Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 25014

Cassazione, sentenza n. 25014 del 16/09/2021

Sentenza n. 25014 del 16/09/2021

Dopo la cassazione con rinvio di una precedente decisione sull’accertamento IRPEF, il giudizio non era stato riassunto; il contribuente contestava quindi la cartella sostenendo che una riduzione dell’imponibile fosse ormai definitiva. La Corte ha stabilito che, nel processo tributario, la mancata riassunzione estingue l’intero procedimento e travolge tutte le pronunce precedenti, rendendo definitivo l’originario atto impositivo. Ha pertanto accolto il ricorso dell’Agenzia, cassato la sentenza regionale e, decidendo nel merito, rigettato il ricorso introduttivo contro la cartella.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
  • IRPEF
N. 25143

Cassazione, sentenza n. 25143 del 16/09/2021

Sentenza n. 25143 del 16/09/2021

La controversia riguardava un accertamento ICI 2004 e, in Cassazione, la tempestività dell’appello comunale, contestata per la mancata produzione della ricevuta di spedizione. La Corte ha rilevato che l’appello era stato ricevuto entro il termine lungo e che il Comune si era costituito entro trenta giorni dalla ricezione, momento rilevante secondo la disciplina processuale richiamata. Esclusa quindi ogni tardività, ha rigettato il ricorso; la diversa censura sulla notificazione dell’accertamento tramite posta privata era stata rinunciata.

  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
N. 25072

Cassazione, sentenza n. 25072 del 16/09/2021

Sentenza n. 25072 del 16/09/2021

Una società contestava la revoca dell’agevolazione sull’imposta di registro, sostenendo che l’intervento degli organi di tutela archeologica avesse impedito la ristrutturazione e la rivendita dell’immobile entro tre anni. La Corte ha riconosciuto in astratto l’efficacia esimente della forza maggiore nelle agevolazioni tributarie, purché la causa sia esterna, sopravvenuta, imprevedibile, inevitabile e non imputabile. Ha tuttavia confermato l’accertamento di merito sulla prevedibilità delle difficoltà, legate alle condizioni e all’ubicazione dell’immobile, e ha rigettato il ricorso.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Contenzioso
N. 25071

Cassazione, sentenza n. 25071 del 16/09/2021

Sentenza n. 25071 del 16/09/2021

L’Amministrazione aveva riqualificato come cessione d’azienda una sequenza di conferimenti di rami aziendali e successive cessioni di partecipazioni, applicando l’imposta proporzionale di registro. La Corte ha affermato che il testo dell’articolo 20 del testo unico del registro, applicabile retroattivamente, consente di considerare soltanto l’atto presentato alla registrazione e gli elementi da esso desumibili, escludendo atti collegati ed elementi extratestuali. Poiché la pretesa dipendeva proprio dal collegamento negoziale, ha accolto i primi due motivi della società, assorbendo le ulteriori censure.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Operazioni straordinarie
  • Società
  • Contenzioso
N. 24855

Cassazione, sentenza n. 24855 del 15/09/2021

Sentenza n. 24855 del 15/09/2021

I contribuenti chiedevano il rimborso del 90% dell’ILOR versata nel triennio 1990-1992 sui redditi di una società, invocando il beneficio previsto per i territori colpiti dal sisma; i giudici di merito avevano accolto la domanda. La Corte ha rilevato che, trattandosi di somme relative a un’attività d’impresa, occorre verificare la compatibilità dell’aiuto con la disciplina europea, inclusi il regime de minimis o il collegamento diretto con i danni da calamità senza sovracompensazione. Ha quindi cassato la sentenza con rinvio per tali accertamenti.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Società di persone
  • Contenzioso
  • Imprese
N. 24654

