Giurisprudenza e prassi

Un archivio ordinato dei documenti che orientano l’applicazione delle norme tributarie. La raccolta riunisce circolari, risoluzioni, risposte a interpello e sentenze, con ricerca per parola, numero, argomento e anno.

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Sentenze

11.961 documenti

N. 19726

Cassazione, sentenza n. 19726 del 17/06/2022

Sentenza n. 19726 del 17/06/2022

Gli accertamenti IRES e IRAP per il 2009 contestavano la deduzione di disavanzi da fusione e di costi relativi a operazioni con imprese situate in Paesi allora inclusi nella black list; la CTR aveva respinto gli appelli dell’Agenzia e riconosciuto anche il risarcimento per lite temeraria. La Cassazione rileva che la motivazione d’appello rinviava a numerose decisioni e difese di parte senza ricostruirne criticamente contenuto, pertinenza e ragioni applicabili ai singoli rilievi. Accoglie quindi il primo motivo, assorbe gli altri, cassa la sentenza e rinvia alla CTR in diversa composizione anche per le spese.

  • IRES
  • IRAP
  • Accertamento fiscale
  • Operazioni straordinarie
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 19722

Cassazione, sentenza n. 19722 del 17/06/2022

Sentenza n. 19722 del 17/06/2022

La controversia riguardava rettifiche IRES e IRAP relative alla deducibilità di quote riferite a disavanzi da fusione e di costi per operazioni con imprese localizzate in Stati a fiscalità privilegiata. La Cassazione ha affermato che il riconoscimento fiscale gratuito dei maggiori valori richiedeva l’espressa opzione nella dichiarazione e che il regime probatorio sui costi “black list” non contrastava con la Convenzione Italia-Svizzera. Accolti il primo, quarto e quinto motivo dell’Agenzia, la sentenza è stata cassata con rinvio; le altre censure e il ricorso incidentale sono rimasti assorbiti.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • Operazioni straordinarie
  • Estero
  • Processo tributario
N. 19721

Cassazione, sentenza n. 19721 del 17/06/2022

Sentenza n. 19721 del 17/06/2022

Gli accertamenti IRES e IRAP contestavano, tra l’altro, la deduzione dei maggiori valori derivanti da una fusione deliberata entro il 30 aprile 2004, in assenza dell’opzione nella dichiarazione dei redditi. La Cassazione ha ritenuto che la disciplina transitoria conservasse anche l’obbligo di manifestare tale scelta: l’opzione ha natura negoziale e non costituisce un mero adempimento formale. È stata quindi cassata con rinvio la decisione favorevole alla contribuente sul rilievo relativo alla fusione; sulla ripresa per costi “black list” è stata dichiarata cessata la materia del contendere per autotutela.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • Operazioni straordinarie
  • Autotutela
  • Processo tributario
N. 19591

Cassazione, sentenza n. 19591 del 17/06/2022

Sentenza n. 19591 del 17/06/2022

L’accertamento IRES e IRAP aveva disconosciuto quote di ammortamento relative a disavanzi da due fusioni, poiché l’opzione per il riconoscimento fiscale dei maggiori valori non risultava dalla dichiarazione telematica. La Cassazione ha stabilito che l’opzione era necessaria e costituiva manifestazione di volontà; la copia cartacea non poteva prevalere sul file trasmesso, salvo rigorosa prova di un errore informatico riconoscibile. Sono stati accolti i primi due motivi dell’Agenzia e la censura sulla motivazione apparente, con assorbimento della doglianza collegata.

  • Accertamento fiscale
  • IRES
  • IRAP
  • Operazioni straordinarie
  • Dichiarazioni
  • Processo tributario
N. 19531

Cassazione, sentenza n. 19531 del 17/06/2022

TARSU - Dichiarazione infedele - Termine di decadenza per gli accertamenti.

