Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 4526

Cassazione, ordinanza n. 4526 del 11/02/2022

Ordinanza n. 4526 del 11/02/2022

Il contribuente, apprese da estratti di ruolo cartelle, intimazioni e un’iscrizione ipotecaria che assumeva mai ritualmente notificate, aveva ottenuto nei gradi di merito l’annullamento degli atti; l’agente della riscossione contestava, tra l’altro, l’impugnabilità diretta dell’estratto. La Cassazione richiama il principio secondo cui la cartella non validamente notificata, conosciuta tramite estratto di ruolo, poteva essere impugnata anticipatamente per non comprimere la tutela giurisdizionale. Individua tuttavia come decisiva la verifica dell’eventuale efficacia retroattiva della disciplina sopravvenuta del 2021, che limita l’impugnazione di ruolo ed estratto; nei dati disponibili non compare il dispositivo conclusivo.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario
  • Contenzioso
N. 4238

Cassazione, sentenza n. 4238 del 9/02/2022

Sentenza n. 4238 del 09/02/2022

Una società consolidata contestava una cartella IRES emessa mediante controllo automatizzato senza preventiva comunicazione d’irregolarità, sostenendo che l’indicazione dell’eccedenza nel rigo destinato al consolidato dipendesse da un errore materiale. La Cassazione rileva che le dichiarazioni integrative, l’utilizzo personale del credito e il mancato impiego da parte della consolidante evidenziavano incertezze rilevanti, imponendo all’Agenzia delle Entrate l’invio dell’avviso bonario. Accoglie quindi il quarto motivo e dichiara assorbite le ulteriori censure.

  • IRES
  • Dichiarazioni
  • Accertamento e riscossione
  • Processo tributario
N. 3857

Cassazione, sentenza n. 3857 del 8/02/2022

Accertamento - Agenzia di viaggi - Operazioni concluse sulla base di un patto di opzione con strutture alberghiere convenzionate - Regime fiscale ex art. 74-ter del DPR n. 633/72.

L’Agenzia delle Entrate contestava l’applicazione del regime IVA speciale alle prestazioni turistiche che un’agenzia aveva preventivamente opzionato presso strutture alberghiere, qualificandone l’attività come mera intermediazione. La Cassazione afferma che l’art. 74-ter non richiede l’acquisto della titolarità del servizio: basta che l’agenzia ne abbia acquisito la disponibilità prima della richiesta del cliente, anche mediante un’opzione temporanea che consenta di disporne senza ulteriori autorizzazioni. I motivi dell’Amministrazione relativi a tale regime sono pertanto rigettati.

N. 3854

Cassazione, sentenza n. 3854 del 7/02/2022

Sentenza n. 3854 del 07/02/2022

La controversia riguardava l’ICI 2005 su opere idrauliche e manufatti di una centrale idroelettrica privi di rendita e non compresi nella dichiarazione catastale, nonché le relative sanzioni. La Cassazione conferma, per quell’annualità, il potere comunale di determinare provvisoriamente la base imponibile facendo riferimento a fabbricati similari, ma rileva che la CTR non aveva deciso sulla dedotta incertezza normativa. Accoglie tale censura e, decidendo nel merito, dichiara non dovute le sanzioni, compensando le spese del giudizio di legittimità.

  • Tributi locali
  • Immobili
  • Sanzioni
  • Processo tributario
N. 3307

Cassazione, sentenza n. 3307 del 3/02/2022

Sentenza n. 3307 del 03/02/2022

Un socio di maggioranza contestava la tassazione proporzionale degli utili extracontabili definitivamente accertati presso una società di capitali a ristretta base partecipativa, invocando anche risultanze del procedimento penale. La Cassazione conferma che la ristrettezza della compagine fonda la presunzione di distribuzione, superabile provando l’accantonamento o il reinvestimento degli utili; la quota non va inoltre ridotta delle imposte societarie ipotetiche sui ricavi occulti. Ritenuta adeguata la motivazione d’appello, la Corte rigetta integralmente il ricorso.