Cassazione, sentenza n. 24654 del 14/09/2021

Sentenza n. 24654 del 14/09/2021

L’accertamento riguardava maggiori ricavi da commesse edilizie ultrannuali, costi ritenuti indeducibili e finanziamenti dei soci considerati ricavi non fatturati; la Commissione regionale aveva confermato l’annullamento delle riprese. La Corte ha precisato che anche negli appalti pubblici gli stati di avanzamento e le rimanenze devono essere imputati secondo i criteri fiscali delle opere ultrannuali e che il bilancio non deve essere previamente impugnato dall’Amministrazione. Ha inoltre richiesto la valutazione degli indizi sulle fatture e della prova contraria, rilevando l’omessa pronuncia sui finanziamenti, e ha cassato con rinvio.

N. 24653

Cassazione, sentenza n. 24653 del 14/09/2021

Sentenza n. 24653 del 14/09/2021

La controversia riguardava la rettifica dei ricavi di un’impresa edile per opere ultrannuali e il disconoscimento di costi documentati da fatture, annullati dai giudici di merito. La Corte ha chiarito che la natura pubblica dell’appalto non impedisce di verificare la corretta imputazione fiscale di rimanenze e corrispettivi in base agli stati di avanzamento. Quanto ai costi, il giudice deve esaminare gli indizi di inesistenza forniti dall’Amministrazione e, solo se sufficienti, la prova contraria del contribuente; la sentenza è stata cassata con rinvio.

N. 24652

Cassazione, sentenza n. 24652 del 14/09/2021

Sentenza n. 24652 del 14/09/2021

Il contribuente aveva impugnato il diniego di autotutela relativo a un accertamento societario ormai definitivo e, durante il giudizio, anche il diniego di definizione agevolata della lite. La Corte ha escluso la definibilità della controversia, poiché il diniego di autotutela non costituiva un atto impositivo recante una nuova pretesa quantificata. Ha inoltre ritenuto che il giudice non potesse riesaminare attraverso l’autotutela la fondatezza dell’accertamento definitivo: rigettato il ricorso sul condono, ha accolto quello dell’Agenzia e respinto nel merito il ricorso introduttivo.

  • Autotutela
  • Pace Fiscale
  • Contenzioso
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 24651

Cassazione, sentenza n. 24651 del 14/09/2021

Sentenza n. 24651 del 14/09/2021

Nel giudizio sull’accertamento IRPEF, IRAP e IVA, la contribuente aveva definito in via agevolata alcune cartelle emesse durante il processo, senza però esaurire l’intera pretesa derivante dall’atto impositivo. La Corte ha quindi escluso la cessazione integrale della materia del contendere e ha esaminato il ricorso incidentale dell’Agenzia. Poiché l’appello postale era stato depositato presso la segreteria del giudice di primo grado oltre il termine allora perentorio di trenta giorni, lo ha dichiarato inammissibile e ha cassato senza rinvio la sentenza regionale.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Pace Fiscale
  • Accertamento e riscossione
  • Riscossione
N. 24650

Cassazione, sentenza n. 24650 del 14/09/2021

Sentenza n. 24650 del 14/09/2021

Un contribuente, dopo avere restituito al datore di lavoro un’integrazione del TFR divenuta indebita, chiedeva il rimborso delle ritenute versate all’Erario, mentre l’Agenzia sosteneva l’esclusiva applicabilità della deduzione prevista dal TUIR. La Corte ha affermato che tale deduzione è facoltativa e non preclude il rimborso dei versamenti diretti quando l’obbligo tributario sia venuto meno successivamente, purché sia rispettato il termine decadenziale. Ha quindi rigettato il ricorso dell’Agenzia, confermando l’annullamento del diniego di rimborso.

