Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 23381

Cassazione, sentenza n. 23381 del 24/08/2021

Sentenza n. 23381 del 24/08/2021

La controversia riguardava la deducibilità dell’ammortamento relativo a un impianto di calcetto realizzato da una società operante nel commercio ortofrutticolo, che ne sosteneva la pertinenza agli immobili aziendali e la successiva locazione. La Cassazione ha ribadito che l’inerenza richiede una correlazione qualitativa tra costo e attività d’impresa, riferita all’oggetto sociale, e non coincide con utilità, congruità o mera capacità dell’operazione di produrre ricavi. Ritenuto corretto l’accertamento di fatto compiuto dal giudice regionale sull’assenza di tale collegamento, la Corte ha rigettato il ricorso.

N. 23380

Cassazione, sentenza n. 23380 del 24/08/2021

Sentenza n. 23380 del 24/08/2021

Una società aveva impugnato un’iscrizione ipotecaria fondata su più cartelle, contestandone la notificazione; i giudici di merito avevano annullato l’atto ritenendo insufficienti le copie prodotte dall’agente della riscossione. La Cassazione ha imposto di verificare la tempestività del ricorso, la natura tributaria o previdenziale dei crediti, l’eventuale giudicato sulle notifiche e le specifiche difformità denunciate, senza negare automaticamente valore probatorio alle copie prive di rituale certificazione. Accolti quattro motivi, ha cassato la sentenza e rinviato alla Commissione regionale per un nuovo esame.

N. 23379

Cassazione, sentenza n. 23379 del 24/08/2021

Sentenza n. 23379 del 24/08/2021

Il contribuente contestava l’imposta di registro applicata sia al decreto ingiuntivo sia al contratto verbale di prestazione professionale in esso enunciato, deducendo difetto di motivazione e duplicazione dell’imposizione. La Cassazione ha ritenuto l’avviso sufficientemente motivato, poiché consentiva di identificare entrambe le ragioni della liquidazione, e ha affermato che il decreto ingiuntivo non estingue né sostituisce il rapporto contrattuale tutelato. Essendo l’enunciazione del contratto contemplata dalla disciplina dell’imposta di registro, la Corte ha rigettato il ricorso.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Processo tributario
  • Professionisti
N. 23378

Cassazione, sentenza n. 23378 del 24/08/2021

Sentenza n. 23378 del 24/08/2021

Una contribuente iscritta all’AIRE contestava intimazioni di pagamento fondate su cartelle notificate presso l’ultimo domicilio fiscale italiano, anziché alla residenza estera conosciuta dall’Amministrazione. La Cassazione ha ritenuto applicabile al rapporto ancora pendente la declaratoria d’illegittimità costituzionale della disciplina che escludeva le garanzie della notificazione all’estero, valorizzando l’esigenza di conoscenza effettiva degli atti tributari. Ha inoltre chiarito che l’omessa rituale notifica delle cartelle vizia le successive intimazioni e che il contribuente non è tenuto a impugnare cumulativamente l’atto successivo e quelli presupposti non notificati.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario
  • Estero
N. 23177

Cassazione, ordinanza n. 23177 del 20/08/2021

Processo tributario - Notifica appello tramite posta - Prova regolarità - Timbro postale.

La Commissione regionale aveva dichiarato tardivo l’appello dell’Amministrazione in una controversia relativa a una cartella per somme erroneamente rimborsate, nonostante il timbro postale sulla distinta delle raccomandate indicasse, sebbene in modo sbiadito, una spedizione tempestiva. La Cassazione ha stabilito che l’elenco di trasmissione recante il timbro datario postale costituisce atto pubblico idoneo a provare la consegna del plico all’ufficio postale, mentre l’interrogazione postale non ha efficacia equipollente. Accolto il ricorso dell’Agenzia, ha cassato la decisione e rinviato alla Commissione regionale.

N. 23164

Cassazione, ordinanza n. 23164 del 20/08/2021

Ordinanza n. 23164 del 20/08/2021

L’Ufficio aveva applicato l’imposta di registro proporzionale al verbale assembleare, ritenendo che la rinuncia parziale a un credito del socio enunciasse un precedente finanziamento destinato all’aumento di capitale. La Commissione regionale aveva invece considerato l’espressione “debito verso controllanti” neutra quanto alla causa del rapporto. La Cassazione ha confermato che spettava all’Amministrazione provare il presupposto impositivo e fornire elementi ulteriori sull’origine finanziaria del credito, dichiarando inammissibile il ricorso perché diretto a ottenere una diversa interpretazione del verbale.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Società di capitali
  • Contenzioso
N. 23157

Cassazione, sentenza n. 23157 del 20/08/2021

Sentenza n. 23157 del 20/08/2021

Il socio accomandatario di una società cancellata aveva impugnato cartelle conosciute mediante estratti di ruolo; la Commissione regionale aveva escluso qualsiasi successione nei rapporti della società estinta e censurato anche la prova delle notifiche. La Cassazione ha affermato che la cancellazione determina un fenomeno successorio: i rapporti obbligatori passano ai soci, nei limiti o senza limiti secondo il relativo regime di responsabilità, con subentro anche nella legittimazione processuale. Ha inoltre ritenuto ammissibile l’impugnazione delle cartelle non validamente notificate e fondata la censura sulla produzione documentale in appello, respingendo o dichiarando inammissibili gli altri motivi.