  • Società di capitali
  • Accertamento fiscale
  • IRPEF
  • Processo tributario
N. 3306

Cassazione, sentenza n. 3306 del 3/02/2022

Sentenza n. 3306 del 03/02/2022

L’Agenzia delle Entrate aveva recuperato l’IVA su cessioni dichiarate non imponibili verso esportatori abituali, prospettando la falsità delle dichiarazioni d’intento e numerosi indizi di frode; la CTR aveva invece posto sull’Ufficio l’intero onere della prova. La Cassazione chiarisce che, davanti a elementi presuntivi idonei, il cedente deve dimostrare di non conoscere l’irregolarità e di avere adottato tutte le ragionevoli cautele, non bastando gli adempimenti formali. Accoglie il primo motivo, assorbe il secondo e rinvia alla CTR per un nuovo esame.

N. 3305

Cassazione, sentenza n. 3305 del 3/02/2022

Sentenza n. 3305 del 03/02/2022

L’Agenzia delle Entrate aveva recuperato l’IVA su cessioni dichiarate non imponibili verso esportatori abituali, deducendo la falsità delle dichiarazioni d’intento e un articolato quadro indiziario; la CTR aveva richiesto all’Ufficio la prova diretta della consapevolezza della frode. La Cassazione afferma che il cedente, in presenza di indizi qualificati, deve provare la propria estraneità e l’adozione delle ragionevoli misure esigibili, oltre al rispetto degli obblighi formali. Accoglie il primo motivo, assorbe il secondo e dispone la cassazione con rinvio.

N. 3304

Cassazione, sentenza n. 3304 del 3/02/2022

Sentenza n. 3304 del 03/02/2022

Nel contenzioso sull’accertamento IRES di secondo livello rivolto alla consolidante, la CTR aveva dichiarato tardivo l’appello, ma aveva motivato riferendosi ripetutamente a un’altra sentenza, a un diverso ufficio e a differenti parti processuali. La Cassazione ritiene che una decisione con motivazione e dispositivo relativi a una causa estranea non consenta di ricostruire né il decisum né la ratio decidendi ed è quindi affetta da nullità insanabile. Accoglie il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, cassa integralmente la pronuncia e rinvia per la rinnovazione dell’appello.

N. 3303

Cassazione, sentenza n. 3303 del 3/02/2022

Sentenza n. 3303 del 03/02/2022

La controversia concerneva un accertamento per IVA, IRPEG e IRAP, comprendente il disconoscimento di una rilevante minusvalenza da cessione azionaria ritenuta antieconomica e diversi recuperi di costi e sopravvenienze. La CTR aveva sostanzialmente richiamato la decisione di primo grado, senza confrontarsi con i motivi d’appello né spiegare le ragioni della conferma dei rilievi. Ravvisata una motivazione meramente apparente, la Cassazione accoglie le corrispondenti censure, dichiara assorbiti gli altri motivi e rinvia alla CTR per un nuovo esame.

  • Società di capitali
  • Operazioni straordinarie
  • Accertamento fiscale
  • Processo tributario
N. 3302

Cassazione, sentenza n. 3302 del 3/02/2022

Sentenza n. 3302 del 03/02/2022

La contribuente aveva ottenuto l’annullamento di una cartella per IVA e imposte dirette perché i giudici di merito avevano reputato inesistente la notificazione, nonostante la produzione di una copia della relata e la tempestiva impugnazione dell’atto. La Cassazione distingue l’inesistenza, limitata alla mancanza degli elementi essenziali della notificazione, dalle altre difformità, qualificabili come nullità. Poiché la cartella era pervenuta alla destinataria ed era stata tempestivamente impugnata, gli eventuali vizi risultavano sanati; la sentenza è cassata con rinvio.

N. 3269

Cassazione, sentenza n. 3269 del 3/02/2022

Sentenza n. 3269 del 03/02/2022

Una contribuente colpita dal sisma siciliano del 1990 contestava una cartella relativa agli anni 1991 e 1992, deducendo vizi di notificazione e decadenza dalla riscossione. La Cassazione esclude l’inesistenza della notifica, poiché l’omessa relata sulla copia costituisce mera irregolarità e l’impugnazione sana comunque eventuali nullità; ritiene invece fondate le censure sui termini, precisando che la disciplina della regolarizzazione non può far rivivere obbligazioni per le quali l’Amministrazione fosse già decaduta. Accoglie pertanto, nei termini della motivazione, i motivi relativi alla decadenza.