La controversia riguardava un avviso TARSU per il 2005, notificato nel settembre 2011, a rettifica di una dichiarazione infedele relativa a immobili la cui detenzione era già in corso all’inizio dell’anno. La Cassazione ha chiarito che, se l’occupazione precede il 20 gennaio, il termine quinquennale di decadenza decorre dall’anno corrente, non da quello successivo. Poiché il termine era scaduto il 31 dicembre 2010, la Corte ha cassato la sentenza regionale e, decidendo nel merito, ha accolto il ricorso originario del contribuente.

N. 19530

Cassazione, sentenza n. 19530 del 17/06/2022

Sentenza n. 19530 del 17/06/2022

Il contribuente aveva impugnato un’iscrizione ipotecaria e gli atti presupposti, contestando in particolare la notificazione della cartella e dei ruoli. La Commissione regionale aveva confermato la decisione di primo grado senza esaminare autonomamente i motivi d’appello ancora rilevanti, soffermandosi invece sull’illegittimità dell’ipoteca, questione già definita. La Cassazione ha qualificato tale motivazione come apparente, ha accolto il primo motivo e, assorbite le residue censure non rinunciate, ha cassato con rinvio per il riesame delle contestazioni concernenti gli atti presupposti.

N. 19529

Cassazione, sentenza n. 19529 del 17/06/2022

Sentenza n. 19529 del 17/06/2022

L’iscrizione ipotecaria traeva origine sia da un credito TARSU sia da sanzioni amministrative e violazioni del Codice della strada. La Cassazione ha precisato che la giurisdizione dipende dalla natura dei crediti: spetta al giudice tributario per la componente tributaria e al giudice ordinario per quella non tributaria; ha inoltre confermato che anche prima della riforma del 2011 l’ipoteca doveva essere preceduta da una comunicazione idonea ad attivare il contraddittorio. È stato quindi dichiarato il difetto di giurisdizione sui crediti non tributari, con rigetto degli altri motivi.

N. 19340

Cassazione, sentenza n. 19340 del 16/06/2022

Sentenza n. 19340 del 16/06/2022

La società contestava il cumulo, per l’omesso versamento di acconti sulle accise, della sanzione prevista per il mancato pagamento dei tributi con interessi e indennità di mora. La Cassazione ha ritenuto che la sanzione abbia portata generale e si applichi anche alle accise, mentre l’indennità di mora svolge funzione risarcitoria e reintegrativa, non afflittiva; le due pretese sono quindi cumulabili e non opera il rapporto di specialità prospettato dalla contribuente. Le relative censure della società sono state rigettate, confermando sul punto la decisione regionale.

N. 19339

Cassazione, sentenza n. 19339 del 16/06/2022

Sentenza n. 19339 del 16/06/2022

L’Amministrazione doganale aveva richiesto interessi e indennità di mora per il tardivo versamento delle accise su partite di birra; la Commissione regionale aveva annullato la pretesa perché non risultava provata l’intenzionalità del rappresentante fiscale. La Cassazione ha invece qualificato l’indennità di mora come misura risarcitoria, collegata oggettivamente al ritardo e cumulabile con la sanzione tributaria, sicché la sua applicazione non richiede l’accertamento dell’elemento soggettivo proprio delle sanzioni. Il primo motivo dell’Amministrazione è stato pertanto ritenuto fondato, con censura della decisione d’appello.

N. 19338

Cassazione, sentenza n. 19338 del 16/06/2022

Sentenza n. 19338 del 16/06/2022

La controversia riguardava la sanzione applicata al rappresentante fiscale per il tardivo versamento delle accise su birra importata in sospensione d’imposta; la Commissione regionale aveva escluso la responsabilità per mancanza di prova dell’intenzionalità. La Cassazione ha chiarito che l’indennità di mora ha funzione risarcitoria ed è cumulabile con la sanzione, per la quale è sufficiente una condotta almeno colposa, non necessariamente dolosa. Ha quindi giudicato fondati i motivi dell’Amministrazione sull’onere probatorio e sull’elemento soggettivo, censurando l’impostazione adottata in appello.

