul test, il ricorso dell’Agenzia è rigettato, con compensazione delle spese.

N. 4151

Cassazione, sentenza n. 4151 del 18/02/2025

Accertamento - IVA - Società di comodo

L’accertamento aveva disconosciuto un credito IVA riportato all’esercizio successivo perché la società non aveva superato per tre periodi il test di operatività; entrambi i giudici di merito avevano confermato la ripresa. La Cassazione, applicando i principi unionali, afferma che la detrazione e il correlato rimborso non possono dipendere da una soglia minima di ricavi, ma richiedono la verifica dell’attività economica effettiva, dell’impiego degli acquisti in operazioni imponibili e dell’assenza di frode o abuso. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la sentenza è cassata con rinvio per tali accertamenti.

N. 4140

Cassazione, sentenza n. 4140 del 18/02/2025

Sentenza n. 4140 del 18/02/2025

Gli avvisi avevano incluso nella base imponibile IVA del rivenditore l’imposta di consumo sui liquidi da inalazione, ritenendone provata la traslazione dal fornitore. La Cassazione chiarisce che il tributo, dovuto dal depositario autorizzato e non dal dettagliante, entra nel corrispettivo imponibile di quest’ultimo soltanto se questi lo trasferisce ai consumatori; la prova della sola traslazione dal fornitore al rivenditore non basta. La Corte giudica quindi fondati il primo e il terzo motivo, inammissibile quello sugli adempimenti INTRASTAT e infondata la censura sulla motivazione; il dispositivo conclusivo non compare nel testo fornito.

  • IVA
  • Accertamento fiscale
  • Imposte indirette
  • Processo tributario
N. 4101

Cassazione, sentenza n. 4101 del 17/02/2025

Sentenza n. 4101 del 17/02/2025

Una società, dopo avere pagato un accertamento definitivo relativo alla detrazione di IVA applicata in fattura con aliquota superiore a quella dovuta, ne chiedeva il rimborso direttamente all’Erario. La Cassazione distingue il rapporto tributario tra cedente e Amministrazione dal rapporto di rivalsa tra cedente e cessionario: per la quota indebitamente fatturata, il cedente può chiedere il rimborso all’Erario, mentre il cessionario deve normalmente rivolgersi al cedente e non può detrarla. Nel testo disponibile i primi tre motivi risultano inammissibili o infondati, ma mancano la decisione completa sui restanti motivi e il dispositivo.

N. 3966

Cassazione, sentenza n. 3966 del 16/02/2025

Sentenza n. 3966 del 16/02/2025

L’accertamento aveva recuperato ai fini IRPEF e IRAP un costo ritenuto inesistente, sulla base di anomalie relative al prestatore, al pagamento e alla sproporzione economica dell’operazione; i giudici di merito avevano confermato la ripresa. La Cassazione reputa corretta l’attribuzione al contribuente dell’onere di dimostrare l’effettività del costo dopo gli elementi presuntivi forniti dall’Amministrazione e nega, per i tributi diretti accertati a tavolino, un obbligo generalizzato di contraddittorio preventivo. Accoglie però il motivo sulle sanzioni, imponendo la rivalutazione secondo la legge più favorevole, e rigetta le altre censure.

N. 3925

Cassazione, sentenza n. 3925 del 16/02/2025

Sentenza n. 3925 del 16/02/2025

La controversia riguardava un avviso comunale sostitutivo per omessa denuncia e versamento della TOSAP 2014, confermato nei due gradi di merito. La Cassazione rileva che la decisione regionale, dopo aver riepilogato atti e difese, si era limitata ad affermare l’infondatezza dell’appello senza esporre il percorso logico seguito: la motivazione è quindi meramente apparente e la sentenza nulla. Accolto il primo motivo e assorbiti gli altri, la pronuncia è cassata con rinvio alla Corte tributaria regionale in diversa composizione.

  • Tributi locali
  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Autotutela
N. 3913

Cassazione, ordinanza n. 3913 del 16/02/2025

Ordinanza n. 3913 del 16/02/2025

L’Agenzia aveva recuperato la maggiore imposta di registro negando l’agevolazione prima casa per l’acquisto di un fabbricato collabente, categoria F/2, che i giudici di merito avevano ritenuto assimilabile a un immobile in costruzione. La Cassazione afferma che l’inagibilità attuale e la classificazione F/2 non precludono il beneficio quando il bene sia concretamente suscettibile di destinazione abitativa e venga completato a tale uso entro il termine triennale di accertamento. La prima censura dell’Amministrazione è pertanto respinta, con assorbimento della seconda.

