Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 5160

Cassazione, sentenza n. 5160 del 16/02/2022

Sentenza n. 5160 del 16/02/2022

Il contribuente aveva impugnato un’intimazione di pagamento deducendo la mancata notificazione delle cartelle presupposte, mentre risultavano richieste di rateazione e pagamenti parziali. La Corte ha affermato che la rateizzazione non implica definitiva rinuncia alla tutela giudiziale, ma integra riconoscimento del debito, interrompe la prescrizione ed è incompatibile con l’allegazione di mancata conoscenza delle cartelle. Ha pertanto accolto il ricorso principale dell’agente della riscossione e cassato con rinvio; il ricorso incidentale adesivo dell’Agenzia, proposto oltre il termine ordinario, è stato dichiarato inammissibile.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 5133

Cassazione, sentenza n. 5133 del 16/02/2022

Sentenza n. 5133 del 16/02/2022

Dopo una cartella non impugnata, un ente di edilizia residenziale contestava il diniego parziale di sgravio e l’intimazione di pagamento, ottenendo ragione in appello anche su varie componenti dell’imponibile IRES. La Cassazione afferma che lo sgravio parziale meramente confermativo non costituisce una nuova pretesa e che l’affidamento non esonera dall’obbligazione tributaria. Accoglie quindi il primo motivo dell’Ufficio, assorbe le altre questioni e rinvia alla CTR perché verifichi la natura confermativa dello sgravio.

N. 5021

Cassazione, sentenza n. 5021 del 16/02/2022

Sentenza n. 5021 del 16/02/2022

Il contribuente contestava la decadenza dall’agevolazione prima casa, invocando il trasferimento di fatto nel Comune dell’immobile, l’attività lavorativa ivi svolta e vizi relativi alla delega del funzionario. La Cassazione ribadisce che occorre trasferire la residenza anagrafica entro diciotto mesi, salvo forza maggiore sopravvenuta, oppure dichiarare nell’atto di acquisto il criterio alternativo della sede di lavoro; la sola dimora di fatto non basta. Ritenute inammissibili o infondate anche le doglianze processuali, rigetta il ricorso e conferma la decadenza.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 5020

Cassazione, sentenza n. 5020 del 16/02/2022

Sentenza n. 5020 del 16/02/2022

Il contribuente contestava la decadenza dall’agevolazione prima casa, sostenendo di essersi trasferito di fatto nel Comune dell’immobile e di svolgervi attività lavorativa, oltre a dedurre irregolarità nella delega del sottoscrittore. La Cassazione precisa che rileva la residenza anagrafica trasferita entro diciotto mesi, salvo forza maggiore sopravvenuta, mentre il criterio alternativo della sede di lavoro deve essere dichiarato nell’atto di acquisto. Dichiarate inammissibili o infondate le ulteriori censure, la Corte rigetta il ricorso e conferma la decadenza dal beneficio.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 5019

Cassazione, sentenza n. 5019 del 16/02/2022

Sentenza n. 5019 del 16/02/2022

La controversia riguardava il valore doganale di un macchinario importato nell’ambito di un contratto misto, comprensivo anche di installazione e avviamento, che i giudici di merito avevano escluso integralmente dalle rettifiche doganali e IVA. La Cassazione non esamina il merito perché l’Amministrazione, fallito il primo tentativo di notificazione, non aveva riattivato tempestivamente il procedimento entro il limite indicato dalla giurisprudenza. Dichiarato inoltre il difetto di legittimazione della società fallita dopo l’intervento del curatore, il ricorso è rigettato con compensazione delle spese.