N. 24649

Cassazione, sentenza n. 24649 del 14/09/2021

Sentenza n. 24649 del 14/09/2021

Una società chiedeva il rimborso della maggiore IRES versata per la mancata deduzione dell’IRAP relativa agli esercizi 2004-2007; i giudici regionali avevano respinto la domanda concentrandosi sui dubbi di costituzionalità della disciplina originaria. La Cassazione ha rilevato che occorreva invece esaminare concretamente il diritto al rimborso alla luce delle disposizioni sopravvenute, comprese quelle retroattive sulla deducibilità dell’IRAP. Accolti i primi tre motivi e assorbiti quelli sulla revocazione, ha cassato entrambe le sentenze e rinviato alla CTR per gli accertamenti necessari.

  • IRES
  • IRAP
  • Riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24648

Cassazione, sentenza n. 24648 del 14/09/2021

Sentenza n. 24648 del 14/09/2021

La controversia riguardava la sanzione applicata per l’omessa indicazione separata, nella dichiarazione relativa al 2007, dei costi derivanti da operazioni con imprese situate in Paesi a fiscalità privilegiata, pur essendo riconosciuta la deducibilità dei costi. La Corte ha escluso il favor rei: l’abrogazione dell’obbligo dichiarativo disposta dalla legge di stabilità 2016 opera soltanto dal periodo d’imposta 2016 e non elimina le sanzioni riferite agli anni precedenti. Il ricorso della società è stato pertanto rigettato, restando confermata la sanzione.

N. 24647

Cassazione, ordinanza n. 24647 del 13/09/2021

Ordinanza n. 24647 del 13/09/2021

L’Ufficio aveva riqualificato una costituzione societaria, il successivo conferimento di un ramo d’azienda e la cessione totalitaria delle quote come cessione del ramo, liquidando una maggiore imposta di registro; i giudici di merito avevano condiviso tale ricostruzione. La Cassazione ha affermato che l’imposta va applicata considerando gli effetti giuridici desumibili dall’atto presentato, senza ricorrere ad atti collegati o elementi extratestuali per costruire una diversa fattispecie imponibile. Ha quindi ritenuto non corretta la riqualificazione fondata sull’effetto economico complessivo dell’operazione.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Operazioni straordinarie
  • Contenzioso
N. 24260

Cassazione, sentenza n. 24260 del 9/09/2021

Sentenza n. 24260 del 09/09/2021

Un professionista chiedeva il rimborso delle ritenute applicate al compenso percepito per l’attività di amministratore giudiziario, sostenendone la natura di reddito di lavoro autonomo; la CTR aveva invece applicato la disciplina allora vigente sui redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente. La Cassazione ha escluso che i precedenti provvedimenti sulla liquidazione del compenso e sul pagamento di IVA e contributo previdenziale facessero stato contro l’Amministrazione finanziaria. Ha inoltre confermato, per il periodo anteriore alla modifica del 2004, la qualificazione tributaria adottata dalla CTR e il diniego del rimborso.

  • IRPEF
  • Professionisti
  • Lavoro e previdenza
  • Contenzioso
N. 24259

Cassazione, sentenza n. 24259 del 9/09/2021

Sentenza n. 24259 del 09/09/2021

Gli accertamenti contestavano, nell’ambito del consolidato, la deduzione pluriennale di versamenti destinati a coprire il deficit patrimoniale di una partecipata e l’imputazione nel 2005 di costi relativi a tasse automobilistiche di esercizi precedenti. La Corte ha stabilito che i versamenti eccedenti il patrimonio netto dopo il ripianamento costituiscono spese d’esercizio soggette al regime di deduzione immediata, non svalutazioni rateizzabili; ha inoltre ribadito l’inderogabilità del principio di competenza. Accolto il ricorso dell’Agenzia e rigettato quello incidentale delle società, ha disposto il rinvio alla CTR.