N. 22971

Cassazione, ordinanza n. 22971 del 17/08/2021

Ordinanza n. 22971 del 17/08/2021

Un professionista aveva impugnato l’invito al pagamento del residuo contributo unificato, mentre la Commissione regionale lo aveva considerato non autonomamente impugnabile perché precedente all’eventuale applicazione della sanzione. La Cassazione ha affermato che l’elenco degli atti impugnabili va interpretato estensivamente: è facoltativamente contestabile ogni atto che comunichi una pretesa tributaria definita, anche se formulato come invito bonario e privo delle denominazioni tipiche. Poiché l’invito esponeva il destinatario anche a interessi e sanzione in caso di mancato pagamento, la Corte ha accolto il ricorso, cassato la sentenza e disposto il rinvio.

  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Accertamento e riscossione
N. 22759

Cassazione, sentenza n. 22759 del 12/08/2021

Sentenza n. 22759 del 12/08/2021

Il contribuente contestava numerose cartelle, deducendo l’irregolare difesa dell’agente della riscossione, la tardività dei documenti prodotti in primo grado e il disconoscimento delle relative copie. La Cassazione ha riconosciuto la legittimità del patrocinio affidato a un avvocato del libero foro nelle controversie davanti alle commissioni tributarie e ha ritenuto utilizzabili in appello i documenti ormai acquisiti al fascicolo d’ufficio, anche se tardivamente depositati in primo grado e senza nuova costituzione dell’agente. La censura sul disconoscimento è stata dichiarata inammissibile per difetto di autosufficienza; il ricorso è stato integralmente respinto.

N. 22758

Cassazione, sentenza n. 22758 del 12/08/2021

Sentenza n. 22758 del 12/08/2021

La controversia riguardava la validità della notificazione via PEC di una cartella di pagamento allegata in formato PDF anziché p7m; la CTR l’aveva ritenuta inesistente. La Cassazione ha affermato che può essere trasmessa anche la copia informatica per immagini dell’originale cartaceo, senza necessaria firma digitale, e che l’eventuale irritualità è sanabile quando l’atto sia conosciuto e impugnato. Accolto il relativo motivo, ha cassato la sentenza con rinvio per l’esame delle questioni rimaste assorbite, rigettando la censura sull’erronea dichiarazione di contumacia.

N. 22757

Cassazione, sentenza n. 22757 del 12/08/2021

Sentenza n. 22757 del 12/08/2021

La CTR aveva escluso la prova della notificazione di due cartelle, valorizzando, per una di esse, l’illeggibilità della firma del consegnatario e l’assenza di documenti identificativi. La Cassazione ha ritenuto devolute in appello anche le contestazioni sulla notifica e ha precisato che, se il plico è consegnato all’indirizzo del destinatario e l’avviso è sottoscritto nello spazio previsto, la firma illeggibile non invalida la consegna, salva querela di falso o prova contraria. Ha cassato la decisione e, pronunciando nel merito, accolto il ricorso originario soltanto per le restanti cartelle.

N. 22756

Cassazione, sentenza n. 22756 del 12/08/2021

Sentenza n. 22756 del 12/08/2021

Il contribuente contestava una cartella deducendo, fra l’altro, l’omessa notificazione dell’atto presupposto, la necessaria partecipazione dell’ente impositore e diversi difetti della relata e della documentazione prodotta dal riscossore. La Cassazione ha escluso il litisconsorzio necessario tra ente creditore e agente della riscossione, cui resta la facoltà di chiamare il primo in giudizio. Ha inoltre ritenuto inammissibili o infondate le censure sulla notifica: i difetti denunciati non integravano inesistenza e l’impugnazione tempestiva della cartella ne aveva comunque sanato la nullità per raggiungimento dello scopo.

  • Riscossione
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 22755

Cassazione, sentenza n. 22755 del 12/08/2021

Sentenza n. 22755 del 12/08/2021

La controversia concerneva avvisi TIA fondati sull’aumento della superficie tassabile di uno studio, includendo tre posti auto situati nel piano seminterrato; il contribuente ne contestava motivazione, mancato contraddittorio e idoneità a produrre rifiuti. La Cassazione ha giudicato sufficiente l’indicazione della maggiore superficie e ha escluso un obbligo generalizzato di contraddittorio preventivo per i tributi locali. Ha inoltre applicato la presunzione relativa di produzione dei rifiuti, gravando il contribuente della prova dell’inutilizzabilità delle aree, e ha ritenuto assoggettabili i posti auto interni.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 22754

Cassazione, sentenza n. 22754 del 12/08/2021

Sentenza n. 22754 del 12/08/2021

La lite riguardava una cartella emessa per recuperare somme conseguenti al diniego di condono, contestata per difetti di notificazione, motivazione e prova documentale. La Cassazione ha riconosciuto al gestore del servizio di riscossione il potere di autenticare copie degli originali detenuti o dei documenti dei quali sia depositario per legge, compresi ruolo ed estratto di ruolo; il disconoscimento della conformità deve essere specifico. Ha inoltre escluso effetti invalidanti dalla mancanza della data nella copia della relata, non risultando compromesso un termine perentorio, e ha rigettato il ricorso.