  • Estero
  • IVA
  • Imposte indirette
  • Processo tributario
  • Procedure concorsuali
N. 5016

Cassazione, sentenza n. 5016 del 16/02/2022

Sentenza n. 5016 del 16/02/2022

Una società non operativa aveva dichiarato ricavi nulli senza adeguarsi al reddito minimo presunto; l’Ufficio aveva recuperato l’IRES mediante cartella emessa a seguito di controllo automatizzato. La Cassazione distingue tale ipotesi dalla mera liquidazione di quanto dichiarato: i parametri delle società di comodo sono presuntivi e l’omesso adeguamento deve essere contestato nella fase di accertamento, non con controllo cartolare. Accolto il primo motivo, la Corte cassa la sentenza e, decidendo nel merito, annulla la pretesa accogliendo il ricorso introduttivo.

N. 5015

Cassazione, sentenza n. 5015 del 16/02/2022

Sentenza n. 5015 del 16/02/2022

Società e soci contestavano accertamenti IRPEF e IRAP relativi alla plusvalenza derivante dall’indennizzo assicurativo per la distruzione di un fabbricato, lamentando l’assenza di contraddittorio preventivo. La Cassazione chiarisce che, per tributi non armonizzati e accertamenti “a tavolino”, non esisteva un obbligo generale di contraddittorio in mancanza di una specifica previsione, mentre la garanzia dello Statuto richiamata riguarda le verifiche in loco. Esclusa anche un’utile prova di resistenza, la Corte rigetta il ricorso e conferma la decisione della CTR.

N. 5005

Cassazione, sentenza n. 5005 del 16/02/2022

Sentenza n. 5005 del 16/02/2022

La lite investiva, tra diverse riprese, la deducibilità della svalutazione di una partecipazione non quotata acquistata in più esercizi e degli accantonamenti per patti di non concorrenza. La Cassazione afferma che il confronto tra patrimoni netti deve essere omogeneizzato, considerando versamenti e remissioni a copertura delle perdite, e articolato per gli strati corrispondenti ai diversi periodi di acquisto; ritiene quindi fondata la censura della contribuente. Accoglie inoltre la doglianza erariale sugli accantonamenti, poiché il relativo costo non rientrava tra quelli fiscalmente deducibili espressamente previsti.

  • IRES
  • Contabilità e Bilancio
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
  • Società di capitali
N. 4803

Cassazione, sentenza n. 4803 del 15/02/2022

Sentenza n. 4803 del 15/02/2022

La società contestava la rettifica del valore di uno dei due immobili acquistati con lo stesso atto, sostenendo che le unità avessero identici dati catastali e censurando motivazione, prova della diversa superficie e mancata applicazione della valutazione automatica. La Cassazione rileva che la CTR aveva spiegato la rettifica richiamando le differenti estensioni e che le prime doglianze miravano a ottenere un riesame della motivazione non consentito. La questione catastale, non risultando proposta in appello né adeguatamente localizzata negli atti, è nuova: il ricorso viene dichiarato inammissibile.

  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 4835

Cassazione, sentenza n. 4835 del 15/02/2022

Sentenza n. 4835 del 15/02/2022

Un Comune aveva venduto all’asta un fabbricato acquisito dopo il fallimento di una cooperativa edilizia, assoggettando l’operazione a registro anziché a IVA; la CTR aveva valorizzato la finalità istituzionale dell’ente. La Cassazione chiarisce che né lo scopo pubblico né il ricorso all’asta escludono da soli la soggettività IVA: occorre verificare se il Comune abbia svolto un’attività economica mobilitando mezzi analoghi a quelli di un produttore o commerciante. Accoglie il ricorso dell’Agenzia e rinvia alla CTR per tale accertamento e per le questioni assorbite.

  • IVA
  • Imposte indirette
  • Immobili
  • Processo tributario
N. 4833

Cassazione, sentenza n. 4833 del 15/02/2022

Sentenza n. 4833 del 15/02/2022

Una società beneficiaria di scissione parziale contestava cartelle relative a debiti tributari anteriori dell’impresa scissa, sostenendo che la responsabilità fosse limitata al patrimonio assegnato e non comprendesse IVA e IRAP. La Cassazione afferma invece che la responsabilità tributaria della beneficiaria è solidale e illimitata, riguarda imposte, sanzioni, interessi e ogni altro debito anteriore e consente la notificazione della cartella senza un previo avviso autonomo. Esclusa la titolarità passiva dell’agente della riscossione sulle questioni riguardanti la sola obbligazione tributaria, la Corte rigetta le principali censure della beneficiaria.