  • Imposta di registro
  • Agevolazioni Fiscali
  • Immobili
  • Contenzioso
N. 3869

Cassazione, ordinanza n. 3869 del 15/02/2025

IVA - Associazione temporanea di imprese - Detrazione di costi

L’accertamento contestava a una mandataria di un’associazione temporanea d’imprese la detrazione dell’IVA sulle fatture emesse dalla mandante per lavori svolti in favore della stazione appaltante, oltre alla deduzione di costi ai fini IRES e IRAP. La Cassazione chiarisce che l’ATI non costituisce un autonomo soggetto fiscale: ciascuna impresa deve provare l’inerenza dei costi alla propria attività, anche mediante accordi interni documentati e logicamente coerenti. È quindi ritenuta fondata la censura sulla detrazione IVA, poiché il giudice regionale aveva valorizzato l’unitarietà dell’ATI senza verificare tale prova.

  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Accertamento fiscale
  • Imprese
  • Processo tributario
N. 3861

Cassazione, sentenza n. 3861 del 15/02/2025

Sentenza n. 3861 del 15/02/2025

Una società aveva impugnato un avviso sostitutivo emesso dal Comune per omessa denuncia e versamento della TOSAP 2014; il ricorso era stato respinto nei due gradi di merito. La Cassazione qualifica come meramente apparente la motivazione della sentenza regionale, limitata a dichiarare infondato l’appello dopo il riepilogo delle posizioni processuali, senza rendere comprensibili le ragioni della decisione. Accoglie quindi il primo motivo, assorbe le questioni sull’autotutela, sulla motivazione dell’avviso e sulla tariffa, cassa e rinvia al giudice tributario regionale in diversa composizione.

  • Tributi locali
  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Autotutela
N. 3860

Cassazione, sentenza n. 3860 del 15/02/2025

Sentenza n. 3860 del 15/02/2025

La controversia verteva su un avviso sostitutivo per TOSAP 2015 relativo a opere destinate alla produzione idroelettrica, dopo che il giudice regionale aveva accolto l’appello comunale. La Cassazione ritiene legittima l’autotutela sostitutiva e adeguatamente motivato l’atto; dichiara inoltre inammissibile la censura sull’appartenenza delle aree al patrimonio indisponibile. Accoglie invece le doglianze sul regime tariffario: i criteri per occupazioni con impianti destinati a reti di pubblici servizi non richiedono una domanda del contribuente e vanno applicati dal Comune quando ne ricorrono i presupposti, anche rispetto alla produzione energetica.

  • Tributi locali
  • Autotutela
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 3841

Cassazione, ordinanza n. 3841 del 15/02/2025

Accertamento - Notificazione di atti

Un ente di edilizia residenziale contestava un accertamento IMU 2014, sostenendo l’esenzione degli immobili e l’inesistenza della notifica eseguita da un operatore postale privato non abilitato. La Cassazione precisa che l’esenzione riguarda soltanto gli immobili concretamente qualificabili, uno per uno, come alloggi sociali e che la relativa prova grava sul contribuente, senza necessità di dichiarazione IMU. La notificazione è invece nulla ma sanabile, e nella specie è stata sanata dall’impugnazione. Accolti quattro motivi sull’omesso esame dei presupposti dell’esenzione, la sentenza è cassata con rinvio.

  • IMU
  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 3774

Cassazione, sentenza n. 3774 del 14/02/2025

Sentenza n. 3774 del 14/02/2025

La lite concerneva il diniego del rimborso dell’IRBA versata nel 2019 e 2020, riconosciuto in appello previa disapplicazione della disciplina interna ritenuta incompatibile con il diritto unionale. Esaminando d’ufficio la legittimazione processuale, la Cassazione ha affermato che la destinazione regionale del gettito non rende la Regione parte passiva delle domande di rimborso: tale posizione compete all’Agenzia delle Dogane, titolare delle funzioni attuative e contenziose. La sentenza è stata cassata senza rinvio e il ricorso introduttivo dichiarato inammissibile, restando impregiudicate le questioni sostanziali prospettate.