  • Riscossione
  • Accertamento e riscossione
  • Agevolazioni Fiscali
  • Processo tributario
N. 3266

Cassazione, sentenza n. 3266 del 2/02/2022

Accertamento - Trasferimenti di impianti e rami d'azienda - Settore radiotelevisivo - Atti precedenti all'emanazione della norma - Art. 27, co. 7-bis, del d.lgs. n. 177 del 2005 - Validità e non rettificabilità ai fini tributari.

L’Amministrazione aveva riqualificato l’acquisto di un impianto di radiodiffusione, assoggettato dalle parti a IVA, come cessione di ramo d’azienda soggetta a imposta proporzionale di registro, negando la detrazione. La Corte ha applicato la norma sopravvenuta che rende validi e non rettificabili fiscalmente gli atti del settore radiotelevisivo anteriori alla sua entrata in vigore, mantenendo quindi la qualificazione attribuita dalle parti. Ha accolto il ricorso, cassato la decisione regionale e, decidendo nel merito, accolto l’impugnazione originaria dei contribuenti, riconoscendo la correttezza della detrazione IVA.

  • IVA
  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Operazioni straordinarie
  • Accertamento fiscale
N. 3182

Cassazione, sentenza n. 3182 del 2/02/2022

Accertamento - Imposte dirette - Apertura corrispondenza e borse - Autorizzazione PM - Libero consenso.

L’accertamento per IRPEG, IRAP e IVA utilizzava documentazione extracontabile rinvenuta in una valigetta dell’amministratore durante una verifica, che la contribuente sosteneva fosse stata aperta senza autorizzazione giudiziaria. Le Sezioni Unite hanno stabilito che l’autorizzazione del Procuratore è necessaria soltanto per l’apertura coattiva, non quando il titolare presta liberamente il consenso; tale consenso non richiede una preventiva informazione sulla necessità dell’autorizzazione in caso di opposizione. Accertata dalla CTR la consegna spontanea e senza coercizione, la Corte ha giudicato infondato il motivo relativo all’acquisizione della valigetta.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRAP
  • IRES
  • Processo tributario
N. 3159

Cassazione, sentenza n. 3159 del 2/02/2022

Sentenza n. 3159 del 02/02/2022

La lite concerneva il diniego di un condono su somme già iscritte a ruolo: i contribuenti avevano pagato la prima rata, ma omesso il saldo, e avevano poi chiesto di definire la controversia mediante una successiva procedura agevolata. La Corte ha escluso questa seconda definizione perché il diniego di condono non è un atto impositivo e ha ribadito che la sanatoria prevista dalla legge del 2002 si perfeziona soltanto con il pagamento integrale e tempestivo. Ha quindi confermato il nuovo diniego, accolto il ricorso dell’Agenzia, cassato la sentenza e rigettato nel merito il ricorso originario.

N. 3096

Cassazione, sentenza n. 3096 del 2/02/2022

Sentenza n. 3096 del 02/02/2022

L’Amministrazione aveva considerato unitariamente il conferimento di un ramo d’azienda e la successiva cessione delle partecipazioni, liquidando una maggiore imposta di registro come se fosse intervenuta una cessione diretta del ramo. La Corte ha chiarito che l’imposta di registro deve essere applicata in base al contenuto e agli effetti giuridici del singolo atto presentato, senza utilizzare atti collegati o elementi extratestuali; l’eventuale abuso richiede invece lo specifico procedimento garantito dallo Statuto del contribuente. Accolti il terzo e il quarto motivo, ha cassato la sentenza e accolto nel merito il ricorso originario.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Operazioni straordinarie
  • Processo tributario
N. 3095

Cassazione, sentenza n. 3095 del 2/02/2022

Sentenza n. 3095 del 02/02/2022

Le società avevano impugnato avvisi di liquidazione dell’imposta di registro riguardanti un’operazione riqualificata dall’Amministrazione come cessione di ramo d’azienda; dopo il rigetto nei due gradi di merito, avevano proposto ricorso per cassazione. Nel corso del giudizio l’Agenzia delle Entrate ha revocato in autotutela gli atti impugnati, eliminando la pretesa controversa. La Corte non ha quindi esaminato i motivi nel merito, ma ha dichiarato cessata la materia del contendere, con perdita di efficacia della sentenza impugnata e compensazione delle spese processuali.