N. 4801

Cassazione, sentenza n. 4801 del 14/02/2022

Sentenza n. 4801 del 14/02/2022

La controversia riguardava il rimborso IRES richiesto da una società per le imposte 1990-1992 in applicazione dell’agevolazione prevista per il sisma siciliano del 1990, riconosciuto nei gradi di merito. La Cassazione ha respinto le censure dell’Ufficio sulla rimborsabilità e sulla tempestività dell’istanza, ma ha rilevato d’ufficio l’incidenza della disciplina unionale sugli aiuti di Stato. Ha quindi cassato con rinvio, affinché la CTR verifichi, con prova a carico della beneficiaria, il rispetto del regime de minimis o la compatibilità dell’aiuto quale compensazione dei danni direttamente causati dalla calamità.

  • Agevolazioni Fiscali
  • IRES
  • Contenzioso
  • Processo tributario
  • Imprese
N. 4798

Cassazione, sentenza n. 4798 del 14/02/2022

Sentenza n. 4798 del 14/02/2022

L’Amministrazione aveva richiesto a una società acquirente, quale coobbligata solidale, l’IVA non versata dalla cedente su autovetture vendute a prezzo inferiore al valore normale; la CTR aveva annullato la cartella perché non risultava provata la consapevolezza della frode. La Cassazione ha chiarito che la responsabilità prevista dall’art. 60-bis richiede all’Ufficio di provare soltanto l’omesso versamento del cedente e l’inferiorità del prezzo rispetto al mercato, non anche la consapevolezza del cessionario. Accolto il primo motivo e assorbito il secondo, la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • IVA
  • Accertamento e riscossione
  • Contenzioso
  • Autovetture e Fisco
N. 4793

Cassazione, sentenza n. 4793 del 14/02/2022

Sentenza n. 4793 del 14/02/2022

Una società contestava il recupero dell’IVA detratta sull’acquisto e sulla locazione di unità catastalmente abitative comprese in un complesso prevalentemente commerciale, sostenendone la natura pertinenziale e strumentale. La Cassazione ha confermato che la CTR non si era basata sulla sola classificazione catastale, ma aveva valutato superficie, autonomia degli appartamenti, dichiarazioni contrattuali e mancata prova degli elementi oggettivo e soggettivo della pertinenza; la medesima conclusione valeva per il pro-rata di detraibilità. Le ulteriori censure introducevano questioni nuove o sollecitavano una rivalutazione dei fatti: il ricorso è stato rigettato.

N. 4600

Cassazione, sentenza n. 4600 del 14/02/2022

Sentenza n. 4600 del 14/02/2022

Il contribuente pretendeva una nuova agevolazione prima casa dopo avere versato, a distanza di quasi dieci anni, le maggiori imposte e le sanzioni relative a un precedente acquisto agevolato, sostenendo di avere così rinunciato al primo beneficio. La Cassazione ha escluso che il beneficio già definitivamente fruito possa essere revocato volontariamente: la dichiarazione d’intenti sul trasferimento della residenza può essere ritirata soltanto entro il relativo termine di diciotto mesi, mentre la successiva accettazione dei versamenti non genera silenzio-assenso né un affidamento idoneo a consentire la reiterazione. Le restanti censure sono state ritenute prevalentemente inammissibili.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Contenzioso
N. 4599

Cassazione, sentenza n. 4599 del 14/02/2022

Sentenza n. 4599 del 14/02/2022

La contribuente contestava la revoca dell’agevolazione prima casa per un’abitazione superiore a 240 metri quadrati e, in subordine, le sanzioni, richiamando l’incerta disciplina transitoria sulla qualificazione degli immobili di lusso. La Cassazione ha dichiarato inammissibile la censura sul merito dell’agevolazione, ma ha riconosciuto un’oggettiva incertezza normativa, da valutare rispetto alla possibilità per il giudice di individuare univocamente la regola applicabile e non alla preparazione professionale del contribuente. Ha quindi cassato sul punto e, decidendo nel merito, escluso le sanzioni, compensando le spese dell’intero giudizio.