N. 19337

Cassazione, sentenza n. 19337 del 15/06/2022

Sentenza n. 19337 del 15/06/2022

L’Ufficio aveva determinato una plusvalenza da cessione d’azienda assumendo come unico parametro il maggior valore definito dal cessionario ai fini dell’imposta di registro. La Cassazione ha ribadito che tale valore non basta, da solo, a provare un corrispettivo superiore a quello dichiarato: occorrono ulteriori indizi gravi, precisi e concordanti, ferma la successiva prova contraria del contribuente. Per la posizione rimasta controversa, la sentenza è stata cassata e il ricorso originario accolto nel merito; le altre posizioni si sono chiuse per definizione agevolata o sopravvenuta carenza d’interesse.

  • Accertamento fiscale
  • Imposta di registro
  • IRPEF
  • Operazioni straordinarie
  • Pace Fiscale
  • Processo tributario
N. 19202

Cassazione, sentenza n. 19202 del 14/06/2022

Sentenza n. 19202 del 14/06/2022

La controversia riguardava la TARSU 2009, con contestazioni sulla stagionalità dell’attività, sulla superficie tassabile e sull’efficacia di precedenti giudicati. La Cassazione esclude l’estensione del giudicato relativo ad altre annualità e ritiene non riesaminabili gli accertamenti di fatto, ma afferma che, annullata dal giudice amministrativo la delibera tariffaria applicata, il tributo deve essere ricalcolato secondo la tariffa previgente. Accoglie quindi parzialmente il terzo e il quarto motivo, cassa la sentenza e rinvia alla Commissione regionale.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 19200

Cassazione, sentenza n. 19200 del 14/06/2022

Sentenza n. 19200 del 14/06/2022

Il contribuente contestava la TARSU 2011, sostenendo fra l’altro l’assenza di una base normativa, la stagionalità dell’attività e l’erroneità della superficie tassabile. La Cassazione conferma l’ultrattività della disciplina TARSU, nega efficacia al giudicato relativo ad annualità diverse e rileva che stagionalità e variazioni della superficie dovevano essere tempestivamente dichiarate e documentate. L’annullamento delle delibere tariffarie 2008-2009 non travolge la distinta delibera del 2011, anche se ripetitiva; il ricorso è pertanto rigettato.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 19199

Cassazione, sentenza n. 19199 del 14/06/2022

Sentenza n. 19199 del 14/06/2022

L’accertamento riguardava la TARSU dal 2006 al 2011, comprese superficie imponibile, stagionalità, sanzioni e validità delle tariffe comunali. La Cassazione esclude che il giudicato su annualità precedenti si estenda a elementi variabili e conferma sia la base normativa della TARSU sia l’onere del contribuente di dichiarare e documentare superficie e uso stagionale. Poiché le delibere tariffarie 2008-2009 erano state annullate, accoglie parzialmente il secondo motivo e rinvia per il ricalcolo di quelle sole annualità secondo la tariffa previgente.

  • Tributi locali
  • Accertamento fiscale
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 19068

Cassazione, sentenza n. 19068 del 14/06/2022

Sentenza n. 19068 del 14/06/2022

L’accertamento imputava a un socio indiretto, secondo la quota di partecipazione, utili extracontabili accertati presso una società di capitali a ristretta base proprietaria. La Cassazione conferma che tali utili si presumono distribuiti ai soci, anche indiretti e nello stesso esercizio, salvo prova del loro accantonamento, reinvestimento, diversa destinazione o dell’estraneità del socio alla gestione; l’adesione della società all’accertamento non impedisce l’imputazione. Esclusi anche l’omessa pronuncia e il difetto assoluto di motivazione, il ricorso è rigettato e il controricorso dell’Agenzia dichiarato inammissibile.