N. 22561

Cassazione, ordinanza n. 22561 del 10/08/2021

Ordinanza n. 22561 del 10/08/2021

L’Ufficio aveva applicato le aliquote ordinarie delle imposte di registro, ipotecaria e catastale al lastrico solare acquistato insieme all’abitazione e al garage, negandone la natura pertinenziale ai fini dell’agevolazione prima casa. La Cassazione ha chiarito che rileva il rapporto civilistico di servizio od ornamento rispetto al bene principale, non la sola classificazione catastale: l’elenco delle categorie C/2, C/6 e C/7 ha valore complementare e non esclude il lastrico solare di proprietà esclusiva. Ha quindi cassato la sentenza e accolto nel merito il ricorso originario.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposta di registro
  • Immobili
N. 22538

Cassazione, sentenza n. 22538 del 10/08/2021

Sentenza n. 22538 del 10/08/2021

Una società aveva impugnato estratti di ruolo deducendo omessa o tardiva notificazione e decadenza con riferimento a varie cartelle, che risultavano tuttavia già consegnate e non tempestivamente contestate. La Cassazione ha rilevato che ciascuna cartella costituisce atto autonomamente impugnabile e che le questioni sull’insussistenza della pretesa, sulla prescrizione o sulla decadenza dovevano essere fatte valere contro il singolo atto nei termini. Poiché la ricezione non era disconosciuta e l’eventuale irregolarità della PEC risultava sanata dal raggiungimento dello scopo, il ricorso è stato respinto.

  • Riscossione
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 22314

Cassazione, sentenza n. 22314 del 5/08/2021

Sentenza n. 22314 del 05/08/2021

La controversia verteva sul periodo d’imposta nel quale dedurre perdite relative a crediti verso debitori assoggettati a procedure concorsuali, recuperate dall’Agenzia ai fini delle imposte dirette e dell’IRAP. La Cassazione ha rilevato che l’apertura della procedura rende fiscalmente rilevanti gli elementi di certezza e precisione, ma che, per gli esercizi interessati dalla norma interpretativa richiamata, la deduzione delle svalutazioni non operate può essere rinviata sino alla cancellazione del credito dal bilancio secondo i principi contabili. Ha accolto il primo motivo principale e il ricorso incidentale, cassando con rinvio per un nuovo esame.

  • IRES
  • IRAP
  • Contabilità e Bilancio
  • Procedure concorsuali
  • Accertamento fiscale
N. 22313

Cassazione, sentenza n. 22313 del 5/08/2021

Sentenza n. 22313 del 05/08/2021

L’accertamento aveva negato la deduzione di royalties corrisposte a società estere del gruppo, sul presupposto che la società italiana costituisse la stabile organizzazione della capogruppo non residente. La Cassazione ha confermato che tale qualificazione era già emersa nei precedenti gradi e che l’accertamento del reddito prodotto in Italia doveva essere rivolto alla società residente quale centro d’imputazione tributaria; ha quindi respinto la censura principale. Ha tuttavia cassato la sentenza limitatamente alle sanzioni, disponendo il rinvio per verificare l’eventuale trattamento più favorevole derivante dalla disciplina sopravvenuta.

  • Estero
  • IRES
  • IRAP
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 22312

Cassazione, sentenza n. 22312 del 5/08/2021

Sentenza n. 22312 del 05/08/2021

L’Agenzia aveva negato la detrazione dell’IVA sulle royalties fatturate da consociate estere, considerando la società italiana stabile organizzazione del gruppo non residente; la contribuente contestava tale qualificazione e la propria soggettività passiva. La Cassazione ha ritenuto vincolante il precedente giudicato fondato sulla medesima situazione fattuale e ha affermato che la stabile organizzazione costituisce centro d’imputazione dei rapporti tributari della casa madre: venendo meno l’alterità tra i soggetti, l’IVA addebitata non era detraibile. La sentenza è stata però cassata sulle sanzioni, con rinvio per valutare la disciplina sopravvenuta eventualmente più favorevole.

  • IVA
  • Estero
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 22311

Cassazione, sentenza n. 22311 del 5/08/2021

Sentenza n. 22311 del 05/08/2021

L’accertamento riguardava maggiori ricavi derivanti dalla vendita di immobili, recuperati ai fini IRES, IRAP e IVA presso una società a ristretta base partecipativa e imputati ai soci ai fini IRPEF. La Cassazione ha ritenuto correttamente valutate dalla CTR le dichiarazioni degli acquirenti e gli ulteriori indizi, confermando che gli utili extracontabili possono presumersi distribuiti ai soci, salvo prova di accantonamento, reinvestimento o diversa destinazione. Esclusa anche l’efficacia del giudicato relativo a un’altra annualità, la Corte ha rigettato il ricorso e condannato i ricorrenti alle spese.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • IVA
  • Processo tributario
  • Società di capitali

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