  • Agevolazioni Fiscali
  • Imposta di registro
  • Sanzioni
  • Immobili
  • Contenzioso
N. 4526

Cassazione, ordinanza n. 4526 del 11/02/2022

Ordinanza n. 4526 del 11/02/2022

Il contribuente, apprese da estratti di ruolo cartelle, intimazioni e un’iscrizione ipotecaria che assumeva mai ritualmente notificate, aveva ottenuto nei gradi di merito l’annullamento degli atti; l’agente della riscossione contestava, tra l’altro, l’impugnabilità diretta dell’estratto. La Cassazione richiama il principio secondo cui la cartella non validamente notificata, conosciuta tramite estratto di ruolo, poteva essere impugnata anticipatamente per non comprimere la tutela giurisdizionale. Individua tuttavia come decisiva la verifica dell’eventuale efficacia retroattiva della disciplina sopravvenuta del 2021, che limita l’impugnazione di ruolo ed estratto; nei dati disponibili non compare il dispositivo conclusivo.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 4458

Cassazione, sentenza n. 4458 del 11/02/2022

Sentenza n. 4458 del 11/02/2022

La contribuente impugnava cartelle per IRPEF e IVA, deducendo vizi delle notifiche, mancata allegazione degli accertamenti e omessa indicazione del responsabile del procedimento; i giudici di merito avevano ritenuto gli atti regolarmente notificati e gli eventuali vizi sanati dal raggiungimento dello scopo. La Cassazione ha rilevato che il ricorso non censurava tale autonoma ragione decisoria e ha precisato che le difformità non essenziali della notificazione sono sanabili. Ha inoltre escluso un generale obbligo dell’agente di produrre la cartella integrale e dichiarato inammissibile anche la doglianza sul responsabile, per difetto di autosufficienza; il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

  • Riscossione
  • Processo tributario
  • Contenzioso
  • Accertamento e riscossione
N. 4445

Cassazione, sentenza n. 4445 del 11/02/2022

Sentenza n. 4445 del 11/02/2022

Due giudizi riuniti riguardavano la rettifica IRES, nel consolidato nazionale, del reddito di una società considerata non operativa per il 2006; la contribuente invocava il monopolio di un consorzio e il mancato collaudo di un immobile quali impedimenti all’attività. La Cassazione ha ribadito che il test di operatività integra una presunzione relativa e che spetta alla società provare situazioni oggettive, specifiche e indipendenti dalla propria volontà, capaci di impedire il conseguimento dei ricavi presunti. Esclusa anche l’estensione del giudicato formatosi su distinti accertamenti della consolidante, la Corte ha rigettato entrambi i ricorsi riuniti.

N. 4444

Cassazione, sentenza n. 4444 del 11/02/2022

Sentenza n. 4444 del 11/02/2022

L’Ufficio aveva assoggettato a tassazione ordinaria la plusvalenza derivante dalla cessione di un’azienda ereditata meno di cinque anni prima, negando la cumulabilità del possesso dell’erede con quello della dante causa. La Cassazione ha invece ricondotto il possesso rilevante alla nozione civilistica: esso continua nell’erede senza soluzione di continuità e, poiché il trasferimento mortis causa avviene in continuità dei valori fiscali senza realizzo della plusvalenza, i rispettivi periodi si sommano ai fini del quinquennio. Accolto il motivo, la sentenza è stata cassata e il ricorso originario del contribuente accolto nel merito.

  • IRPEF
  • Imprese
  • Operazioni straordinarie
  • Contenzioso

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