  • Accertamento fiscale
  • Società di capitali
  • Società
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 19067

Cassazione, sentenza n. 19067 del 14/06/2022

Sentenza n. 19067 del 14/06/2022

Il contribuente contestava la notificazione dell’invito al contraddittorio e dell’accertamento mediante la procedura prevista per l’irreperibilità assoluta, sostenendo che nel Comune fosse presente la sede della propria azienda. La Cassazione ribadisce che il notificatore deve svolgere ricerche per verificare l’assenza di abitazione, ufficio o azienda, senza che la legge ne prescriva forme determinate. Tuttavia il ricorso non riproduceva adeguatamente la relata né localizzava e illustrava la visura camerale invocata; la censura è quindi respinta e il ricorso rigettato.

  • Accertamento fiscale
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 19065

Cassazione, sentenza n. 19065 del 14/06/2022

Sentenza n. 19065 del 14/06/2022

La controversia concerneva la sanzione per l’omessa comunicazione telematica dei dati contenuti in una dichiarazione d’intento ricevuta da un esportatore abituale, benché le operazioni fossero state fatturate senza IVA e non fosse emersa evasione. La Cassazione afferma che l’omissione ostacola i controlli sull’applicazione del regime IVA e costituisce quindi violazione formale punibile, non una violazione meramente formale irrilevante. Accoglie il ricorso dell’Agenzia, cassa la decisione regionale e rinvia anche per esaminare lo ius superveniens e la compatibilità unionale delle sanzioni.

  • IVA
  • Adempimenti
  • Sanzioni
  • Contenzioso
  • Processo tributario
N. 18884

Cassazione, sentenza n. 18884 del 13/06/2022

Sentenza n. 18884 del 13/06/2022

La complessa controversia riguardava un accertamento societario e ai soci per costi verso operatori svizzeri, contabilizzazione di un impianto, operazioni soggettivamente inesistenti, IVA e reverse charge. Nel testo disponibile, la Cassazione respinge il motivo dell’Agenzia sui costi sostenuti verso una società svizzera, poiché il giudice regionale aveva accertato l’assenza di privilegi fiscali e l’Ufficio non aveva provato i presupposti della disciplina applicata. Accoglie invece la censura di motivazione apparente sulla contabilizzazione dell’impianto, rilevando che la CTR non aveva compreso né esaminato criticamente lo specifico recupero riferito al 2004.

N. 18700

Cassazione, sentenza n. 18700 del 10/06/2022

Sentenza n. 18700 del 10/06/2022

La controversia riguardava una comunicazione con cui l’Ufficio aveva imputato al cessionario la responsabilità solidale per l’IVA non versata dal cedente in operazioni su autovetture. La Cassazione ha ritenuto l’atto impugnabile perché esponeva una pretesa tributaria definita, ma ha escluso che avesse natura di avviso di accertamento: l’obbligazione solidale nasce dall’omesso versamento del cedente e non rettifica la posizione del cessionario, sicché non opera il termine decadenziale invocato dal giudice regionale. Accolto il secondo motivo, la sentenza è stata cassata con rinvio.

  • IVA
  • Accertamento e riscossione
  • Autovetture e Fisco
  • Processo tributario
N. 18817

Cassazione, sentenza n. 18817 del 10/06/2022

Sentenza n. 18817 del 10/06/2022

Gli acquirenti contestavano il recupero della maggiore IVA e delle sanzioni conseguente al disconoscimento dell’aliquota agevolata applicata all’acquisto di una villa, qualificata dai giudici di merito come abitazione di lusso. La Cassazione giudica inammissibile la censura perché diretta a ottenere una nuova valutazione di superficie, locali, finiture e piscina, riservata al giudice di merito. Esclude inoltre che la successiva rilevanza delle sole categorie catastali determini il favor rei, poiché la dichiarazione mendace resta sanzionabile; il ricorso è integralmente rigettato.

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