  • Imposta di registro
  • Autotutela
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 3094

Cassazione, sentenza n. 3094 del 2/02/2022

Sentenza n. 3094 del 02/02/2022

La maggiore imposta di registro derivava dal mancato riconoscimento, nella base imponibile di un conferimento immobiliare, del debito garantito da ipoteca contratto in precedenza dal conferente per finalità personali. La Corte ha distinto tale questione dalla riqualificazione degli atti collegati e ha affermato che, nel conferimento di immobili, sono deducibili soltanto passività e oneri inerenti al bene trasferito; non basta che l’ipoteca gravi materialmente sull’immobile se il finanziamento non è collegato al trasferimento. Ritenuta non inerente la passività, ha rigettato il ricorso e confermato la pretesa fiscale.

  • Imposta di registro
  • Immobili
  • Operazioni straordinarie
  • Società
N. 3092

Cassazione, sentenza n. 3092 del 2/02/2022

Sentenza n. 3092 del 02/02/2022

L’Amministrazione aveva ricondotto conferimenti di più rami d’azienda, cessione dell’intera partecipazione e successiva fusione a un’unica cessione indiretta d’azienda, applicando l’imposta proporzionale di registro. La Corte ha ritenuto che l’articolo 20 imponga di interpretare ciascun atto sulla base degli elementi interni, senza ricostruire un risultato unitario mediante atti collegati o dati extratestuali; l’eventuale abuso del diritto segue una disciplina e garanzie procedimentali proprie. Accolti il secondo e il terzo motivo, ha cassato la sentenza e, decidendo nel merito, accolto i ricorsi originari delle contribuenti.

  • Imposta di registro
  • Imposte indirette
  • Operazioni straordinarie
  • Società di capitali
N. 3268

Cassazione, sentenza n. 3268 del 2/02/2022

Sentenza n. 3268 del 02/02/2022

La controversia riguarda un avviso sostitutivo con cui l’Amministrazione ha recuperato IRES e IRAP, disconoscendo la quota di un costo pluriennale documentato da una fattura ritenuta riferibile a operazioni inesistenti. La Corte afferma che l’autotutela sostitutiva resta esercitabile entro i termini di decadenza finché sull’atto precedente non sia già intervenuto il giudicato, anche se una sentenza non ancora definitiva lo abbia annullato. Poiché il giudicato invocato si era formato successivamente alla notificazione del nuovo avviso e non era stato ritualmente documentato, i primi tre motivi sono stati rigettati; il testo fornito non riporta l’esito complessivo del ricorso.

  • Accertamento fiscale
  • Autotutela
  • Processo tributario
  • IRES
  • IRAP
N. 3267

Cassazione, sentenza n. 3267 del 2/02/2022

Sentenza n. 3267 del 02/02/2022

La società contestava avvisi sostitutivi relativi a IVA, IRES e IRAP, fondati sull’asserita inesistenza di operazioni fatturate, opponendo il giudicato, il condono tombale, la decadenza e carenze probatorie e motivazionali. La Corte ha escluso che il condono impedisse di verificare l’esistenza del credito IVA chiesto a rimborso e ha ritenuto applicabile il raddoppio dei termini quando, al momento della violazione e dell’accertamento, sussisteva l’obbligo di denuncia. Rigettati i primi nove motivi e dichiarati inammissibili quelli dal decimo al diciottesimo, ha accolto il diciannovesimo, cassando con rinvio alla CTR.

  • Accertamento fiscale
  • IVA
  • IRES
  • IRAP
  • Autotutela
  • Processo tributario

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