  • IRES
  • IRAP
  • Accertamento fiscale
  • Società di capitali
  • Contenzioso
N. 24258

Cassazione, sentenza n. 24258 del 9/09/2021

Sentenza n. 24258 del 09/09/2021

Le società contestavano il recupero della quota 2004 di una svalutazione partecipativa iscritta nel 2003, invocando un giudicato relativo alla precedente annualità, la decadenza dell’accertamento e la computabilità di un versamento a copertura del deficit della partecipata. La Corte ha escluso l’efficacia esterna del precedente, privo di uno specifico accertamento sulla pretesa, e ha riferito la decadenza alla dichiarazione contenente il singolo rateo pluriennale. Ha inoltre qualificato il versamento eccedente il patrimonio netto come spesa d’esercizio, non come svalutazione rateizzabile, rigettando integralmente il ricorso.

  • IRES
  • Accertamento fiscale
  • Società di capitali
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 24257

Cassazione, sentenza n. 24257 del 9/09/2021

Sentenza n. 24257 del 09/09/2021

L’accertamento recuperava diversi costi d’impresa ritenuti non deducibili per difetto di competenza o inerenza; la CTR ne aveva invece ammessi alcuni considerando l’anno cui si riferivano le prestazioni. La Cassazione ha precisato che la deduzione richiede anche certezza della posta e prova, a carico del contribuente, della natura e della destinazione del costo all’attività d’impresa, verifiche non compiute dal giudice regionale. Ha quindi accolto il ricorso principale dell’Agenzia, mentre ha respinto le censure incidentali, confermando anche la rilevanza IRAP degli indennizzi assicurativi correlati all’attività ordinaria.

  • IRES
  • IRAP
  • Accertamento fiscale
  • Imprese
  • Contenzioso
N. 24245

Cassazione, ordinanza n. 24245 del 8/09/2021

Contenzioso tributario - Parti del giudizio - Agenzia delle Entrate Riscossione - Patrocinio affidato ad avvocato del libero foro - Legittimità.

La CTR aveva ritenuto inammissibile la costituzione dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione tramite un avvocato del libero foro e insufficiente, per provare la notifica delle cartelle, la produzione degli estratti di ruolo e degli avvisi di ricevimento. La Cassazione ha affermato che l’ente può avvalersi di legali esterni nei casi non riservati convenzionalmente all’Avvocatura dello Stato, senza ulteriori allegazioni sui presupposti della scelta. Ha inoltre ritenuto sufficiente la prova postale della notificazione, senza obbligo di produrre la cartella integrale, cassando la decisione con rinvio.

N. 32859

Cassazione, sentenza n. 32859 del 6/09/2021

Reati tributari - Utilizzo in compensazione di crediti d'imposta inesistenti - Processo - Sostituzione del teste nel corso del dibattimento - Legittimità -

Il legale rappresentante di una società era stato condannato per avere compensato mediante modelli F24 crediti IRES inesistenti; nel ricorso contestava, tra l’altro, la prova della compensazione e la sostituzione del testimone indicato dall’accusa. La Corte ha ribadito che il reato si consuma con la presentazione dell’ultimo F24 dell’anno, senza presupporre una dichiarazione annuale, e che la sostituzione del teste è legittima se l’esame riguarda le circostanze già indicate. Ritenute le doglianze generiche o manifestamente infondate, ha dichiarato il ricorso inammissibile.

N. 23382

Cassazione, sentenza n. 23382 del 24/08/2021

Sentenza n. 23382 del 24/08/2021

Una società contestava la cartella emessa mediante controllo automatizzato, sostenendo che la perdita maturata nell’annualità precedente, per la quale la dichiarazione era stata omessa, fosse comunque documentabile. La Cassazione ha ritenuto legittimo il controllo automatizzato, poiché il recupero derivava dall’incrocio dei dati dichiarati, precisando tuttavia che l’omissione dichiarativa non impedisce al contribuente di provare in giudizio i requisiti sostanziali del credito. Poiché tale prova restava a carico della società, la Corte ha accolto il ricorso dell’Agenzia, cassato la decisione regionale e disposto il rinvio.

  • Accertamento e riscossione
  • Accertamento fiscale
  • Dichiarazioni
  • Processo tributario
  • IRES

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