  • Tributi locali
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3773

Cassazione, sentenza n. 3773 del 14/02/2025

Sentenza n. 3773 del 14/02/2025

Il giudizio riguardava il rimborso dell’IRBA 2019, concesso in appello sul presupposto dell’incompatibilità unionale del tributo e della mancata prova, da parte dell’Amministrazione, della sua traslazione sul consumatore. La Cassazione ha però rilevato d’ufficio che la domanda era stata proposta contro la Regione Campania, priva di legittimazione passiva: accertamento, liquidazione e contenzioso competono infatti all’Agenzia delle Dogane, mentre la Regione svolge un ruolo di tesoreria. Ha pertanto cassato senza rinvio e dichiarato inammissibile il ricorso originario, senza esaminare il merito del rimborso.

  • Tributi locali
  • Imposte indirette
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3771

Cassazione, sentenza n. 3771 del 14/02/2025

Sentenza n. 3771 del 14/02/2025

La controversia verteva sulle sanzioni per omesso versamento dell’IRBA 2016 e per errata dichiarazione, confermate in appello sul rilievo che la delega al fornitore non aveva liberato il titolare dell’impianto dall’obbligazione tributaria. La Cassazione ha accolto la censura relativa alla necessaria disapplicazione della disciplina IRBA incompatibile con il diritto unionale, questione incidente anche sulle sanzioni collegate; ha invece escluso il denunciato vizio di motivazione. Assorbita la doglianza sull’assenza di colpa, la sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.

  • Tributi locali
  • Imposte indirette
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3768

Cassazione, sentenza n. 3768 del 14/02/2025

Sentenza n. 3768 del 14/02/2025

Erano contestati avvisi di pagamento e atti sanzionatori per l’omesso versamento dell’IRBA 2016, annullati in appello dopo la disapplicazione della clausola che salvaguardava le obbligazioni sorte prima della soppressione del tributo. La Cassazione ha confermato che l’IRBA, priva della finalità specifica richiesta dalla disciplina unionale, non poteva essere applicata e ha quindi respinto il ricorso dell’Agenzia delle Dogane. Le questioni incidentali sull’individuazione del soggetto obbligato e sulla responsabilità per le sanzioni sono state dichiarate assorbite.

  • Tributi locali
  • Imposte indirette
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3765

Cassazione, sentenza n. 3765 del 14/02/2025

Sentenza n. 3765 del 14/02/2025

Un concessionario della raccolta di scommesse contestava il diniego di rateizzazione dell’imposta unica 2016, sostenendo che la dilazione prevista dalla legge non dipendesse da valutazioni discrezionali né dalla copertura fideiussoria convenzionale. La Cassazione ha affermato che il concessionario, quale agente contabile che maneggia denaro pubblico, deve mantenere una fideiussione capiente anche durante la rateizzazione; l’eliminazione della garanzia generale prevista per altri contribuenti non incide su tale obbligo speciale. Il ricorso è stato pertanto rigettato, confermando il diniego già ritenuto legittimo nei gradi di merito.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3763

Cassazione, sentenza n. 3763 del 14/02/2025

Sentenza n. 3763 del 14/02/2025

La controversia riguardava una cartella per imposta unica 2017, emessa dopo il diniego della rateizzazione richiesta da un concessionario di giochi; il giudice d’appello aveva ritenuto sufficiente il rispetto delle condizioni generali di dilazione. La Cassazione ha invece chiarito che la disciplina speciale presuppone una fideiussione già prestata, capiente rispetto alla somma da rateizzare, collegata alla qualifica di concessionario e agente contabile. Ha quindi accolto la censura dell’Agenzia delle Dogane contro l’interpretazione del giudice d’appello, fondata sul solo rinvio alla disciplina generale della rateazione.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Imprese
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3800

Cassazione, sentenza n. 3800 del 14/02/2025

Operazioni oggettivamente inesistenti - Sentenza penale di primo grado di assoluzione non irrevocabile - Valutazione del giudice di merito - Sentenza penale d'appello - Art. 21-bis D.Lgs. n. 74/2000

L’accertamento per IRES, IVA e IRAP riguardava fatture per operazioni oggettivamente inesistenti e costi ritenuti non di competenza; il giudice regionale lo aveva annullato recependo integralmente un’assoluzione penale di primo grado non irrevocabile. La Cassazione stabilisce che, rispetto all’imposta, anche l’assoluzione divenuta irrevocabile costituisce un elemento probatorio da valutare autonomamente insieme alle altre risultanze; l’efficacia vincolante prevista dall’art. 21-bis del D.Lgs. 74/2000 riguarda invece le sanzioni tributarie. Accoglie pertanto i motivi dell’Agenzia, cassa la decisione e rinvia per un nuovo esame.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Processo tributario
  • Contenzioso

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